Guerra in Medio Oriente

Aperto da anderz, 03 Ago 2016, 19:52

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

sharp

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 29.471
Registrato
https://lespresso.it/c/politica/2024/4/26/da-boia-chi-molla-a-faccetta-nera-chi-e-elena-donazzan-candidata-in-europa-per-fratelli-ditalia/50798

un bel tipetto la tizia, oltre a sparare un mare di cazzate davanti ad un parlamento europe vergognosamente silente di fronte ad un genocidio che va avanti da due anni, tra l'altro la signora in questione viene da uno degli schieramenti politici che più si richiamavano alle leggi raziali

nestorburma

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 3.196
Registrato
questa in veneto è la faccia "presentabile" delle varie frange nazifasciste della regione, oggi come oggi in perfetta sintonia con la politica neonazista dello stato ebraico ovviamente in funzione antislamica

Warp

*
Lazionetter
* 12.956
Registrato
ovviamente il maggiordomo italiano tajani e la donna delle pulizie meloni non alzeranno un dito per tutelare una italiana sanzionata perchè chiede l'applicazione del diritto internazionale.






Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Warp

*
Lazionetter
* 12.956
Registrato
La relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Francesca Albanese aveva già infastidito l'occidente e il suo padrino, gli Stati uniti d'America per aver sensibilizzato l'opinione pubblica mondiale con i suoi rapporti, le sue interviste  sul fatto che quello che è in atto nella Striscia di Gaza da parte di Israele è un vero e proprio genocidio.
Albanese non si è accontentata, nel suo ultimo report, il 2 luglio, ha rivelato il ruolo delle aziende e delle varie corporation che lucrano sul genocidio. "Imperdonable" avrebbe detto Edoardo Galeano, come si permette una qualunque relatrice dell'Onu, originaria di Ariano Irpino, piccolo paese in provincia di Avellino, invece di fare il burocrate con i soliti report graditi all'occidente quando si tratta di accusare Cina, Russia, Iran, Cuba, di mettere il dito nella piaga dimostrando, di fatto, come il liberismo si nutra da sempre si nutra di guerre?
Eppure, povera Francesca, ha dovuto subire anche il fuoco amico dei Pro Palestina, in particolare, in Italia in quanto non avrebbe denunciato la natura coloniale dell'occupazione israeliana, quasi come se fosse una leader di qualche movimento un tempo definito terzomondista.
Chi ha capito il valore e la pericolosità del suo rapporto è Washington. L'Impero ha volito ribadire che esiste un mondo alla rovescia, rimuovendo all'inizio della settimana l'organizzazione terroristica straniera per il Fronte al-Nusra, in seguito nota come Hayat Tahrir al-Sham (HTS), dalla lista delle organizzazioni terroristiche.
Dunque, prima si riabilita un sanguinario tagliagole come Ahmad al-Sharaa, ex braccio destro del leader dell'ISIS, Al Bagdadi, che ha preso il potere in Siria e che sta commettendo massacri contro le minoranze religiose, e poi allo stesso tempo il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato il 9 luglio che Washington ha sanzionato  Albanese, per la sua "campagna di guerra politica" e precisato "ed economica contro gli Stati Uniti e Israele".
Rubio sul suo account X ha scritto: "Oggi impongo sanzioni alla relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, per i suoi illegittimi e vergognosi tentativi di indurre la Corte penale internazionale ad agire contro funzionari, aziende e dirigenti statunitensi e israeliani".
Un avvertimento in stile mafioso, Albanese potrebbe dire quello che vuole su Gaza ma non può toccare l'establishment economico.
Fra le multinazionali citate dalla relatrice figurano Lockheed Martin, Caterpillar, Hyundai, Microsoft, Palantir, solo per rendere idea della denuncia del suo rapporto.
Albanese ha confessato di aver paura, è un sentimento umano e legittimo, visto cosa è capace di fare senza alcuna vergogna l'occupazione israeliana.
Mai all'Onu era stato elaborato e documentato un atto di accusa così potente contro l'occupazione israeliana con l'opinione pubblica anche in occidente sempre più sensibile verso il dramma dei palestinesi.
Le critiche possono sempre esserci, giuste o sbagliate, ma questo è il momento di sostenere ed essere solidali con Francesca Albanese.
Se succedesse l'irreparabile fare post di solidarietà sarebbe un'inutile esercizio di opportunismo e di viltà.

(Francesco Guadagni)

Pomata

*
Lazionetter
* 13.846
Registrato
Citazione di: nestorburma il 11 Lug 2025, 11:10
https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/l-attacco-israeliano-a-deir-al-balah-e-la-sepoltura-dei-morti/vi-AA1ImF1e?ocid=BingNewsSerp

ennesimo massacro di bambini perpetrato dai criminali israeliani

Non mi appare nulla ma ho appena visto un pezzo di video della CNN che ho dovuto cambiare canale, che merde

Warp

*
Lazionetter
* 12.956
Registrato
L'orrore, l'orrore.
Maledetti, maledetti nei secoli nel cielo e sulla terra



nestorburma

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 3.196
Registrato
Ancora attacchi alla Croce Rossa da parte dei criminali israeliani, attacchi ormai sistematici.


