coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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RubinCarter

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Citazione di: UnDodicesimo il 29 Mar 2020, 09:57


Si può togliere lo shopping compulsivo? O potrebbe rientrare tra le cose essenziali? Specialmente fra un mese o due qualora, come immagino, si stars ancora in questa situazione.







Il futile per molti può essere la ciambella salvagente per altri. Devono stare a casa , comprano quello che  serve per sistemare le cose in sospeso che dovevano fare da anni. Il rubinetto ,la maniglia ,ste cazzatelle qui, ad esempio . E si tengono impegnati, dentro casa e si distraggono.

Poi il tempo di contare i soldi rimasti nel portafogli ed il futile lascerà il posto all'essenziale. Che sia si Amazon o su tutti i negozietti locali che fanno consegna a domicilio.(librerie comprese eh).
Quindi un po' il cane che si morde la coda.



Quanto al resto , il mio personalissimo applauso a tutta la nazione che fino ad oggi sta rispondendo alla grande agli inviti del governo.
E trovo il topic molto molto interessante.

PS. 20 gg orsono ormai ho comprato mascherine e il regalo di compleanno su Amazon.
La ragazza (pure bona) è arrivata sotto casa , davanti a me si è disinfettata le mani e mi ha consegnato il pacco. Nessun problema con le giuste precauzioni.

PS2. Sul lavoro un collega è risultato positivo il 12 , e sopratutto chi era più a stretto contatto messo in quarantena. E fortunatamente siccome tra sanificazioni ,gel per le mani e mascherine stiamo procedendo alla lettera già da prima, non ha pizzicato nessuno.
Almeno non sembra.



mazzok

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Citazione di: Tarallo il 29 Mar 2020, 09:58
https://api.nationalgeographic.com/distribution/public/amp/history/2020/03/how-cities-flattened-curve-1918-spanish-flu-pandemic-coronavirus?__twitter_impression=true

Interessante articolo che racconta il rapporto tra social distancing e mortalità durante la spagnola del 1918.

Interessanti anche le derive americane, un poliziotto della salute che spara a un cittadino che rifiuta di indossare la maschera. Nell'articolo richiamato sull'episodio si trova anche l'insofferenza per le "libertà individuali" soppresse e così c'è chi sulla maschera, obbligatoria, ci fa un foro per poter fumare  :)

meanwhile

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La realtà del contagio sta emergendo. Quattro cose da fare
di Roberto Battiston 28/03/2020

https://www.huffingtonpost.it/entry/la-realta-del-contagio-sta-emergendo-quattro-cose-da-fare_it_5e7f153ac5b6256a7a2b4ea7

Negli ultimi giorni ci sono stati svariati importanti interventi sulla stampa nazionale che hanno contribuito a cambiare sostanzialmente la percezione dell'impatto dell'epidemia nel nostro paese. Si tratta di osservazioni basate su dati disponibili con relativa facilità, ma fino ad ora sostanzialmente ignorate (nonostante varie voci avessero da parecchi giorni suggerito che quello che stava accadendo era ben più vasto di quello che i conteggi dei morti o dei contagiati rappresentavano). 

Due fisici di Nembro, Claudio Cancelli, il sindaco, e Luca Foresti, hanno fatto una verifica elementare a Nembro, comune con 11.522 abitanti, confrontando il numero di morti di queste settimane quest'anno con la media degli anni precedenti, osservando che sono 4 volte quelli che sono stati conteggiati come morti per il Covid-19. Ripetendo lo stesso studio per Bergamo hanno trovato che il rapporto tra la realtà e il numero ufficiale potrebbe raggiungere addirittura un fattore 10. Molto probabilmente nessuno fa un tampone a una persona che muore a casa, specie se anziano, né una diagnosi particolarmente accurata.

