27 gennaio - giorno della Memoria-

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Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #40 il: 10 Feb 2021, 18:38 »

la (doverosa) attenzione verso le problematiche della popolazione araba


Prima di tutto la popolazione di cui si parla non è "araba" ma PALESTINESE.

Secondo: non si tratta delle "problematiche" della popolazione palestinese, che è un po come dire parliamo delle problematiche delle donne stuprate, parliamo delle problematiche dei bambini bullizzati, etc etc.
Si tratta di uno Stato che applica l'Apartheid su un territorio occupato.

Chiamiamo le cose col loro nome.

E ti prevengo sull'accusa di antisemitismo che tieni in canna: la definizione di Apartheid è stata definita quella più appropriata dall'Organizzazione ebraica e composta da soli ebrei israeliani Betselem.
Vai sul loro sito o sulla loro pagina fb: ogni giorno documentano di soprusi, umiliazioni, vessazioni, distruzioni, discriminazioni, applicate da coloni col beneplacito dell'esercito.
Bambini, ragazzi, arrestati senza motivo, terreni espropriati, case distrutte.

E dimmi un po: dove starebbe tutta st'attenzione dei media?
Non se ne parla MAI in nessun media, la questione palestinese oramai è un tabù.

Online RG-Lazio

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Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #41 il: 10 Feb 2021, 18:54 »
Una volta ero in un´assemblea sulla questione palestinese e ci stavano dei compagni israeliani che stavano organizzando delle manifestazioni in israele contro il loro governo e collaboravano con compagni palestinesi. Il loro obiettivo teorico e pratico era piú o meno quello di abolire lo stato per se (indipendentemente dal fatto che fosse israle o la palestina) e creare un sistema federativo di piccole comunitá.

Aldilá della prospettiva...la cosa piú grottesca fu l´intervento di un ragazzo tedesco che accuso il compagno israeliano di essere tendenzialmente antisemita in quanto antisionista (anche se il ragazzo israeliano era fondamentalmente anarchico). Ci tengo a sottolineare che il ragazzo israeliano non era arabo ma di famiglia ebreica.

Per me questa storia é molto sintomatica del rapporto tra europa, cultura europea e antisemitismo...il creare e supportare un nazionalismo ebraico é una coperta fin troppo corta per coprire l´ antisemitismo strutturale della cultura occidentale che probabilmente ha fatto da paradigma ai vari razzismi di stato.   
Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #42 il: 10 Feb 2021, 19:05 »
Prima di tutto la popolazione di cui si parla non è "araba" ma PALESTINESE.

Secondo: non si tratta delle "problematiche" della popolazione palestinese, che è un po come dire parliamo delle problematiche delle donne stuprate, parliamo delle problematiche dei bambini bullizzati, etc etc.
Si tratta di uno Stato che applica l'Apartheid su un territorio occupato.

Chiamiamo le cose col loro nome.

E ti prevengo sull'accusa di antisemitismo che tieni in canna: la definizione di Apartheid è stata definita quella più appropriata dall'Organizzazione ebraica e composta da soli ebrei israeliani Betselem.
Vai sul loro sito o sulla loro pagina fb: ogni giorno documentano di soprusi, umiliazioni, vessazioni, distruzioni, discriminazioni, applicate da coloni col beneplacito dell'esercito.
Bambini, ragazzi, arrestati senza motivo, terreni espropriati, case distrutte.

E dimmi un po: dove starebbe tutta st'attenzione dei media?
Non se ne parla MAI in nessun media, la questione palestinese oramai è un tabù.


Dal punto di vista arabo. Esistono autorevoli storici, Israeliani, che ti spiegherebbero che i "Palestinesi" sono loro da circa 6.000 anni, mentre gli "arabi palestinesi" sono nomadi senza nè arte né parte, arrivati dopo gli anni '20.

Fatto sta, che il primo Stato nella Palestina geografica è stato Israele, prontamente invaso il giorno dopo dalla Lega Araba.

Io ho rinuciato a capirli da quel dì, perchè il loro odio è profondo e definitivo come sa esserlo solo quello tra fratelli. Così come sono enormi i punti di contatto tra il loro modo di ragionare e di concepire i rapporti sociali. Se parli della questione palestinese con un ebreo, 9 su 10 ci litighi in maniera definitiva. E, infatti, è regola di buona educazione non trattare mai il tema per primi e, nel caso, ascoltare e, se prorio serve, domandare. Ma mai affermare.

