Guerra in Medio Oriente

Aperto da anderz, 03 Ago 2016, 19:52

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FrancescoAdd

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Citazione di: PARISsn il 28 Feb 2026, 18:07certo, ma i russi i loro interessi li stanno difendendo, solo che se lo fanno loro ( e quando lo fara' la Cina con Taiwan ) si parla di aggressione, se si rapisce il presidente di uno stato sovrano o se ne bombarda un altro invece no...

Credo abbia scritto una cosa più complessa, anche se comprendo la difficoltà di muoversi lungo la dicotomia buoni contro cattivi, dove si può decidere, in base al proprio bias, chi sia buono e chi cattivo.

Le ultime mosse americane sullo scacchiere globale stanno sovvertendo equilibri che sembravano ormai consolidati, con un tempismo che difficilmente è casuale.

Subito dopo la visita di un importante dignitario cinese, gli USA sottraggono il Venezuela all'orbita di Pechino e Mosca, ottenendo tre risultati in un colpo solo: ripulire il cortile di casa (Monroe 2.0), eliminare una testa di ponte cinese nel continente americano e recidere un anello cruciale nella catena di approvvigionamento energetico di Pechino.

Il tutto condito da un'umiliazione diplomatica di prima grandezza: rimuovere chirurgicamente il leader di un Paese alleato senza che né Russia né Cina muovano un dito.

Quella paralisi non è passata inosservata. Già dopo la guerra dei dodici giorni, l'intero "mondo di mezzo" aveva registrato il segnale: Russia e Cina non sono un argine credibile. Non funzionano come deterrente, non funzionano come garanzia di difesa.

L'attacco all'Iran si inserisce in una strategia più profonda. Washington si sta preparando allo scontro decisivo con l'unico rivale che i suoi apparati riconoscono come pericolo esistenziale: Pechino. Israele è uno strumento utile, con i propri interessi, ma l'eventuale caduta degli Ayatollah apre scenari imprevedibili sugli Accordi di Abramo — che senso mantengono, senza lo spauracchio persiano a tenerli in piedi?

Gli USA controllano già tutti gli stretti strategici del pianeta. Ora puntano all'ultimo nodo rimasto contendibile: Hormuz. Chiuderlo significa poter strangolare i rifornimenti petroliferi cinesi a piacimento. In più, il petrolio persiano tornerebbe nell'orbita informale americana. Non è una mossa mediorientale. È una mossa del Pacifico.

Cosa faranno Cina e Russia per l'Iran? È la domanda cruciale. Gli USA scommettono su "niente" o di finire il lavoro prima che possano entrare in gioco.

DinoZ

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Citazione di: FrancescoAdd il 28 Feb 2026, 19:01Credo abbia scritto una cosa più complessa, anche se comprendo la difficoltà di muoversi lungo la dicotomia buoni contro cattivi, dove si può decidere, in base al proprio bias, chi sia buono e chi cattivo.

Le ultime mosse americane sullo scacchiere globale stanno sovvertendo equilibri che sembravano ormai consolidati, con un tempismo che difficilmente è casuale.

Subito dopo la visita di un importante dignitario cinese, gli USA sottraggono il Venezuela all'orbita di Pechino e Mosca, ottenendo tre risultati in un colpo solo: ripulire il cortile di casa (Monroe 2.0), eliminare una testa di ponte cinese nel continente americano e recidere un anello cruciale nella catena di approvvigionamento energetico di Pechino.

Il tutto condito da un'umiliazione diplomatica di prima grandezza: rimuovere chirurgicamente il leader di un Paese alleato senza che né Russia né Cina muovano un dito.

Quella paralisi non è passata inosservata. Già dopo la guerra dei dodici giorni, l'intero "mondo di mezzo" aveva registrato il segnale: Russia e Cina non sono un argine credibile. Non funzionano come deterrente, non funzionano come garanzia di difesa.

L'attacco all'Iran si inserisce in una strategia più profonda. Washington si sta preparando allo scontro decisivo con l'unico rivale che i suoi apparati riconoscono come pericolo esistenziale: Pechino. Israele è uno strumento utile, con i propri interessi, ma l'eventuale caduta degli Ayatollah apre scenari imprevedibili sugli Accordi di Abramo — che senso mantengono, senza lo spauracchio persiano a tenerli in piedi?

Gli USA controllano già tutti gli stretti strategici del pianeta. Ora puntano all'ultimo nodo rimasto contendibile: Hormuz. Chiuderlo significa poter strangolare i rifornimenti petroliferi cinesi a piacimento. In più, il petrolio persiano tornerebbe nell'orbita informale americana. Non è una mossa mediorientale. È una mossa del Pacifico.

