Citazione di: Il nostro Giorgione il 15 Mag 2020, 18:41
Allora, parlando delle donne (*), intanto registro lo 0 sul piano giuridico.
Mentre invece, tra gli altri, la legge islamica recepisce nell'ordinamento statuale questi due principi religiosi:
"Riguardo ai vostri figli Iddio vi raccomanda di lasciare al maschio la parte di due femmine: se i figli sono solo femmine e più di due, loro spettano i due terzi dell'eredità; se è una femmina sola le spetta la metà; i genitori del defunto avranno ciascuno un sesto dell'eredità, se il defunto abbia un figlio; se invece non ha figli i suoi genitori ereditano i beni, a sua madre spetta un terzo; se egli però, ha fratelli, la madre avrà un sesto, dopo che siano stati pagati eventuali lasciti o debiti; ché, fra i vostri genitori e i vostri figli voi non sapete quale è a voi più utile; questa è una prescrizione divina, ché Dio è sapiente e saggio".
IV: 34: "Gli uomini sono preposti alle donne, perché Dio ha prescelto alcuni essere sugli altri e perché essi donano dei loro beni per mantenerle; le donne buone sono dunque devote a Dio e sollecite della propria castità, così come Dio è stato sollecito di loro; quanto a quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele; ma se vi ubbidiranno, allora non cercate pretesti per maltrattarle, ché Iddio è grande e sublime".
La legge islamica prevalente, interpretando a sua modo il versetto 4 della sura 65 ("Se avete qualche dubbio a proposito di quelle delle vostre donne che non sperano più nel mestruo, il loro termine sia di tre lunazioni. Lo stesso valga per quelle che non hanno ancora il mestruo. Quelle che sono incinte avranno per termine il parto stesso") autorizza il matrimonio con le bambine tra i 9 e i 12 anni. Seguendo l'esempio storico (e storicamente accertato, attenzione) di Maometto.
Parliamo di circa 14 milioni all'anno di bambine sottoposte a queste tortura. 14 milioni di esseri umani innocenti, sottoposti a questo dramma definitivo, per legge.
Parliamo di LEGGI degli stati, eh, non di raccomandazioni la domenica a fine messa.
Per questo mi fa ridere il tuo riferimento all'Antico Testamento. Come se tu ignorassi la differenza e il nesso tra i libri dell'Antico Testamento, scritti centinaia o, in alcuni casi, migliaia di anni prima dei Vangeli e gli altri testi del Nuovo Testamento.
Comunque, il nucleo teologico fondamentale del Cristianesimo risiede nel messaggio evangelico e mi pare che Cristo abbia spiegato abbastanza definitivamente cosa significhi l'eguaglianza assolutamente paritaria tra tutti i figli. Il che gli ha permesso di superare la massa di vecchie leggi e sostituirle con il (famoso) unico comandamento. Citarmi un passo di una lettera di Paolo di Tarso mi pare pochino proprio eh per affermare l'esistenza di un fondamento teologico alla discriminazione di genere nel Cristianesimo. Però mi rendo conto che la dottrina di Paolo, fortemente divisiva, costituisca per ogni ateo militante un florido terreno di discussione. Sul tema, in replica, bastano 20 righe di uno studioso di Paolo di livello medio.
http://www.gliscritti.it/blog/entry/261/topo
Resta il dato, per me insuperabile, che il Cristianesimo sia una religione con forti aspetti di ginecocrazia, e incredibilmente progredita rispetto all'epoca della sua diffusione. Tanto pogredita e in anticipo, sicuramente troppo in anticipo rispetto alla storia, che ha ricevuto letture non coerenti e molto spesso traditrici, ma del tutto allineate alla condizione storica e sociale del momento.
Dire che la "religione" cristiana, e non già "i cristiani" (taluni di loro), promuova la discriminazione della donna è come dire, niente di più niente di meno, che se Lenin ha fatto trucidare decine di migliaia di contadini affamati, o se Stalin deportava e assassinava sistematicamente gli omosessuali, la colpa è di Marx.
La verità, lo dico senza provocarti, è che sei tu a scontare il pregiudizio opposto a quello che lamenti nella tua osservazione: quello di smontare all'origine ogni possibile dubbio circa la "superiorità" di una religione rispetto all'altra, men che meno la religione propria e principale del capitalismo.
Lente politica del tutto legittima se messa sul naso di chi studia una religione nella sua dimensione reale: antropologica, sociale e storica. Del tutto fuorviante rispetto a un'indagine sul suo contenuto dottrinario. (**)
(*) su religione cristiana e diritti gay mi astengo. Ma non senza ricordare, ovviamente, che secondo la legge islamica vi è un divieto radicale di praticare la "sodomia", pena la morte.
(**) NON SONO ZANZALF.
Scusami io non sono andato avanti nelle citazioni per economia del discorso e perche non siamo ad una conferenza teologica, ma su un topic di cui dovremmo provare a mantenere la fruibilità.
Si trovano in 5 secondi netti passi della Bibbia su eredità e matrimonio analoghi a quelli da te citati del Corano. Quasi identici.
La differenza vera, in parte da te allusa, sta nel fatto che da una parte hai l'applicazione di una legge e dall'altra, ad oggi, precetti morali (con alcune evidenti influenze sulla legge, quantomeno in Italia).
Ma questo, come detto, non è una peculiarità della religione cattolica o cristiana, è un processo STORICO di secolarizzazione di cui possiamo ringraziare i nostri avi più che una religione.
Anche perché il concreto sviluppo del cristianesimo più che tradire un qualche presunto nucleo originario e originale semplicemente mutò col mutare della storia.
Cristo diceva nella bibbia di dare a Cesare quel che era di Cesare, ma il passaggio storico centrale e ineludibile che ebbe implicazioni anche sulla dottrina (vedere i vari concili nei primi cinquecento anni di storia cristiana) fu la trasformazione in religione di stato per l'impero.
Una religione fatta di comunità di base e di elementi anche contraddittori col potere temporale istituito ne divenne strumento. Con tutte le implicazioni del caso.
Non puoi separare i processi storici dalla dottrina perché l'influenza reciproca è evidentissima.
E no, l'analogia con Marx responsabile dei massacri staliniani non sussiste.
Non troverai alcun passaggio di Marx che li giustifica, manco indirettamente. Nella Bibbia, come nel Corano, trovi centinaia di passaggi che giustificano l'oppressione femminile. Che è cosa diversa seppur connessa dal dominio (che invece non è giustificato perché i figli di Dio sono tutti uguali).
E infatti Stalin dovette fare riferimento e leva più al nazionalismo russo che al marxismo nella sua opera politica. Non a caso