Cinema francese (mille e non più mille)

Aperto da cuchillo, 14 Ago 2013, 13:52

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porgascogne

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Citazione di: cuchillo il 21 Ago 2013, 16:29"La capra" che da ragazzino vedevo e rivedevo ridendo come 'no scemo...

non lo vidi al cinema e non ci riuscii neanche dopo
troppo collegato alla tragedia del cinema statuto di torino
:((

italicbold

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Citazione di: cuchillo il 21 Ago 2013, 16:29
Come quantità di risate nessun film francese me ne ha fatte fare tante come "Tanguy".
Manco "La capra" che da ragazzino vedevo e rivedevo ridendo come 'no scemo...
"Tanguy" non se batte.

Anch'io trovo che la Azéma sia una donna affascinante anche se non bella, obiettivamente. Ma è molto charmante, non c'è che dire. Charme che ha sempre conservato, adattandolo alle varie stagioni della vita.

"Il gusto degli altri" l'ho visto da poco ed ero pure convinto d'avertelo scritto. Mi sono visto subito dopo anche "Così fan tutti" che pur essendo discreto è sensibilmente inferiore.

Il mio più feroce fou rire ce l'ho avuto, e ce l'ho ancora ogni volta che lo vedo, con una scena di "Les fugitifs", sempre di Francis Veber e con Pierre Richard e Depardieu.
Quando Pierre Richard, rapinatore imbranato, porta Depardieu, da un vecchio amico veterinario per fargli togliere una pallottola dalla gamba.
Il veterinario é uno stralunatissimo e immenso Jean Carmet.
Completamente tra le nuvole, quando si trova davanti Depardieu ferito chiede "di che razza é ?"
Poi afferra il naso di Depardieu come farebbe con un cocker per misurargli la febbre.
Potrei vederla per ore e ridere sempre alla stessa maniera.


Per quanto riguarda il Gusto degli altri, se avete l'occasione, sempre della coppia Bacri e Jaoui, andatevi a vedere i due loro capolavori : Un air de famille (anche se diretto da Kaplish) e Cuisines et dependances (anche questo diretto da un altro regista).
Sono entrambi adattamenti di due loro commedie teatrali.
Soprattutto il primo é insuperabile. Comico, ironico, triste.
E guardatevi la rivelazione di quel film, Catherine Frot, un'attrice poco conosciuta in Francia ma che é, secondo me, immensa sia nei ruoli drammatici come in quelli comici.




Questo é il cinema francese che adoro.
Cinema che succhia, dichiaratamente, dalla mammella della grande commedia all'Italiana degli anni 50.

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Citazione di: italicbold il 21 Ago 2013, 19:32

...

Questo é il cinema francese che adoro.
Cinema che succhia, dichiaratamente, dalla mammella della grande commedia all'Italiana degli anni 50.

Vero.
Degli anni 50, hai detto bene, oggi che la commedia all'Italiana non esiste più, assistiamo al fenomeno popolare di Benvenuti al Sud, che è una copia (bruttarella anzichennò, parere personalissimo) pedissequa e banale dell'originale film Francese, molto più vivace, carino e originale (non parlo del secondo episodio Italiano, in perfetto e poverissimo Vanzina-style  :| ).
Avevo un amico di Pas-de-Calais e... era proprio così... :lol:

Zombi

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il mio cinema francese, in sintesi, è...Clair, Duvivier, Renoir, Vigo, quasi tutta la Nouvelle Vague e
poi Besson, Carax (grande), Kassovitz

ma, alla fine, per me i franzosi dicono la loro in quanto a stile, autonomia e rigore soprattutto nel polar (policier e littérature)
quella la loro vera vocazione

Olivier Marchal oggi mi piace assai


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Ma Polisse? L'avete visto? È del 2011
Racconta il quotidiano di una squadra di polizia minorile

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(ecco, ci stiamo avvicinando...a me piacciono molto i polizieschi e poliziotteschi francesi, con varie svisate sulla saga belmondiana, deloniana e, perchè no, defunesiana)

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Citazione di: Zanzalf il 21 Ago 2013, 20:26
Ma Polisse? L'avete visto? È del 2011
Racconta il quotidiano di una squadra di polizia minorile

Un capolavoro.
ne parlai già un anno fa.
Il secondo regista é un mio carissimo amico.
Cinema allo stato puro.
Nello stesso momento uscii anche La guerra é dichiarata di Valerie Donzelli.