Cosa faranno Cina e Russia per l'Iran? È la domanda cruciale. Gli USA scommettono su "niente" o di finire il lavoro prima che possano entrare in gioco.

complimenti hai scritto in modo migliore e più approfondito quello che volevo dire.
tra l'altro, oltre alle situazioni che hai citato, vediamo come va a finire a Cuba, abbandonata dai suoi alleati a se stessa, ed in Afghanistan, leggevo che la Cina ha o aveva....ottimi rapporti col regime talebano, mentre da quello che si dice servizi segreti ed esercito pakistano sono moooolto influenzati dagli apparati USA, un'altra guerra per procura?

A.Voronin

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Sembra che Khamenei sia morto.

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PARISsn

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a mio parere semplicemente Russia e Cina si stanno facendo gli affari loro, non hanno problemi di rifornimenti, la Russia perche ha di suo in abbondanza, la Cina perche' puo' contare sull'alleato russo credo ( senza dimenticare che entro una decina d'anni quando entreranno a regime le dighe sul fiume giallo e  il fiume azzurro il fabbisogno energetico della Cina praticamente si azzera ) e si concentrano sulle  loro questioni in questo momento, l'Ucraina da una parte e Taiwan dall'altra dopodiche ho capito che DinoZ intendeva altro ma credo nessuno al mondo cmq, compreso Trump, possa considerare pupazzo da giardino chi detiene  9000 testate nucleari e sta mettendo in mostra capacita' tecnologiche che  proprio gli americani faticano a raggiungere...che poi mi domando, cosa dovrebbero fare Russia e Cina? bombardare qualche base americana  in Europa  o nel pacifico come ritorsione delle bombe su Teheran e scatenare la terza guerra mondiale? le diffide diplomatiche ci sono state oggi come per  il Venezuela, la Russia continua a rifornire Cuba e in Africa ( dove piu' del petrolio ora l'attenzione  è sulle terre rare ) l' ingerenza di Russia e Cina è in aumento, tutti si muovono su diversi scacchieri e giudicare chi sta giocando meglio o peggio a me pare difficile al momento...anzi dovessi dare la  mia  impressione è che chi mi sembra piu' in difficolta' è Trump, le sue mirabolanti conquiste economiche gli americani non le stanno vedendo molto, l'inflazione è sempre alta, i posti di lavoro non crescono e anzi i dazi stanno causando piu' danni che vantaggi all'industria americana

sharp

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Citazione di: A.Voronin il 28 Feb 2026, 19:2751 ragazze uccise
alcune fonti parlano di quasi 80

@ paris, ma che il ciccione biondo tinto sia in grosse difficoltà interne, lo dimostra proprio questa azione, si potrebbe parlare di armi di distrazione di massa, ma imho si sta giocando anche la base di quei merda maga, che prima lo sostenevano a spada tratta

FrancescoAdd

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Sull'asse Mosca-Pechino c'è meno solidità di quanto sembri. La Russia è oggi junior partner — energeticamente, economicamente, tecnologicamente — e Pechino lo sa perfettamente.

Ma sa anche che l'Orso non è un alleato affidabile sul lungo periodo: le mappe cinesi più recenti rinominano in mandarino città russe dell'Estremo Oriente, Vladivostok inclusa, che i cinesi chiamano 海參崴 rivendicandone implicitamente la storia e la proprietà (ammetto che sono dovuto andare a ricercare online la nomenclatura cinese 😁).

Non è un dettaglio cartografico, è un segnale. La Cina non ha dimenticato che quei territori furono strappati all'impero Qing nel XIX secolo con i "trattati ineguali". La partnership ha un orizzonte temporale, e Mosca lo sa.
Gli Imperi hanno memoria lunga e forme diverse. Nessuno nella Città Proibita ha dimenticato il secolo delle umiliazioni e i trattati ineguali. La storia da quelle parti la studiano e la introiettano, fa parte della pedagogia nazionale.

Quanto all'idea che la Russia possa diventare il fornitore energetico unico della Cina, il problema non è solo politico, è infrastrutturale e tecnologico. I gasdotti esistenti coprono una frazione del fabbisogno cinese. Power of Siberia 2, quello che collegherebbe i giacimenti  della Siberia occidentale, è bloccato da anni. E North Stream 2 è un monito per tutti.

Inoltre, la Russia non ha più accesso alle tecnologie occidentali necessarie per estrarre e raffinare petrolio a certi livelli, e il quadro si complica ulteriormente.
La Cina non ha (ancora) un'industria petrolifera così sviluppata proprio per la mancanza di oro nero sul suo territorio. E comunque dubito che desideri trasferire tecnologia ai russi.
Il petrolio importato resta quindi una dipendenza esistenziale per Pechino.
Nessuna diga risolve il problema dei trasporti, della petrolchimica, dell'industria pesante. E tutta quella dipendenza passa attraverso lo Stretto di Malacca, che la US Navy controlla.

