Citazione di: Tarallo il 20 Mar 2020, 07:01
NiHaoLazio, dove stai? Aggiornaci. Dalla Cina arrivano notizie confortanti.
Sono a Shanghai. Qui da due settimane siamo a 0 casi.
In Cina da 2 giorni lo stesso, 0 casi. Gli unici casi registrati sono importati.
In tutta la Cina, se non sbaglio, ci sono circa 8000 persone ancora ospedalizzate per il coronavirus. Qui si vede la luce in fondo al tunnel anche se non è ancora finita. Ora c'è la preoccupazione per i casi di ritorno.
I controlli negli aeroporti infatti sono rigidissimi. Tutti gli arrivi vengono controllati e inviati a centri di smistamento per i controlli sanitari. Da lì i positivi vanno in ospedale. Gli altri in quarantena obbligatoria (a casa se le abitazioni vengono considerate adeguate e se i management dei compound accettano di prendersi la responsabilità di controllare i quarantenati. Oppure in albergo, a spese del quarantenato. €50 al giorno il costo medio per vitto e alloggio).
Per il resto la vita sta tornando alla normalità. Negozi, fabbriche, aziende e ristoranti stanno riaprendo anche se con orari ridotti. I controlli sono rigidi ovunque (termo scanner o rilevamento della temperatura all'ingresso di stazioni, metropolitane, centri commerciali, aziende etc.). Da ieri le mascherine non sono più obbligatorie se si è all'aperto e in zone dove non c'è assembramento di persone. Domenica scorsa hanno riaperto i parchi.
Qui, al contrario di quanti molti pensino, nessuno ha mai forzato nessuno a fare nulla. Non c'è mai stato nessun divieto di uscire (se si esclude l'Hubei o lo Zhejiang, ovviamente), né obbligo di esibire una autocertificazione per giustificare il proprio essere in strada. C'è stato un adeguarsi alle direttive ma nessuna forzatura.
Io e mia moglie siamo stati chiusi in casa dal 15 gennaio al 1 marzo uscendo 4/5 ore a settimana. Ma non siamo stati obbligati a farlo. Devo dire che il senso civico dimostrato in questo frangente dai cinesi me li ha fatti molto rivalutare.
C'è anche da dire, a dire il vero, che le conseguenze di chi nascondeva i sintomi o scappava dalla quarantena erano pesanti. Ad esempio è notizia di ieri di una donna australiana sorpresa in strada mentre sarebbe dovuta essere in quarantena a casa che è stata licenziata, le è stato tolto il permesso di soggiorno e dovrà lasciare il paese.
Continuo a ritenere indispensabile la chiusura di tutto ciò non strettamente necessario, ma è anche vero che quegli 8000 denunciati al giorno qui non si sono mai visti.