Citazione di: radar il 05 Ott 2021, 12:25
Mah, secondo me in alcuni ragionamenti vi è un po' di delirio, permettetemelo.
Certo che il classismo esiste ma (purtroppo) esso permea un tutta la società.
Vedere nel vaccino, che è un mezzo anticlassista per antonomasia perchè le malattie storicamente hanno sempre maggiormente colpito i ceti meno abbienti, con lodevoli eccezioni della natura ma da sempre chi mangia peggio e vive in ambienti meno sani è più propenso a prendere malattie, è voler trovare a tutti i costi giustificazioni alla propria decisione di non vaccinarsi
una precisazione storica: questa è una problematica sorta invece col capitalismo.
Le malattie hanno colpito i ceti meno abbienti in modo particolare da quando questi sono ammassati in quartieri dormitorio per renderli funzionali alla produzione manufatturiera/industriale.
Infatti, nonostante la vulgata assolutamente falsa della storiografia mainstream che racconta la storia occidentale come un glorioso cammino progressivo verso condizioni sempre migliori di benessere, in realtà tra medioevo ed età moderna ci fu un netto peggioramento delle condizioni di vita (giustificato da questi stessi storici con i successivi miglioramenti, che per certi versi sono anche discutibili perché non considerano il prezzo pagato in termini di vite distrutte o vissute in termini osceni).
Un qualcosa che oggi vediamo chiaramente nel cosiddetto terzo mondo.
Fino all'età moderna le principali epidemie (peste, lebbra, malaria) non facevano grandi distinzioni di classe, morivano papi e cardinali così come contadini.
Anzi, se proprio vogliamo dirlo, c'erano malattie tipiche dell'alimentazione nobile (gotta).
Uno dei grossi problemi della concezione comune del percorso storico della nostra civiltà è ritenere che un contadino del 1400 o un artigiano del 1600 vivessero peggio di un cittadino del 1700-1800, cosa senza dubbio falsa.
Utile a dire che quanto fatto è stato giustificato e tassello per affermare che la nostra traiettoria storica è stata senza dubbio positiva.
In realtà i primi lavoravano meno, erano più liberi, difficilmente avevano carenza di cibo (le carestie affligevano le città a causa della carenza di surplus, non le campagne). Il problema non era l'assenza di cibo, ma al massimo la sua detenzione nei magazzini dei nobili, infatti spesso assaltati.
E per altro questo in base ai rapporti di forza tra contadini e nobiltà, variati notevolmente nel corso dei secoli.
La stessa condizione di servi, che vista con gli occhi odierni pare un'incredibile assenza di libertà, nasconde conflitti sulle corvees e soprattutto condizioni materiali che in confronto ai ritmi di lavoro e agli obblighi odierni sembrerebbero non poi così vincolanti.
Questo sia per dire che spesso la visione progressiva della storia nasconde ai più un passato molto diverso da come lo si immagina (e come viene insegnata la Storia a scuola ha grande responsabilità in questo) sia per dire che effettivamente la gestione sanitaria ha da sempre molto a che vedere con l'organizzazione sociale.
E l'organizzazione industriale è una delle principali cause di molte delle problematiche sanitarie, 200 anni fa come oggi anche se in forma diversa.