Sulle dighe: sono infrastrutture enormi, ma in un contesto bellico diventano obiettivi primari. Una diga abbattuta è una catastrofe umanitaria e industriale simultanea. E c'è un fronte più silenzioso ma esplosivo: le dighe cinesi sul Brahmaputra in Tibet sono percepite da India e Bangladesh come una forma di controllo sui loro flussi idrici vitali. Quella tensione è carsica, ma è reale, e in uno scenario di escalation diventa immediatamente critica.

Sul declassamento russo, i numeri parlano da soli: quattro anni e una stima tra i 150.000 e i 200.000 morti per conquistare il Donbass, un territorio che era già politicamente nelle mani russe dal 2014.
Il prezzo per formalizzare ciò che aveva già è stato devastante.

E il bilancio strategico è ancora peggiore: Finlandia e Svezia — neutrali per decenni — sono entrate nella NATO rispettivamente nel 2023 e nel 2024. L'Ucraina è stata consegnata definitivamente all'orbita occidentale. Sul campo è nato il più addestrato ed efficiente esercito europeo, quello ucraino, cresciuto proprio alle porte della pianura sarmatica (emblematica in tal senso l'ultima esercitazione NATO).

Obama nel 2014 disse che la Russia era "a regional power acting out of weakness, not strength".
Allora sembrava una provocazione. Oggi, guardando le petroliere ombra russe sequestrate senza che Mosca possa fare altro che protestare diplomaticamente, suona come una constatazione. Novemila testate nucleari sono un deterrente, non uno strumento di politica estera quotidiana.

È certamente vero che la Cina possa testare sul campo le proprie armi, ottenendo informazioni essenziali.
Vi invito però a dare un'occhiata alla White Stork, azienda di Eric Schmidt: la mole di dati che gli USA stanno raccogliendo in Ucraina, con la tradizionale commistione tra Pentagono e aziende private, è la benzina dei nuovi armamenti.

Citazionema che il ciccione biondo tinto sia in grosse difficoltà interne, lo dimostra proprio questa azione, si potrebbe parlare di armi di distrazione di massa, ma imho si sta giocando anche la base di quei merda maga, che prima lo sostenevano a spada tratta

Ridurre la geopolitica americana agli umori interni di Trump è un approccio superficiale.

Queste azioni sarebbero avvenute con qualsiasi presidente americano, repubblicano o democratico, con o senza account Truth Social, magari con un velo di ipocrisia più spesso e con tanta educazione.

L'Iran non è nel mirino perché Trump ha bisogno di distrarre i MAGA: è nel mirino perché controlla lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, e tenerlo sotto pressione significa tenere in mano un interruttore globale.

Il Venezuela ha le riserve di petrolio certificate più grandi al mondo, nel cortile di casa americano — lasciarlo scivolare nell'orbita russo-cinese è inaccettabile per Washington non per ideologia, ma per geometria del potere.

La Groenlandia è lo stesso ragionamento applicato all'Artico: gli USA sono presenti militarmente lì dal 1951, ma lo scioglimento dei ghiacci sta aprendo rotte commerciali e militari nel passaggio a Nord-Ovest, un nuovo choke point globale che chi controlla l'isola può dominare. Aggiungete che la Groenlandia è l'unica porta sul Nord America da Nord-Est — la direzione da cui il continente è storicamente più vulnerabile — e capite perché Washington vuole chiuderla.

Trump è mero esecutore, altro che attore.

Warp

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Andare in guerra, di nuovo, per Israele
di Chris Hedges*

Ancora una volta, l'America scenderà in guerra per Israele. Ancora una volta, molti moriranno per lo Stato sionista, compresi i militari americani. Ancora una volta, inciamperemo ciecamente in un fiasco militare. Ancora una volta, obbediremo agli ordini di una potenza straniera i cui interessi non sono i nostri, ma i cui lobbisti hanno comprato la nostra classe politica, incluso Donald Trump. Ancora una volta, violeremo la Carta delle Nazioni Unite attaccando un Paese che non rappresenta una minaccia imminente.

Questa non è la nostra guerra. Fa parte della folle visione israeliana di un Grande Israele, di un dominio sul Medio Oriente. Ma Israele ha bisogno del nostro esercito, dei soldi dei nostri contribuenti, delle nostre armi per riuscirci. E noi gli abbiamo consegnato le chiavi del nostro formidabile arsenale.