Di questo fenomeno se ne era accorto anche il direttore dell'Eco di Bergamo Alberto Ceresoli: il suo giornale giorno dopo giorno si era gonfiato di pagine piene di necrologi. Ha fatto la cosa più logica, ha contato i necrologi e li ha confrontati con quelli dell'anno precedente negli stessi giorni, trovando che il numero è almeno 4 volte più alto della frazione attribuita al Covid-19. Di conseguenza ha commissionato a InTwig,una agenzia di ricerca, uno studio su 243 comuni del Bergamasco, per verificare questo fenomeno su scala provinciale.

Due osservazioni: la prima è che la realtà dei decessi appare essere ben più alta di quella, già enorme, a cui siamo stati abituati dai bollettini ufficiali. La seconda è che sono risultati ottenuti da tre normali cittadini, che con la propria iniziativa e buon senso hanno prodotto, in breve tempo, dati sensati, per quanto clamorosi, lavorando con informazioni che sono riusciti a reperire con relativa facilità . Perché non è stato possibile ottenere questi dati a) tempestivamente, b) da un canale ufficiale?

Altri due studi hanno poi sostanzialmente rivalutato il numero di contagiati, considerando consolidati modelli epidemiologici e usando argomenti di carattere statistico. La fondazione Gimbe ha stimato 208.000 casi di contagio contro gli 80.000 conteggiati ad oggi. L'Ispi ha stimato invece un numero ancora più alto: da 350.000 a 1.200.000 casi di contagio (naturalmente molti dei quali guariti), a fronte dei circa 54.000 conteggiati dalla Protezione Civile al 24 marzo. Questi ultimi due risultati, tra l'altro, tendono a ridefinire verso il basso il tasso di mortalità del Covid-19, correggendo il valore molto alto osservato in Italia.



Difficile obiettare a queste analisi. Certo ci sono incertezze, ma è ormai evidente a tutti che il dato "sommerso" supera di gran lunga il dato "ufficiale" e che dobbiamo prendere atto di questa situazione. Detto tutto questo cosa si può/si deve fare? Non possiamo non guardare alla realtà delle cose e di conseguenza attrezzarci per affrontare questa terribile guerra, essendo coscienti della dimensione dello scontro e concentrandoci sui punti deboli del nemico, considerando che ha molti punti di forza, ad iniziare dalla nostra lentezza nel realizzare le dimensioni del problema.  Dobbiamo essere pratici e concreti e per cercare di ottenere il massimo risultato. 

Il lockdown, una decisione di fondamentale importanza, da solo potrebbe non bastare; è assolutamente necessario assicurarsi che il fattore di contagiosità R sia ridotto a meno di 1. Al momento attuale non abbiamo indicazioni in tal senso, ci servirebbe una analisi epidemiologica basata sui modelli più avanzati. Fino a prova contraria non possiamo assumere che R sia sceso sotto ad 1 da un valore iniziale che era probabilmente superiore a 3. Se guardiamo all'esperienza degli altri paesi asiatici che sono riusciti a piegare il contagio, a partire dalla Cina passando per Taiwan, Sud Corea e Giappone, possiamo trarre degli spunti importanti relativamente a strategie che hanno mostrato di funzionare. Provo ad elencarne qualcuna, occorrerà adattarle al caso italiano, ma è importante condividere gli obbiettivi da raggiungere.

1 - Interruzione della "residua catena di contagio": l'obbligo di auto quarantena non è sufficiente, ci sono problemi legati al supporto di persone sole, fare la spesa etc.. Per ovviare a questo, in altri paesi sono stati creati centri di quarantena. In Italia abbiamo alberghi vuoti, seconde case vuote, scuole vuote, palestre vuote. perché non usare queste strutture investendo un po' delle risorse destinate all'epidemia, facendo lavorare una parte del sistema produttivo che maggiormente risente del lockdown? Si potrebbe pensare ad utilizzare organizzazioni come la Croce Rossa, oltre alla Protezione Civile, che hanno competenze, personale, dimensioni nazionali, per affrontare questo tipo di attività?