Haaretz | Israel News
Israel at War Day 644 | Red Cross and Red Crescent Wounded From Israeli Army Fire in Gaza, ICRC Says

Yael Freidson, Linda Dayan , Jack Khoury
4 hours ago
Red Cross staff member and Red Crescent volunteer wounded by gunfire in Gaza during attempted rescue mission

The International Committee of the Red Cross reported that a Red Cross staff member and a Palestinian Red Crescent Society volunteer were wounded by gunfire on Thursday during a rescue mission to evacuate a wounded ICRC staff member and his family. The organization said the two received medical treatment and are now in stable condition.

According to the ICRC, the mission was coordinated with authorities, and the team was traveling in "illuminated and clearly marked vehicles bearing the red cross and red crescent emblems."

Additionally, the organization said that it has not been able to make contact with the staff member and his family, with whom contact had been cut off six days before the rescue mission due to the fighting.

The IDF responded that "The details of the incident are being investigated" and that it "is doing everything possible to minimize harm to uninvolved individuals."

According to the ICRC, this is the second time in less than a week that one of its staff members has been wounded by gunfire.

"The ICRC is outraged by these incidents which are a stark reminder of the grave danger civilians in Gaza face every day," it said in a statement.

It added, "Under international humanitarian law, medical and humanitarian relief personnel must never be attacked. The parties must do their utmost to ensure their safety including providing clear and strict instructions on respect for red cross and red crescent emblems."



Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

edge24

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.271
Registrato
Citazione di: Warp il 11 Lug 2025, 13:06
La relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Francesca Albanese aveva già infastidito l'occidente e il suo padrino, gli Stati uniti d'America per aver sensibilizzato l'opinione pubblica mondiale con i suoi rapporti, le sue interviste  sul fatto che quello che è in atto nella Striscia di Gaza da parte di Israele è un vero e proprio genocidio.
Albanese non si è accontentata, nel suo ultimo report, il 2 luglio, ha rivelato il ruolo delle aziende e delle varie corporation che lucrano sul genocidio. "Imperdonable" avrebbe detto Edoardo Galeano, come si permette una qualunque relatrice dell'Onu, originaria di Ariano Irpino, piccolo paese in provincia di Avellino, invece di fare il burocrate con i soliti report graditi all'occidente quando si tratta di accusare Cina, Russia, Iran, Cuba, di mettere il dito nella piaga dimostrando, di fatto, come il liberismo si nutra da sempre si nutra di guerre?
Eppure, povera Francesca, ha dovuto subire anche il fuoco amico dei Pro Palestina, in particolare, in Italia in quanto non avrebbe denunciato la natura coloniale dell'occupazione israeliana, quasi come se fosse una leader di qualche movimento un tempo definito terzomondista.
Chi ha capito il valore e la pericolosità del suo rapporto è Washington. L'Impero ha volito ribadire che esiste un mondo alla rovescia, rimuovendo all'inizio della settimana l'organizzazione terroristica straniera per il Fronte al-Nusra, in seguito nota come Hayat Tahrir al-Sham (HTS), dalla lista delle organizzazioni terroristiche.
Dunque, prima si riabilita un sanguinario tagliagole come Ahmad al-Sharaa, ex braccio destro del leader dell'ISIS, Al Bagdadi, che ha preso il potere in Siria e che sta commettendo massacri contro le minoranze religiose, e poi allo stesso tempo il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato il 9 luglio che Washington ha sanzionato  Albanese, per la sua "campagna di guerra politica" e precisato "ed economica contro gli Stati Uniti e Israele".
Rubio sul suo account X ha scritto: "Oggi impongo sanzioni alla relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, per i suoi illegittimi e vergognosi tentativi di indurre la Corte penale internazionale ad agire contro funzionari, aziende e dirigenti statunitensi e israeliani".
Un avvertimento in stile mafioso, Albanese potrebbe dire quello che vuole su Gaza ma non può toccare l'establishment economico.
Fra le multinazionali citate dalla relatrice figurano Lockheed Martin, Caterpillar, Hyundai, Microsoft, Palantir, solo per rendere idea della denuncia del suo rapporto.
Albanese ha confessato di aver paura, è un sentimento umano e legittimo, visto cosa è capace di fare senza alcuna vergogna l'occupazione israeliana.
Mai all'Onu era stato elaborato e documentato un atto di accusa così potente contro l'occupazione israeliana con l'opinione pubblica anche in occidente sempre più sensibile verso il dramma dei palestinesi.
Le critiche possono sempre esserci, giuste o sbagliate, ma questo è il momento di sostenere ed essere solidali con Francesca Albanese.
Se succedesse l'irreparabile fare post di solidarietà sarebbe un'inutile esercizio di opportunismo e di viltà.

(Francesco Guadagni)

ripropongo:

Citazione di: edge24 il 01 Lug 2025, 09:00
"...la differenza è che da noi tu queste cose le può dire..."