Gli artefici della guerra con l'Iran, che l'amministrazione non sente il bisogno di giustificare all'opinione pubblica americana o alla comunità internazionale, ammettono che non sarà rapida.
Il senatore Tom Cotton, presidente della Commissione Intelligence del Senato, ha dichiarato sabato alla CBS News che l'obiettivo non è solo quello di frenare il programma nucleare iraniano, ma anche di "smantellare la loro rete di supporto al terrorismo".
"Per fare tutto questo ci vorrà più tempo degli attacchi al loro programma nucleare dell'estate scorsa", ha detto Cotton. "Probabilmente ci vorranno settimane, non giorni, di sforzi congiunti da parte di Stati Uniti, Israele e i nostri partner arabi, anch'essi attaccati questa mattina".
I lacchè di Israele nella classe politica, insieme ai loro cortigiani nei media, tra cui l'ex dipendente dell'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) Wolf Blitzer, e nel mondo accademico, sono esempi lampanti dell'ingerenza trasparente e spesso illegale di Israele nel sistema politico americano. Dimenticate la Russia. Dimenticate la Cina. Nessun governo straniero si avvicina a esercitare l'influenza di Israele.
I leader del Partito Democratico non sono contrari ad attaccare l'Iran: sono contrari ad attaccare l'Iran senza essere consultati. Due dozzine di Democratici si sono alzati in piedi e hanno applaudito ogni volta che Trump ha minacciato l'Iran, o ha elogiato Israele, nel suo discorso sullo Stato dell'Unione. L'amministrazione Biden e la leadership del Partito Democratico non hanno fatto alcuno sforzo per ripristinare l'accordo nucleare iraniano di Barack Obama. Si sono invece concentrati sul sostenere il genocidio a Gaza. Hanno applaudito la decapitazione da parte di Israele dei delegati iraniani in Libano, Siria e Yemen. Kamala Harris, nella sua campagna presidenziale inconcludente e insensibile, ha promesso di continuare a finanziare il genocidio , alienando molti elettori e definendo l'Iran il nostro nemico più pericoloso.

La guerra infinita è un progetto bipartisan.

La flagrante interferenza di Israele nel sistema politico americano è documentata nella serie in quattro parti di Al-Jazeera "The Lobby", la cui trasmissione è stata bloccata da Israele e dai suoi sostenitori. Copie pirata possono essere viste sul sito web Electronic Intifada . Nel documentario, i leader della lobby israeliana vengono ripresi dalla telecamera nascosta di un giornalista mentre spiegano come, con il sostegno dei servizi segreti israeliani, screditano e mettono a tacere i critici americani e utilizzano ingenti donazioni in denaro per controllare il processo elettorale e il sistema politico americano.
La morsa mortale di Israele sul nostro sistema politico è documentata anche nel libro " The Israel Lobby and US Foreign Policy " di John Mearsheimer e Stephen Walt.
"Se ti allontani dalla riserva e diventi critico nei confronti di Israele, non solo non riceverai finanziamenti, ma l'AIPAC farà di tutto per trovare qualcuno che si candidi contro di te", afferma Mearsheimer, professore di scienze politiche all'Università di Chicago, nel documentario. "E sostengono quella persona con grande generosità. Il risultato finale è che probabilmente perderai il tuo seggio al Congresso".
Israele trasporta centinaia di membri del Congresso, spesso con le loro famiglie, in Israele per sontuosi soggiorni in località balneari. Questi membri del Congresso accumulano fatture individuali che spesso superano i 20.000 dollari. L'Honest Leadership and Open Government Act del 2007 ha tentato di impedire ai lobbisti di offrire viaggi retribuiti di durata superiore a un giorno ai membri del Congresso. Ma l'AIPAC, che non è mai stata obbligata a registrarsi come agente straniero, ha usato la sua influenza per inserire una clausola nella legge per escludere i cosiddetti viaggi educativi organizzati da enti di beneficenza che non assumono lobbisti. L'ente di beneficenza affiliato all'AIPAC utilizzato per aggirare questa scappatoia si chiama American Israel Education Foundation.
L'investimento di Israele vale la pena. Nel 2016, il Congresso degli Stati Uniti ha autorizzato un pacchetto di aiuti alla difesa di 38 miliardi di dollari all'anno per il periodo 2019-2028 per Israele. Abbiamo sperperato dai 4 ai 6 trilioni di dollari nelle guerre inutili promosse da Israele e dalla sua lobby in Medio Oriente. Il Congresso ha anche autorizzato 21,7 miliardi di dollari in aiuti militari a Israele per sostenere il genocidio.
Dio solo sa quanto costerà questa guerra, ma probabilmente ammonterà a decine, se non a centinaia di miliardi di dollari.
Siamo tornati al punto in cui eravamo nel 2003, con una guerra il cui obiettivo utopico è il cambio di regime. Non ha funzionato allora. Non funzionerà adesso.
Le stesse sciocche bugie sono state ripetute per giustificare questa guerra, con l'inviato statunitense per il Medio Oriente Steve Witkoff che ha dichiarato a Fox News che l'Iran è "probabilmente a una settimana di distanza" dall'avere i materiali necessari per costruire una bomba nucleare.
Questo è stato il mantra di Benjamin Netanyahu e della lobby israeliana per tre decenni .
Non so come dovremmo accettare tutto questo, dopo che Trump ha annunciato lo scorso luglio, in seguito ai raid aerei statunitensi, che "Tutti e tre i siti nucleari in Iran sono stati completamente distrutti e/o ELIMINATI. Ci vorranno anni per rimetterli in funzione..."

