Il relativismo al prenestino

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Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #140 il: 16 Dic 2015, 10:20 »
e comunque al Prenestino va forte l'assolutismo

Specie quando il 19 non passa da ore.

Offline fish_mark

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Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #141 il: 16 Dic 2015, 14:57 »
e comunque al Prenestino va forte l'assolutismo

Ma no. ci sono i limiti di velocità anche al Prenestino.

Il 19 poi passa anche in coppia ed è il tram per il tifoso intelligente perché ti porta nei pressi del Flaminio.

Il 5 è il tram del ceto medio riflessivo, che però rimane stritolato dalla calca nel tratto Largo Preneste Piazza Vittorio.

Il 14 invece sembra un tram che fa capolinea a Calcutta. Quando ci sali sopra senti che il problema dell'integrazione non riguarda più gli extracomunitari, ma gli italiani, perchè devi farti largo tra borsoni stracarichi di merce, fiatelle esotiche e suonerie del telefono che fanno il verso dei muezzin
E' comunque una esperienza da raccontare, una sorta di Pisacane del trasporto pubblico romano.
Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #142 il: 16 Dic 2015, 19:34 »
al Prenestino mancano i cauti riformisti, questo è il vero problema

Offline fish_mark

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15968
Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #143 il: 16 Dic 2015, 19:38 »
al Prenestino mancano i cauti riformisti, questo è il vero problema

Guarda, c'è di tutto al prenestino.
Una volta si faceva pure il pogo. Ma una volta, purtroppo (o per fortuna ...).
Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #144 il: 16 Dic 2015, 23:18 »
Il 19 poi passa anche in coppia ed è il tram per il tifoso intelligente perché ti porta nei pressi del Flaminio.

Dove un giorno prima o poi sorgera' lo Stadio delle Aquile
Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #145 il: 17 Dic 2015, 13:54 »
L’educazione di un bambino di 3 anni è responsabilità dei genitori.
Se un genitore lascia che un bambino di 3 anni sia indottrinato da un’ora due ore di religione alla settimana  alla scuola materna, ha un problema più grande di quello della laicità dello stato.
L’ora di religione è un diritto. Laico, non religioso.
Il fatto che non piaccia a qualcuno (che tra l'altro può rinunciare) è irrilevante.
Ed è un diritto sacrosanto per chi pensa che l’educazione religiosa faccia parte della formazione di una persona che, poi, farà liberamente le sue scelte, quando sarà in grado, con tutti gli strumenti utili per farlo. All’interno della struttura dove i nostri figli ricevono la loro formazione di base, ovvero la scuola.
La tesi dell’indottrinamento è al limite del surreale. Chi mai volesse indottrinare il figlio di 3 anni non ha certo bisogno dell’ora di religione a scuola, per farlo.
Tra l’altro, l’idea di escludere per principio la religione dalla formazione di un bambino rischia di essere indottrinamento esso stesso, ma di segno opposto. Nessuno possiede la verità assoluta o può giudicare gli altri. Sono opinioni e una vale l’altra.
Peraltro, con la mia esperienza di tre figli nella scuola pubblica italiana (licei compresi), ritengo che i pericoli di indottrinamento non derivino certo dalla religione cattolica.
Chi ha figli alle materne, avrà tempo per scoprirlo.


Questo fatto che dall'età di tre anni, per otto anni di scuola pubblica, le ore di Religione Cattolica alla settimana sono due e non una non entra intesta a nessuno.

Come difficile sembra far capire che la materia non è "Religione" ma "Religione Cattolica" e che ad insegnarla sono persone individuate, e quindi condizionabili, dai capi della stessa Religione Cattolica.


Eppure a me non sembrano concetti difficili, mah.

Offline Zanzalf

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Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #146 il: 17 Dic 2015, 14:07 »

Questo fatto che dall'età di tre anni, per otto anni di scuola pubblica, le ore di Religione Cattolica alla settimana sono due e non una non entra intesta a nessuno.

Come difficile sembra far capire che la materia non è "Religione" ma "Religione Cattolica" e che ad insegnarla sono persone individuate, e quindi condizionabili, dai capi della stessa Religione Cattolica.


Eppure a me non sembrano concetti difficili, mah.

L'insegnamento della materia è volontario, dovresti aggiungere, per completezza.

Offline carib

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Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #147 il: 17 Dic 2015, 14:30 »
Sono curioso di sapere quando un insegnamento è involontario. Ma è un tema OT.

