(vista la concentrazione di intelligenze in questa chat, ne approfitto per farla diventare "di servizio" e cercare un aiuto per interpretare la nostra situazione, con cui ci confrontiamo da un paio di giorni.
la mia consorte, che è OSS ed ha lavorato - anche se da fisioterapista - in reparti COVID, il tutto nel mezzo del disastro organizzativo degli ospedali lombardi durante la crisi, ha appena fatto il test sierologico, richiesto dalla Azienda Ospedaliera, ed ha le IgG alte.
Come da prassi, le è stato imposto il doppio tampone, uno lo ha fatto ieri, l'altro lunedì.
Li aveva già eseguiti due settimane fa, entrambi negativi, ed era perciò regolarmente al lavoro.
Ora, in attesa dell'esito del tampone, che darà il riscontro dirimente, cerco di interpretare la situazione, per il poco o niente che ho capito e nonostante ormai sappiamo che questo virus è un dadaista, e presenta profili del tutto particolari, sia dal punto di vista dei sintomi che degli accertamenti analitici: lo scenario più probabile, data la situazione - assenza totale di sintomi, tamponi negativi 15 gg fa e IgG alte - è quello che abbia avuto l'infezione sotto traccia, ed ora sia già negativizzata?
Ed in tale caso, noi che - ovviamente - abbiamo vissuto con lei durante tutto il lockdown, per noi iniziato a fine Febbraio, è verosimile che a questo punto abbiamo un quadro analogo? La cosa è per noi importante, perché la Fase 2 mi consentiva di andare a trovare i genitori, ovviamente fascia di età pienamente a rischio, e questa situazione mi fa interrogare sulla non opportunità.
Situazione in casa nostra: 2 soggetti 55enni, 2 ventenni ed una quindicenne. Tre gatti, nel caso rilevi.
Tutti Laziali, inclusi i gatti, e questo rileva di sicuro.
Peraltro, da Laziali, abbiamo saputo applicare la prudenza condita dalla scienza, assorbita anche in questa chat a piene mani. E da Laziali, abbiamo rispettato le consegne anche se è quando tutti gli altri lo facevano meno.
Vi ringrazio in anticipo per i pareri!)