E' una guerra anche nella comunicazione, ed è una guerra che Hamas vuole perdere. Voglio dire, da una parte abbiamo l'immagine stereotipata del bombardamento di civili: il padre in lacrime, sullo sfondo dell'edificio distrutto, con la figlioletta morta tra le braccia. Passa il messaggio che Israele se ne frega dei civili e bombarda senza guardare in faccia a nessuno.
Dall'altra parte abbiamo il video dei terroristi che festeggiano sul pickup, con le gambe sulla ragazza faccia sotto e le ginocchia fratturate, mentre la gente si avvicina e le sputa. L'impatto è tutt'altro. Ma i palestinesi non è che muoiono di meno, e la bimba morta sotto i bombardamenti non ha più colpe di quella che è andata al rave.
Sono le dinamiche viste in ruanda, in est europa, nei luoghi dove l'odio etnico sobilla da decenni. Non riesco nemmeno ad immaginare un modo di uscirne fuori, purtroppo.