coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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purple zack

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Citazione di: vaz il 12 Mar 2020, 21:40
https://www.facebook.com/104966411123543/posts/110848177202033/?d=n

il lockdown ancora non può dare alcun tipo di risultato, mi fa strano che lo affermino.

la lombardia è veramente un'anomalia, spero che prima o poi esca fuori da cosa derivi.

uk e forse usa faranno come se niente fosse. staremo a vedere.

nel frattempo l'unico dato più serio sulle % di morte è quello coreano, dove è stato tamponato il 78% di popolazione, con un tasso di mortalità del 0.7% dei contagiati.

da noi siamo oltre il 6%, che presumibilmente farebbe pensare a un numero di contagiati 9 volte superiore quello che risulta. ed è, in realtà, una buona notizia

mr_steed

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Non so che valore possa avere (Vaz sai dirci di più?) ad ogni modo posto la traduzione di questo studio che hanno fatto a Princeton... https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.03.09.20033217v1

Nel complesso, la stabilità è molto simile tra HCoV-19 e SARS-CoV-1. Abbiamo scoperto che il virus vitale poteva essere rilevato negli aerosol fino a 3 ore dopo l'aerosolizzazione, fino a 4 ore su rame, fino a 24 ore su cartone e fino a 2-3 giorni su plastica e acciaio inossidabile. HCoV-19 e SARS-CoV-1 hanno mostrato emivite simili negli aerosol, con stime mediane di circa 2,7 ore. Entrambi i virus mostrano una vitalità relativamente lunga su acciaio inossidabile e polipropilene rispetto a rame o cartone: l'emivita mediana stimata per HCoV-19 è di circa 13 ore su acciaio e circa 16 ore su polipropilene. I nostri risultati indicano che la trasmissione di aerosol e fomiti di HCoV-19 è plausibile, poiché il virus può rimanere vitale negli aerosol per più ore e su superfici fino a giorni.

Peraltro l'articolo smentirebbe una notizia che avevo sentito oggi da un esperto, ossia che non resisterebbe sulle superfici porose, ma 24 ore sul cartone non mi sembrano poche...

Vincelor

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Citazione di: purple zack il 13 Mar 2020, 01:44
il lockdown ancora non può dare alcun tipo di risultato, mi fa strano che lo affermino.

la lombardia è veramente un'anomalia, spero che prima o poi esca fuori da cosa derivi.

uk e forse usa faranno come se niente fosse. staremo a vedere.

nel frattempo l'unico dato più serio sulle % di morte è quello coreano, dove è stato tamponato il 78% di popolazione, con un tasso di mortalità del 0.7% dei contagiati.

da noi siamo oltre il 6%, che presumibilmente farebbe pensare a un numero di contagiati 9 volte superiore quello che risulta. ed è, in realtà, una buona notizia
Quando dici che in Corea è stato tamponato il 78% di popolazione, a quale popolazione ti riferisci? Non credo al dato globale, altrimenti vorrebbe dire che in Corea avrebbero sottoposto a tampone 40 milioni di persone. Da quello che mi risulta, in Corea sono state controllate circa 250.000 persone

purple zack

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Citazione di: Vincelor il 13 Mar 2020, 02:09
Quando dici che in Corea è stato tamponato il 78% di popolazione, a quale popolazione ti riferisci? Non credo al dato globale, altrimenti vorrebbe dire che in Corea avrebbero sottoposto a tampone 40 milioni di persone. Da quello che mi risulta, in Corea sono state controllate circa 250.000 persone

penso allora di un campione, tipo una città, era un dato riportato in uno degli articoli internazionali postati anche qui

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Blueline

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https://lab24.ilsole24ore.com/coronavirus/?fbclid=IwAR2RspSLc9SSMVDH3BL0qt6BDEuA2SuZ7--mDkdmiIMx10lHVD-lMTpwqzU

Su base regionale, se confrontiamo la Lombardia con le Marche(la quinta regione più colpita, come indicato dal link) si ha una diversa crescita percentuale dei contagiati: 0.014 la Lombardia, 0.008 le Marche.


pizzeman

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Citazione di: Blueline il 13 Mar 2020, 04:29
https://lab24.ilsole24ore.com/coronavirus/?fbclid=IwAR2RspSLc9SSMVDH3BL0qt6BDEuA2SuZ7--mDkdmiIMx10lHVD-lMTpwqzU

Su base regionale, se confrontiamo la Lombardia con le Marche(la quinta regione più colpita, come indicato dal link) si ha una diversa crescita percentuale dei contagiati: 0.014 la Lombardia, 0.008 le Marche.