Detto questo, dipingere gli Israeliani cattivi e razzisti (vero) non è onesto intellettualmente, quando non si dica che i loro confinanti lo sono altrettanto. Anzi, in Israele i cittadini di religione ebraica hanno la pienezza dei diritti civili e, per dire, condizione di parità di genere. In Israele hanno avuto un primo ministro donna 50 anni fa, quando in Italia il massimo esempio di partecipazione politica femminile era Nilde Iotti. La legge sulle molestie sessuali alle donne l'hanno promulgata oltre 30 anni fa. Rispetto alle democrazie islamiche, siamo circa 100 anni nel futuro. Il che non esime gli Israeliani dalla responsabilità per le torture a fine di indagine; l'assenza di difesa per gli incriminati "politici", per il razzismo nei confronti di minoranze arabe e cristiane, ecc. ecc.

Offline pan

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Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #43 il: 10 Feb 2021, 19:59 »
io trovo molto più irrispettosi, per non dire di peggio, coloro che utilizzano l'argomento "foibe" solo per annacquare gli abomini del nazifascismo piuttosto che coloro che, con la coscienza pulita, criticano le politiche di Israele e quasi devono aver timore di farlo con lo spauracchio di sentirsi appellare antisemiti. 
Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #44 il: 10 Feb 2021, 20:25 »

Dal punto di vista arabo. Esistono autorevoli storici, Israeliani, che ti spiegherebbero che i "Palestinesi" sono loro da circa 6.000 anni, mentre gli "arabi palestinesi" sono nomadi senza nè arte né parte, arrivati dopo gli anni '20.


Si, certo, come no.

Gli arabi abitano la Palestina dal 4 secolo d.c..
Si è iniziato a parlare di identità palestinese nei primi 20 anni del 900'.
Da Balfour in poi l'identità nazionale palestinese si è sviluppata de facto parallelamente all'immigrazione ebraica e alle note vicende demografiche, politiche e militari.
Tutti i maggiori  storici israeliani della seconda metà del 900' concordano con queste definizioni.

Online cartesio

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Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #45 il: 10 Feb 2021, 22:04 »
E' vero che non fu il nazismo a gettare le radici dell'antisemitismo. Però è anche vero che fu il nazismo a gettare gli ebrei nei forni crematori

I morti sono morti in qualsiasi modo li ammazzino. Non hanno iniziato i nazisti.
Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #46 il: 10 Feb 2021, 22:08 »
Io peró non capisco sta sensibilità a sentirsi dare dell'antisemita
Se io, difendendo lo stato d'Israele, mi sento dare dell'antiarabo dormo lo stesso
Se uno è convinto che i problemi di quell'area si risolvono con la fine di Israele fa bene a pensarlo a prescindere da come altri ti possano definire
Io resto convinto che qualche motivo per ammazzarsi lo troverebbero comunque anzi forse  gli ebrei sono serviti da catalizzatore per limitare gli scontri tra di loro che comunque non sono mancati, ma io sono antiarabo per cui non faccio testo

Offline LaFonte

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Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #47 il: 10 Feb 2021, 22:14 »
io credo che sia molto chiaro, ed ho esplicitato ulteriormente interloquendo con FatDanny.
aggiungo che ogni politica è criticabile, anche in maniera feroce.
ho solo aggiunto che molto spesso, gratti l'antisionista e ci trovi l'antisemita.

Magari noti l'antisemitismo perchè è da quando è nato che lo Stato di Israele lavora in modo massivo ed intelligente per creare questa narrazione? Per dipingere come antisemiti tutti indistintamente coloro che osino dire "Ma" su una qualsiasi delle loro politiche? Per squalificare sistematicamente qualunque critica chiudendola con la parola 'antisemita' invece di entrare nel merito?