Warp

*
Lazionetter
* 12.956
Registrato
Citazione di: edge24 il 15 Lug 2025, 09:27
ripropongo:

quindi Albanese che fa il lavoro per cui è stata nominata all'ONU è una pericolosa estremista da sanzionare (e fossi in lei starei in campana visto che si è messa contro gente che per uccidere un presunto terrorista fa strage di bambini o bombarda ospedali, non mi stupirebbe gli capitasse "un incidente").
La junta israeliana che sta sterminando una popolazione è democratica.
Tutto questo, immagino, semplicemente perchè lo abbiamo deciso noi (occidentali).

nestorburma

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 3.196
Registrato
mentre i terroristi nazisionisti continuano impuniti a commettere crimini di guerra e contro l'umanità noi sorseggiamo gin tonic evitando di essere infastiditi dalla soluzione finale in atto:


Sinjil. L'ennesimo crimine impunito nella Cisgiordania occupata
     
di redazione | 16 Lug 2025 | Apertura, Medioriente

L' 11 luglio, nella zona di Sinjil, a nord-est di Ramallah, si è consumato un nuovo crimine  compiuto da coloni israeliani contro i civili palestinesi. Due giovani, Mohammed Shalabi e Saif al-Din Maslat, quest'ultimo anche cittadino statunitense, sono stati uccisi: il primo colpito da un proiettile al torace, il secondo percosso selvaggiamente e deceduto poco dopo per le gravi ferite riportate. Ventisette altri palestinesi sono rimasti feriti durante l'attacco, che ha preso di mira una manifestazione pacifica contro l'espansione delle colonie israeliane.

La protesta era stata organizzata dagli abitanti dei villaggi di Sinjil e al-Mazra'a ash-Sharqiya, assieme ad attivisti per i diritti umani, palestinesi e internazionali. Dopo la preghiera del venerdì, decine di persone si erano radunate nella zona di Jabal Tal al-Baten per opporsi alla recente creazione di un nuovo avamposto coloniale. Ma poco dopo l'arrivo sul posto, un gruppo di coloni, molti dei quali armati, ha aggredito violentemente i manifestanti con bastoni, pietre e manganelli. Una seconda ondata di aggressori, giunti in veicoli fuoristrada, ha circondato i partecipanti, trasformando il sit-in pacifico in una caccia all'uomo.

Secondo i testimoni raccolti dal Palestinian Centre for Human Rights (PCHR), durante la fuga i manifestanti sono stati inseguiti e assaliti da altri gruppi armati di coloni. Le ambulanze palestinesi che cercavano di raggiungere i feriti sono state attaccate: una è stata colpita con pietre e bastoni e le sono stati infranti i vetri. Diverse squadre mediche sono state bloccate e picchiate, mentre alcuni attivisti internazionali venivano arrestati o trattenuti.

Mohammed Shalabi, 23 anni, è stato dato per disperso nel caos seguito all'aggressione. L'ultima comunicazione con la madre è stata una telefonata di appena venti secondi, durante la quale si sono udite solo urla e colpi, poi il silenzio. La sua famiglia, inizialmente informata che era stato arrestato dall'esercito, ha poi ricevuto la smentita: il suo nome non figurava tra i detenuti. Solo dopo una lunga ricerca, il corpo senza vita del giovane è stato ritrovato alle 22:15 nell'area di Bir al-Tal, a quattro chilometri di distanza dal luogo dove poche ore prima era stato trovato, in gravissime condizioni, Saif al-Deen Maslat.

Maslat, 23 anni, cittadino statunitense e residente a al-Mazra'a ash-Sharqiya, era tornato in Palestina solo tre settimane prima per una visita familiare. Ritrovato con segni evidenti di percosse alla testa, al petto e alla schiena, ha perso conoscenza durante il trasporto verso l'ambulanza, ed è morto poco dopo essere giunto al Palestine Medical Complex di Ramallah.

Un testimone oculare, anch'egli ferito, ha riferito agli operatori del PCHR di aver visto Saif al-Din aggredito da coloni armati, e di aver udito spari provenienti dall'area in cui più tardi sarebbe stato ritrovato anche il corpo di Mohammed Shalabi. Lo stesso testimone ha raccontato che i coloni gli avevano intimato di informare il villaggio che "avevano già ucciso due persone".

Il PCHR denuncia come questo massacro non sia un episodio isolato, ma parte integrante di una strategia sistematica volta a svuotare i villaggi palestinesi nei pressi delle colonie per favorire l'espansione degli insediamenti coloniali.

Non è la prima volta che un cittadino statunitense di origine palestinese viene ucciso in Cisgiordania. Nel maggio 2022, l'esercito israeliano ha colpito a morte la giornalista Shireen Abu Akleh mentre documentava un'operazione militare a Jenin, nonostante indossasse un giubbotto con la scritta "PRESS". Nel gennaio dello stesso anno, l'ottantenne palestinese-americano Omar As'ad morì dopo essere stato arrestato e abbandonato legato in strada dai soldati israeliani, durante una notte gelida. Anche in quei casi, nessuna indagine internazionale è stata portata avanti, né si sono registrate reazioni significative da parte dell'Amministrazione statunitense.

Anche il recente omicidio della nota attivista per i diritti umani Aysenur Ezgi Eygi, avvenuto a Gaza sotto i bombardamenti israeliani, non ha suscitato alcuna condanna da parte di Washington, nonostante fosse una cittadina americana e figura di rilievo nella mobilitazione internazionale a favore della Palestina.