Il dato più interessante mi sembra  la riduzione in percentuale dell'aumento dei positivi. Siamo in discesa costante da 4 giorni. Arrivare a un 10% in una settimana sarebbe un successo enorme. Vuol dire passare da un fattore x10 a uno x2 settimanale.

SSL

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Citazione di: Blueline il 13 Mar 2020, 04:29
https://lab24.ilsole24ore.com/coronavirus/?fbclid=IwAR2RspSLc9SSMVDH3BL0qt6BDEuA2SuZ7--mDkdmiIMx10lHVD-lMTpwqzU

Su base regionale, se confrontiamo la Lombardia con le Marche(la quinta regione più colpita, come indicato dal link) si ha una diversa crescita percentuale dei contagiati: 0.014 la Lombardia, 0.008 le Marche.
Vi invito a leggere i dati senza troppa meticolosità. Ci sono dei bias enormi relativi a quanti e a chi vengono fatti i tamponi, non parliamo poi dei confronti con altre nazioni.
La letalità maggiore in Italia è spiegata per esempio dal fatto che ormai sono diversi giorni che i tamponi vengono eseguiti solo a casi gravi o con già segni radiologici di polmonite, cioè a quella fetta di torta di gente che ha una situazione già grave. Mentre la maggior parte ha sintomi lievi e non è presente nel numero dei positivi.
Il numero assoluto da prendere in considerazione è quello dei ricoverati e di quelli in terapia intensiva. È quello il "collo di bottiglia". E li I numeri sono spaventosi, specie in Lombardia.
Se succede da altre parti è finita.
Bisogna resistere queste due settimane, necessarie per prendere respiro e organizzarsi, e poi di andrà avanti per qualche mese con misure meno severe ma sempre che limitino al massimo i contatti tra persone. Sara lunga.
Non sprecate cibo, provate prima a finire le cose in dispensa che sono lì da mesi, non sprecate elettricità, isolatevi per due settimane in modo più assoluto possibile.

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volerevolare

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Citazione di: SSL il 13 Mar 2020, 07:35
Vi invito a leggere i dati senza troppa meticolosità. Ci sono dei bias enormi relativi a quanti e a chi vengono fatti i tamponi, non parliamo poi dei confronti con altre nazioni.
La letalità maggiore in Italia è spiegata per esempio dal fatto che ormai sono diversi giorni che i tamponi vengono eseguiti solo a casi gravi o con già segni radiologici di polmonite, cioè a quella fetta di torta di gente che ha una situazione già grave. Mentre la maggior parte ha sintomi lievi e non è presente nel numero dei positivi.
Il numero assoluto da prendere in considerazione è quello dei ricoverati e di quelli in terapia intensiva. È quello il "collo di bottiglia". E li I numeri sono spaventosi, specie in Lombardia.
Se succede da altre parti è finita.
Bisogna resistere queste due settimane, necessarie per prendere respiro e organizzarsi, e poi di andrà avanti per qualche mese con misure meno severe ma sempre che limitino al massimo i contatti tra persone. Sara lunga.
Non sprecate cibo, provate prima a finire le cose in dispensa che sono lì da mesi, non sprecate elettricità, isolatevi per due settimane in modo più assoluto possibile.
esiste sempre la variabile ambientale e meteorologica che nessuno prende in considerazione per mancanza di dati oggettivi.
ricordiamoci sempre che il covid 19 è una variante degli altri coronavirus influenzali i quali sono sempre stati stagionali e tendono a diffondersi con maggiore velocità in ambienti umidi. Purtroppo la pianura padana ha un clima invernale molto simile a quello di hubei e li il virus ha attecchito con maggiore velocità e virulenza rispetto ad esempio a Roma che invece continua a presentare numeri abbastanza bassi. Per quanto ovvio, è più facile ammalarsi in un posto dove c'e sempre nebbia, foschia e dove il tasso di umidità è più alto.

vaz

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non ci sono ancora troppe prove scientifiche al riguardo, solo ipotesi

tatoccolo

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Citazione di: SSL il 13 Mar 2020, 07:35
Vi invito a leggere i dati senza troppa meticolosità. Ci sono dei bias enormi relativi a quanti e a chi vengono fatti i tamponi, non parliamo poi dei confronti con altre nazioni.

