Letto Carotenuto.
Discreto lavoro, anche se per noi l'argomento è trito.
Da una parte snocciola eventi nella loro scansione temporale, quindi fa un percorso scontato, ma li inserisce nel flusso degli avvenimenti dell'epoca, il che valorizza il racconto e aggiunge qualcosa, e in qualche modo spiega anche la stupida passione per le armi di alcuni dei nostri.
Dall'altra tenta, con l'uso della voce narrante del fotografo, una specie di esperimento: lo fa parlare con spruzzate di vernacolo che personalmente mi lasciano un po' perplesso, perché alcune non le conosco, nonostante io sia romano de periferia e l'autore sia napoletano, e altre mi sembrano roba un poco arcaica.
Ne viene fuori un libro piacevole da leggere, talvolta un po' sopra le righe, che sicuramente a noi laziali farà alzare qualche sopracciglio ma potrebbe essere una buona lettura per i non laziali. La Lazio ne esce bene, Maestrelli e Re Cecconi su tutti, Chinaglia fa la parte della primadonna croce e delizia, Petrelli quella del cojonazzo. Trattati malissimo i romanisti.
Tocca leggerlo.