Offline Zanzalf

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Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #148 il: 17 Dic 2015, 14:32 »
"La fruizione dell'insegnamento"
Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #149 il: 17 Dic 2015, 14:39 »
L'insegnamento della materia è volontario, dovresti aggiungere, per completezza.


Lo dici a un genitore che è stato costretto per diversi anni a fare richiesta del cambio di scelta perché la mancata tutela del diritto a non frequentare un insegnamento confessionale provocava disagi ai propri figli. Così, per completezza.


Che poi, "completezza" de che? Troppe ce ne sarebbero di cose da aggiungere, io ho solo corretto le inesattezze non volevo certo fare un trattato.

Offline carib

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Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #150 il: 17 Dic 2015, 14:45 »
Dato che la IRC è offerta in forma gratuita, per di più illegalmente senza dare alternative, c'è di sicuro qualcuno che volontariamente invece di scrivere NO barra il SI'. E poi c'è chi ci crede e si sente parte di un progetto di evangelizzazione che deve iniziare sin da piccoli. [IMHO questo è un crimine contro l'umanità, lesivo del diritto alla formazione umana e culturale della persona futuro cittadino; che poi in molti casi non riescano a ledere l'identità di questi bambini non sminuisce la gravità della scelta di introdurre un insegnamento del genere nella scuola dell'obbligo - cfr. Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, 1989].
Ma leggendo alcuni interventi qui dentro pare proprio che a volte "la fruizione dell'insegnamento della religione cattolica" assuma - di sicuro involontariamente - le sembianze di un'estorsione mafiosa. E funziona, non c'è che dire.

Offline Zanzalf

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Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #151 il: 17 Dic 2015, 15:10 »
Lo dici a un genitore che è stato costretto per diversi anni a fare richiesta del cambio di scelta perché la mancata tutela del diritto a non frequentare un insegnamento confessionale provocava disagi ai propri figli. Così, per completezza.

MisterFaro, io la vedo diversamente.
La mancanza di alternative all'insegnamento esiste anche in diversi ambiti nella scuola, ma nessuno ne fa la questione che si fa per l'ora di religione.

Certo, anche a me piacerebbe che ci fossero le risorse per gestire diversamente la cosa. Sarebbe bello che i bambini musulmani avessero insegnanti per loro e che, magari, anche gli atei possano avere un insegnamento che leghi le domande filosofiche esistenziali, al ruolo di persone nella società, alla dimensione collettiva della speranza e del bene collettivo. Sono cose proprie che formano i gli studenti, al di là dal semplice acquisire nozioni.

Ma fin tanto che i non-avvalentisi sono pochi rimane difficile. E finiscono in corridoio con la bidella. Non è il massimo, lo capisco.

Ma per fare un esempio che a me sta a cuore, anche chi è esonerato da ginnastica, ad esempio, finisce nel corridoio con la bidella. In classe mia ce n'erano due, non credo sia una cosa isolata.

Sapresti rispondere alla domanda: perché proteste, scandali, indignazioni, per i "corridoiati" causa ora di religione, se ne sentono continuamente e, invece, nel caso dei bambini esonerati da ginnastica mai? E guarda che nel caso degli esonerati da ginnastica lo stigma di "differenza" e isolamento è ancora più forte. Almeno il bimbo figlio di atei può rispondere agli altri che sono farlocchi che credono alle favolette sull'essere invisibile che mette incinta una vergine...

Offline Auparayo

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Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #152 il: 17 Dic 2015, 21:25 »
Peraltro, con la mia esperienza di tre figli nella scuola pubblica italiana (licei compresi), ritengo che i pericoli di indottrinamento non derivino certo dalla religione cattolica.
Chi ha figli alle materne, avrà tempo per scoprirlo.



il giendè, il giender...  :pp :pp :pp

Offline Ranxerox

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Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #153 il: 17 Dic 2015, 22:04 »
Guarda, c'è di tutto al prenestino.
Una volta si faceva pure il pogo. Ma una volta, purtroppo (o per fortuna ...).

Il secolo scorso al Prenestino, ah, che bei tempi. Il centro dell'universo....

Offline Thorin

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Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #154 il: 18 Dic 2015, 11:50 »
Nel frattempo:

http://www.repubblica.it/esteri/2015/12/17/news/terrorismo_l_africa_dell_ovest_vieta_il_velo_integrale-129699005/?ref=HREC1-24

Citazione
Terrorismo, l'Africa dell'ovest vieta il velo integrale

La decisione della Conferenza Cedeao, che riunisce 15 Paesi, per prevenire attacchi kamikaze

I leader dei Paesi dell'Africa dell'ovest hanno deciso di vietare l'uso del niqab, il velo integrale che lascia scoperti solo gli occhi, per tentare di far fronte al moltiplicarsi di attacchi kamikaze nell'area, commessi soprattutto da donne. Lo ha dichiarato il presidente della Commissine della Cedeao (Conferenza economica dell'Africa occidentale) Kadré Desiré Ouédraogo.