concordo, concordo fortemente. Ad oggi anche la lettura dei dati non rappresenta un elemento oggettivo, perché c'è ancora troppo "rumore", e questo purtroppo ci lascia ancora più in confusione (la condizione in cui non si riescono ad avere informazioni è una di quelle che manda le persone ai matti)

vaz

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questi dati saranno utili a posteriori, per analisi epidemiologiche.
come già scritto, il numero più importante è rappresentato dai posti in TI

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italicbold

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Citazione di: PARISsn il 12 Mar 2020, 21:20
si ma fa svolgere le elezioni !! che fanno disinfettano le matite e le cabine dopo ogni voto? basta che  uno malato tossisce in cabina  ne infetta  i 50 dopo... 8)

Le elezioni in Francia si fanno senza matita.
Non esiste una scheda elettorale. Quando arrivi al seggio ti danno eventualmente una busta dove tu metti il volantino del candidato che vuoi votare. I volantini sono disponibili su una tavola al seggio oppure ti sono arrivati a casa in una busta che li contiene tutti o te li hanno inviati i vari candidati per posta. Quando li prendi dal tavolo al seggio sembra che ci sia la regola di prenderne almeno due per non fa vedere per chi voti, ma non credo sia obbligatorio.
Dopo averci messo dentro il volantino chiudi la busta e la metti nell'urna.

CodyAnderson

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Citazione di: purple zack il 13 Mar 2020, 01:44
il lockdown ancora non può dare alcun tipo di risultato, mi fa strano che lo affermino.

la lombardia è veramente un'anomalia, spero che prima o poi esca fuori da cosa derivi.

uk e forse usa faranno come se niente fosse. staremo a vedere.

nel frattempo l'unico dato più serio sulle % di morte è quello coreano, dove è stato tamponato il 78% di popolazione, con un tasso di mortalità del 0.7% dei contagiati.

da noi siamo oltre il 6%, che presumibilmente farebbe pensare a un numero di contagiati 9 volte superiore quello che risulta. ed è, in realtà, una buona notizia

la descrescita è dovuta al lock-down iniziale delle aree focolaio. si è sbagliato a non chiudere anche Bergamo che ha da tempo superato l'area del lodigiano. il risultato è interpretabile solo se si analizzano le curve per provincia. se sommi tutto chiaramente hai un risultato migliore dell'esponenziale puro ma non come se fosse stato lock-down totale.

Riguardo al 6% di morti rispetto ai contagiati, se guardi i numeri e li confronti con il totale della popolazione, non è una buona notizia. assumiamo che la malattia abbia un tasso del 2%, vuol dire che i contagiati reali (asintomatici, tosse leggera, febbriciattola etc.) sono 3 volte tanto il totale circa. cioè circa 20mila. a questo serve il lockdown del paese per 20 gg, sperare che quei 20 mila diventino virus-free e provare a ripartire lentamente.

Purtroppo, se la politica UK e US rimane quella di ignorare avremo comunque focolai di ritorno da questi paesi per tanto tempo. In generale sarebbe servito un coordinamento globale migliore. Il nostro approccio a lock-down è stato obbligato dalla situazione catastrofica in Lombardia e dal fatto che al Sud poteva (e purtroppo ancora potrebbe) essere peggio ancora.

mr_steed

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Consiglio a tutti quelli che desiderano conoscere la situazione degli ospedali al sud, nello specifico in quelli della Calabria, la visione di un bel servizio andato in onda nella puntata di ieri sera di PiazzaPulita...
il servizio parte da 2h 56m 10s
https://www.la7.it/piazzapulita/rivedila7/verso-sud-piazzapulita-puntata-del-12032020-13-03-2020-313060

phenix

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Eccellente, per me, articolo di Francesco Costa sui tempi scala, cosa ci aspetta e quanto realisticamente potrà durare questa serrata.

https://www.francescocosta.net/2020/03/13/quando-finira/?fbclid=IwAR1vIxH-5lXCxb82JulkAX0iZvuTuQrDPb-J1eMzLBZKAVdH7xf-i2Bm0dI


Quando finirà

Riprendo la discussione aperta col post della settimana scorsa, provando a ragionare in modo franco sui possibili scenari che abbiamo davanti. Credo che farlo e che farlo in modo schietto sia necessario, proprio a fronte di una situazione così incerta e imprevedibile, anche se le risposte che ci diamo dovessero essere scoraggianti. Anche sapendo che viviamo una situazione senza precedenti. D'altra parte i sacrifici che stiamo facendo ci costringono già, più o meno inconsciamente, a darci un orizzonte temporale, a pensare a quando finirà; e darsi un orizzonte temporale illusorio può aggravare le già pesanti conseguenze di questa situazione sulla salute mentale di ciascuno di noi.