Una bugia supera l'altra.

Ancora una volta, promettiamo di bombardare un paese per liberarlo, mentre Trump afferma che tutto ciò che vuole è la "libertà per il popolo" iraniano.
Il leader supremo dell'Iran, Ali Khamenei, è stato ucciso.
Il primo ministro israeliano, come Trump, invita gli iraniani a cogliere "l'opportunità unica in una generazione" di "scendere in piazza in massa, per portare a termine il compito di rovesciare il regime che sta rendendo le vostre vite infelici".
"Questo è il momento di unire le forze per rovesciare il regime e garantire il vostro futuro", ha affermato Netanyahu.
Che ogni altro tentativo di cambio di regime in Medio Oriente si sia concluso in un disastro è una cosa che sfugge loro. Questa volta, promettono, funzionerà.
Forse non abbiamo assemblato una forza di terra, come fece Bush nel 2003 per la guerra in Iraq, ma una volta aperto il vaso di Pandora della guerra, la guerra ti controlla. Non sei tu a controllare la guerra.
Le truppe americane saranno probabilmente uccise mentre l'Iran prende di mira le basi statunitensi nella regione. La marina iraniana ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, il più importante punto di passaggio petrolifero al mondo, che facilita il passaggio del 20% delle riserve mondiali di petrolio. Questo potrebbe potenzialmente raddoppiare o triplicare il prezzo del petrolio e devastare l'economia globale. Gli impianti petroliferi, le navi e le basi militari statunitensi nella regione saranno colpiti.
L'Iran ha già lanciato missili contro la base aerea di Al Udeid in Qatar, la base aerea di Al-Salem in Kuwait, la base aerea di Al-Dhafra negli Emirati Arabi Uniti, il quartier generale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein e le basi statunitensi in Giordania. Sono state segnalate esplosioni a Riyadh, in Arabia Saudita.
Migliaia di innocenti moriranno. Sabato Israele ha colpito una scuola elementare femminile a Minab, una città nella provincia di Hormozgan, nell'Iran meridionale. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha citato la magistratura di Minab, affermando che il bilancio delle vittime è salito a 108.

Le perdite costanti e l'impennata dei prezzi del petrolio aggraveranno le frustrazioni di Trump e dei suoi alleati israeliani. Queste frustrazioni, come quelle dei due decenni di guerra in Iraq e Afghanistan, daranno origine a una guerra regionale prolungata.

L'Iran, sotto attacco prolungato, potrebbe alla fine frammentarsi e frammentarsi, riversando milioni di rifugiati oltre confine e innescando il caos che abbiamo architettato in Libia. Ma Israele, il cui obiettivo è indebolire le capacità militari dei suoi vicini, otterrà ciò che vuole.
Ci ritroveremo con il caos.
(Traduzione de l'AntiDiplomatico)

*Giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha ricoperto il ruolo di redattore capo per il Medio Oriente e per i Balcani. In precedenza, ha lavorato all'estero per The Dallas Morning News, The Christian Science Monitor e NPR. È il conduttore dello Show The Chris Hedges Report.

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Occorre avere poco cervello e / o un'avversione soverchiante verso Israele per scrivere puttanate di questo livello.
Puoi essere anche Gesù Cristo, ma una minchiata rimane una minchiata.

Tra l'altro basta una breve ricerca per trovare una serie di previsioni che si sono mostrate delle sciocchezze, oltre a vere e proprie falsità (Iraq, con comica eterogenesi dei fini).
Tra le altre cose un vero e proprio pezzo di merda sottile negazionista degli orrori di Bucha, con la scusa della "libertà di espressione".

Il prossimo step qual è? Un testo di Casa Pound sulla trascurabilità degli errori del fascismo?