2 - La raccolta dei dati relativamente ai contagiati è fondamentale, si sta lavorando allo sviluppo di app per i cellulari. Molte di questa attività si possono fare da subito per telefono: abbiamo centinaia di migliaia di dipendenti pubblici e non, che forse potrebbero operare da casa per contribuire a creare questo database, mantenerlo e svilupparlo per il periodo dell'epidemia. Una delle chiavi del successo cinese sono stati 50.000 volontari utilizzati per raccogliere dati ed assistere la popolazione bloccata dal lockdown.

3 - Dobbiamo fare una cabina di coordinamento che raccolga le competenze di cui questo paese abbonda, per farle operare in maniera coordinata. Se ogni regione o provincia opera per conto proprio, come è accaduto e sembra accadere ancora, anche le buone prassi si perdono nella complessità di una azione che spesso diventa caotica. Un esempio fra tanti: studiando l'andamento del contagio nelle varie regioni, ci si accorge che l' Emilia Romagna, confinante con Lombardia e Veneto, due regioni molto colpite dal virus, mostra crescite più contenute sia nei ricoveri di emergenza che nei contagi e nei morti. E' importante confrontare le prassi dei vari territori, per ricavare la migliore strategia per battere il virus.

4 - Infine ascoltiamo con maggiore attenzione le indicazioni della scienza. Proprio ieri due ex-presidenti dell' ISTAT hanno chiesto sul Corriere di effettuare un certo numero di tamponi a tappeto per avere numeri solidi su cui effettuare l'analisi epidemiologica. Cosa aspettiamo? Il migliore modo per battere questo virus è quello di ascoltare le indicazioni della comunità scientifica.

UnDodicesimo

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Citazione di: Tarallo il 29 Mar 2020, 09:58
https://api.nationalgeographic.com/distribution/public/amp/history/2020/03/how-cities-flattened-curve-1918-spanish-flu-pandemic-coronavirus?__twitter_impression=true

Interessante articolo che racconta il rapporto tra social distancing e mortalità durante la spagnola del 1918.

Interessante, aggiunge molto a quanto si trovava finora.

Peccato non sembra andare molto in tanti dettagli, confermando comunque che al momento non sembra esserci nessuna possibilità di stabilire una correlazione strategica utile.

Basta vedere i grafici per città



Parliamo comunque di periodi di almeno 4/5 mesi.

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UnDodicesimo

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Citazione di: FatDanny il 29 Mar 2020, 10:40
Stai semplificando per giungere alla conclusione "meglio normare i microcomportamenti che chiudere tutto" ma parti da premesse errate.

Resto al tuo esempio: per manutenere un server non è necessario avere aperta tutta la filiera. Io e i miei colleghi ci occupiamo proprio di questo, tenere in piedi una struttura IT ben più complessa di un forum e possiamo farlo tranquillamente in remoto, anche perché ormai con la diffusione dei Cloud le realtà a tenere i CED in casa sono ben poche (e comunque noi tra questi).
Nel malaugurato caso ci sia bisogno di un intervento sul posto può andarci UNO per una volta e comunque per quanto siamo nel tempo del Just in Time esistono ancora i magazzini e lo stoccaggio delle componenti, che andrebbero in crisi giusto se ci fosse una rottura generalizzata di server, cosa che al momento non trova ragione di essere ipotizzata.

Quindi per un breve periodo si può pensare di interrompere la produzione e affidarsi a quanto già prodotto, soprattutto per casi come quelli che fai.
È chiaro che non puoi farlo sul cibo o i medicinali, ma infatti nessuno lo sta proponendo.
E siccome, come dimostra il caso di Amazon qui, quelli portati da coldilana, alla fine i comportamenti rilevanti ai fini del contagio riguardano le situazioni di lavoro più che le corsette è importante chiudere le fabbriche più che impedire alle persone di correre.