Una settimana fa scrivevo che avevamo davanti due opzioni possibili, come società: mantenere una qualche forma di normalità accettando il rischio del contagio e le sue dolorosissime conseguenze, oppure chiudere tutto. Il governo ha deciso per noi e ha scelto la seconda strada. Non voglio discutere la bontà di questa decisione, di cui capisco le ragioni, e credo che nessuno di noi – mitomani esclusi – oggi vorrebbe trovarsi al posto di Giuseppe Conte, che sta gestendo questa situazione senza precedenti con dignità. Sono stato estremamente critico verso la nascita di questo governo, ma oggi tremo al pensiero che queste straordinarie restrizioni delle nostre libertà potessero essere decise e gestite da politici autoritari e fanatici dello stato di polizia.

Però, ecco, questa è la mano di carte che ci è capitata. Abbiamo chiuso tutto. Proviamo allora a ragionare uno o due passi avanti rispetto alla nostra situazione attuale.

Non contate i giorni.

Per quanto sia umano e più che comprensibile – stare chiusi in casa ha conseguenze devastanti sulla salute mentale di decine di milioni di persone – non dobbiamo contare i giorni, o le settimane. Il decreto del governo fissa il termine del 3 aprile per le restrizioni dei movimenti perché imposizioni così straordinarie non possono che avere una data di scadenza. Ma è del tutto illusorio pensare che il 3 aprile le nostre vite possano ricominciare normalmente.

Il massimo che possiamo sperare – il massimo che possiamo sperare – da qui al 3 aprile è vedere appiattirsi quelle maledette curve dei contagiati, dei ricoverati e dei deceduti. Sarebbe una notizia fantastica. Ma non risolutiva.

Accettato che questo virus ha la capacità di contagiare dal 40 al 70 per cento della popolazione mondiale, come dicono gli epidemiologi, non bisogna dimenticare che in Italia in questo momento i contagi accertati sono in tutto circa 15.000. Considerato che facciamo il tampone solo a chi presenta sintomi importanti, e che il virus si può contrarre in forma asintomatica, a partire dal tasso di letalità possiamo ricostruire che i contagiati totali in Italia siano fin qui – compresi guariti e deceduti – tra i 50.000 e i 100.000. Molti ma molti di meno dei 20 o 30 milioni di italiani (come minimo) potenzialmente esposti al contagio, e di quelli che potrebbero permetterci di parlare di immunità di gregge. È piuttosto evidente dunque che non solo è impossibile che il 3 aprile il numero di contagiati sia zero – anche perché, appunto, la gran parte delle persone contagiate oggi non sa di esserlo – ma anche che se il 4 aprile tornassimo tutti a fare la vita di prima, a uscire e vederci e chiacchierare e abbracciarci, il virus ricomincerebbe a circolare e torneremmo rapidamente dove siamo oggi.

Sia chiaro, nessuno pensi che queste restrizioni siano per questo inutili. Anzi. Restare a casa per abbassare quelle maledette curve vuol dire salvare centinaia di vite al giorno: e dovremo continuare a impegnarci per tenerle basse. Nel frattempo ci stiamo attrezzando e ci attrezzeremo per curare sempre più persone, ma per quanto sia possibile potenziare la potenza e disponibilità del nostro sistema sanitario, il numero di medici e i posti in terapia intensiva, evidentemente ogni sistema conosce un punto di rottura: un numero oltre il quale non è più possibile fornire cure adeguate ai pazienti. E quel numero non è, boh, un milione, ma è molto più basso. Quindi la necessità di tenere basse quelle maledette curve non svanirà: lo scopo è ammalarci lentamente, in modo da non sovraccaricare gli ospedali e magari sviluppare a un certo punto una qualche forma di immunità di gregge. La parola chiave nell'ultima frase è lentamente.

È probabile che il governo decida a un certo punto di allentare alcune delle attuali misure di restrizione, il 3 o il 10 o il 30 aprile o di maggio, perché anche tenere le persone chiuse in casa ha un prezzo che cominceremo a misurare in depressioni, attacchi di panico, liti, omicidi e suicidi. Ed esiste ragione di confidare che i sacrifici di questi giorni ci abbiano resi un po' più responsabili di prima. Ma è molto, molto, molto improbabile che un prossimo eventuale allentamento delle restrizioni somigli anche solo lontanamente alla nostra vita di prima.