Citazione
aggiungo che è per me di tutta evidenza che l'astio nei confronti della politica di Israele è superiore, in termini qualitativi e quantitativi a quella di qualsiasi altra potenza, regionale e non.
la (doverosa) attenzione verso le problematiche della popolazione araba non è neanche lontanamente paragonabile a quella posta su altre situzioni, come il tibet, lo xinjiang, il kurdistan, l'armenia.
non è benaltrismo, è una constatazione

Certo, vero.
MA.
Ma Israele è una democrazia, nata dall'immigrazione massiccia in quelle terre non di selvaggi analfabeti provenienti da chissà quale luogo remoto, ma di europei e americani in buona parte istruiti e con idee democratiche ben radicate. Ci si aspetterebbe di meglio, da gente così. Le loro squadre giocano nelle nostre UEFA e assimilate, loro stessi si ritengono più occidentali che mediorientali. Le loro azioni sono meno accettabili. Qui c'è sicuramente un pò di razzismo nostro, nel pensare-pretendere-illuderci che chi si dice democratico, chi è "dei nostri" sia/debba essere "meglio" degli altri. Un pò c'è l'idea che se un cinese si comporta da bestia con gli uighuri ci sta, è un asiatico... se lo fa un israeliano coi palestinesi "eh no, è un democratico semi-occidentale!! E' dei nostri! Anatema! Non può!" E' un pò il motivo per cui se Orban chiude le radio di opposizione c'è lo scandalo, se Erdogan fa millemila volte peggio nessuno fiata.
Poi c'è il non secondario problemuccio del terrorismo arabo. E' un dato di fatto che il grandissimo bordello del terrorismo islamico nasce con lo Stato di Israele e con l'incapacità prima, la non volontà poi, di Israele di trovare una pace giusta. Per questo ci siamo andati di mezzo tutti e non me ne frega nulla che sia una scusa, che nulla giustifichi il terrorismo del FPLP prima e dell'ISIS poi, sono tutte scuse, ma per la miseria Israele è il punto zero, la scusa perfetta per le porcherie di sti mentecatti. L'"attenzione verso le problematiche della popolazione araba", come la chiami tu, è perchè i palestinesi e gli arabi (giustamente) sono incaz.z.ati come iene per l'ingiustizia della loro situazione e dato che pacificamente non riescono a risolvere nulla, ci finiamo in mezzo noi. Guarda ai Saharawi.
Sono pacificissimi, ma nessuno se li fila, e continuano a vivere nel deserto da profughi. Se cominciassero a farsi esplodere in USA ed Europa crescerebbe anche l'attenzione per i loro problemi. Questo è un atto di accusa enorme verso tutti noi, verso l'ONU e ciò che determina le nostre priorità.

Offline LaFonte

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Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #48 il: 10 Feb 2021, 22:19 »
Io peró non capisco sta sensibilità a sentirsi dare dell'antisemita
Se io, difendendo lo stato d'Israele, mi sento dare dell'antiarabo dormo lo stesso
Se uno è convinto che i problemi di quell'area si risolvono con la fine di Israele fa bene a pensarlo a prescindere da come altri ti possano definire
Io resto convinto che qualche motivo per ammazzarsi lo troverebbero comunque anzi forse  gli ebrei sono serviti da catalizzatore per limitare gli scontri tra di loro che comunque non sono mancati, ma io sono antiarabo per cui non faccio testo

Non capisci la sensibilità a farsi dare dell'antisemita?
I nazisti erano antisemiti. I fascisti erano antisemiti. Chi faceva i pogrom era antisemita. E io dovrei farmi dare della nazista-fascista-assassina senza battere ciglio? Anche no guarda. Anche perchè automaticamente le opinioni di uno che si riconosce nazista-fascista-antisemita perdono il 50% della loro rispettabilità già solo per quello, fossero anche le opinioni più sensate eperfette che vengono esposte! Accettare di farsi dare dell'antisemita equivale a far archiviare i propri discorsi senza che siano neanche ascoltati.

Che probabilmente continuerebbero ad ammazzarsi tra loro lo penso anch'io ma mi piacerebbe averne la prova. E se anche fosse non è un buon motivo per levare arbitrariamente l'acqua alla Giordania, bombardare Iran Siria  e chiunque gli vada di bombardare, spiare qualunque paese, trattare come inferiori centinaia di migliaia di esseri umani che hanno la sola colpa di essere nati lì, espropriare senza indennizzo terre e case a chi le abita da secoli, e potrei continuare! Questi sono comportamenti sbagliati e vergognosi e se li compisse un nazista staremmo qui a stracciarci le vesti da mattina a sera, punto.

Online FatDanny

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Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #49 il: 10 Feb 2021, 22:39 »

Dal punto di vista arabo. Esistono autorevoli storici, Israeliani, che ti spiegherebbero che i "Palestinesi" sono loro da circa 6.000 anni, mentre gli "arabi palestinesi" sono nomadi senza nè arte né parte, arrivati dopo gli anni '20.

