Un post di Alessandro Gilioli che mi sento di condividere completamente.
Io credo che sia il momento di chiedere scusa agli ucraini.
Noi occidentali, dico: ma soprattutto noi europei.
Gli abbiamo fatto credere che la Russia di Putin sarebbe collassata grazie alle nostre sanzioni, e non era vero un cazzo.
Gli abbiamo fatto credere che li avremmo sostenuti e armati fino a vincere la guerra - riconquistando perfino la Crimea - e nemmeno questo era vero.
Gli abbiamo fatto credere che questo fosse possibile e anzi probabile, a dispetto del principio di realtà.
Poi gli abbiamo fatto credere che domani, riconquistato tutto, sarebbero entrati nell'Unione europea e nella Nato - di nuovo, a dispetto del principio di realtà.
Li abbiamo presi il culo: andate al fronte e morite, tanto dietro ci siamo noi, poi vinceremo.
In sintesi: siamo corresponsabili di centinaia di migliaia di ragazzi morti perché avevano creduto ai nostri governi eletti ma bugiardi e ai creatori cinici o idioti dell'egemonia mediatica.
Anche noi italiani, nel nostro piccolo: i nostri ottusi Paolo Mieli, i nostri grotteschi Gianni Riotta, i nostri cinici Parsi e Tocci e tutti gli altri "fino alla vittoria" - però intanto morite voi, al fronte.
E i tanti Riotta in sedicesimo, qui sui social, anche fra gli sciagurati amici miei: chissà se ignari del reale o accecati dall'emotività - o semplicemente a seguito del trend modaiolo delle copertine di Vogue.
E che paradosso, questi sedicenti filo-ucraini che hanno pasteggiato al caldo col sangue dei ragazzi ucraini che si coagulava al gelo.
Credo veramente che dovremmo - o dovrebbero - almeno chiedere scusa.