coronavirus

Aperto da paolo71, 21 Feb 2020, 13:07

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MisterFaro

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Citazione di: phenix il 24 Mar 2020, 19:30
L'eco di Bergamo riportava la stessa notizia. Francamente faccio fatica a credere a ragioni diverse dal fatto che sono persone che muoiono in casa e non vengono tamponate. A posteriori, se la causa della morte è polmonite, verranno presumibilmente conteggiate come vittime covid.

...

Dipende cosa il medico riporta sulla scheda per la certificazione delle cause di morte. Il medico è tenuto a riportare la sua opinione "migliore", in caso di patologia che non ha potuto appurare ma che ritiene probabile può riportarla premettendo appunto il probabile. Ai fini statistici poi quel "probabile", quel dubbio, non viene considerato e quella patologia viene considerata a tutti gli effetti. Diverso ovviamente per le altre finalità della certificazione delle cause di morte.

Qui un estratto delle istruzioni riportate sul retro dei modelli:



alex73

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Ma e' plausibile che un virus come questo nato in una parte del mondo si diffonde ovunque in pochi mesi?

Tarallo

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Buongiorno Alex! :)

trax_2400

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Vedo che molti cercano di fare delle previsioni basandosi su quello che è successo in Cina.
Non mi sembra un sistema credibile.
Soprattutto perché le misure adottate in Cina sono state molto diverse da quelle italiane.
Nell'Hubei, se non sbaglio, ha chiuso proprio tutto, compresi gli alimentari, quindi a mio avviso lo stop alla diffusione dell'infezione in Cina sarà stato più repentino di quanto potrà succedere in Italia.

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Drake

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Qualcuno, forse Pomata, aveva segnalato qualche giorno fa il daily podcast sul nyt, anche quello di oggi è molto interessante:
https://www.nytimes.com/2020/03/24/podcasts/the-daily/coronavirus.html?action=click&module=Briefings&pgtype=Homepage

Pomata

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Citazione di: Drake il 24 Mar 2020, 22:30
Qualcuno, forse Pomata, aveva segnalato qualche giorno fa il daily podcast sul nyt, anche quello di oggi è molto interessante:
https://www.nytimes.com/2020/03/24/podcasts/the-daily/coronavirus.html?action=click&module=Briefings&pgtype=Homepage

Ascoltato un pezzo. L'esperto giornalista di cui non ricordo il nome era in una puntata verso il 26-27 febbraio che ho ascoltato in macchina. Mi aveva messo talmente l'ansia che tornato a casa ho detto a mia moglie che forse sto virus era parecchio piu' serio di quello che pensavamo.


Baldrick

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Citazione di: vaz il 24 Mar 2020, 10:09
[...]
Direi che dopo questa saluto il forum per un po'. Se certe cose non vi fanno impressione, non è detto che debbano essere somministrate agli altri. In un momento del genere, poi.
Bella.

orchetto

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Citazione di: meanwhile il 24 Mar 2020, 20:46
Agghiacciante, davvero agghiacciante.
Anche più di quel testo tradotto da vaz che ha spaventato qualcuno.
E ancora più, vorrei scrivere sconvolgente ma è una parola forte, diciamo allora assurdo che non ci fermiamo a pensare a queste cose, quasi anestetizzati da tutti questi numeri che ormai hanno perso ogni significato, tutti impegnati a inseguire l'ultima notizia del farmaco miracoloso che ci farà tornare alla vita di due mesi fa.
Andrà tutto bene. Ce la faremo. Credo proprio di sì, ma non nei tempi e nei modi che oggi ci aspettiamo, mi sa.
.                                              I danni comportamentali sui bambini non li vedremo, perché si farà finta di non vederli, come accade quasi sempre su di loro

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paolo71

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Io ne ho uno di 5 anni e mezzo...
È dura regà, tutte le sere prima di andare a letto e passo dalla sua cameretta piango...prima che si scatenasse l'epidemia ricordo vhe vederlo dormire, niente è più dolce che un bimbo che dorme, mi dava la carica per affrontare la nuova giornata.
Oggi abbiamo avuto una call con la sua sezione della scuola materna, un genitore ha letto 3 libretti, ma i bimbi che si salutavano i più avevano poca luce negli occhi...
E questo il dramma, stanno perdendo la gioia...

StylishKid

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Citazione di: vaz il 24 Mar 2020, 10:09
Come il coronavirus prende possesso del tuo corpo (prima che tu possa rendertene conto).

