Citazione di: vaz il 05 Ott 2021, 21:24
Infatti, nell'antica Roma aspettativa di vita a 27 anni.
Morte infantile molto comune.
Con la pastorizzazione l'ha portata a 50 anni. La penicillina a 75.
Però voi mette gli acquedotti.
Un tipico esempio di numeri falsati, letti unicamente su una media che privi della conoscenza necessaria ad interpretarli portano ad un immaginario poco attinente al reale.
Ciò che abbassa moltissimo la media dell'aspettativa di vita in età pre-contemporanea è la mortalità infantile. Un indubbio successo della medicina ma che altera sensibilmente il dato se parliamo di aspettative di vita generali, tanto che se vediamo la media si alza pochissimo fino al XX secolo ed è SOLO l'abbattimento della mortalità infantile a sollevarla drasticamente.
Dire che si moriva in media a 27 anni senza spiegare il dato fa pensare ad una società fatta praticamente solo di giovani, quando non è così.
Infatti entro i 10 anni l'aspettativa è quella di cui parli, sopra i 10 anni schizza a poco meno di 60.
Gli over40 erano il 25% della popolazione circa (utilizzando le stime attuali, su cui poi torno).
Secondo elemento che determina questa cifra è la condizione schiavistica e quella militare, che ovviamente abbassano la media.
Non è un caso che l'età media si sia alzata molto in zone della terra pacificate, mentre in quelle dove la guerra rimane una condizione presente le medie restano ancora oggi nettamente più basse delle nostre.
Terzo elemento, comune a quelle già dette dall'età moderna in avanti, le condizioni di vita nei quartieri popolari. Roma, per l'epoca, era una grande città. Le case dei popolani erano piccole e spesso aiutavano il diffondersi delle malattie. Cosa che si ridusse in epoca successiva con l'abbandono delle città a prescindere dai risultati della medicina.
Da considerare anche il modo in cui vengono fatte queste medie.
Fino all'età dei censimenti i numeri sono stime effettuate con metodi sicuramente privi di rigore statistico, ma pure astrazioni. Datazione di alcuni ossiari in principal modo, ma per gli anziani è più difficile valutare l'età a differenza dei bambini e dei giovani in cui ci si basa sullo stato di crescita delle ossa e i traumi.
Qui una ricerca che mette in dubbio proprio le modalità di datazione finora utilizzate, dicendo che ci perdiamo un'intera fetta di popolazione con i metodi odierni:
https://anu.prezly.com/redefining-knowledge-of-elderly-people-throughout-history#
Bene, con questo nuovo metodo ci sarebbero molti più settantacinquenni di quanto ritenuto.
Che significa? Che cambierebbero sensibilmente le medie di aspettativa di vita (una volta superati i 10 anni).
Dire che se moriva a 27, con la pastorizzazione a 50 e con la penicillina a 75 è proprio assumere una visione distorta del mondo.
Non è andata così. Questa cosa serve a giustificare assieme al progresso scientifico tutte le oscenità che lo hanno accompagnato.
è INDUBBIO che la medicina abbia aumentato l'aspettativa di vita, in particolar modo dei bambini.
La grande vera differenza tra passato e presente è che nel passato morivano tra i 4 e i 6 bambini su 10 nel primo anno o nei primi cinque. E questo è innegabile.
Mentre invece trarre da questi numeri l'idea che in passato si viveva peggio perché si moriva generalmente molto prima è una distorsione numerica, che non considera le differenze sostanziali.
Non vuol dire che quindi in passato si viveva meglio, w il medioevo, torniamo a fa i contadini.
Significa che per restituire un quadro corretto alle persone che non studiano la storia in modo specialistico non basta fornire questi numeri che fanno pensare ad una vita come quella odierna ma senza tecnologia e dimezzata, ma un quadro completo.