Anche perché il virus non conosce confini e nel resto del mondo succedono le cose che sono successe da noi, solo con tempi, modalità e reazioni diverse. Non vuol dire necessariamente che tutti i paesi finiranno per adottare i lockdown sul modello italiano, né che ci sia un unico modo giusto per rispondere a questa pandemia o tantomeno che sia il nostro: vuol dire che anche nell'ipotesi completamente implausibile in cui a un certo punto il numero dei nostri contagiati dovesse diventare zero, saremmo comunque esposti. Anche nell'ipotesi altrettanto implausibile di bloccare tutti i collegamenti aerei da ogni paese del mondo, le merci devono continuare a viaggiare. Molte arrivano dall'estero; tutte vengono portate da persone.

Ci sono due orizzonti temporali nei quali possiamo sperare. Il primo è che davvero il caldo indebolisca il virus: non sappiamo se sarà così, non è scontato, ma potrebbe essere. In ogni caso, però, sarebbe una tregua temporanea: il virus tornerebbe a farsi sentire in autunno e in inverno, come già prevedono alcuni epidemiologi. Il secondo, naturalmente, è la produzione di un vaccino. Sappiamo per certo che lo troveremo e sappiamo per certo che ci metteremo meno tempo che per qualsiasi altro vaccino, ma sappiamo per certo che ci vorranno ancora mesi di studi e di test. Quando ce lo avremo, poi, sarà necessario produrlo e distribuirlo a miliardi di persone. Non sarà una cosa immediata.

Lo dico a me per primo: la spiazzante velocità con cui sono cambiate le nostre vite compromette la nostra capacità di accettare che l'uscita da questa crisi non sarà rapida quanto è stato il suo ingresso. Uno scenario che soltanto un mese fa avremmo considerato lunare – le code ai supermercati, la polizia per le strade a controllare chi esce di casa, le scuole chiuse, le rivolte e i morti nelle carceri, i treni che non partono, l'impossibilità di vedere i propri cari – oggi è la nostra vita quotidiana. Non possiamo escludere nemmeno ulteriori deragliamenti delle nostre vite, peraltro: basta uno sciopero degli autotrasportatori, come i tanti che ci sono stati negli ultimi anni. E sappiamo che, quando ripartiremo, ci metteremo un bel po' per tornare dove eravamo. Insomma, tutto questo finirà, ma non il 3 aprile.

Anche a me ogni tanto sembra un brutto sogno.

PARISsn

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Citazione di: italicbold il 13 Mar 2020, 09:49
Le elezioni in Francia si fanno senza matita.
Non esiste una scheda elettorale. Quando arrivi al seggio ti danno eventualmente una busta dove tu metti il volantino del candidato che vuoi votare. I volantini sono disponibili su una tavola al seggio oppure ti sono arrivati a casa in una busta che li contiene tutti o te li hanno inviati i vari candidati per posta. Quando li prendi dal tavolo al seggio sembra che ci sia la regola di prenderne almeno due per non fa vedere per chi voti, ma non credo sia obbligatorio.
Dopo averci messo dentro il volantino chiudi la busta e la metti nell'urna.

ok non sapevo di questa  modalita', cmq  in questo momento potevano evitare, alla fine avrai tanta gente  in movimento, gente in fila ai seggi, tutti gli addetti ore e ore insieme nella stessa stanza...fossero state  elezioni politiche perche  il paese è senza governo potrei capire pure, ma per eleggere sindaci di paesi e paesini ( mi pare sono da eleggere 3mila ) si poteva rimandare...poi facessero un po come gli pare...io spero solo che quando in Francia avranno il picco e noi magari cominciamo a ragionare meglio grazie ai nostri provvedimenti, saremo noi a vietare all' Air France i voli da e per  l' Italia.... 8)

mr_steed

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intanto... https://www.worldometers.info/coronavirus/#countries
https://www.rtve.es/noticias/20200313/mapa-del-coronavirus-espana/2004681.shtml

Spain    3,921    +775    90    +4    

Ricordo male io che in Italia al punto in cui stanno loro avevamo meno contagi giornalieri?

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CodyAnderson

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Citazione di: mr_steed il 13 Mar 2020, 13:06
intanto... https://www.worldometers.info/coronavirus/#countries
https://www.rtve.es/noticias/20200313/mapa-del-coronavirus-espana/2004681.shtml

Spain    3,921    +775    90    +4    

Ricordo male io che in Italia al punto in cui stanno loro avevamo meno contagi giornalieri?

