giusto per fare un minimo di riassunto di una faccenda molto complicata, semplificando molto e per come la vedo io:
1) la concentrazione di co2 nell'atmosfera sta aumentando (misura diretta)
2) il carbonio che si trova in questa co2 e' soprattutto carbonio-12, isotopo stabile del carbonio. piu' precisamente la frazione di carbonio-12 sul totale (che include anche per es carbonio-13 e carbonio-14) sta molto chiaramente aumentando nel tempo (misura diretta)
3) a oggi ci conoscono sostanzialmente 2 possibili origini di questo carbonio-12: (a) i vulcani, (b) l'uomo che brucia fossil fuels (le altre possibilita' sono a confronto rilevanti). entrambi i processi sputano nell'atmosfera carbonio sepolto da milioni di anni (fossile), che e' quasi esclusivamente carbonio-12
4) l'attivita' dei vulcani non spiega il carbonio-12 nell'atmosfera se non in piccola parte. quindi resta l'uomo
5) la co2 non e' tossica e non e' detto che sia un male averne tanta nell'atmosfera (per dire, il pianeta nonostante quello che si legge sta diventando piu' verde). il problema e' che la co2 sembra anche avere un impatto sulla temperatura. piu' che i modelli/ricostruzioni/proiezioni di temperatura media, la prova migliore e' data (secondo me) dalle misure dirette di bilancio radiativo fatte dai satelliti. ma insomma il link co2-temperatura non e' banale.
6) l'aumento di temperatura puo' avere conseguenze nefaste su vari processi che ci riguardano, dall'agricoltura al livello del mare all'erosione del suolo
7) a livello scientifico tutto questo e' pieno di dettagli importanti riguardanti 100K cazzi diversi (dal sole alle alghe), molti dei quali sono secondo me ancora da chiarire. ci vorranno molti anni prima che la "scienza" capisca tutto quello che c'e' da capire

quindi per me agire per limitare le conseguenze non puo' essere una questione scientifica. e' un problema politico.
per usare un leninismo, che fare? per essere chiari, per me le maldive sono perse e proposte come "fate meno figli", "piantamo un sacco de alberi" o "fate meno voli transatlantici" vanno dall'insensato al palliativo. si tratta di investire su modi alternativi di produrre quello che ci serve e di fare quello che facciamo.