Secondo il PCHR, il crimine di Sinjil costituisce una grave violazione del diritto internazionale, in particolare della IV Convenzione di Ginevra del 1949 che vieta il trasferimento della popolazione civile dell'occupante nei territori occupati (art. 49) e impone all'occupante l'obbligo di proteggere i civili. Le azioni coordinate tra IOF e coloni, l'uso sistematico della violenza, gli arresti arbitrari e l'impedimento ai soccorsi rientrano nella definizione di crimini di guerra e crimini contro l'umanità secondo lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale.

https://pagineesteri.it/2025/07/16/medioriente/sinjil-lennesimo-crimine-impunito-nella-cisgiordania-occupata/

Warp

*
Lazionetter
* 12.956
Registrato
E mentre Giorgia, la "madre. la  cristiana ecc ecc", è costretta, a dire due paroline di circostanza ad uso elettorale, perché Israele stavolta non ha ucciso musulmani, (di quelli se ne può fregare), ma ha colpito la chiesa della Sacra Famiglia... l'Italia rinnova il patto militare con Israele.

La Camera ha, infatti, bocciato la mozione, (presentata dal Movimento 5 Stelle, Avs e PD), che chiedeva al governo di sospendere il Memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele.
142 i voti contrari e 102 quelli a favore.

Ole'
La nostra fetta di genocidio ce la siamo guadagnata.
Chissà  se ci daranno un ombrellone e lettino gratis a Gaza beach dopo che avranno tolto tutti i morti.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Warp

*
Lazionetter
* 12.956
Registrato
Gli ultimi del mondo e gli dèi del caos
di Alberto Bradanini*

1. Solo gli esseri umani sanno essere disumani. Quelli che nel creato qualifichiamo come animali si comportano in modo decisamente più umano. La mesta realtà che ci circonda riflette le prodezze di figure politiche dozzinali ed evanescenti, giornalisti reclutati tanto al chilo, accademici/esperti che misurano le parole per il loro rimbalzo su carriera e immagine, pubblici funzionari eviscerati al servizio funzionale di chi sta in alto. Tutti costoro hanno divelto dalle loro arterie ogni traccia di empatia nei riguardi dei loro simili. Ogni istante, uomini, donne e bambini palestinesi vengono massacrati dallo stato sion-nazista di Israele, senza alcuna ragione che non sia riconducibile a malvagità, odio, delirio di potenza, saccheggio e furto di terre. Eppure, coloro che dispongono di poteri o pubbliche tribune tremano all'idea di gridare l'evidenza. Devono obbedire al dominus atlantico, guardiano della finanza privata, dei produttori di armi o dei potenti ricattati per crimini dicibili o indicibili (pedofilia/Epstein, evasione fiscale, corruzione, depravazione senile ...).

La realtà è invero plateale: Israele è uno stato terrorista, impunito e impunibile perché come le iene nella giungla dispone dell'astuzia e della forza, guidato da un governo che bombarda tutto ciò che si muove entro un raggio di 500 km dalla sua capitale (Tel Aviv, per il diritto internazionale, non Gerusalemme!), sicuro di farla franca perché protetto dai loro complici (gli amerikani sfrontati davanti alla storia e alla coscienza del mondo), violando la Carta delle Nazioni Unite, uccidendo civili come mosche, demolendo edifici pubblici dove capita (Teheran, Beirut, Gaza e ierlaltro 16 luglio 2025 a Damasco!) in una lista di nefandezze lunga fino al pianeta Marte, tutto e sempre per legittima difesa, che vergogna!

Codardi quali sono, i titolari delle nostre istituzioni – sulla carta guardiani della Costituzione più bella del mondo, quella umiliata ogni istante dalla incomprensibile cobelligeranza sul fronte ucro-nazista, della guerra predatoria Usa contro la Russia e del sostegno al sionismo espansionista, ladro di territori altrui - sostenuti dai maggiordomi mediatici-accademici-esperti, temono di essere puniti dal cerchio magico sionista che ha penetrato persino le sfere di un sistema-paese inconsistente come l'Italia. Per costoro non certo i valori, ma carriere e denari danno senso all'esistenza. Come affermava il geniale Groucho Marx: questi sono i miei principi, e se non vi vanno a genio ... beh, allora ne ho degli altri! Sintesi bipartisan delle fanfare mediocri e deculturate che si contendono periodicamente quel piatto di lenticchie che chiamano governo, all'insegna delle note caratteristiche: obbedienza (alle istruzioni extra-nazionali), paura, opportunismo e interessi personali, che vergogna!

Se i più restano in silenzio o si sottomettono con dignitosa puntualizzazione alla liturgia genocidaria di Israele, altri, i più nocivi, si arrampicano impudentemente sulle pareti lisce di un ragionare indifendibile, ingarbugliando ragioni e contro-ragioni - come l'avvocato dei Promessi Sposi abile a tirar fuori dai guai le persone disoneste -, negando che il sole sorge a Oriente e che nessun 7 ottobre 2023 giustifica l'omicidio volontario di esseri umani in fila per un tozzo di pane o l'esecuzione di un bimbo da parte di un cecchino tossicodipendente, che vergogna!

I responsabili delle sofferenze causate al popolo palestinese sono il governo e l'esercito israeliani, i loro servi/padroni americani (Cia, Nsa etc. e sicari reclutati all'occorrenza, tumore metastatizzato del sistema), britannici (governo e Mi6) e last but not least i compagni di merende euro-continentali, tutti orgogliosi di sostenere l'unica democrazia del Medioriente, terminologia di genesi orwelliana ripetuta sino alla noia, senza che ciò provochi irrefrenabili conati di vomito.

Alla luce di ciò, e di tanto altro, deve dedursi che i responsabili diretti, complici o megafoni di sostegno, vicini o lontani, visibili o nascosti, nessuno di loro ha titolo per qualificarsi appartenenti alla specie umana.

