Citazione di: Aquila1979 il 29 Ago 2022, 12:28
E questo chiude la questione de st'altra buffonata.
direi proprio di no.
Non saper distinguere tra profitto ed extra-profitto è roba da bocciatura in tronco in economia politica al primo anno di università.
Citazione di: Davy_Jones il 29 Ago 2022, 11:56
hai ragione, pero' qui (energia, prodotti agricoli, metalli e altro) siamo in una situazione in cui il "cartello" e' stato di fatto creato dai governi (o dalla BCE, a seconda di come la vedi...), gli stessi che ora dovrebbero metterci una pezza.
mi spiego meglio: all'origine di tutto c'e', secondo me, il quantitative easing della BCE, che in sostanza incoraggiava le banche a prestare soldi (il che aumenta l'inflazione, cosa che volevano fare perche' secondo loro era troppo bassa). nella prima fase del QE pero' le banche, per qualche motivo, non hanno prestato quanto avrebbe voluto la BCE e l'inflazione non e' salita tanto. dal 2018 circa hanno cambiato regime (forse su pressione della BCE, non so). e li' i prezzi hanno cominciato a salire. a un certo punto, la situazione era tale che se avevi comprato a 10 potevi rivendere a 100 ("speculazione"). a quel punto, la BCE avrebbe dovuto chiudere il QE ma non l'ha fatto, anzi l'ha tenuto durante tutto il covid. quindi i prezzi sono saliti senza controllo. i governi sarebbero potuti intervenire pure loro ma non l'hanno fatto forse per non sconfessare la BCE. cosi' e' iniziato il problema che vediamo oggi, in vari settori (agricoli, metalli, petrolio, carburante, gas, ecc ecc)
ps/chi era il presidente della BCE dal 2011-19?
provo a spiegartelo brevemente:
il QE come giustamente dici serviva a prestare i soldi. Questo perché nella logica non interventista del laissez-faire l'unico modo in cui le istituzioni pubbliche (banche centrali) intervengono è da prestatori di ultima istanza delle banche, quindi attraverso i tassi, quindi incentivando/disincentivando indirettamente gli investimenti attraverso di esse e i tassi commerciali.
Se i tassi calano investimenti (a prestito) rischiosi saranno vantaggosi.
Se salgono no. Tramite i tassi e il QE le banche centrali regolano questi aspetti macroeconomici.
Fino al 2018 la cosa non ha funzionato perché purtroppo non c'era ancora un livello di redditività degli investimenti adeguati, le banche hanno mantenuto quella liquidità e guadagnato sui differenziali. per dogma intanto il pubblico non interviene direttamente se non a livello infrastrutturale.
Dal 2018 l'economia reale è tornata a dare segni di vita e quindi il QE ha funzionato in termini scolastici, aumentando investimenti, dunque aumentando la domanda di beni intermedi e fattori produttivi, dunque aumentando l'inflazione.
Il problema è stato che a causa del covid e della volontà dogmatica di non pianificare la crescita si sono prodotti alcuni colli di bottiglia (quello dei chip e di legname i più famosi, ma la vera mazzata sono stati i container praticamente introvabili) che hanno favorito il processo inflattivo.
Ora, senza stare qui a spiegare in modo più accurato perché il delicato equilibrio della crescita si basa su tassi di interesse e inflazione entro un certo range per evitare sia ondate speculative che recessione, in realtà il mantenimento del QE da parte della BCE è stato sensato: se durante il Covid avessi tolto quel paracadute lì avresti visto la speculazione vera soprattutto nei confronti degli stati più esposti al contagio (tra cui l'Italia al 100%). In realtà l'aumento dei prezzi è dovuto più ad uno shock dell'offerta che alla speculazione sui prezzi. Che ovviamente ad oggi è presente, ma sfrutta la situazione bellica e la fase economica più che determinarla.