Citazione di: porgascogne il 21 Ago 2013, 20:33
(ecco, ci stiamo avvicinando...a me piacciono molto i polizieschi e poliziotteschi francesi, con varie svisate sulla saga belmondiana, deloniana e, perchè no, defunesiana)

Verneuil, Audiard padre.
Oggi effettivamente c'é Olivier Marchal, ex poliziotto, che fa bei film.


Citazione di: Nanni il 21 Ago 2013, 19:45
Vero.
Degli anni 50, hai detto bene, oggi che la commedia all'Italiana non esiste più, assistiamo al fenomeno popolare di Benvenuti al Sud, che è una copia (bruttarella anzichennò, parere personalissimo) pedissequa e banale dell'originale film Francese, molto più vivace, carino e originale (non parlo del secondo episodio Italiano, in perfetto e poverissimo Vanzina-style  :| ).
Avevo un amico di Pas-de-Calais e... era proprio così... :lol:

Un discorso lungo.
Per i primi 70 anni di esistenza del cinema, in Italia siamo stati secondi solo a Hollywood.
Riuscivamo a fare film western in abruzzo, vicino ad avezzano facendo credere che l'azione si svolgeva nel Nevada.
E nel Nevada c'andavano a vederli.
E questo per tante ragioni, compreso il mascellone aveva fatto costruire quella grande fabbrica di talenti (non solo registi, ma anche tecnici, scenografi, costumisti)  che é stata, e che in parte é ancora, cinecittà.
Poi é arrivata la televisione commerciale, che in Italia ha distrutto, a mio avviso, non soltanto il sustrato culturale ma anche il gusto del grande pubblico. Un film come la Grande Guerra non solo vinceva a Venezia, ma riempiva anche le sale. E questo é un dato che, ad esempio, la nouvelle vague non puo' rivendicare. Si, belli, tutto quello che volete, ma Godard le sale non le ha mai riempite. Se non con una elite intellettuale. O con il russare dei proiezionisti.
Oggi in Italia, invece, le sale le riempi con prodotti presi pari pari dalla televisione. Che siano i natali affanculo vanziniani oppure i reduci da Zelig.
In Francia, invece, la televisione commerciale ha avuto l'effetto opposto. Canalplus é stato per anni una fucina di ricerca di nuovi linguaggi, nuove espressioni, nuove facce. Ancora oggi, malgrado un certo imborghesimento, resta il motore della cultura cinematografica francese anche attraverso la produzione di fiction ben fatte e intelligenti.

E il cinema francese, negli ultimi 20 anni, oltre a riprendere la lezione della commedia all'italiana, che passa regolarmente sui canali francesi, eccome se passa, ha preso quello che la televisione sapeva offrire di migliore. Attori, sceneggiatori, registi.
Togliendo la polvere a una produzione cinematografica che, scusate l'ardire, provocava profonde scuoiate di scroto.
In un film di Klapish, come "Les poupées russes", c'é molta più filiazione con un Monicelli che con un Chabrol, per dire.

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Citazione di: porgascogne il 21 Ago 2013, 20:33
(ecco, ci stiamo avvicinando...a me piacciono molto i polizieschi e poliziotteschi francesi, con varie svisate sulla saga belmondiana, deloniana e, perchè no, defunesiana)

Prendi Verneuil a dirigere.
Ci metti dentro Jean Gabin Lino Ventura Alain Delon.
Poi chiedi al maestro di buttare giu' una melodia...


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36 quai des orfevres- di Olivier Marchal,  poliziesco della madonna, imho.

e poi Un Prophete, di Jacques Audiard,  secondo me uno trai film piu belli degli ultimi anni, e non solo nel suo genere.

porgascogne

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Citazione di: kelly slater il 21 Ago 2013, 23:15
Prendi Verneuil a dirigere.
Ci metti dentro Jean Gabin Lino Ventura Alain Delon.
Poi chiedi al maestro di buttare giu' una melodia...



questo intendevo
:p

ma anche questo
Citazione di: kelly slater il 21 Ago 2013, 23:21
36 quai des orfevres- di Olivier Marchal,  poliziesco della madonna, imho.
:p

Citazione di: italicbold il 21 Ago 2013, 23:06
Verneuil, Audiard padre.
Oggi effettivamente c'é Olivier Marchal, ex poliziotto, che fa bei film.