Chiami un amico e ti metti d'accordo per andare a pranzo insieme. È una giornata di primavera fuori stagioni, quindi decidete per un posto con i tavolini fuori, che per qualche ragione ti sembra anche la scelta più sicura. Come al solito, prendi tutte le precauzioni del caso: usi un disinfettante per mani, ti siedi ad una ragionevole distanza dagli altri clienti, e cerchi di non toccarti la faccia, anche se quest'ultima precauzione sia la più dura da rispettare. Una parte di te sospetta che tutta questa faccenda, dopotutto, sia stata sopravvalutata.

Quello che non sai è che 10 giorni fa, un amico di tuo padre è stato invitato al Club Universitario da un suo partner di affari, e lì è stato infettato dal nuovo Coronavirus dalla moglie di uno speculatore di criptovalute. 3 giorni dopo, ha tossito nella sua mano prima di aprire la porta del suo appartamento per far entrare suo figlio. La saliva di un paziente affetto da COVID-19 può contenere fino a mezzo trilione di particelle virali per cucchiaino da caffè, ed un semplice colpo di tosse è in grado di nebulizzarlo in una sottile nebbiolina. Mentre il tuo amico entra nell'appartamento, inspira e 32.456 particelle virali si instaurano prima nella sua bocca fino alla gola.

Da allora, i virus si sono moltiplicati all'interno del suo corpo. E mentre parla, l'afflato del suo respiro sul rivestimento umido della parete superiore della sua gola crea minuscole goccioline di muco cariche di virus che si spandono invisibilmente nell'aria sopra il tavolo. Alcune particelle si depositano sul cibo che non hai ancora consumato nel piatto, altre si raggiungono le tue dita, altre ancora vengono inspirate nel naso o si depositano nella tua gola. Quando vi stringete la mano per salutarvi, il tuo corpo trasporta 43.654 particelle di virus. Quando hai finito di stringergli la mano, quel numero è salito fino a 312.405.

Una delle goccioline si inerpica nei cubicoli ramificati dei polmoni e si deposita sulla loro superficie calda e umida, depositando particelle di virus nel muco che ricopre il tessuto polmonare. Ogni particella è rotonda e molto piccola; se ingrandissi un capello umano in modo che fosse largo come un campo di calcio, la particella del virus sarebbe larga circa 10 centimetri. La membrana esterna del virus è costituita da uno strato oleoso mischiato a piccole molecole proteiche chiamate proteine Spike. Queste proteine spuntano dalla superficie come le sporgenze che si trovano su una delle palline terapeutiche per il massaggio ai piedi. Nel mezzo della particella virale si trova un filamento arrotolato di RNA, ossia materiale genetico del virus. Il Payload (la carica esplosiva).

Mentre il virus si fa largo all'interno del muco polmonare, si imbatte in una delle cellule che rivestono la superficie dell'organo. La cellula è considerevolmente più grande del virus: sulla scala del campo di calcio, è larga quasi 8 metri. Un miliardo di anni di evoluzione l'ha equipaggiata per resistere agli aggressori. Ma ha anche una punto debole: una porta secondaria. Infatti, sulla sua membrana, sporge un residuo di una proteina chiamata "enzima di conversione dell'angiotensina 2" o recettore ACE2. Normalmente, questa molecola svolge un ruolo nella modulazione dell'attività ormonale all'interno del corpo. Oggi servirà da áncora per il coronavirus.

Mentre la proteina Spike si scontra con la superficie della cellula polmonare, la sua forma va a combaciare con quella dell'ACE2 così da aderivi come un adesivo. La membrana del virus si fonde quindi con la membrana della cellula, versando il contenuto di RNA virale all'interno della stessa. Il virus è dentro.

L'RNA virale si mette a lavoro. La cellula ospite ha il proprio materiale genetico, il DNA, che si replica continuamente in piccoli frammenti, a partire da piccole copie di RNA. Questi "stampi" di RNA vengono continuamente copiati e inviati nel Nucleo della cellula, dove forniscono istruzioni su come essere tradotti proteine, le quali svolgono tutte le funzioni della cellula. È come il laboratorio di Babbo Natale, dove gli elfi (in questo caso chiamati Ribosomi), sono dei sono complessi di RNA e proteine che martellano diligentemente i giocattoli seguendo le istruzioni di Babbo Natale (il DNA).

