finito da poco

che dire (ancora) di guenassia?
questo libro, rispetto al "club degli incorreggibili ottimisti", risulta meno fresco, meno immediato, forse proprio perchè la storia segue un'evoluzione lungo tutta la vita del protagonista - il dr. joseph kaplan, omonimo, almeno nelle iniziali, del protagonista de il processo di kafka -
nel romanzo d'esordio, tutta la storia o almeno il 90% di essa, si svolgeva attraverso un'unità di tempo che era annidata nell'adolescenza del protagonista, il quale vedeva e raccontava la storia delle storie degli esuli che frequentavano il bar parigino, attraverso i suoi occhi da ragazzo in formazione
"la vita sognata di ernesto g.", invece, pur essendo un un certo senso uno spin-off del primo romanzo (visto che leggendo questo, si capiscono molte cose del primo: in alcuni casi è un prequel in altri è un sequel), si svolge lungo tutta la centenaria vita del dr. kaplan
e l'ernesto g. del titolo entra in scena verso l'ultimo quarto del libro, ma non è un errore, questo, per me
l'errore (se proprio vogliamo essere cattivi: ma per me questo libro è molto bello, mentre il primo era bellissimo) sta nella caduta di tono narrativo nel passaggio dalla vita di joseph k. a quella di sua figlia helena
l'espediente narrativo migliore, invece, e che lascia un po' l'amaro in bocca a tutti proprio perché ogni vita è fatta di innumerevoli sliding doors, sta tutto nella scelta o nella mancata possibilità di scegliere, che ravvisiamo nella vita di helena
è un libro, come al solito, corale ed ambizioso perché laddove alcuni temi del primo venivano solo abbozzati - pur permeando tutte le vite degli esuli ottimisti - in questo secondo c'è un tentativo di spiegazione che entra nelle vite di chi esule non ha potuto o voluto essere, morendo ogni giorno un po' dietro al cortina di ferro, piegandosi a compromessi, violentando al propria innocenza ed affogando ricordi ed ambizioni
grazie a chi lo ha segnalato e grazie, cmq, a guenassia
ora sto leggendo questo

mi sta piacendo molto, seppure sia un po' spiazzante
(ma avevo visto un documentario sulla vita dei sobborghi di glasgow, quindi mi attendevo il peggio...peggio che non tarda a presentarsi, nel libro)