C'è un principio in filosofia, afferisce all'idealismo tedesco, detto del "presupposto posto".
Dice: una tesi esprime una rappresentazione soggettiva ma laddove la realtà si conforma ad essa questa assume valore di verità.
Ecco, aspettiamo dati più significativi che avremo tra qualche mese, ma ho come l'impressione che questo aspetto fa e farà la differenza tra la mia opinione e la tua.

Quindi secondo il capitalista paga il personale, e tutti gli altri costi, per produrre cose che non vende?

UnDodicesimo

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Citazione di: UnDodicesimo il 29 Mar 2020, 12:12
Quindi secondo il capitalista paga il personale, e tutti gli altri costi, per produrre cose che non vende?

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UnDodicesimo

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altro interessante studio, con piu' dettagli sulle misure prese e gli effetti

https://www.pnas.org/content/pnas/104/18/7588.full.pdf

e appendice https://www.pnas.org/content/pnas/suppl/2007/04/09/0611071104.DC1/11071SIAppendix.pdf

con tanto di tempi delle restrizioni per citta' in esame



secondo lo studio, gli interventi che ottennero i migliori risultati furono quelli in San Francisco, St. Louis, Milwakee and Kansas City, dove furono le misure furono mantenute a diversi intervalli, a causa dei successivi ritorni di epidemia, per 3 mesi.

pan

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intanto nel mio piccolo sono contenta di abbandonare la ginocchiera che usavo come mascherina, perché ieri le farmacie sono state finalmente rifornite di mascherine.

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Biafra

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Cazzeggiavo in rete e sono finito sul sito della "Suprema corte del popolo" cinese

http://www.rmfyb.com/paper/html/2020-03/29/node_2.htm

ho trovato questo (traduttore google):

L'Alta Corte di Hunan applica la punizione per la prevenzione e il controllo dell'epidemia
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    Il giornale (Reporter Tao Chen) Il 26 marzo, l'Alta corte popolare provinciale di Hunan ha tenuto una conferenza di lavoro sulla prevenzione e il controllo dei crimini connessi alle epidemie in conformità con la legge dei tribunali provinciali e ha dispiegato i tribunali provinciali per svolgere processi penali relativi alla prevenzione e al controllo delle epidemie.

    L'incontro ha richiesto ai tribunali della provincia di riconoscere pienamente che la lotta ai crimini che ostacolano l'epidemia è una parte importante della vittoria della battaglia generale per la prevenzione e il controllo dell'epidemia. È necessario reprimere rigorosamente e accuratamente i crimini chiave in conformità con la legge e punire severamente gli atti criminali che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica, impedire la prevenzione di malattie infettive, fare vendite fasulle, fare uso dell'epidemia per frodare la proprietà pubblica e privata, creare voci e distruggere le risorse naturali. Dobbiamo aderire al principio dei reati legali, cogliere accuratamente i confini tra crimine e non-criminalità, illegalità e criminalità, questo crimine e l'altro crimine, aderire ai fatti come base, la legge come criterio e aderire alla linea di fondo legale. È necessario garantire la qualità del caso, controllare rigorosamente le prove fattuali del caso, attuare risolutamente il principio di giudizio delle prove, proteggere i diritti delle parti in causa del convenuto e di altre parti in conformità con la legge e garantire che il giudice possa resistere alle ispezioni legali e storiche. È necessario rafforzare ulteriormente l'orientamento al processo, risolvere adeguatamente i problemi di difficoltà nell'udire e ascoltare un procedimento penale e sforzarsi di raggiungere un'unità organica degli effetti politici, giuridici e sociali dei processi giudiziari.