Non appena l'RNA virale incontra un ribosoma, quel ribosoma inizia a leggerlo e costruire proteine virali. Queste proteine aiutano quindi l'RNA virale a copiare se stesso, e queste copie riescono prendono possesso di sempre più ribosomi della cellula ospite. Altre proteine virali, inoltre, impediscono alla cellula di reagire. Presto le normali funzioni della cellula vengono completamente sopraffatte dalle richieste dell'RNA virale, poiché la sua energia e i suoi macchinari sono occupati a costruire un numero sempre maggiore di componenti virali.

Man mano che vengono ultimati, questi componenti vengono trasferiti su una specie di nastro trasportatore cellulare verso la superficie della cellula. Qui, la membrana virale e le proteine Spike avvolgono i filamenti di RNA virale ed una nuova particella è pronta. Queste si aggregano a formare delle bolle intracellualri, chiamate vescicole, che si spostano in superficie, si aprono e rilasciano decine e centinaia di migliaia di nuove particelle virali nel tuo corpo.

Nel frattempo, le proteine Spike che non incorporate in nuovi virus si attaccano direttamente nella membrana della cellula ospite in modo che si agganci sulla superficie della cellula adiacente, come una nave pirata che abborda un'indifesa nave mercantile. Le due cellule si fondono tra loro e quindi uno sciame RNA virale si riversa all'interno della nuova cellula ospite.

Questa scena si ripete più e più volte, e cellula dopo cellula il virus si fa largo: su e giù per i polmoni, sale fino alla gola e infine raggiunge la bocca. Supponendo che il virus si comporti come il suo parente, SARS, durante ogni ciclo di infezione (della durata di circa un giorno), il virus può moltiplicarsi fino ad un milione di volte. I virus replicati quindi si riversano nel muco, confluiscono nel flusso sanguigno e infine raggiungono l'apparato digerente.

Non ti rendi conto di nulla. In effetti, ti senti perfettamente in salute. Se proprio hai qualcosa di cui lamentarti, questa è la noia. Sei stato un cittadino premuroso, sei rimasto a casa per praticare l'allontanamento sociale e dopo due giorni di overdose a base di tutti i film della serie Fast & Furious, decidi che la tua salute mentale è a rischio se non esci.

Chiami una tua ex e lei accetta di incontrarti per una passeggiata lungo il fiume. Stai sperando che la sensazione da-fine-del-mondo possa trasformarsi in un po' di "pepe" pomeridiano, ma la maschera che indossa uccide l'atmosfera. In più, ti confida che ha deciso di trasferirsi con un ragazzo che ha incontrato al Landmark. Non sapevi nemmeno che fosse una tipa da Landmark. Ti abbraccia affettuosamente mentre la saluti e le dici che è stato bello vederla, ma la lasci con un pizzico di malinconia. Quello che lei ignora è che un'ora prima, dopo sei andato in bagno hai dimenticato di lavarti le mani. L'invisibile traccia di feci che lasci sulla manica della sua giacca contiene 893.405 particelle di virus. Quarantasette secondi dopo essere tornata a casa, appende il cappotto e poi si gratta il naso appena prima di lavarsi le mani. In quel momento, 9.404 particelle virali si depositano sul suo viso. Tra cinque giorni un'ambulanza la porterà al Monte Sinai.

Come una catena di vendita al dettaglio è divorata, smembrata ed infine lasciata morire dalla private equity, le cellule infette emettono particelle di virus fino a quando non si esauriscono ed infine si sfaldano. Mentre frammenti di cellule disintegrate si diffondono attraverso il flusso sanguigno, il sistema immunitario finalmente rileva che qualcosa non va. I globuli bianchi captano frammenti di cellule morte e rilasciano sostanze chimiche, chiamate citochine, che fungono da segnale di allarme, attivando le altre cellule del sistema immunitario. Una volta che le cellule immunitarie identificano una cellula infetta, la attaccano e la distruggono. All'interno del tuo corpo, infuria una microscopica Battaglia della Somme con il tuo sistema immunitario che usa la sua artiglieria pesante sia sulle trincee nemiche che sulle sue stesse truppe. Mentre la carneficina sale, la temperatura del corpo impenna e l'area infetta si infiamma.