Fatto sta, che il primo Stato nella Palestina geografica è stato Israele, prontamente invaso il giorno dopo dalla Lega Araba.

Io ho rinuciato a capirli da quel dì, perchè il loro odio è profondo e definitivo come sa esserlo solo quello tra fratelli. Così come sono enormi i punti di contatto tra il loro modo di ragionare e di concepire i rapporti sociali. Se parli della questione palestinese con un ebreo, 9 su 10 ci litighi in maniera definitiva. E, infatti, è regola di buona educazione non trattare mai il tema per primi e, nel caso, ascoltare e, se prorio serve, domandare. Ma mai affermare.

Detto questo, dipingere gli Israeliani cattivi e razzisti (vero) non è onesto intellettualmente, quando non si dica che i loro confinanti lo sono altrettanto. Anzi, in Israele i cittadini di religione ebraica hanno la pienezza dei diritti civili e, per dire, condizione di parità di genere. In Israele hanno avuto un primo ministro donna 50 anni fa, quando in Italia il massimo esempio di partecipazione politica femminile era Nilde Iotti. La legge sulle molestie sessuali alle donne l'hanno promulgata oltre 30 anni fa. Rispetto alle democrazie islamiche, siamo circa 100 anni nel futuro. Il che non esime gli Israeliani dalla responsabilità per le torture a fine di indagine; l'assenza di difesa per gli incriminati "politici", per il razzismo nei confronti di minoranze arabe e cristiane, ecc. ecc.

C'è un bellissimo libro, l'invenzione del popolo ebraico, che dice esattamente l'opposto di quanto dici qui, mettendo in discussione la stessa cacciata da Israele (come nel 99% dei casi di conquista gli ebrei di allora si convertirono e sono i palestinesi di oggi, mentre chi rivendica la proprietà assoluta di quella terra sono in gran parte russi o centroeuropei, spesso e volentieri convertiti all'ebraismo un paio di generazioni fa, parecchio dopo la guerra mondiale).

In secondo luogo: Israele non c'entra niente con altri conflitti citati, perché li parliamo di popolazioni limitrofe, qui di una invasione su pretesto religioso.
L'esempio più simile sono USA - Nativi americani.

Terzo luogo: il sionismo non è democratico manco per idea. È un nazionalismo ottocentesco europeo e ha radici simili a tutti i revanscismi novecenteschi, nazifascismo e patriottismo panrusso compresi.

Quarto luogo: lo stato d'Israele riconosce diritti a chi è ebreo. È uno stato CONFESSIONALE. lo dice la costituzione nelle sue recenti riforme. Quindi maschera col Pink washing alcune disuguaglianze sul piano del diritto degne dell'Iran.

Quinto luogo: Israele non vuole né i due stati né lo stato binazionale. Da sempre. Lo dimostrano i fatti. L'unica soluzione al conflitto per Israele è la grande Israele.
Non è questione di dipingerla male ma pura logica: i due stati per essere realizzati necessiterebbero la deportazione di migliaia di coloni visto che gli insediamenti, non a caso, sono nati attorno alle cittadine palestinesi in una dimensione urbana centro povero palestinese, periferia ricca insendiamento illegale israeliano.
Questa forma di urbanizzazione ha reso impraticabile la soluzione dei due stati.
Al contempo Israele non accetterà mai lo stato binazionale perché il numero di palestinesi cambierebbe sostanzialmente l'assetto democratico. Quindi i palestinesi possono solo essere cacciati in riserve autonome quanto irrilevanti. Esattamente come i nativi americani. Un giorno magari faranno anche pagare un biglietto per vederli, tipo visita antropologica.

Per questo a mio avviso i palestinesi dovrebbero abbandonare l'ipotesi statale e spingere forte sui diritti sociali e politici DENTRO Israele, come alcune fazioni già sostengono. Devono fare implodere le contraddizioni di un paese che si dice democratico e poi ti toglie pure l'acqua potabile in base a religione e, attenzione, razza.
Vedere ad esempio come sono trattati i rifugiati ebrei dal Sudan
Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #50 il: 10 Feb 2021, 23:27 »
Si, certo, come no.