    Dallo scoppio della nuova epidemia di polmonite corona, il tribunale di Hunan ha dato pieno spazio alla sua funzione di processo penale e ha processato una serie di casi penali che hanno ostacolato la prevenzione e il controllo dell'epidemia in conformità con la legge, che ha effettivamente salvaguardato la vita e la salute delle persone e la stabilità sociale generale. A partire dal 24 marzo, i tribunali di tutta la provincia hanno accettato il primo processo di 97 136 casi penali che hanno interferito con la prevenzione e il controllo dell'epidemia e hanno concluso 42  52 casi, di cui 16 detenuti da video, 31 sono stati richiesti per la procedura sommaria e 8 sono stati applicati per il processo accelerato. I principali tipi di casi sono la frode, l'ostruzione degli affari pubblici e così via. Dei 52 imputati che sono stati condannati, 14 sono stati condannati a tre anni di reclusione o più, pari al 26,93%.

http://www.rmfyb.com/paper/html/2020-03/29/content_166623.htm?div=-1

Vabbè, credo che un'azione penale del genere sia impossibile in qualsiasi democrazia  :S

ps. comunque ho qualche dubbio che il traduttore google traduca correttamente i numeri...

paolo71

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Vaz se puoi, dacci notizie dalla Svezia, che a quanto si apprende è l'unico paese europeo a non intraprendere azioni limitative degli spostamenti delle persone e a non fermare attività e istruzione.
Da quello che ho capito non hanno intrapreso nessuna strategia, nemmeno quello di tamponi a tappeto, modelli coreano....quindi è sottovalutata la cosa o c'è dell'altro?

Davy_Jones

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in spagna da domani si fermano tutte le attivita' "non essenziali", tipo da noi. secondo me anche in spagna sono messi peggio che da noi.

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Citazione di: meanwhile il 29 Mar 2020, 11:46
La realtà del contagio sta emergendo. Quattro cose da fare
di Roberto Battiston 28/03/2020

https://www.huffingtonpost.it/entry/la-realta-del-contagio-sta-emergendo-quattro-cose-da-fare_it_5e7f153ac5b6256a7a2b4ea7

Negli ultimi giorni ci sono stati svariati importanti interventi sulla stampa nazionale che hanno contribuito a cambiare sostanzialmente la percezione dell'impatto dell'epidemia nel nostro paese. Si tratta di osservazioni basate su dati disponibili con relativa facilità, ma fino ad ora sostanzialmente ignorate (nonostante varie voci avessero da parecchi giorni suggerito che quello che stava accadendo era ben più vasto di quello che i conteggi dei morti o dei contagiati rappresentavano). 

Due fisici di Nembro, Claudio Cancelli, il sindaco, e Luca Foresti, hanno fatto una verifica elementare a Nembro, comune con 11.522 abitanti, confrontando il numero di morti di queste settimane quest'anno con la media degli anni precedenti, osservando che sono 4 volte quelli che sono stati conteggiati come morti per il Covid-19. Ripetendo lo stesso studio per Bergamo hanno trovato che il rapporto tra la realtà e il numero ufficiale potrebbe raggiungere addirittura un fattore 10. Molto probabilmente nessuno fa un tampone a una persona che muore a casa, specie se anziano, né una diagnosi particolarmente accurata.

Di questo fenomeno se ne era accorto anche il direttore dell'Eco di Bergamo Alberto Ceresoli: il suo giornale giorno dopo giorno si era gonfiato di pagine piene di necrologi. Ha fatto la cosa più logica, ha contato i necrologi e li ha confrontati con quelli dell'anno precedente negli stessi giorni, trovando che il numero è almeno 4 volte più alto della frazione attribuita al Covid-19. Di conseguenza ha commissionato a InTwig,una agenzia di ricerca, uno studio su 243 comuni del Bergamasco, per verificare questo fenomeno su scala provinciale.

Due osservazioni: la prima è che la realtà dei decessi appare essere ben più alta di quella, già enorme, a cui siamo stati abituati dai bollettini ufficiali. La seconda è che sono risultati ottenuti da tre normali cittadini, che con la propria iniziativa e buon senso hanno prodotto, in breve tempo, dati sensati, per quanto clamorosi, lavorando con informazioni che sono riusciti a reperire con relativa facilità . Perché non è stato possibile ottenere questi dati a) tempestivamente, b) da un canale ufficiale?