L'indignazione contro le turpitudini commesse dai criminali di turno, ammoniva Mao Zedong, non deve essere postuma (in poltrona, ad es., o quella degli storici del futuro), ma attuale, nella misura consentita dalle circostanze e con le forze di cui disponiamo! Se i nostri simili rimasti umani non dispongono di risorse per rimuovere lorsignori dai suntuosi palazzi dove espletano le loro avvilenti funzioni, essi possono tuttavia invocare l'imperativo categorico dell'umanità affinché tali responsabili siano degradati da membri della razza umana a tumefazioni neoplastiche di uno stadio primitivo dell'evoluzione della specie.

La qualificazione di regime nazista attribuita al governo di Tel Aviv non deve ritenersi esagerata poiché - come affermano le migliori voci del pensiero critico americano, tra tutti Norman Finkelstein[1] (uno straordinario fustigatore ebreo del degrado etico di Israele) e John Mearsheimer[2] (principale esponente liberal della scuola realista) – la condotta dello Stato Ebraico ha ormai superato ogni livello d'immaginabile disumanità. La sua classe dirigente, tranne qualche pregevole minoranza, vive in una patologia di superiorità e onnipotenza, imbrigliata in un messianesimo che giudica inferiore ogni altra razza e religione, e tale convincimento basta da solo a considerarla vittima abominevole di serie turbe mentali. Quanto all'immancabile accusa di antisemitismo, ormai solo i pinguini dell'Antartide reputano che abbia qualche minima consistenza: noi umani abbiamo ben impresse nella memoria le indicibili sofferenze degli ebrei per mano dei nazisti tedeschi. E dunque per favore!

Nelle pseudo-democrazie occidentali – repetita iuvant - ricatti, denari e carriere a favore della servitù padronale possono svelare la pervasività di una Macchina della Menzogna – insieme a una dimensione sociologica dove dominano cinismo etico, mercificazione e nichilismo - che impedisce alla coscienza popolare di inorridire davanti a tali massacri.

La litania che "Israele ha diritto di difendersi" e "le bombe colpiscono i terroristi di Hamas" provoca rigurgiti viscerali persino in Alaska. Ai governi post-democratici importa ben poco delle opinioni dei cittadini, le elezioni sono lontane e il loro esito cambia solo l'orchestra, non certo la musica. Il cambio di poltrone non si gioca poi sulla dimensione umana o alla distribuzione della ricchezza dell'azione di governo. Eppure, le signorie loro farebbero bene a tenere alta la guardia. Il popolo resta inquieto per definizione. Prima o poi alzerà la voce.

2. Ora, in ogni epoca non mancano esseri umani integri e coraggiosi. Ne è oggi fulgido esempio Francesca Albanese (Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati), che nella sua perigliosa attività ha posto intelligenza ed empatia al servizio dell'etica umana, a rischio della sua incolumità.

Come sappiamo, sua maestà imperiale, la patetica democrazia americana, ha revocato le sanzioni ai terroristi di al-Nusra e HTS (Hayat tahrir al-Sham), divenuti d'amblée angeli benefattori, dopo aver dismesso la pratica di tagliar gole a cristiani e islamici eretici, per mettersi al servizio (precario, beninteso) degli israeliani massacratori e ladri di terre, americani/padroni del mondo e turchi/parolai finti protettori di palestinesi e incalliti odiatori di curdi. Allo stesso tempo, in perfetta coerenza psicotica, la medesima maestà non ha vergogna di sanzionare un funzionario che osa mostrare alla platea delle Nazioni Unite quelle evidenze che anche i roditori – e non solo l'inquilino provvisorio della Cara Bianca – fanno fatica a negare a loro stessi quando, prima di coricarsi, passano in rassegna gli accadimenti del giorno.

In uno scenario drammatico - dove il 51º stato degli Stati Uniti d'America, Israele, in diciotto mesi di bombardamenti (qui non è in atto un conflitto aperto, ma uno sterminio a sangue freddo) ha ucciso almeno 300.000 persone e mutilato 4-500.000 uomini, donne e bambini (questi i numeri veri, non quelli pur giganteschi diffusi dal mainstream) - un individuo il cui contenuto d'umanità sfiora drammaticamente lo zero, tale Marco Rubio, ha affermato quanto segue: "La campagna di guerra politica ed economica di Francesca Albanese contro gli Stati Uniti e Israele non sarà più tollerata. Né gli Stati Uniti né Israele sono parte della Corte Penale Internazionale (CPI), il che rende la sua azione una grave violazione della sovranità di entrambi i Paesi[3]". A siffatta insigne personalità - che con tale sentenza assurge ai vertici della giurisprudenza internazionale (è noto che la spregevole condotta dell'esercito israeliano è sottoposta al vaglio della CPI, in quanto la Palestina ne è parte e i territori occupati cadono dunque sotto la sua giurisdizione) - la più grande democrazia del pianeta (sollecitiamo l'indulgenza del lettore se tale qualifica fa venire il voltastomaco), ma soprattutto la più armata e minacciosa del pianeta, ha affidato il duplice incarico di Segretario di Stato e Consigliere per la Sicurezza Nazionale. La delegittimazione di Marco Rubio nei riguardi di una donna integra, valorosa e umana, costituisce la premessa di uno scenario che – speriamo di aver torto – mette a repentaglio la stessa incolumità di Francesca Albanese, alla luce dei crimini abominevoli ai quali indulgono abitualmente agenti, spie e criminali vari al servizio dell'impero americano, o di chi solo Dio sa.

