Citazione di: cartesio il 10 Ago 2020, 00:57
Le origini di una strage.
L'hai fatta tu al supermercato? O pensavi a qualcosa di molto recente e ancora attivo che è arrivato dalla Cina?
È che la vita è anche nel tempo di un racconto.
A me piace raccontarmi, e lo farò finché vivrò.
Sapersi dare, cercare di farlo, in ogni contesto, anche tra morsi e graffi, è un atto di forza, spesso brutale, mi rendo conto, soprattutto se non richiesto.
Pensate però il quanto a disposizione della razza umana, riuscissimo tutti.
Uno scambio necessario, il raccontarsi per nutrirsi a vicenda di ogni forma di vita contigua alla nostra, poiché la vita è l'elemento centrale. E saperla digerire, eh, brutto ti rimanesse nello stomaco.
Ciò che mi raccontate di voi è quel che io ritengo meraviglioso e memorabile.
Non le vostre opinioni, ma chi siete e come siete.
Il bosco di Fat, il lavoro di Cippolo e di Vaz, quello di Tarallo, Rg, IB, la Fonte, le paure di Baldrick.
Eccetera.
Anche, anzi soprattutto, nel dramma del covid.
Mi piace raccontare l'essenziale, utilizzando "il gioco".
Forse talvolta esagero (il topic sui fluidi, no?).
Il mio parlare da solo, nel breve racconto di un momento della mia vita, il mio tendere allo psicotico, sognando uno con un mitra e lasciando alito al fatto che un giorno possa comprarlo io, un mitra (origini di una strage) , è il raccontare l'essenziale utilizzando "un gioco".
L'essenziale è che gira molta, troppa, gente senza mascherina, in contesti ove sarebbe assolutamente richiesta e necessaria. Un grande dramma, per me, il dramma del covid.
Ho sentito il bisogno di raccontare questo mio dramma a voi, utilizzando "il gioco".
"Siete tutti infetti".
"Nessuno con un mitra".
Una parola forte, forse, il mitra?
Non credo, il baricentro del racconto è da ben altra parte.
Voleva essere solo un piccolo flash, comunque, scritto al volo, davvero non meritava questa importanza né tutta la spiegazione che ho dovuto dare, evidentemente ho sbagliato qualcosa e non sono riuscito a comunicare quel che volevo, passiamo oltre? 😊