Due giorni dopo, seduto a pranzo, ti rendi conto che il solo pensiero di mangiare dá nausea. Ti stendi e dormi per alcune ore. Quando ti svegli, ti rendi conto che stai solo peggiorando. Il tuo petto è stretto in una morsa e hai una tosse secca che non si ferma. Ti chiedi: l'ho presa? Metti sottosopra il tuo armadietto dei medicinali e alla fine trovi il termometro in fondo al mobiletto della biancheria. Lo tieni sotto la lingua per un minuto e poi leggi il risultato: 38.9. Cazzo, pensi, e ti infili di nuovo nel letto. Ti dici che potrebbe essere solo una normale influenza e poi, anche se dovesse essere il peggio, dopotutto sei giovane (diciamo) e piuttosto sano. Non fai parte del gruppo ad alto rischio.

Hai ragione, ovviamente, in un certo senso. Questo è quello che accade alla maggior parte delle persone infette dal coronavirus. Basta un pó di riposo a letto per sentirsi meglio. Ma per ragioni che gli scienziati non capiscono, circa il 20% delle persone si ammala gravemente. Nonostante la tua cosiddetta giovinezza, sei uno di loro.

Dopo quattro giorni di febbre furiosa e sensazione di dolore dappertutto, ti rendi conto di essere più malato di quanto non sia mai stato in vita tua. Hai una tosse secca che ti scuote così forte che ti fa male la schiena. Combattendo per respirare, ordini un Uber e vai al pronto soccorso più vicino. (Lasci 376.345.090 particelle di virus su varie superfici dell'auto e altre 323.443.865 galleggiano nell'aria sotto forma di aerosol.)

Al pronto soccorso, sei esaminato e inviato in un reparto di isolamento. Mentre i medici attendono i risultati di un test per il coronavirus, ordinano una TAC ai polmoni, che rivela immagini a "vetro smerigliato", ossia dei punti più sfocati sulla lastra, causati dall'accumulo di fluido dove la battaglia del sistema immunitario si fa più intensa . Non solo sei infetto COVID-19, ma hai sviluppato un tipo di polmonite intensa e pericolosa chiamata Sindrome da distress respiratorio acuto o ARDS.

Con tutti i letti normali già occupati dai molti malati di COVID-19, ti viene data una brandina in una stanza accanto ad altri cinque pazienti. I medici ti attaccano una flebo endovena, per fornire al tuo corpo sostanze nutritive, fluidi e degli antivirali. Entro un giorno dal tuo arrivo, le tue condizioni peggiorano nettamente. Tu vomiti per diversi giorni e inizi ad avere allucinazioni. La frequenza cardiaca rallenta a 50 battiti al minuto. Quando un paziente nella stanza accanto muore, i medici prendono il ventilatore che stava usando e te lo mettono sopra. Quando l'infermiera ti infila il tubo endotracheale in gola, ti accorgi solo a metà del il tubo che scende sempre più in profondità verso i polmoni. Rimani sdraiato lì, inerme, mentre l'infermiera mette il nastro adesivo sulla tua bocca, per mantenere il tubo in posizione.

Stai andando a picco. Il tuo sistema immunitario è ormai imprigionato in una "tempesta di citochine" – un overdrive di tale intensità che lo porta ad attaccare non solo il virus ma anche le cellule del corpo. I globuli bianchi assaltano i polmoni, distruggendo i tessuti. Il fluido riempie le minuscole sacche alveolari che normalmente permettono al sangue di assorbire l'ossigeno. In parole povere, anche se sei attaccato al ventilatore che pompa continuamente aria piena di ossigeno nei polmoni, stai annegando.

E non è la cosa peggiore. L'intensità della risposta immunitaria è tale che tutti gli organi del tuo corpo stanno ormai collassando, un processo noto come sindrome da disfunzione multiorgano o MODS. Quando il tuo fegato non funziona più, non è in grado di pulire il sangue dalle tossine, e perciò i medici si affrettano a collegarti a una macchina per dialisi 24 ore su 24. Ormai in carenza di ossigeno, le cellule cerebrali iniziano a spegnersi.

Sei in un limbo tra la vita e la morte. Ora che sei passato ad uno stato di MODS, le tue probabilità sono 50-50, o minori. A causa del fatto che la pandemia ha saturato le risorse dell'ospedale ben oltre il loro punto di rottura, la tua prospettiva di vita è ancora più bassa.

Sdraiato sul lettino, senti a metà i medici che ti collegano ad una macchina per l'ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO). Questa farà il lavoro di cuore e polmoni allo stesso tempo, e la speranza è che ti mantenga in vita fino a quando il tuo corpo non riuscirà a ritrovare un suo equilibrio.