Dal silenzio tombale dei governi europei, in specie quello italiano trattandosi di una nostra cittadina, non traspare alcun imbarazzo. Di tutta evidenza, nel bel paese là dove il sì suona indossare la divisa del maggiordomo su istruzioni dell'alleato-padrone è divenuto un riflesso che Ivan Pavlov avrebbe catalogato tra i suoi esperimenti meglio riusciti, che pena!

3. Il profilo professionale di F. Albanese mette in mostra una delle rare personalità italiane di cui possiamo andar fieri. Il 1º maggio 2022 viene nominata Relatrice Speciale per i territori palestinesi occupati, secondo funzionario italiano, dopo Giorgio Giacomelli, a ricoprire tale incarico.

Nel gennaio 2023 l'impegno instancabile di F. Albanese per proteggere i diritti umani nei Territori palestinesi occupati (OPT) e contro il regime di apartheid viene elogiato da 116 organizzazioni per i diritti umani, organizzazioni della società civile, istituzioni accademiche e altri gruppi.  Il 26 aprile 2023, Amnesty International Italia pubblica una lettera di sostegno, cui aderiscono decine di associazioni per i diritti italiani, parlamentari, giuristi e accademici.

Nel luglio 2023, al Consiglio dei diritti umani, Albanese scrive che Israele ha trasformato la Cisgiordania in una prigione a cielo aperto e denuncia che dal 1967 oltre 800.000 palestinesi, tra cui migliaia di bambini, sono stati arrestati con accuse pretestuose dalle autorità israeliane.

Nell'ottobre 2023, afferma che palestinesi e israeliani meritano una vita di pace, uguaglianza, dignità e libertà, invitando la comunità internazionale a imporre un cessate il fuoco immediato e proteggere i palestinesi dallo sterminio, mentre le azioni di Hamas e delle truppe israeliane devono essere vagliate alla luce del diritto internazionale, e non del pregiudizio politico o della legge del più forte.

4. Albanese riceve regolarmente minacce di morte e subisce campagne diffamatorie da Israele e alleati, mentre denuncia l'immobilismo e la corruzione morale e politica dell'Occidente a guida Usa. L'attacco contro Albanese preannuncia un mondo senza regole, nel quale i veri stati canaglia, vale a dire Stati Uniti e Israele, possono commettere crimini inenarrabili senza limitazioni: omicidi individuali o di massa, torture psicologiche e fisiche, devastazioni, condizioni di vita disumane, distruzione di ospedali, sfollamenti forzati, demolizione di case, bombardamenti, fame e disperazione. Se a qualcuno non va a genio il termine genocidio, il lessico consente altre penose terminologie.

Dylan Williams, vicepresidente del Center for International Policy, ha definito le sanzioni statunitensi contro F. Albanese comportamenti da stato delinquente, mentre per Agnes Callamard, segretaria generale di Amnesty International, i governi del mondo e coloro che credono nel diritto internazionale sono chiamati a bilanciare gli effetti delle sanzioni Usa contro F. Albanese, proteggendone lavoro e indipendenza.

Per la portavoce delle N.U., Stephane Dujarri - cui si sono uniti Human Rights Watch e il Center for costitutional rights – "le sanzioni contro F. Albanese costituiscono un inaccettabile precedente contro l'indipendenza di un funzionario internazionale; il rapporto da lei presentato al Consiglio dei Diritti Umani può certo essere contestato da qualsiasi paese, partecipando alle discussioni del Consiglio (le Nazioni Unite, sono state ideate proprio per favorire dialogo e compromessi).

È tale pubblicità a inquietare Israele e Stati Uniti, per i quali non si deve discutere in pubblico di crimini contro l'umanità, sterminio di popoli e genocidio da parte di Israele. Tutto ciò deve proseguire in silenzio senza disturbare la coscienza civile e umana degli esseri umani.

5. Albanese, oltre a denunciare i crimini di Israele, in un apposito rapporto[4] ha elencato aziende ed altre entità americane ed europee che da questi traggono ingenti profitti, e ciò ha fatto traboccare il classico vaso: tra queste Palantir Technologies Inc., Lockheed Martin, Alphabet Inc. (Google), Amazon, International Business Machine Corporation (IBM), Caterpillar Inc., Microsoft Corporation e il Massachusetts Institute of Technology (MIT), e un lungo elenco di banche e società finanziarie (tra cui l'immancabile BlackRock), assicurazioni e organizzazioni cosiddette umanitarie.

L'accusa contro F. Albanese è infarcita del solito j'accuse, essere antisemita: non se ne può più! Ormai anche le pietre dell'Antartide sanno che semiti sono anche gli arabi e che nessuno prende di mira la religione o la razza ebraica, ma esclusivamente il governo sionista e genocidario presieduto dal criminale B. Netanyahu e da ministri che qualificano i palestinesi come animali. In verità, nella neolingua imperiale per essere antisemita è sufficiente indignarsi per i massacri di Israele contro popoli e paesi sovrani (Iran, Libano, Siria, Yemen ...) o disapprovare gli Stati Uniti che giustificano tali atrocità, sotto la pressione delle lobby pro-Israele che con ricatti, minacce e corruzione pilotano le carriere di congressmen, senatori e aspiranti alla Casa Bianca. Tutto qui, brutalmente.