(ve puzza er culo)

cuchillo

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Citazione di: porgascogne il 21 Ago 2013, 18:46
non lo vidi al cinema e non ci riuscii neanche dopo
troppo collegato alla tragedia del cinema statuto di torino
:((

O Signore...
Non lo sapevo. Me lo sono andato a leggere. Ero piccolo il giorno di quella tragedia. Non la memorizzai. 
Che poi la tragedia è del 1983 e il film del 1981. Evidentemente era arrivato in alcune sale anni dopo.
Mamma mia.

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Citazione di: cuchillo il 22 Ago 2013, 00:18
O Signore...
Non lo sapevo. Me lo sono andato a leggere. Ero piccolo il giorno di quella tragedia. Non la memorizzai. 
Che poi la tragedia è del 1983 e il film del 1981. Evidentemente era arrivato in alcune sale anni dopo.
Mamma mia.

Si, cmq. assurda sta cosa.
Un film che parla ( comicamente ) di sfortuna e sventura che è legato a due sventure purtroppo reali
come quella del cinema Statuto di Torino
ma anche un'altra tragedia in un cinema di Napoli in cui altre due persone sono morte.

cuchillo

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...Catherine Frot è poco famosa in Francia?
Caspita, pensavo che dopo "La voltapagine" avesse assunto una grande notorietà. Tra l'altro, il bel film di Dercourt - un po' come "La donna che canta", sopra citato - l'hanno visto in tanti, con mia sorpresa.

Il mio amore per il cinema francese NASCE coi polar francesi. E' da lì che poi si sviluppa tutto.
Certo, quasi in contemporanea ho cominciato anche coi grandi autori della nouvelle vague, per poi fare avanti e dietro, ma i primissimi film di cui mi sono innamorato sono stati i polizieschi di Melville, Becker, Granier-Deferre, Sautet, Giovanni, Deray, Boisset, Corneau, Verneuil e altri ancora.
Certo, nel poliziesco francese ci puoi trovare sei o sette filoni diversi. I puristi ti diranno che Melville non faceva dei polizieschi ma dei noir, così come ti diranno che Verneuil faceva dei film spuri, avendo sempre l'assillo degli incassi al botteghino.
Ma la particolarità è che praticamente TUTTI i grandi registi francesi, ma proprio TUTTI, si sono cimentati almeno in un poliziesco. Truffaut ne ha fatti almeno 5, Godard c'ha praticamente esordito, con un poliziesco, Malle ne ha fatti (e anche importanti), Tavernier, Lelouch, Deville, TUTTI.
In Italia questo non è successo e nemmeno in tanti altri Paesi. I registi sono stati molto più parcellizzati.
I cineasti francesi il genere poliziesco ce l'hanno nel sangue, nelle ossa. Chi prima, chi dopo, lo sfizio se lo sono voluti togliere.   
Perfino Zidi, il re della commedia leggera leggera, ha fatto un poliziesco (certo, divertente quanto si vuole, ma pur sempre un poliziesco). Parlo, ovviamente, de "Les ripoux" ignobilmente tradotto "Il commissadro".

Sono molto d'accordo col discorso che fa Italic, anche se affiora, sempre e incessantemente, in lui il conferire alla "nouvelle vague" questo ruolo pervasivo e castrante (degli altri cineasti) in quei "terribili" (dal suo punto di vista... :p) anni '60...L'idea che mi sono fatto io, viceversa, è che la "nouvelle vague francese" abbia più influenzato (nel bene o nel male non m'interessa, ora non voglio dare giudizi di valore) le cinematografie estere (soprattutto dei Paesi dell'est-Europa e del Sudamerica) che non la stessa cinematografia francese.   
Sopra ho citato un bel po' di cineasti, se togliamo Truffaut, Godard, in parte Malle, quali altri hanno stravolto il loro percorso cinematografico sotto i colpi della "nouvelle vague"?
Io penso che la "nouvelle vague" abbia creato dal nulla registi come Glauber Rocha in Brasile, come Jerzy Skolimowski, Ivan Passer e Milos Forman in Cecoslovacchia, Raoul Ruiz in Cile e così via...Ah, arrivo a dire, e chi vuole si tappi le orecchie...Pier Paolo Pasolini in Italia...
Parlomose chiaro...I grandi cineasti francesi se ne sono sbattuti la minchia della "nouvelle vague" e di Godard! Qualcuno ha fatto finta de annaje appresso, ma poca roba.
Il fenomeno stilistico-rivoluzionario è durato quattro-cinque, poi se so' rimessi le parrucche...