Gli arabi abitano la Palestina dal 4 secolo d.c..
Si è iniziato a parlare di identità palestinese nei primi 20 anni del 900'.
Da Balfour in poi l'identità nazionale palestinese si è sviluppata de facto parallelamente all'immigrazione ebraica e alle note vicende demografiche, politiche e militari.
Tutti i maggiori  storici israeliani della seconda metà del 900' concordano con queste definizioni.

Kelly, che intendi per “arabi”? Ti riferisci agli abbasidi, agli omayyadi, ai mamelucchi, ai selgiuchidi, ai turchi, agli ottomani? Chi sono gli “arabi palestinesi” oggi? E chi erano negli anni ‘20 alla fine del mandato britannico?
All’inizio del ‘900, i territori erano abitati da pastori nomadi. Privi di qualsiasi identità socio-politica, vivevano in comunità del tutto scollegate tra loro. La questione di identità politica era ed è connessa alla venerazione dei luoghi sacri dell’astensione di Maometto, che nella visione  di larga parte dell’Islam escludono la presenza di altri culti religiosi. Ed è per questo che è scoppiata la guerra non appena fu proclamato lo stato di Israele. E il primo colpo non l’hanno sparato i sionisti.

Per rispondere a Pan, le critiche unidirezionali  allo stato di Israele per me sono il sottoprodotto di precisi  orientamenti ideologici e sono in forte odore di antisemitismo “inconscio”.

Online sharp

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Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #51 il: 10 Feb 2021, 23:43 »
ING
ma così per capire se io sono molto critico rispetto alle politiche israeliane sono in odore di antisemitismo “inconscio”, e se  (come nel mio caso) sono anche critico (spessissimo) per esempio con le politiche usa, che sarei un
anti / protestante,cattolico,mormone (In ordine di valori percentuali)  ???
ah en passant io sarei ateo, e delle religioni frega il giusto (ovvero a livello filosofico e punto), per il resto
mai chiesto a nessuno a quale religione fa riferimento
Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #52 il: 10 Feb 2021, 23:55 »
ING
ma così per capire se io sono molto critico rispetto alle politiche israeliane sono in odore di antisemitismo “inconscio”, e se  (come nel mio caso) sono anche critico (spessissimo) per esempio con le politiche usa, che sarei un
anti / protestante,cattolico,mormone (In ordine di valori percentuali)  ???
ah en passant io sarei ateo, e delle religioni frega il giusto (ovvero a livello filosofico e punto), per il resto
mai chiesto a nessuno a quale religione fa riferimento

No, assolutamente. Il problema lo solleva proprio un insospettabile, come Fd, il quale paragona lo sconosciuto popolo “arabo-palestinese”, che non esiste, ai nativi americani istituendo un parallelismo improponibile tra colonizzazione occidentale in Nord America e il proto sionismo; ovvero stigmatizza Israele come stato confessionale assumendo che sia peggiore di uno stato teocratico come l’Iran; o ancora critica a prescindere quello che dico, pur condividendo i medesimi assunti concettuali di fondo.

Lo stato di Israele non è un modello, assolutamente. Lo si può e lo si deve criticare in modo netto. Ma la critica non può prescindere da tutto il contesto, che é terrificante.

Se ciò avviene, io un paio di domande me le porrei, visto che tutta l’Europa è immersa da circa 1000 anni -e dunque, noi con lei -  in una soluzione intrisa di pregiudizi, sentimenti e ideologie politiche antisemite.

Offline pan

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Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #53 il: 11 Feb 2021, 00:52 »
Per rispondere a Pan, le critiche unidirezionali  allo stato di Israele per me sono il sottoprodotto di precisi  orientamenti ideologici e sono in forte odore di antisemitismo “inconscio”.

e come mai di questo "odore" non vi è mai percezione o comunque non ce ne facciamo condizionare quando liberamente vengono criticate le politiche di altri paesi, dalla Turchia, ai paesi mediorientali, africani e così via? penso che  darebbe fastidio, se, criticando Erdogan, dicessero, a chi quella critica muove, che non si sta soffermando sulla politica di un singolo ma sotto sotto vi è un forte odore di antislamismo inconscio.
Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #54 il: 11 Feb 2021, 01:08 »
Per rispondere a Pan, le critiche unidirezionali  allo stato di Israele per me sono il sottoprodotto di precisi  orientamenti ideologici e sono in forte odore di antisemitismo “inconscio”.

e come mai di questo "odore" non vi è mai percezione o comunque non ce ne facciamo condizionare quando liberamente vengono criticate le politiche di altri paesi, dalla Turchia, ai paesi mediorientali, africani e così via? penso che  darebbe fastidio, se, criticando Erdogan, dicessero, a chi quella critica muove, che non si sta soffermando sulla politica di un singolo ma sotto sotto vi è un forte odore di antislamismo inconscio.

