Che dire. Parto con un off topic. Quando ci libereremo del doppiaggio?
Sì, lo so, sono fastidioso e noioso, però davvero, non ha senso. E' una cosa vetusta, un retaggio d'altri tempi. Io non sono eccelso con l'inglese, però, diamine, è una lingua facile, con un vocabolario per la maggior parte di derivazione latina e inoltre con i sottotitoli in italiano penso che anche un celenterato medio potrebbe seguire un film in lingua originale.
Sono andato a vederlo nell'unico cinema del centro Italia in cui era proposto in versione originale: per qualche disguido hanno fatto partire la pellicola in italiano, poi, grazie al cielo, hanno rimediato. Orbene, dopo aver sentito uno stralcio di film doppiato, devo dire che la differenza si sente pesantemente. Meno che in Inglorious Basterds, però anche qui Quentin gioca con le lingue. L'inglese da emigrante tedesco del Dr Schultz, quello degli schiavi di colore, quello della borghesia sudista e quello dei "redneck" a tutto tondo. Ah, e l'italiano di Franco Nero, a sorpresa.

In italiano, ovviamente, tutto questo si perde, e immagino tre ore di film con quella parlata finta, fittizia, da scuola di dizione, dei soliti doppiatori. E immagino, come al solito, DiCaprio svilito da quella vocina da adolescente idolo delle ragazzine cui viene proposto al pubblico italiano da 15 anni.
Ma veniamo al film.
Probabilmente sono di parte, e probabilmente farò la figura del rigazzino che si emoziona con poco ma, secondo me, questo è l'ennesimo capolavoro di Tarantino. Inglorious Basterds e i Kill Bill mi erano piaciuti di più, per meri gusti personali, ma... cavolo, che film ha tirato fuori.
Colonna sonora variegata ed imprevedibile, come al solito, con qualche chicca datata da riscoprire assolutamente, come era stato per "Rabbia e Tarantella" di Morricone in Inglorious Basterds.
Il cast è di altissimo livello. DiCaprio è una garanzia. Jamie Foxx pure. Ma Christopher Waltz. Voglio dire. Christopher Waltz sta al cinema come Petkovic sta alla Lazio. Tarantino l'ha pescato dalle soap opere austriache e si è rivelato un attore da Oscar. Ecco, qui magari non è ai livelli dimostrati nei panni di Hans Landa, ma devo dire che regge la scena come pochi.
Il film è un tentativo ben riuscito di unire il Western nostrano con quello americano. Ovviamente in salsa pulp. Tra sbudellamenti, dialoghi surreali e scene al limite del grottesco.
Imperdibile la presa per i fondelli del Ku Klux Klan. Sottilissima la metafora di rappresentare gli americani come i cattivi incivili e il tedesco (anche se siamo in epoca pre-bismarckiana) come "buono", dopo il film precedente.
Vaaabè. Troppo stanco per fare una recensione vera e propria. Me ne vado a dormire.
Vedetevelo. Ora, subito, adesso.