Altri due studi hanno poi sostanzialmente rivalutato il numero di contagiati, considerando consolidati modelli epidemiologici e usando argomenti di carattere statistico. La fondazione Gimbe ha stimato 208.000 casi di contagio contro gli 80.000 conteggiati ad oggi. L'Ispi ha stimato invece un numero ancora più alto: da 350.000 a 1.200.000 casi di contagio (naturalmente molti dei quali guariti), a fronte dei circa 54.000 conteggiati dalla Protezione Civile al 24 marzo. Questi ultimi due risultati, tra l'altro, tendono a ridefinire verso il basso il tasso di mortalità del Covid-19, correggendo il valore molto alto osservato in Italia.



Difficile obiettare a queste analisi. Certo ci sono incertezze, ma è ormai evidente a tutti che il dato "sommerso" supera di gran lunga il dato "ufficiale" e che dobbiamo prendere atto di questa situazione. Detto tutto questo cosa si può/si deve fare? Non possiamo non guardare alla realtà delle cose e di conseguenza attrezzarci per affrontare questa terribile guerra, essendo coscienti della dimensione dello scontro e concentrandoci sui punti deboli del nemico, considerando che ha molti punti di forza, ad iniziare dalla nostra lentezza nel realizzare le dimensioni del problema.  Dobbiamo essere pratici e concreti e per cercare di ottenere il massimo risultato. 

Il lockdown, una decisione di fondamentale importanza, da solo potrebbe non bastare; è assolutamente necessario assicurarsi che il fattore di contagiosità R sia ridotto a meno di 1. Al momento attuale non abbiamo indicazioni in tal senso, ci servirebbe una analisi epidemiologica basata sui modelli più avanzati. Fino a prova contraria non possiamo assumere che R sia sceso sotto ad 1 da un valore iniziale che era probabilmente superiore a 3. Se guardiamo all'esperienza degli altri paesi asiatici che sono riusciti a piegare il contagio, a partire dalla Cina passando per Taiwan, Sud Corea e Giappone, possiamo trarre degli spunti importanti relativamente a strategie che hanno mostrato di funzionare. Provo ad elencarne qualcuna, occorrerà adattarle al caso italiano, ma è importante condividere gli obbiettivi da raggiungere.

1 - Interruzione della "residua catena di contagio": l'obbligo di auto quarantena non è sufficiente, ci sono problemi legati al supporto di persone sole, fare la spesa etc.. Per ovviare a questo, in altri paesi sono stati creati centri di quarantena. In Italia abbiamo alberghi vuoti, seconde case vuote, scuole vuote, palestre vuote. perché non usare queste strutture investendo un po' delle risorse destinate all'epidemia, facendo lavorare una parte del sistema produttivo che maggiormente risente del lockdown? Si potrebbe pensare ad utilizzare organizzazioni come la Croce Rossa, oltre alla Protezione Civile, che hanno competenze, personale, dimensioni nazionali, per affrontare questo tipo di attività?

2 - La raccolta dei dati relativamente ai contagiati è fondamentale, si sta lavorando allo sviluppo di app per i cellulari. Molte di questa attività si possono fare da subito per telefono: abbiamo centinaia di migliaia di dipendenti pubblici e non, che forse potrebbero operare da casa per contribuire a creare questo database, mantenerlo e svilupparlo per il periodo dell'epidemia. Una delle chiavi del successo cinese sono stati 50.000 volontari utilizzati per raccogliere dati ed assistere la popolazione bloccata dal lockdown.

3 - Dobbiamo fare una cabina di coordinamento che raccolga le competenze di cui questo paese abbonda, per farle operare in maniera coordinata. Se ogni regione o provincia opera per conto proprio, come è accaduto e sembra accadere ancora, anche le buone prassi si perdono nella complessità di una azione che spesso diventa caotica. Un esempio fra tanti: studiando l'andamento del contagio nelle varie regioni, ci si accorge che l' Emilia Romagna, confinante con Lombardia e Veneto, due regioni molto colpite dal virus, mostra crescite più contenute sia nei ricoveri di emergenza che nei contagi e nei morti. E' importante confrontare le prassi dei vari territori, per ricavare la migliore strategia per battere il virus.