Warp

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Citazione di: FrancescoAdd il 01 Mar 2026, 12:13Occorre avere poco cervello e / o un'avversione soverchiante verso Israele per scrivere puttanate di questo livello.
Puoi essere anche Gesù Cristo, ma una minchiata rimane una minchiata.

Tra l'altro basta una breve ricerca per trovare una serie di previsioni che si sono mostrate delle sciocchezze, oltre a vere e proprie falsità (Iraq, con comica eterogenesi dei fini).
Tra le altre cose un vero e proprio pezzo di merda sottile negazionista degli orrori di Bucha, con la scusa della "libertà di espressione".

Il prossimo step qual è? Un testo di Casa Pound sulla trascurabilità degli errori del fascismo?




quando potrai vantare un pulitzer e 15 anni di corrispondenza dal medio oriente per il NYT potrai dare del fragnacciaro a qualcuno.  Su lazionet non te lo puoi permettere.
dal tuo modo arrogante e inutilmente aggressivo di scrivere ricordi un tale 1979 che bazzicava qui fino a un annetto fa poi sparito.

FrancescoAdd

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Citazione di: Warp il 01 Mar 2026, 12:47quando potrai vantare un pulitzer e 15 anni di corrispondenza dal medio oriente per il NYT potrai dare del fragnacciaro a qualcuno.  Su lazionet non te lo puoi permettere.
dal tuo modo arrogante e inutilmente aggressivo di scrivere ricordi un tale 1979 che bazzicava qui fino a un annetto fa poi sparito.

Non l'ho mai nascosto.
Uso il mio ultimo messaggio quotidiano solo per dirti che il premio Pulitzer in questione ha la stessa credibilità di Montaigner (premio Nobel) sui vaccini.

L'ipse dixit non vale nelle scienze "dure" né nelle scienze sociali.

La persona in questione ha mostrato ripetutamente che il suo pregiudizio ha offuscato la sua capacità di giudizio e di interpretazione della realtà.

Ultimo caso: Bucha.
Stessa credibilità di chi nega l'Olocausto, il genocidio degli armeni, lo sbarco sulla luna e l'efficacia degli antibiotici.

Sono certo che se vorrai trovare una fonte che conferma i tuoi bias puoi trovare decisamente di meglio del Montaigner del giornalismo.
Anche se questo ricorda più Tarro candidato al Nobel.

Ripeto: ho finito i messaggi per oggi, per cui non ti risponderò non per mancanza di attenzione nei tuoi confronti ma per impossibilità.

PS: ah, fai parte del board! Allora vedi un po' se si può fare qualcosa per il mio shadow soft ban

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Se la Cina non attacca Taiwan entro 48 ore si condanna alla sparizione.
Sono 5 anni che gli USA perseguono in modo determinato e senza scrupoli, senza lesinare morti (altrui) e investimenti, la distruzione di tutti i loro rivali per quanto deboli possano essere. Ormai restano solo Russia e Cina (Cuba manco la cito), l'Iran mi sa che è questione di tempo.
Finito con gli iraniani gli USA si sposteranno nel Pacifico. Tanto vale per la Cina cogliere l'attimo e attaccare Taiwan mentre le forze USA sono impegnate altrove. Dubito fortemente che gli americani lasceranno ai cinesi il tempo di crescere a sufficienza per prendere Taiwan pacificamente. Quindi tanto vale farlo ora. 
No?

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Citazione di: FrancescoAdd il 01 Mar 2026, 12:13Occorre avere poco cervello e / o un'avversione soverchiante verso Israele per scrivere puttanate di questo livello.
Puoi essere anche Gesù Cristo, ma una minchiata rimane una minchiata.

Tra l'altro basta una breve ricerca per trovare una serie di previsioni che si sono mostrate delle sciocchezze, oltre a vere e proprie falsità (Iraq, con comica eterogenesi dei fini).
Tra le altre cose un vero e proprio pezzo di merda sottile negazionista degli orrori di Bucha, con la scusa della "libertà di espressione".

Il prossimo step qual è? Un testo di Casa Pound sulla trascurabilità degli errori del fascismo?

Oltre alle accuse al giornalista, quali sarebbero le puttanate, in concreto? Non è forse vero che gli USA hanno speso miliardi per sostenere negli anni Israele quando avrebbero potuto investirli su Egitto, Giordania, Turchia, Sauditi ecc.? Non è forse palese a tutti che la minaccia "esistenziale" posta a Israele da iraniani, siriani, gruppuscoli terroristi vari era poco più di un fastidio, visto come li hanno spazzati via appena hanno deciso che non gli servivano più come spauracchio?
"Antisemitismo" non è una spiegazione accettabile, da sola.

sharp

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quindi siamo tornati al : a Gaza non c'è genocidio , quella non era una puttanata ?? :X(

sharp

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Citazione di: FrancescoAdd il 01 Mar 2026, 13:10Queste azioni sarebbero avvenute con qualsiasi presidente americano, repubblicano o democratico, con o senza account Truth Social, magari con un velo di ipocrisia più spesso e con tanta educazione.

