Citazione di: Aquila1979 il 04 Mag 2024, 13:27
Da quello che scrivi penso invece che sarebbe fantastico se interagissi di più.
È un argomento difficile, controverso e sicuramente da dibattere.
Il senso di colpa è l'utile comprensione degli errori commessi? Utile in che senso? Utile per chi?
O è l'ultimo stadio di una società in decomposizione? Una società che flagella sé stessa, non per migliorare, ma per lasciare spazio a qualcosa di infinitamente peggio.
Eccoci Aquila, intanto grazie del riconoscimento. Apprezzo

Ho il tuo stesso brutto vizio di pormi tante domande. Prima di cercare una risposta, già mi stavo chiedendo "cosa è definibile come errore?"

Ho provato a risponderti in vari modi, tentando di dare una visione d'insieme, partendo da molto lontano (vita, organismi, strumenti di sopravvivenza, evoluzione, coscienza), cercando una risposta che potesse essere il più possibile oggettiva e che si potesse applicare all'uomo come specie. Dopo essere finito in una serie di cortocircuiti nei quali mi smontavo da solo, ho ridimensionato le mie ambizioni (la domanda è golosissima).
Provo a risponderti per me.
Io penso che il senso di colpa sia divenuto utile, dal momento in cui ho cominciato ad avere consapevolezza della mia scala di valori, di quali gradini avessi costruito io, ma soprattutto di quali ho ereditato a livello familiare, in che modo alcuni fossero riconducibili ad una dimensione generazionale o anche storica (più gradini che in un quadro di Escher). Nel momento in cui ho avuto consapevolezza, ho potuto anche scegliere (è una grande semplificazione). È qui che il senso di colpa è divenuto anche amico. Mi aiuta a regolarmi, a rendermi fedele a me stesso e allo stesso tempo a mettermi in discussione. Quando lo provo mi obbliga a guardare quella scala e a chiedermi se ne sono soddisfatto, se la voglio ancora così, se c'è qualcosa che cambierei, o se magari li alla base, nascosto fra l'erba alta, c'era un gradino di cui non mi ero mai accorto.
È utile per questo.
Con la parola "migliore", ho lo stesso problema che ho con "errore". Faccio veramente fatica a rispondere senza aprire mille parentesi, andando nuovamente molto lontano.
Per l'aspetto "flagellazione di una società che... " Bho. In parte mi convince, nel senso che penso possa esserci l'accezione in cui il senso di colpa possa diventare spirale punitiva che tende all'autodistruzione.
Nella situazione specifica, ci sarà sicuramente chi critica le azioni dell'occidente in questi termini, come chi si dissocia perché non c'è sincronia fra la propria scala e quella del sistema più ampio di cui fa parte.
Chiosa finale: è vero che questo post, come la digressione sulle Nazioni, sono entrambi OT. Però qua dentro scrivono poche persone, credo sia sostenibile farne.
Da lettore ne ho trovati alcuni fondamentali. Mi hanno aiutato a comprendere meglio le posizioni dei vari netter e a capire alcuni concetti o semplici terminologie che dagli interlocutori venivano date per scontate (salvo poi scoprire che ognuno dava un'accezione diversa al termine

) e che per me (quando parlavo di competenze) non lo erano affatto.