cuchillo

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kelly slater

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Analisi molto interessante, Cuchillo.
Mi fa pensare al poliziesco italiano che invece è stato un genere di serie b perchè non aveva quella tradizione e quello spessore dei Melville  e compagni.
Per il resto non conosco così bene il cinema brasiliano ed esteuropeo, quindi non so dire, ma io anche ho sempre
pensato che Pasolini post-accattone fosse tanto influenzato dalla Nouvelle Vague, in particolare da Godard.

Zombi

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A proposito dei Sessanta, due film:
Il disprezzo di Godard e L'anno scorso a Marienbad di Resnais

poi ve cito J'entends plus la guitare di Garrel e L'homme du train e  Le mari de la coiffeuse (e anche altri..) di Patrice Leconte

così, tanto per dire la mia

cuchillo

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Pasolini lo dice implicitamente di essersi ispirato a Godard, nella sua celebre distinzione tra cinema di prosa (Ford) e cinema di poesia (Godard).
Te dirò...Per me pure Accattone è figlio della "nuovelle vague", in qualche modo.
Poi, certo, un film come "Uccellacci e uccellini" è chiaramente un film godardiano.

"Il disprezzo" non m'è mai piaciuto, aldilà del deretano nudo di Brigitte Bardot. L'ho visto pure due volte, una volta da ragazzino, una volta pochi anni fa. E la seconda volta è riuscito a piacermi meno della prima...
"L'anno scorso a Marienbad" è un gran film, invece. A me di Resnais è piaciuto quello che non "Hiroshima mon amour", considerato il suo vero capolavoro. (Tra l'altro, film citato da Allen in "Misterioso omicidio a Manhattan").
"J'entends plus la guitare" ha una strana storia, in Italia. Non è stato mai tradotto né credo sia andato nelle sale nonostante il Leone d'argento a Venezia.
Ma ci pensa Ghezzi, ogni 6 mesi, a trasmetterlo a "Fuori orario" sottotitolato in italiano...Credo sia il film più trasmesso da 20 anni a questa parte dal buon Enrico...

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cuchillo

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Citazione di: cuchillo il 22 Ago 2013, 09:26
A me di Resnais è piaciuto più quello che non "Hiroshima mon amour", considerato il suo vero capolavoro. (Tra l'altro, film citato da Allen in "Misterioso omicidio a Manhattan").

Ecco, Resnais, per dare qui ragione a Italic, è uno che c'ha messo un bel po' ad affrancarsi dagli "stilemi" della nuovelle vague...

cuchillo

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Citazione di: kelly slater il 22 Ago 2013, 08:34
Mi fa pensare al poliziesco italiano che invece è stato un genere di serie b perchè non aveva quella tradizione e quello spessore dei Melville  e compagni.

Il poliziesco italiano è stato un genere minore.
Di fatto, i grandi polizieschi italiani si contano su due mani.
Ma devo dire, però, e questo è un merito, che quei cineasti italiani che ci hanno provato, hanno realizzato dei polizieschi "autonomi", senza grandi ispirazioni dal cinema americano o francese.
Magari Germi ha "acchiappato" qualcosa qua e là da Ford, ma gli altri (che poi gli altri chi sono? Rosi, Petri, Damiani e Lizzani e nessun altro) hanno provato a fare qualcosa di diverso, di personale.
Ecco, "Un detective" di Romolo Guerrieri è un bel film. Quello sì, però, con una chiara ispirazione francese.
Comunque EOT, altrimenti mo' se comincia a parlà di Di Leo, Lenzi e Castellari...No, ve prego...
Qui solo cinema franzoso... :D

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