L'Iran non è nel mirino perché Trump ha bisogno di distrarre i MAGA: è nel mirino perché controlla lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, e tenerlo sotto pressione significa tenere in mano un interruttore globale.

Il Venezuela ha le riserve di petrolio certificate più grandi al mondo, nel cortile di casa americano — lasciarlo scivolare nell'orbita russo-cinese è inaccettabile per Washington non per ideologia, ma per geometria del potere.
beh non ci devi certo spiegare tu le politiche dello stato terrorista per eccellenza (e non sto parlando dell'iran);
ma la tempistica alle volte fa la differenza, poteva farlo mesi fa, ma non gli serviva come gli serve adesso

kelly slater

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Citazione di: LaFonte il 01 Mar 2026, 13:57Se la Cina non attacca Taiwan entro 48 ore si condanna alla sparizione.
Sono 5 anni che gli USA perseguono in modo determinato e senza scrupoli, senza lesinare morti (altrui) e investimenti, la distruzione di tutti i loro rivali per quanto deboli possano essere. Ormai restano solo Russia e Cina (Cuba manco la cito), l'Iran mi sa che è questione di tempo.
Finito con gli iraniani gli USA si sposteranno nel Pacifico. Tanto vale per la Cina cogliere l'attimo e attaccare Taiwan mentre le forze USA sono impegnate altrove. Dubito fortemente che gli americani lasceranno ai cinesi il tempo di crescere a sufficienza per prendere Taiwan pacificamente. Quindi tanto vale farlo ora.
No?
beh non esageriamo, un attacco a Taiwan ci porterebbe ad un passo dalla terza guerra mondiale.
certo però la Cina che deve decidere cosa vuole fare da grande, capisco che per loro probabilmente lo scopo principale è dare da mangiare, diciamo così, ogni giorno a 1,5 miliardi di persone, però in questo momento sono una gigantesca fabbrica al servizio dell'occidente che li ripaga prendendoli a pizze in faccia: dall'Iran al Venezuela, navi sequestrate, da Tik Tok al canale di Panama, ai dazi messi ai loro prodotti in base a come si sveglia Trump la mattina.
vedremo che succederà prossimamente.... .

mr_steed

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credo stiano aspettando di perfezionare un esercito fatto di soli robot... allora saranno caxxi pure per gli usa...

le avete viste le differenze nei video col balletto degli androidi fatto per il capodanno di quest'anno con quelli precedenti?

sempre se la AI non ci fotte prima a tutte noi "unità carbonio" indistintamente dalla nazionalità

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Citazione di: LaFonte il 01 Mar 2026, 14:00Oltre alle accuse al giornalista, quali sarebbero le puttanate, in concreto?

CitazioneAncora una volta, l'America scenderà in guerra per Israele.

Purtroppo capita spesso che analisi interessanti e documentate ("The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy" Mearsheimer e Walt, 2006 - io ho letto solo il riassunto e in lingua italiana per essere onesti) vengano poi utilizzate in maniera distorta in ambienti differenti da quelli universitari.

Gli Stati Uniti ricavano enormi vantaggi dall'alleanza con Israele:

  • Accesso alla rete informativa di Mossad e Unità 8200 su Medio Oriente, Iran, terrorismo e proliferazione nucleare
  • Laboratorio sul campo per tecnologia militare e cyber: i sistemi vengono testati in condizioni operative reali e le innovazioni rifluiscono nell'industria della difesa USA
  • Ritorno economico diretto: la maggior parte dei miliardi in aiuti militari deve essere spesa in acquisti da aziende americane
  • Contenimento dell'Iran senza dover schierare contingenti propri in prima linea
  • Alleato stabile e prevedibile in una regione che stabile non è
  • Proiezione di forza a basso costo nel Mediterraneo orientale

C'è poi l'integrazione sempre più decisiva dell'hub tecnologico israeliano con la Silicon Valley. L'Unità 8200 funziona in pratica come un acceleratore di talenti finanziato dallo stato: i migliori cervelli israeliani in informatica, crittografia e AI passano di lì durante il servizio militare, e quando escono fondano startup o vengono assorbiti dall'ecosistema tech americano. Non è un caso che Israele, 9 milioni di abitanti, abbia il più alto numero di startup pro capite al mondo. Per il Pentagono e per la Silicon Valley questa pipeline è un asset strategico concreto, determinante nella progettazione e realizzazione di nuove tecnologie militari.

