Citazione di: Zanzalf il 29 Ott 2010, 12:16
L'hai visto il precedente, "Gone, baby gone"? (se puoi in inglese)
Di BA, e con il fratello (un caratterista di Boston, in pratica).
Un filmone.
Veramente un filmone. Quando lo andai a vedere non ero convinto della mia scelta, motivazione-->Ben Affleck. Poi guardandolo ho abbandonato i preconcetti ed il film mi ha coinvolto come pochi altri del periodo; anzi devo ammettere che credo sia giustissimo che B.Affleck abbia vinto il National Board of Review Award al miglior regista esordiente, per
Gone baby gone se l'è davvero meritato.
Cambiando argomento invece, sono stato a vedere
La bellezza del somaro, commedia diretta ed interpretata da Sergio Castellitto, basata su un soggetto della moglie Margaret Mazzantini, con la quale ha scritto la sceneggiatura a quattro mani; il film che è stato definito un'alternativa intelligente ai soliti cine-panettoni. Sicuramente, se paragonato alle immonde pellicole natalizie nostrane, può essere ritenuto una valida opzione, non che mi sia dispiaciuto in tutto e per tutto però in parte mi aspettavo un altro prodotto e non ne sono rimasto molto entusiasta. Degna di nota è, a mio avviso, la prova dell'interprete Nina Torresi, nella parte della figlia Rosa (tanto studiosa quanto problematica). Per il resto guardando il film ci si trova dinnanzi ad una galleria di personaggi estremamente stereotipati: Castellitto nella parte del padre Marcello (un architetto cinquantenne che non è mai cresciuto, un eterno
puer); Laura Morante nella parte della madre Marina (una psicoterapeuta nevrotica che necessiterebbe a sua volta di un analista); Marco Giallini nella parte di Duccio (un cardiologo farfallone, amico di lunga data di Marcello); Barbora Babulova nella parte di Lory (patetica paziente di Marina); Gianfelice Imparato nella parte di Valentino (business man in declino, disamorato della vita, che con Marcello e Duccio completa il trio di cinquantenni alla deriva); Renato Marchetti nella parte di Ettore Maria (altro paziente di Marina, grottesco e surreale aspirante suicida); Lola Ponce nella parte di Gladys (l'affascinante amante di Marcello); per non parlare poi di Enzo Jannacci nella parte di Armando (il fidanzato di Rosa un po' troppo avanti con l'età che si atteggia a maestro di vita) e via dicendo con altri personaggi in stile neo-commedia all'italiana. Tuttavia il film alla fine tratta un argomento visto e rivisto: l'incontro/scontro tra due generazioni, e le battute molto spesso strappano il sorriso con le solite volgarità da comicità dello stivale del nostro periodo (anche se per fortuna non hanno a che vedere con la bassezza dei film di Boldi e Co, ma ci mancherebbe fosse stato il contrario). Insomma un film che non mi sento assolutamente di sconsigliare ma che ha le sue pecche e al quale, generosamente, posso dare come voto un 6 o al massimo un 6,5.
Qualcun'altro lo ha visto?