In aggiunta, se ce ne fosse bisogno, il sociopatico padrone dell'universo, D. Trump, sanziona quattro dei giudici della Corte Penale Internazionale (che nel 2024 aveva emesso mandati d'arresto per Netanyahu e Gallant) e firma un ordine esecutivo contro paesi o individui che collaborano con la medesima Corte, di cui gli Stati Uniti non sono nemmeno parte. Non v'è dubbio, la civiltà etica e giuridica american-style è tornata all'età del bronzo.

Le sanzioni consentono ora di congelare le proprietà che F. Albanese o parenti forse possiede negli Stati Uniti (mi auguro non ne abbia alcuna), impedendole persino di recarsi al quartier generale delle Nazioni Unite per le quali presta la sua opera.

È appena il caso di rilevare che i critici di F. Albanese si guardano bene dallo sfidare le prove da lei accumulate, ricorrendo a calunnie e diffamazioni, simili a quelle usate contro i suoi predecessori - John Dugard (2001-2008), Richard Falk (2008-2014) e Michael Lynk (2016-2022) - i quali hanno tutti espresso pieno sostegno alla sua integerrima attività (F. Albanese è oggetto di attacchi diffamatori personali!).

Rubio sostiene che il rinnovo dell'incarico a F. Albanese (2025-2028) sia illegale, una presa di posizione questa che costituisce una positiva sorpresa per coloro fino a ieri convinti che gli Stati Uniti usassero lo Statuto delle Nazioni Unite, insieme alle convenzioni internazionali, come sostituto della carta igienica. Benvenuti nel mondo capovolto, dove la censura è presentata come libertà di pensiero, dove le persone che denunciano crimini contro l'umanità sono terroristi, dove coloro che li commettono sono liberatori, dove i campi di concentramento sono zone umanitarie, dove Donald Trump merita il premio Nobel per la pace, dove al-Julani è uno statista di spessore internazionale, dove Israele è un esempio per il mondo libero e dove F. Albanese è una pericolosa estremista.

Agli inverecondi, pretesi dominatori del pianeta terra (sempre più, per nostra fortuna, solo dell'emisfero occidentale) non fanno difetto spietati strumenti di repressione e falsificazione, costoro dovrebbero tuttavia tener a mente – come rileva lo storico Wolfang Reinhard - che gli ultimi del mondo hanno pur sempre dalla loro parte gli dèi del caos!

NOTE:

[1] https://m.youtube.com/watch?v=vGz-RNiTYKg

[2] https://instagram.com/reel/DKMeAlgJrq6/),

[3] https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2025/07/sanctioning-lawfare-that-targets-u-s-and-israeli-persons

[4] https://comedonchisciotte.org/blackrock-vanguard-stati-e-multinazionali-dietro-il-genocidio-di-israele-a-gaza-latto-di-accusa-senza-appello-della-relatrice-speciale-onu-francesca-albanese/

  • Ex-diplomatico. Già Ambasciatore d'Italia in Cina (2013-15), Coordinatore del Comitato Governativo Italia-Cina (2007-09), Console Generale d'Italia a Hong Kong (1996-98), Consigliere Commerciale all'Ambasciata d'Italia a Pechino (1991-96), Ambasciatore d'Italia a Teheran (2008-12), attualmente Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea (Reggio Emilia, Italia).

nestorburma

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 3.196
Registrato
Quel verme di netanyahu ormai è appena un gradino sotto hitler e chi lo sostiene anche

https://www.972mag.com/gaza-starving-children-aid-unrwa/



Aid for Gaza's starving children is right at the gates. Let it in
Israel is blocking 6,000 UNRWA trucks from entering Gaza while children die of hunger. The world can still prevent further catastrophe if it chooses to act.
By Juliette Touma July 15, 2025

Adam has been on my mind lately, more so than usual.

I met Adam in 2018 in the Yemeni port city of Hodeidah, which was then under siege and heavy bombardment. In the dilapidated hospital ward, there lay Adam: 10 years old and weighing just over 10 kilograms. Unable to speak or cry, all he could do was make a hoarse sound with every breath. A few days later, Adam died of malnutrition.

A couple of years before that, my colleague Hanaa called from Syria late one night. She was in tears and could barely say a word. Eventually she told me that Ali, a 16-year-old boy, had died — he, too, of malnutrition, in yet another besieged town, caught in a war not of his making.

The following morning, my supervisor, an epidemiologist, said: "For a boy of 16 to die of malnutrition, that says a lot. He's practically a man. It means there's no food at all in that part of Syria."

Back in Yemen, in one of the few functioning children's hospitals in the capital city of Sana'a, I remember walking through the children's ward during the height of a cholera outbreak. Boys aged 15 or 16 were fighting to survive. They were so weak and emaciated, they could barely turn in their beds.

These images and stories haunted me over the years, as they have for many of us who have worked in severe hunger or famine-like situations.

In 2022, when I could still visit Gaza regularly, I would stop by UNRWA schools and meet children — immaculately dressed, healthy looking, smiling, eager to learn, jumping up and down in the school playground to the sound of music.

