Citazione di: FatDanny il 21 Feb 2018, 15:46
Mi spiace ma al contrario pecchi di eurocentrismo spinto.
Lo capisco perché è come ci autorappresentiamo nei principali media ma come si dice a Roma "ce la cantamo e ce la sonamo".
Una propaganda martellante e a senso unico non tanto diversa da quelle di stati totalitari.
Ma ovviamente non ce ne accorgiamo perché ci stiamo dentro fino al collo, la migliore mossa del diavolo è aver convinto il mondo che lui non esiste (semicit.)
Se cambi prospettiva vedrai non solo che non è cosi, ma che gran parte delle rovine di questo mondo è causa nostra (a partire dalla drammatica situazione economico-sociale del sud del mondo).
Il mondo di cui parli il cui il ricco ha tutto e il povero vive negli slums è così da quando siamo arrivati noi, o meglio da quando è arrivato il capitalismo.
Perché le economie tradizionali, che certo non erano l'uguaglianza in terra, avevano un equilibrio sociale oggi sconosciuto.
Vai a leggere un Po di storia non europea, magari non quella scritta dai vincitori europei, e vedrai che ho ragione.
La democrazia occidentale, nata dalla rivoluzione borghese, è morta sull'altare del profitto.
Non oggi, ma da un bel pezzo.
Non si cambia il mondo cambiando il sistema economico, o il mercato, o il controllo dei mezzi di produzione o altre cazzate simili.
Il cambiamento non sarà mai figlio di stutture materiali, ma di sovrastrutture morali. Il mondo cambierà se l'uomo cambierà, ricordando i suoi errori, meditando sui suoi errori, evitando di ripeterli. E, a mio umilissimo avviso, un lentissimo percorso di crescita, dopo millenni di sangue, schiavitù e discriminazione, ce l'abbiamo soltanto da quando si è sviluppato un modello di comunità sociale ad impronta democratica. Grazie al quale possiamo dire, senza che ci prendano di notte, a noi e ai nostri figli, che ci fa schifo qualunque guerra, che odiamo il colonialismo (diretto o indiretto), che ci fa schifo lo schiavismo, che ci fa schifo la legge del più forte e del più pulito, che detestiamo ogni forma di discriminazione; che chi ha di più deve dare e fare di più di chi ha meno; che se siamo tutti uguali dobbiamo fare in modo di partire tutti dalla stessa linea per vedere poi chi arriva prima; che la legge dello stato non può mai essere anche (o la) legge religiosa, eccetera eccetera.
Ecco, sti ragionamenti, per noi elementari fino a sfociare nella banalità, falli in Indonesia, nel Siam, in Africa, in Centro e Sud America, in Medio Oriente, in Cina come in Russia, nel continente indiano, eccetera eccetera. Magari falli se sei donna o se esponi un orientamento sessuale LGBT. Vediamo quanto tempo sopravvivi.
Sempre colpa nostra? Tua e mia? Della "razza bianca" colonialista e sfruttatrice? Della religione?
Secondo me, questa visione nichilistico-rivoluzionaria (il cui l'unico epilogo logico è la catarsi del mondo che brucia per rinascere migliore) pecca di giovanilismo e astrattismo.
Poi, libertà di pensiero e di espressione per tutti.