Ad un tratto, ti senti inondato da un travolgente senso di calma. Senti di aver raggiunto il nadir della tua lotta. Il peggio ormai è passato. Una volta sconfitto il virus, il tuo sistema si ritirerà e inizierai il lento e scrupoloso viaggio verso la piena guarigione. Tra qualche settimana, i medici rimuoveranno il tubo dalla gola e non ci sarà più bisogno del ventilatore. Ti tornerà l'appetito, così come il colore sulle tue guance, e in una mattina d'estate uscirai all'aria aperta e chiamerai con un cenno il taxi per casa. E più tardi, incontrerai la ragazza che diventerà tua moglie e avrai tre figli, due dei quali avranno figli propri, che ti visiteranno nella tua casa di cura appena fuori Tampa.

Questo è quello cui si convince la tua mente, mentre le ultime cellule della corteccia cerebrale esplodevano in un tripudio onde stellari, come alghe luminose in una laguna a mezzanotte. Nel reparto di isolamento, il tuo elettrocardiogramma diventa un tono costante. I dottori portano via il ventilatore e lo danno a un paziente arrivato questa mattina. Nei registri ufficiali della pandemia COVID-19, verrai registrato come vittima n. 592.

Sta cosa mi ha dato i brividi.

DajeLazioMia

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Citazione di: StylishKid il 24 Mar 2020, 23:19
Sta cosa mi ha dato i brividi.
A me pare una caxxata raccontarla in questo modo. Non mi ha fatto nessun effetto.
Il racconto di quale morte non metterebbe ansia? Non ha senso ed è al limite del ridicolo.



phenix

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Citazione di: MisterFaro il 24 Mar 2020, 21:25
Dipende cosa il medico riporta sulla scheda per la certificazione delle cause di morte. Il medico è tenuto a riportare la sua opinione "migliore", in caso di patologia che non ha potuto appurare ma che ritiene probabile può riportarla premettendo appunto il probabile. Ai fini statistici poi quel "probabile", quel dubbio, non viene considerato e quella patologia viene considerata a tutti gli effetti. Diverso ovviamente per le altre finalità della certificazione delle cause di morte.

Qui un estratto delle istruzioni riportate sul retro dei modelli:



Leggevo che la maggior parte sono polmoniti. Mi sembrerebbe una follia statistica non contarli, ma può essere benissimo come dici tu e che li tengano fuori dal numero totale. L'attribuzione può essere solo tentativa, a meno che facciano le autopsie, ma tenderei ad escluderlo.

Riguardo ai bambini. Lo si provava a fare notare sulla questione runners e passeggiate, che si trattava di strumenti fondamentali per non creare danni psicologici enormi. E come tali consigliati dall'OMS. E siamo solo a due settimane. Non voglio riaprire la questione ora perché partirà il fuoco di fila di chi ti dirà che se dai un dito si prendono un braccio. Esempio di come la campagna state a casa (e non state distanti) abbia avuto otto effetto. Tra un altro paio di settimane magari ne riparliamo.

Questa è Cagliari.




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StylishKid

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Reazione spontanea la mia.
Ognuno reagisce a modo suo.

DajeLazioMia

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Citazione di: StylishKid il 24 Mar 2020, 23:29
Reazione spontanea la mia.
Ognuno reagisce a modo suo.
Ma sì. Ti ho quotato per dire la mia mica per contestarti.

Ma 1 mese fa il padre 60enne di un mio caro amico è morto di infarto, senza pregresso alcuno, mentre lui gli provava a fare il massaggio cardiaco.

Ogni anno 120 mila persone in Italia hanno un attacco di cuore  e 25mila non arrivano in ospedale.

Se ti racconto la morte per infarto è spaventosa anche quella. Che facciamo? Scopriamo che si muore oggi e che è tosta morire?

Comunque per la cronaca conosco 5 persone che hanno il coronavirus (test positivo) dai 18 anni ai 60, varie età, e stanno guarendo tutti. Per portare un minimo di positività.

Ranxerox

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In realtà, come è fisiologico che sia in questi frangenti, nell'80% dei post di questo topic i morti sono diventati numeri e statistica. Ma per certi versi è normale, siamo circondati da report che ci parlano di morti. Ne parliamo con chi ci è vicino, si sente per radio, in televisione è un argomento che va in onda 24 ore su 24.
Sarebbe agghiacciante anche questo ma sta diventato una lugubre normalità.

