oggi ho avuto l'oppurtunita' di parlare, un bel po', con una mia paziente ucraina, una signora di 72 anni che è qui in italia da quasi 30 e che conosco da 25. Una persona che gia ammiravo tantissimo perche' la conobbi che faceva la badante ad un mio paziente, una donna fortissima, che allora, mi racconto', che era venuta in italia sa sola e che ora lavorava per mandare soldi a casa dove aveva lasciato 3 figlie ed il marito (senza lavoro all'epoca). Dopo qualche anno una delle figlie, che è ancora qui con lei ed il nipote l'hanno raggiunta qui, vi assicuro una persona squisita e, come vi ho detto sempre fortissima, vederla precipitare in un pianto a dirotto mi ha colpito non poco. Comunque, per sintetizzare, le cose che ritengo piu' interessanti, mi ha detto che le altre 2 figlie, con i suoi nipoti ( e sua sorella) non vogliono venire qui, anzi, una delle figlie si è anche arruolata volontariamente nonostante lei gli ha chiesto piu volte di venire qui ( stanno a leopoli). La cosa che ritengo piu interessante è la risposta che mi ha dato quando gli ho chiesto perche' non volessero venire e volessero invece combattere rischiando la vita. La sua risposta è stata: "dottore, noi sotto i russi ( l'urss) ci siamo gia' stati e sappiamo cosa significa, non potevamo neanche parlare neanche con i vicini o i parenti, anche i piu giovani lo sanno ..... non ci torneremo MAI PIU... mi spiace e piango solo per i miei nipoti ma non possiamo tornare sotto i russi"
Effettivamente è una cosa a cui non avevo mai pensato, questo fatto che hanno gia provato una dittatura dello stesso popolo effettivamente deve influenzare non poco.