4 - Infine ascoltiamo con maggiore attenzione le indicazioni della scienza. Proprio ieri due ex-presidenti dell' ISTAT hanno chiesto sul Corriere di effettuare un certo numero di tamponi a tappeto per avere numeri solidi su cui effettuare l'analisi epidemiologica. Cosa aspettiamo? Il migliore modo per battere questo virus è quello di ascoltare le indicazioni della comunità scientifica.

Grazie per l'articolo: sono d'accordo quasi su tutto... e non solo perché molte cose le sto dicendo pure io da giorni... comunque la creazione di luoghi sicuri per le quarantene dei dimessi dagli ospedali (che continuano ad essere infettivi per giorni) credo sia la priorità assoluta... non capisco come mai non si siano ancora requisiti alberghi e altrre strutture idonee... in Cina se non l'avessero fatto non starebbero al punto di riuscire ad intravedere la luce del tunnel...

Citazione di: paolo71 il 29 Mar 2020, 15:04
Vaz se puoi, dacci notizie dalla Svezia, che a quanto si apprende è l'unico paese europeo a non intraprendere azioni limitative degli spostamenti delle persone e a non fermare attività e istruzione.
Da quello che ho capito non hanno intrapreso nessuna strategia, nemmeno quello di tamponi a tappeto, modelli coreano....quindi è sottovalutata la cosa o c'è dell'altro?

Oltre che della Svezia sapevo che anche in Olanda stavano facendo una cosa simile ma poi non so se abbiano cambiato rotta: a vedere il numero elevato di decessi parrebbe di no... qualcuno può confermare?

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giovannidef

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in spagna purtroppo stanno messi peggio di noi, almeno quanto stiamo messi male in Lombardia noi

ma nessuno ha postato la notizia del dato dei morti sottostimato in hubei?
se fosse vero che invece di 3000 stanno a 42000, i nostri dati, persino sottostimati, diventano congrui

paolo71

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Leggevo su corriere.it che in base alle urne funerarie in Hubei stimano 10 volte i mieti fin'ora conteggiati

Adler Nest

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Ho una domanda che può risultare grezza nella sue impostazione: il ricorso alla ventilazione forzata e alle bombole d'ossigeno sembra funzionare: ma se ci si fosse predisposti con bombole di ossigeno a casa invece che negli ospedali, con produzione massiccia di queste, avrebbe avuto un senso? Oppure no?

RG-Lazio

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* 7.663
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cmq La Svezia ha delle caratteristiche socio-ambientali diverse.

Per me molti delle analisi o delle statistiche tra i diversi paesi sono sballate dalla non presa in considerazione delle variabili sociali, culturali e ambientali.

Non voglio dire che la circolazione normale della Svezia é uguale alla quarantena in Lombardia, semplicemente abitudini sociali, densitá della popolazione e ambiente hanno un peso non indifferente.

Probabilmente hanno dei modelli di valutazione in base ai quali la diffusione dell´epidemia consente un rischio minore rispetto all´Italia o alla Spagna

mr_steed

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Citazione di: Adler Nest il 29 Mar 2020, 16:35
Ho una domanda che può risultare grezza nella sue impostazione: il ricorso alla ventilazione forzata e alle bombole d'ossigeno sembra funzionare: ma se ci si fosse predisposti con bombole di ossigeno a casa invece che negli ospedali, con produzione massiccia di queste, avrebbe avuto un senso? Oppure no?