Perché nell’Occidente europeo - cristiano il pregiudizio antisemita comincia intorno all’anno 1000, insieme ai primi progrom storici veri e propri, radicandosi via via sempre più  in profondità in tutte le comunità nazionali europee. Non è un fenomeno storico-culturale paragonabile, a mio giudizio, ad altri. O credi che la patria di Goethe e di Beethoven, di Herder e Leibniz, di Kant e Hegel, di Holderlin e Heine, di Schiller e Schumann, abbia prodotto nel giro di 3|4 generazioni i lager così, all’improvviso, per un impazzìmento momentaneo?

Online FatDanny

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Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #55 il: 11 Feb 2021, 01:28 »
No, assolutamente. Il problema lo solleva proprio un insospettabile, come Fd, il quale paragona lo sconosciuto popolo “arabo-palestinese”, che non esiste, ai nativi americani istituendo un parallelismo improponibile tra colonizzazione occidentale in Nord America e il proto sionismo; ovvero stigmatizza Israele come stato confessionale assumendo che sia peggiore di uno stato teocratico come l’Iran; o ancora critica a prescindere quello che dico, pur condividendo i medesimi assunti concettuali di fondo.

Lo stato di Israele non è un modello, assolutamente. Lo si può e lo si deve criticare in modo netto. Ma la critica non può prescindere da tutto il contesto, che é terrificante.

Se ciò avviene, io un paio di domande me le porrei, visto che tutta l’Europa è immersa da circa 1000 anni -e dunque, noi con lei -  in una soluzione intrisa di pregiudizi, sentimenti e ideologie politiche antisemite.

Ma sconosciuto cosa?
Citami questi storici israeliani perché "i palestinesi sono loro da 6mila anni" è una balla bella e buona. Senza nemmeno il beneficio del dubbio.
Gli attuali israeliani non hanno niente a che vedere con gli ebrei della famosa diaspora. Parliamo proprio di popoli differenti, il legame è al massimo concettuale, ma storico decisamente no. Gli attuali israeliani sono colonizzatori europei, non hanno niente a che vedere, neanche come pronipoti, con gli ebrei della diaspora, che NON si stabilirono in europa.
Ecco allora che il paragone con i nativi americani è tutt'altro che peregrino. Sia in termini di rapporti che di esito.
Anzi insisto, le similitudini sono al limite del clamoroso e in futuro ancora più evidenti.

non ho cognizione di migrazioni consistenti ad inizio secolo in quelle aree quindi tendo a credere , al netto delle idiote divisioni statali di inizio secolo la cui responsabilità è integralmente britannica, che gli arabi in Palestina avessero radici ben più profonde dei suddetti e, al limite, è decisamente più facile che siano loro pronipoti degli ebrei di migliaia di anni fa, convertiti, che un ashkenazita.
E questo senza contare che molti israeliani di recente cittadinanza non hanno manco questo legame, non so manco di origine ebraica, ma hanno tirato fuori qualche lontanissima parentela di terz'ordine pur di avere la cittadinanza confessionale di Israele.

 E invece anche tu te ne esci con questo antisemitismo inconscio, poi se uno risponde male vi scandalizzate.

Io sono molto netto nelle mie posizioni su Israele. E molto netto non significa che ne critico la politica, ma che sono concettualmente contrario al sionismo. Tout court. E non ho il minimo problema a dirlo. E mi fa incazzare come una biscia che si provi a intimidire questa posizione netta con l'accusa di antisemitismo. Vedi corbyn e i labour. Uno schifo ignobile.

Trovo legittimo che, come chiunque su questa terra, le persone possano decidere dove vivere, anche per ragioni religiose. Non che impongano ad altri un proprio stato confessionale.
Quindi il sionismo non c'entra una mazza con il diritto degli ebrei di vivere in terra Santa.. niente. Nel sionismo la religione è una becera scusa (ciò non significa che lo sia per ogni sionista, ma serve davvero specificarlo?)