Back then, Gaza had already been under blockade for more than 15 years. Still, food was available; imported through Israel or grown locally. UNRWA was also providing food aid to more than a million people.

And so, images of Adam and Ali were pushed to the back of my mind — until they came rushing back.

How much longer?
A few weeks ago, our teams in Gaza started sending alarming photos of emaciated babies. More than 50 children died of malnutrition during Israel's total blockade between March and May, according to the WHO, and malnutrition rates are still rising rapidly. Since January 24, UNRWA has screened over 242,000 children at its clinics and medical points, covering more than half of Gaza's under-5 population. One in 10 children screened is malnourished.

One of them is Ahlam, only seven months old. Her family has been displaced every month since the war began, always searching for safety that doesn't exist. Like many babies in Gaza, her tiny body is weakened; her immune system has been damaged by trauma, repeated displacement, lack of clean water, poor hygiene, and very little food.

In Gaza, therapeutic food and medicine are in desperately short supply. Israeli authorities have imposed a tight siege, blocking the entry of food, medical supplies, nutritional aid, and even hygiene items like soap. Although the blockade is sometimes eased, the UN Relief and Works Agency (UNRWA), the primary humanitarian organization in Gaza, has not been allowed to bring in aid for over four months.

Last week, Salam, another baby girl, died of malnutrition. She was only a few months old. By the time she reached our clinic, it was too late.

On July 10, eight children were killed when an Israeli airstrike hit the clinic where they were queuing for nutritional assistance. One of my colleagues drove past the clinic a few minutes later. She told me she saw mothers weeping silently, looking out into the abyss, just as Adam did.

Why should babies die of malnutrition in the 21st century, especially when it's entirely preventable?

At UNRWA, we have over 6,000 trucks full of food, hygiene supplies, and medicine waiting just outside of Gaza's borders. We also have over 1,000 health workers who can provide lifesaving nutritional services to boys and girls across the Strip. We are ready to move in to help little children like Ahlam.

Amid the daily livestream of horrors from Gaza, one cannot help but ask: How many more Ahlams and Salams must die before the world acts?

How much longer must we wait for a ceasefire, so that bombs stop falling on emaciated, dying children?


Juliette Touma is UNRWA's Director of Communications across all areas of operations. She visited Gaza several times during and before the war.

mr_steed

*
Lazionetter
* 11.207
Registrato
«La fame a Gaza è voluta e pianificata da Israele. E l'Italia è complice»

https://www.open.online/2025/07/24/francesca-albanese-fame-gaza-israele/

gae12

*
Lazionetter
* 3.495
Registrato
Quasi tutti i leader politici occidentali andrebbero processati per essere stati complici di questa strage di innocenti. Ora fanno tutti gli addolorati. Ma quando Smotrich e quell'altro sacco di sterco di Ben-Gvir nei mesi scorsi rilasciavano le loro bestiali dichiarazioni, dov'erano tutti quanti?

Il governo israeliano nella sua crudeltà è stato coerente. I nostri invece sono sempre ondivaghi pronti a cambiare tono solo quando l'opinione pubblica è ormai nauseata e arrabbiata.

Warp

*
Lazionetter
* 12.956
Registrato
Mi fanno ridere i "paroloni" con cui Antonio Tajani, Giorgia Meloni e certi editorialisti del Corriere della Sera, spiegano le ragioni strategiche per cui Meloni non riconoscerà lo Stato di Palestina. Quante parole sprecate. La ragione per cui Giorgia Meloni non riconosce lo Stato di Palestina è soltanto una: Trump non vuole e le ha detto di non farlo. La ragione è che Meloni sta a Trump come Lukaschenko sta a Putin. La ragione è che l'Italia è uno Stato satellite degli Stati Uniti. La Casa Bianca controlla il cento per cento della politica estera dell'Italia, come ho spiegato in questo libro. Se domani Trump riconoscesse lo Stato di Palestina, Meloni riconoscerebbe lo Stato di Palestina. Se la Casa Bianca dichiara che la Russia deve essere sconfitta sul campo in Ucraina, Meloni dichiara che la Russia deve essere sconfitta sul campo in Ucraina. Se la Casa Bianca cambia idea e dice che la Russia non deve essere sconfitta sul campo in Ucraina, Meloni cambia idea e dice che la Russia non deve essere sconfitta sul campo in Ucraina. Il compito del giornalismo filo-americano è quello di nascondere e abbellire la vergogna.

(Alessandro orsini)

sharp

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 29.471
Registrato
poverina "ancora non è il tempo di uno stato palestinese" non ha aggiunto ce n'è ancora qualcuno vivo,
ma il senso era chiaro ... che vigliacca

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Lativm88

*
Lazionetter
* 6.816
Registrato
Sono ad ariano irpino in attesa dell'inizio dell'evento tenuto da Francesca Albanese nella sua cittadina natale.
Siamo tantissimi. hanno dovuto spostare l'evento al palazzetto dello sport

Warp

*
Lazionetter
* 12.956
Registrato
Citazione di: Lativm88 il 27 Lug 2025, 17:41
Sono ad ariano irpino in attesa dell'inizio dell'evento tenuto da Francesca Albanese nella sua cittadina natale.
Siamo tantissimi. hanno dovuto spostare l'evento al palazzetto dello sport
meno male che ha tanta solidarietà.
Portagli l'abbraccio ideale di Lazionet  :beer:

Discussione precedente - Discussione successiva