I capi di Stato dei Paesi aderenti alla Conferenza (15 Stati tra cui la Nigeria, Paese più popoloso del continente e attraversata da profondi conflitti interreligiosi e martoriata dagli attentati di Boko Haram) si sono impegnati a "prendere misure" per "vietare tutti i vestiti che rendano impossibile l'identificazione di una persona", ha detto Ouédraogo.

Nelle scorse settimane diversi paesi avevano già adottato tale misura. Si tratta di Senegal, Ciad, Camerun, Gabon e Repubblica del Congo; Ciad e Camerun hanno subito diversi attentati con kamikaze nascosti sotto il niqab. Già nel luglio scorso il Niger aveva preso questa misura, dopo una serie di attentati commessi da persone coperte da veli integrali che coprivano cinture esplosive.

Offline fish_mark

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Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #155 il: 18 Dic 2015, 12:00 »
Il secolo scorso al Prenestino, ah, che bei tempi. Il centro dell'universo....


Che belli i quartieri di una volta
che si visitavano andando a capinere
noi della ronda del piacere ne abbiamo fatte delle belle.

Ricordo per esempio di un mio amico
che non voleva andare a capinere:
l'abbiam portato con la forza
ed ha goduto nell'oscurità
(e ci ringrazia ancora adesso).
Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #156 il: 17 Gen 2016, 19:56 »
http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/giorno-pre-giudizio-ecco-atlante-pregiudizi-disegnato-116801.htm

non è al Prenestino ma le cartine sono da vedere

 L’ATLANTE DEI PREGIUDIZI

Offline fish_mark

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15968
Re:Il relativismo al prenestino
« Risposta #157 il: 21 Gen 2016, 17:22 »
Da Il Giornale 17 gennaio