Avrebbe avuto senso credo... ma ne avrebbe avuto di più se, invece che portarli in ospedale, avessero approntato luoghi idonei per isolarli...

il problema delle bombole a casa è che per averle bombole leggevo che bisogna passare per la richiesta alla Asl, in tal modo i tempi si allungano e la gente si aggrava e muore in casa...

l'altro problema è che far restare le persone a casa aumenta le probabilità di contagio per i nuclei familiari...

parlavo ieri con un mio amico medico che lavora negli usa: mi ha detto che la viralità nei luoghi chiusi dove ci sono i malati raggiunge livelli altissimi anche in angoli dove i malati non stazionano a lungo, tipo i corridoi o finestre, da qui l'importanza di fare sanificazioni continue (oltre ad avere adeguati DPI), che in casa risultano difficili... ma credo che pure negli ospedali ne facciano poche, questo spiegherebbe pure l'elevatissima letalità lombarda/italiana...

tutto questo mi fa pensare che lo studio che parlava della permanenza del virus nell'aria all'interno di un autobus (e luoghi chiusi e stretti in generale), non fosse proprio sbagliato, anzi...

a voler fare un po' di dietrologia, il fatto che poi sia stato ritirato in maniera tanto strana farebbe pensare più ad una questione di "ordine pubblico" che a qualche errore nello studio...

vaz, tarallo e altri forumisti esperti che ne pensano?

Tarallo

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Se sei arrivato ad avere bisogno del ventilatore stai in una condizione che restare a casa non se ne parla proprio.

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mr_steed

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Citazione di: Tarallo il 29 Mar 2020, 17:01
Se sei arrivato ad avere bisogno del ventilatore stai in una condizione che restare a casa non se ne parla proprio.

Questo è sicuro... ma penso che Adler intendesse anche la sub TI con il solo ossigeno per i casi iniziali... o forse ho capito male io?


Comunque vorrei approfittare del post per ringraziare l'Albania per l'invio dell'equipe medica, considerando che abbiamo anche un valente Lazionetter come splash che viene da lì, postando le giuste considerazioni di Antonello Caporale che condivido in pieno...

Coronavirus, la spedizione albanese. La lezione della memoria

Donare una fetta di prosciutto per chi ne possiede solo altre tre nel frigo è un atto di generosità incomparabile rispetto a chi compie lo stesso gesto avendo però in cantina un prosciutto intero.

Perciò i trenta medici e infermieri che il governo albanese ha inviato in Italia per aiutarci a vincere questa guerra ha il sapore di un sacrificio rilevante, di un gesto di particolare e intensa solidarietà. E le parole del premier Edi Rama, in un italiano così pulito e elegante, che in un video accompagnano questa spedizione, paiono piene di una sincerità insospettabile, di una amicizia profonda. "Non siamo ricchi, ma non siamo privi di memoria", dice Rama ricordando che migliaia e migliaia di suoi connazionali hanno trovato ospitalità, lavoro e una nuova vita in Italia.

Gli ospedali albanesi non hanno le risorse tecnologiche dei nostri centri, i medici albanesi non godono delle competenze e del supporto su cui possono contare i loro colleghi italiani. La società albanese, ancora in larga parte priva delle protezioni sociali che noi conosciamo, non può contare su un sistema sanitario capillare come il nostro.

Eppure trenta dei loro medici e infermieri, preziosissimi in tempi di pandemia in un Paese che ha risorse umane limitate, sono qua per dimostrare che la memoria regala una grande lezione di civiltà.

biancocelestedentro

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Citazione di: mr_steed il 29 Mar 2020, 15:32

Oltre che della Svezia sapevo che anche in Olanda stavano facendo una cosa simile ma poi non so se abbiano cambiato rotta: a vedere il numero elevato di decessi parrebbe di no... qualcuno può confermare?

Ieri mattina ho sentito al telefono una collega che ha una delle figlie in Olanda. Mi ha detto che praticamente non hanno preso alcuna misura e che ha visto su un sito una webcam puntata su una spiaggia o sul lungomare dell'Aia, non ho capito bene, ed era pieno di gente che andava in giro, complice la bella giornata. Sua figlia  per paura sta in casa e non esce, anche perché pare che al momento per qualche motivo non abbia alcuna copertura sanitaria.

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