In Spagna hanno cominciato a cercare quando c'è stats Atalanta Valencia. Il virus era in circolo da tempo. Sono casi preesistenti come i nostri di questi giorni fino almeno al 20 Marzo.

mr_steed

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Intanto qui a Roma...

Coronavirus, a Roma in farmacia mascherine a 20 euro.
"Ma è colpa dei fornitori"

"Hanno raddoppiato i costi - spiega una farmacista - un pezzo lo paghiamo 12 euro e lo rivendiamo a 16. Non siamo noi ad approfittarcene".

"Una mascherina di carta a 20 euro? È una follia, stavolta li denuncio alla Guardia di finanza, speculano sulla nostra salute". A meno di 24 ore dall'ulteriore stretta del governo per contrastare il contagio da coronavirus, a Roma scatta la caccia alle protezioni per naso e bocca. Gli indirizzi delle poche farmacie che sono riuscite a rifornirsi dai grossisti, viaggiano in tempo reale su WhatsApp. Dunque, tutti in coda in via Cola di Rienzo, nel rione Prati, oppure all'esterno della farmacia in via della Vite, nel cuore del centro storico. I romani vogliono proteggersi, ma sono costretti a farlo a caro prezzo. All'esterno dei negozi specializzati monta la protesta.

"È uno schifo", si arrabbia Roberto Piri, un impiegato 56enne. Una volta arrivato alla cassa, rifiuta la mascherina ed esce. "Stavolta li denuncio - ripete in via della Vite - l'altro giorno ci hanno fatto pagare un flaconcino di Amuchina da 100ml 23 euro, la confezione più piccola stava a 6.90 euro, vi rendete conto? Serviva a noi dipendenti, per fortuna ha pagato la banca per la quale lavoro".

Non è l'unico a rifiutare l'acquisto. Ma chi non può farne a meno come Irene, una 27enne studentessa in Economia che deve badare "alla nonna cardiopatica", è costretto ad aprire il portafogli. In via della Vite la distribuzione della mascherina modello Ffp2 (ha un fattore di protezione del 92%) inizia alle 13.30 al costo di 19.90 l'una. Oggi dovrebbero essere disponibili anche in piazza San Lorenzo in Lucina e via dei Banchi vecchi: stessa proprietà.

Le prenotazioni fioccano, come le proteste. "Noi le abbiamo pagate 14 euro più iva - replica Fiorenza, una dipendente della farmacia in via della Vite - il ricarico è minimo. I nostri grossisti non ce le consegnano da tre mesi, ci siamo dovuti affidare a un conto terzista che le vende a questa cifra. La speculazione è a monte". Una ragione che non convince affatto i romani. "Normalmente queste mascherine costerebbero circa un euro - ragiona Barbara Ruggeri, un dentista 63enne - venderle a queste cifre è indecente".

I medici non possono farne a meno, come i loro apprendisti. "Mia figlia studia Medicina ed è costretta a proseguire il tirocinio dal medico di base, altrimenti non si laurea - denuncia in via Cola di Rienzo Michela De Carlo, impiegata 53enne - non le forniscono protezioni". Ci pensa la madre. Costo dell'operazione, 180 euro per tre mascherine FFp2 buone per otto ore e 20 minuti di fila. "Ci sono arrivati 10mila pezzi, ne abbiamo venduti 2mila in dure ore. I fornitori hanno raddoppiato i costi - assicura Nicole Di Gioacchino, una delle titolari della farmacia in via Cola di Rienzo - una mascherina la paghiamo 12 euro e la rivendiamo a 16. Non siamo noi ad approfittarcene".


https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/03/13/news/coronavirus_a_roma_mascherine_a_20_euro_ma_e_colpa_dei_fornitori_-251138131/

Citazione di: CodyAnderson il 13 Mar 2020, 13:24
In Spagna hanno cominciato a cercare quando c'è stats Atalanta Valencia. Il virus era in circolo da tempo. Sono casi preesistenti come i nostri di questi giorni fino almeno al 20 Marzo.

Ma io infatti credo che gli stati più grandi d'europa stanno più o meno allo stesso punto di contagi totali, solo che per chi lo ha scoperto prima come noi i deceduti vengono "tamponati", mentre negli altri paesi fino a poco fa il tampone a chi moriva di polmonite non lo facevano... germania in primis...

Peraltro se pensiamo che nei paesi scandinavi e in svizzera, che avranno al massimo 10 milioni di abitanti, in proporzione i contagi stanno "galoppando" pure da loro...

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