Citazione di: Nanni il 27 Nov 2013, 14:26
Alla fine ho anticipato la visione e l'ho visto in due parti: una domenica, una ieri. Del resto, sono due ore e mezzo di film, roba forte. A parte i "filmoni" al cinema, credo che solo "Amadeus" - sopra le due ore e venti - ho visto tutto d'un fiato e non a tappe.
Del resto, questo film si presta bene anche a essere diviso in due o in tre. Non mi stupirei se ne avessero fatto una versione da 4 ore per la televisione.
Detto questo, il film è mediocre. Il paragone con "Il grande freddo" ci sta tutto. Un po' meno, secondo me, con "Compagni di scuola".
Premetto che a me Kasdan non piace e sono forse tra i 3, 4 al mondo cui non è piaciuto "The big chill". "Non piaciuto" è poco. A me ha proprio innervosito, a tratti disgustato.
Qui il funerale c'è alla fine, nel film di Kasdan era l'antefatto. Ma poco cambia. Lo svolgimento, il dipanamento della stori(ell)a è lo stesso.
Ma io vorrei parlare del vero punto debole di questo film - che ha comunque l'indubbio merito di strapparti quattro o cinque risate davvero di gusto e di fare delle citazioni di qualità (i due film esplicitamente citati sono "Coup de tete" di Annaud e "Lo spaventapasseri" di Schatzberg) - ossia gli attori. Davvero pessimi.
Escludo dal lotto solo Cluzet, bravo come (quasi) sempre.
Gli altri davvero male. Checché la meni ItalicBold che siamo fermi agli anni '50, la generazione di attori francesi di questo decennio (parlo di quelli sui 35/40 anni è poca roba, per un sesso e per l'altro). In Italia è andata meglio, decisamente meglio.
Quattro cinque attori e attrici nati negli anni '70 di grande livello li abbiamo tirati fuori. In Francia molto meno.
Gilles Lellouche è veramente mediocre, Laurent Lafitte ha l'espressività di un torsolo di mela, Benoît Magimel, altrove anche discreto, non azzecca mai il tono giusto. Sempre 'sta faccia da cane bastonato.
Le attrici, mi sembrano scarse anche loro. Giusto Valérie Bonneton ha "qualcosa da dire", le altre maluccio.
La stessa Cotillard non crede neanche per un minuto al personaggio che fa.
Complessivamente deludente ma non avevo grandi dubbi sul fatto che lo fosse (deludente).
Ma ho fatto comunque bene a vederlo, sia perché Canet lo meritava (con tutto che non mi sta simpatico, ma ha comunque una bella biografia e meritava che questo film lo vedessi) sia perché ho le idee più chiare sugli attori, già visti altrove e che già non mi erano piaciuti.
Cluzet merita un discorso a parte. Era bravino anche da ragazzo (io vidi un "Cocktail Molotov" di Diane Kurys, praticamente il suo primo film per il cinema, 1979), ora ha acquisito una versatilità e una consapevolezza decisamente robuste.