Giovanni Sartori, fiorentino, 91 anni (quasi 92), considerato fra i massimi esperti di scienza politica a livello internazionale, da anni è attento osservatore dei temi-chiave di oggi: immigrazione, Islam, Europa. che il multiculturalismo ò fallito,
Professore su queste parole si gioca il nostro futuro.
«Su queste parole si dicono molte sciocchezze».
Su queste parole, in Francia, intel ettuali di sinistra ora cominciano a parlare come la destra. Dicono «Non mi importa nulla di destra e sinistra, a me importa il buonsenso. Io parlo per esperienza delle cose, perché studio questi argomenti da tanti anni, perché provo a capire i meccanismi politici, etici e economici che regolano i rapporti tra Islam e Europa, per proporre soluzioni al disastro in cui ci siamo cacciati».
Quale disastro?
«Illudersi che si possa integrare pacificamente un'ampia comunità musulmana, fedele a un monoteismo teocratico che non accetta di distinguere il potere politico da quello religioso, con la società occidentale democratica. Su questo equivoco si è scatenata la guerra in cui siamo».
Perché?
«Perché l'Islam che negli ultimi venti-trent'anni si è risvegliato in forma acuta - infiammato, pronto a farsi esplodere e assistito da nuove tecnologie sempre più pericolose - è un Islam incapace di evolversi. E un monoteismo teocratico fermo al nostro Medioevo. Ed è un Islam incompatibile con il "monoteismo" occidentale. Per molto tempo, dalla battaglia di Vienna in poi, queste due realtà si sono ignorate. Ora si scontrano di nuovo».
Perché non possono convivere?
«Perché le società libere, come l'Occidente, sono fondate sulla democrazia, cioè sulla sovranità popolare. L'Islam invece si fonda sulla sovranità di Allah. E se i musulmani pretendono di applicare tale principio nei Paesi occidentali il conflitto è inevitabile».
Sta dicendo che l'integrazione per l'islamico è impossibile?
«Sto dicendo che dal 630 d.C. in avanti la Storia non ricorda casi in cui l'integrazione di islamici all'interno di società non-islamiche sia riuscita. Pensi all'India o all'Indonesia». Quindi se nei loro Paesi i musulmani vivono sotto la sovranità di Allah va tutto bene, se invece...
«...se invece l'immigrato arriva da noi e continua ad accettare tale principio e a rifiutare i nostri valori etico-politici significa che non potrà mai integrarsi. Infatti in Inghilterra e Francia ci ritroviamo una terza generazione di giovani islamici più fanatici e incattiviti che mai».
Ma il multiculturalismo...
«Cos'è il multiculturalismo? Cosa significa? II multiculturalismo non esiste. La sinistra che brandisce la parola "muIticulturalismo" non sa cosa sia l'Islam, fa discorsi da ignoranti. Ci pensi. I cinesi continuano a essere cinesi anche dopo duemila anni, e convivono tranquillamente con le loro tradizioni e usanze nelle nostre città. Cosi gli ebrei. Ma i musulmani no. Nel privato possono e devono continuare a professare la propria religione, ma politicamente devono accettare la nostra regola della sovranità popolare, altrimenti devono andarsene».
Se la sente un benpensante di sinistra le dà dello xenofobo.
«La sinistra è vergognosa. Non ha il coraggio di affrontare il problema. Ha perso la sua ideologia e per fare la sua bella figura progressista si aggrappa alla causa deleteria delle porte aperte a tutti. La solidarietà va bene. Ma non basta».
Cosa serve?
«Regole. L'immigrazione verso l'Europa ha numeri insostenibili. Chi entra, chiunque sia, deve avere un visto, documenti regolari, un'identità certa. I clandestini, come persone che vivono in un Paese illegalmente, devono essere espulsi. E chi rimane non pub avere diritto di voto, altrimenti i musulmani fondano un partito politico e con i loro tassi di natalità micidiali fra 30 anni hanno la maggioranza assoluta. E noi ci troviamo a vivere sotto la legge di Allah. Ho vissuto trent'anni negli Usa. Avevo tutti i diritti, non quello di voto. E stavo benissimo».
E gli sbarchi massicci di immigrati sulle nostre coste?
«Ogni emergenza ha diversi stadi di crisi. Ora siamo all'ultimo, lo stadio della guerra - noi siamo gli aggrediti, sia chiaro - e in guerra ci si difende con tutte le armi a disposizione, dai droni ai siluramenti».
Cosa sta dicendo?
«Sto dicendo che nello stadio di guerra non si rispettano le acque territoriali. Si mandano gli aerei verso le coste libiche e si affondano i barconi prima che partano. Ovviamente senza la gente sopra. E l'unico deterrente all'assalto all'Europa. Due-tre affondamenti e rinunceranno. Cosi se vogliono entrare in Europa saranno costretti a cercare altre vie "ordinarie", più controllabili».
Se la sente uno di quegli intellettuali per i quali "la colpa è sempre dell'Occidente"...
«Intellettuali stupidi e autolesionisti. Lo so anch'io che l'Inquisizione è stata un orrore. Ma quella fase di fanatismo l'Occidente l'ha superata da secoli. L'Islam no. L'Islam non ha capacità di evoluzione. E, e sarà sempre, cib che era dieci secoli fa. E un mondo immobile, che non è mai entrato nella società industriale. Neppure i Paesi più ricchi, come l'Arabia Saudita. Hanno il petrolio e tantissimi soldi, ma non fabbricano nulla, acquistano da fuori qualsiasi prodotto finito. II simbolo della loro civiltà, infatti, non è l'industria, ma il mercato, il suq».
Si dice che il contatto tra civiltà diverse sia un arricchimento per entrambe.
«Se c'è rispetto reciproco e la volontà di convivere si. Altrimenti non è un arricchimento, è una guerra. Guerra dove l'arma più potente è quella demografica, tutta a loro favore». E l'Europa cosa fa?
«L'Europa non esiste. Non si è mai visto un edificio politico più stupido di questa Europa. E un mostro. Non è neppure in grado di fermare l'immigrazione di persone che lavorano al 10 per cento del costo della manodopera europea, devastando l'economia continentale. Non è questa la mia Europa».
Qual è la sua Europa?
«Un'Europa confederale, composta solo dai primi sei/sette stati membri, il cui presidente dev'essere anche capo della Banca europea cosa da avere sia il potere politico sia quello economico-finanziario, e una sola Suprema corte come negli Usa. L'Europa di Bruxelles con 28 Paesi e 28 lingue diverse è uri entità morta. Un'Europa che vuole estendersi fino all'Ucraina... Ridicolo. Non sa neanche difenderci dal fanatismo islamico». Come finirà con l'Islam?
«Quando si arriva all'uomo-bomba, al martire per la fede che si fa esplodere in mezzo ai civili, significa che lo scontro è arrivato all'entità massima».
 

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