Comunque si, l'impatto psicologico che avranno queste misure penso che sia sottovalutato e difficilmente misurabile. E per noi del centro sud è ancora sostanzialmente marginale.
Nelle zone più colpite, secondo me, la situazione è parecchio critica.

Buckley

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Citazione di: Ranxerox il 24 Mar 2020, 23:49
In realtà, come è fisiologico che sia in questi frangenti, nell'80% dei post di questo topic i morti sono diventati numeri e statistica. Ma per certi versi è normale, siamo circondati da report che ci parlano di morti. Ne parliamo con chi ci è vicino, si sente per radio, in televisione è un argomento che va in onda 24 ore su 24.
Sarebbe agghiacciante anche questo ma sta diventato una lugubre normalità.

Comunque si, l'impatto psicologico che avranno queste misure penso che sia sottovalutato e difficilmente misurabile. E per noi del centro sud è ancora sostanzialmente marginale.
Nelle zone più colpite, secondo me, la situazione è parecchio critica.
e meno male, altrimenti rimarremmo pietrificati dall'angoscia e incapaci di agire. Non ci posso pensare in termini di perdite umane, da perderci il senno.

pan

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i bambini. in queste settimane ho pensato soprattutto a quelli di due anni circa, forse perché ha quella età il piccoletto del terzo piano. immaginavo la difficoltà con questa fascia d'età, è difficile con tutti, lo so ci mancherebbe, ma a un piccolo di cinque, sei anni puoi cominciare a far capire, puoi usare delle metafore, puoi usare le favole, puoi dire di più. ma a un pupo di due, tre anni, come fai a spiegare che di botto non esce più, che non va più al nido e non vede più nessuno dell'età sua, che non gioca più, che dalla mattina alla sera sta solo con mamma e papà a casa, sempre, vede cartoni animati, sempre, e non vede più nemmeno i nonni che fino a poco prima  lo incontravano ogni giorno e lo portavano all'asilo. straziante.

Il nostro Giorgione

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Citazione di: pan il 25 Mar 2020, 00:32
i bambini. in queste settimane ho pensato soprattutto a quelli di due anni circa, forse perché ha quella età il piccoletto del terzo piano. immaginavo la difficoltà con questa fascia d'età, è difficile con tutti, lo so ci mancherebbe, ma a un piccolo di cinque, sei anni puoi cominciare a far capire, puoi usare delle metafore, puoi usare le favole, puoi dire di più. ma a un pupo di due, tre anni, come fai a spiegare che di botto non esce più, che non va più al nido e non vede più nessuno dell'età sua, che non gioca più, che dalla mattina alla sera sta solo con mamma e papà a casa, sempre, vede cartoni animati, sempre, e non vede più nemmeno i nonni che fino a poco prima  lo incontravano ogni giorno e lo portavano all'asilo. straziante.

Brutto. Ma è peggio dover spiegare quella stessa situazione a un bimbo di 5 anni e mezzo e al fratellino di 3 e mezzo .... 😖😖😖😖😖😖

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Tarallo

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Io non vedo proprio quale novità aggiunga il pezzo tradotto da vaz. Ma come pensavate che si trasmettesse il virus, a culo?

DajeLazioMia

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Credo che ci sia un grande problema antropologico che questo virus sta scoperchiando.

Siamo un'umanità psicologicamente ed emotivamente troppo troppo fragile.

Un virus che ci tiene a casa massimo 6-8 mesi, neppure reclusi completamente tra l'altro perché possiamo uscire con intelligenza (non ci sono radiazioni nucleari fuori dalla porta).

Abbiamo cibo e medicine, possiamo leggere, ascoltare musica, disegnare, fare ginnastica, vedere film, essere in contatto costante con chiunque tramite social ed internet...

Un virus che è letale per una percentuale molto bassa rispetto al totale effettivo dei contagiati.

E siamo in crisi. Completamente  spiazzati e impauriti. Perché si muore e quando si muore la gente soffre, i parenti piangono, i bambini si spaventano. E lo scopriamo oggi? Che meccanismo sta scattando nella comunicazione e nella nostra recezione dell'evento? Va studiato approfonditamente, anche perché siamo una delle umanità più fragili di sempre e ci troveremo in futuro a dover affrontare situazioni globali sempre più complesse e difficili.

Come cavolo hanno fatto le precedenti umanità ad affrontare anni di problematiche molto più gravi e drammatiche?

È pazzesco ciò che sta accadendo secondo me.


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