Citazione di: giovannidef il 25 Set 2019, 10:55
il problema non è il sistema economico ma è la presenza sul pianeta dell'essere umano
poi tutto quello che serve a rallentare la catastrofe, ben venga
ma il sistema esploderà e noi ci adatteremo al cambiamento
L'homo sapiens calca questa terra da 130mila anni, la coltiva da 20mila e ha sviluppato civiltà da almeno 3500 anni.
Sta inguaiando il pianeta da circa 150. Qualcosa non torna.
Ah, Il capitalismo ha circa 250 anni e circa 150 su scala globale ma sicuramente il problema è la presenza dell'uomo sulla terra.

Citazione di: UnDodicesimo il 25 Set 2019, 11:11
crolla un certo capitalismo, se vogliamo neoclassico, basato appunto non sull'investire il proprio capitale reale, ma usare quello fittizio e virtuale, per ottenere soldi dalle banche, e quindi anche da noi.
togli il debito, si spende solo quello che si ha, sia in termini di investimento che di consumo.
il capitalismo inteso come investimento di una somma di denaro, capitale, per fare profitto rimane.
se ne limitano enormente i confini ma non si elimina, ne si deve eliminare tout court.
si limita pero' enormemente il potere di acquisto di tanti e quindi il consumo di risorse.
potere d'acquisto che inoltre porta all'aumentare dei prezzi, come ad esempio le case nelle decadi a cavallo del 2000, che isola coloro che non posso accedere a tali prestiti e debiti e li costringe a 'mangiare junk food'.
Anche in questo argomento pecchi nel confondere piano microeconomico e macroeconomico.
Se sul piano microeconomico possono esserci imprese/industrie (ossia settori) in cui ci si salva da questa spirale, sul piano macroeconomico essa è essenziale alla sopravvivenza del capitalismo.
Non esiste la finanza cattiva contro il capitalista produttore buono.
Se crolla l'economia a cui ti riferisci tu si porta dietro tutto. Perché se tu elimini il credito/debito attraverso cui si tampona la sovrapproduzione (anticipando il consumo) questo porta alla chiusura di intere industrie, disoccupazione, crollo della domanda, ulteriori chiusure, ulteriore disoccupazione e così via. La spirale della recessione, che va a coinvolgere anche chi ha investito solo capitale reale.
Il problema è che il capitalismo non può non funzionare così, se lo studiassi a fondo lo capiresti. È costretto alla crescita e alla sovrapproduzione, quindi è costretto al debito in termini macroeconomici per sostenere la baracca.
Per questo quando Greta si scaglia contro "la favola della crescita perenne" si sta scagliando contro il capitalismo senza nominarlo.
Perché senza crescita perenne il capitalismo implode su se stesso e questo può confermartelo anche un Jimmy che sicuramente non la vede come me su molte cose.