Quindi la premessa è completamente e volutamente errata.

La leadership iraniana ha inquadrato la situazione molto più puntualmente del nostro propagandista mascherato da giornalista: Grande Satana e Piccolo Satana.
Sono gli USA il vero nemico.

L'attuale guerra risponde alle esigenze israeliane in seconda battuta.
Gli Stati Uniti non sono stati trascinati in questa guerra. Ne sono promotori e primi beneficiari.
Pensare che i cattivi sionisti (o il cattivo MBS) li abbiano ingannati significa paradossalmente aderire alla narrativa a stelle e strisce, per cui se Washington sbaglia, al massimo, è colpa di altri.

Gli USA hanno bisogno di Hormuz nella preparazione alla guerra contro la Cina. Stanno pulendo il giardino di casa (Venezuela, Cuba), cercano la Groenlandia a scolpo difensivo, e adesso cercano di controllare tutte le risorse di idrocarburi inglobando l'Iran nella propria rete clientelare. Chi controlla Hormuz controlla il 20-25% del commercio mondiale di petrolio, e soprattutto controlla il rubinetto energetico della Cina, che dall'Iran e dal Golfo dipende in maniera critica.
Israele approfitta di questa necessità. La foraggia con informazioni. Si mette a disposizione per l'esecuzione. Ma possono farlo solo perché gli interessi convergono.

Come diceva Kissinger, c'è solo una cosa più pericolosa di essere nemici degli Stati Uniti: esserne alleati.
Se servirà, in futuro, lasceranno anche Israele in pasto ai nemici. Come hanno fatto con i curdi, come stanno parzialmente facendo con l'Ucraina. Come fecero con lo Scià nel '79, del resto: alleato fidatissimo finché serviva, abbandonato nel giro di settimane quando il calcolo cambiò.

CitazioneLa guerra infinita è un progetto bipartisan.

La guerra infinita è semplicemente il frutto dell'essere l'egemone globale, non è un progetto, non è un'aspirazione. È un fatto. A Roma la chiusura del tempio di Giano era un evento talmente raro da meritare menzione negli annali. In duemila anni non è cambiato granché.

CitazioneLa flagrante interferenza di Israele nel sistema politico americano è documentata nella serie in quattro parti di Al-Jazeera "The Lobby"

Lo trovo davvero meraviglioso. Sul serio.

Al Jazeera è il principale strumento di soft power globale del Qatar. Un emirato che ha investito pesantemente in immobili, sport e finanza negli USA e in Europa, creando reti di interesse che rendono politicamente costoso criticarlo. Citare Al Jazeera come fonte neutra sull'influenza israeliana a Washington è come citare Russia Today sull'espansionismo NATO: il contenuto può anche essere parzialmente accurato, ma la fonte ha un'agenda evidente e speculare.
Aggiungo che anche Arabia Saudita, Emirati Arabi e altri paesi del Golfo hanno le loro lobby potenti, quindi il fenomeno non è esclusivo né di Israele né del Qatar.

Citazione di: sharp il 01 Mar 2026, 17:34beh non ci devi certo spiegare tu

Figurati, né è mia intenzione spiegarti alcunché.

Citazione di: LaFonte il 01 Mar 2026, 13:57Se la Cina non attacca Taiwan entro 48 ore si condanna alla sparizione.

Qui torno a quanto scritto sopra.
Gli USA attaccano adesso l'Iran perché suppongono che la Cina non sia pronta alla guerra, e soprattutto a quella che in ambito militare viene definita l'operazione più complessa: uno sbarco anfibio attraverso 130 km di stretto con correnti imprevedibili e solo poche finestre meteo all'anno praticabili.
D'altro canto la Cina non combatte una guerra vera dal 1953, mentre gli USA ne fanno una all'anno, a volte anche di più, si esercitano con costanza.
È possibile che Washington abbia stimato di avere ancora 4-5 anni di tempo prima che Pechino decida di prendersi Taiwan e forzare il blocco che gli USA esercitano sullo stretto di Malacca e il controllo del commercio marittimo.

sharp

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Citazione di: FrancescoAdd il 01 Mar 2026, 12:13....................

Tra le altre cose un vero e proprio pezzo di merda sottile negazionista degli orrori di Bucha, con la scusa della "libertà di espressione".

Il prossimo step qual è? Un testo di Casa Pound sulla trascurabilità degli errori del fascismo?




se uno che nega il massacro di un paio di centinaia di persone a Buka è 
un "pezzo di merda negazionista", uno che nega la morte di 70/80 k di Gazawi (e qualche centinaio di palestinesi della Cisgiordania) come andrebbe definito ?

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