Ritengo che il sionismo sia un movimento politico pericoloso quanto gli altri nazionalismi e che, esattamente come il fascismo, abbia appiattito la percezione e l'autopercezione delle proprie comunità, facendo di ogni ebreo un sionista (e degli antisionisti ebrei dei traditori). È vero che la grandissima parte degli ebrei oggi è sionista esattamente come nel 29 la gran parte degli italiani si riconosceva nel Duce
Il nazionalismo revanscista, purtroppo, funziona esattamente così. È un meccanismo politico E psicologico. Non a caso sfruttato anche in URSS sul motivo panrusso, chiave molto più funzionale del marxismo agli scopi di regime.
Esattamente la stessa logica che si trova negli altri nazionalismi del XIX secolo.

Quanto dico non ha nulla di inconsapevole.
Io non sono critico del sionismo, io ritengo il sionismo un Male della modernità, alla pari di altri nazionalismi aggressivi, non solo di destra ovviamente.

Offline pan

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Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #56 il: 11 Feb 2021, 04:47 »
Perché nell’Occidente europeo - cristiano il pregiudizio antisemita comincia intorno all’anno 1000, insieme ai primi progrom storici veri e propri, radicandosi via via sempre più  in profondità in tutte le comunità nazionali europee. Non è un fenomeno storico-culturale paragonabile, a mio giudizio, ad altri. O credi che la patria di Goethe e di Beethoven, di Herder e Leibniz, di Kant e Hegel, di Holderlin e Heine, di Schiller e Schumann, abbia prodotto nel giro di 3|4 generazioni i lager così, all’improvviso, per un impazzìmento momentaneo?
ma certo, questo lo so anch'io, non è che tutto è nato il secolo scorso. ciò detto non trovo sia giusto mettere nello stesso calderone chi realmente è antisemita per un odio razzista e chi invece non lo è assolutamente, bollandolo come un antisemita "inconscio". ti facevo gli esempi prima proprio perché altri vissuti sono stati drammatici altrettanto e da secoli (penso agli africani e la loro schiavitù e sofferenza) eppure nessuno si pone qualche remora ad attaccare personaggi o politiche del sud del mondo quando vi sono. anche perché, se esistesse questo fenomeno dell'"inconscio" non so in quali maniere dovrebbero o potrebbero essere criticati gli Israeliani nelle loro vicende politiche, come qualsiasi altro popolo, senza essere tacciati di razzismo.
Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #57 il: 11 Feb 2021, 09:13 »
C'è un bellissimo libro, l'invenzione del popolo ebraico,

ho un carissimo amico (che tra l'altro in passato ha scritto anche qui, su questo spazio) che ha l'effigie di Hitler sul comodino.
nei mesi scorsi mi ha consigliato questo stesso libro.
è solo un'altra constatazione.

aggiungo che dopo aver letto che il terrorismo islamico esiste solo perché esiste Israele le ho lette davvero tutte.

Zuhayr Muhsin guerrigliero palestinese, membro dell'OLP.

Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato palestinese è solamente un mezzo per continuare la nostra lotta per l'unità araba contro lo Stato d'Israele. In realtà oggi non c'è differenza tra giordani, palestinesi, siriani e libanesi. Oggi parliamo dell'esistenza di un popolo palestinese per ragioni politiche e strategiche poiché gli interessi nazionali arabi richiedono che venga assunta l'esistenza di un distinto "popolo palestinese" da opporre al sionismo.
Per ragioni strategiche la Giordania, che è uno stato sovrano con confini ben definiti, non può vantare diritti su Haifa e Jaffa mentre io, come palestinese, posso senz'altro vantare diritti su Haifa, Jaffa, Beersheva e Gerusalemme. Comunque nel momento in cui i nostri diritti saranno riconosciuti non attenderemo nemmeno un minuto per unire la Palestina alla Giordania.

Offline Sonni Boi

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15355
Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #58 il: 11 Feb 2021, 09:48 »
Guarda, se hai un carissimo amico nazifascista, è più probabile che quello più in odore di antisemitismo qui dentro sia proprio tu.

Ma tu guarda la monnezza che tocca legge, pure qui sopra, de prima mattina.

Offline carib

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29071
Re:27 gennaio - giorno della Memoria-
« Risposta #59 il: 11 Feb 2021, 09:50 »
L'attribuzione del diritto di risiedere in un determinato luogo in base al genoma solo a me fa pensare a qualcosa di molto nefasto?
 

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