Citazione di: Zanzalf il 22 Set 2015, 15:08
Intanto invito a riflettere sul fatto che se il capitale crea beni di consumo poi qualcuno quest beni li deve consumare.
mi domandavo come mai ancora non si fosse posta la questione.
La risposta è abbastanza semplice in realtà e ce la fornisce lo stesso sviluppo delle principali industrie capitaliste esattamente nella differenziazione tra le varie zone d'intervento.
Rispetto a quanto dice cartesio: a parte il fatto che la guerra tra Germania e Francia non è che viene fuori per un odio a pelle, ma per ragioni storiche (ed economiche), ma al di là di questo nessuno qui afferma che la povertà sia causata SOLO dal capitalismo, ma più semplicemente che il capitalismo DI PER SE' non crea benessere, quanto piuttosto le forze antagoniste ad esso.
Per cui l'esempio della Germania non vedo cosa c'entri.
Detto questo, torniamo alla questione beni di consumo/chi li consuma
Se andiamo a prendere lo sviluppo delle industrie capitaliste vedremo che seguono queste differenti direttrici:
Europa e Stati Uniti: materie prime, risorse energetiche, infrastrutture --> beni di consumo precedentemente artigiani --> beni di consumo ex novo --> servizi
Sud America e Asia non socialista:
materie prime e risorse energetiche per l'export --> beni di consumo per l'export --> beni di consumo interni --> servizi interni
Ossia:
se riprendiamo lo sviluppo della produzione capitalista possiamo notare come essa avvenga in Europa e USA in settori in larga parte omogenei.
Da una parte
estrazione materie prime e risorse energetiche (carbone),
infrastrutture (ferrovie, strade),
semilavorati (metalli) che avevano una domanda non composta dai lavoratori, ma da Stati e altre imprese di vario ordine e grado.
A meno che non pensiate che un operaio in Francia nel 1860 si comprava una quintalata di acciaio o un compressore idraulico, questa offerta non riguardava il popolo.
Accanto a questo le prime manifatture riguardano i settori in cui i beni di consumo erano prodotti dagli artigiani, come ad esempio nel
settore tessile. In questi casi, molto specifici e ben delimitati, la produzione industriale paradossalmente non comportava un aumento dei consumi, ma una loro contrazione in termini di equivalente generale (denaro) a parità di merce consumata.
Ossia per comprare una camicia ci voleva un decimo del prezzo. E quindi la paga del lavoratore poteva essere ulteriormente compressa rispetto ad un contesto in cui avrebbe dovuto acquistare diverse merci necessarie dal lavoro artigiano. Era conveniente quindi produrre perchè la domanda relativa non necessitava di un aumento dei salari, come invece avviene per i beni di consumo introdotti ex novo sul mercato e che fanno parte del benessere prodotto nell'ultimo secolo.
Come si può vedere
fino a questo punto il capitale non inventa nella maniera più assoluta beni di consumo destinati alla popolazione se non quelli relativi alla sua sussistenza.
La traiettoria descritta in precedenza, con una classe operaia che strappa conquiste progressive in Europa e Stati Uniti ci porta ad un effetto duplice:
a) l'estensione del salario comporta una domanda crescente e quindi la possibilità che questa venga impegnata attraverso un consumo diretto da parte dei lavoratori (beni di consumo ex novo), prima in beni e poi anche in servizi. In Europa si diffonde il benessere.
b) che parte della lavorazione venga trasferita nelle colonie/all'estero ma sempre per servire la domanda nazionale.
Quando nelle colonie si sviluppa a sua volta un movimento operaio nazionale anche lì l'offerta di merci si trasforma e punta a rispondere anche alla domanda interna, prima di beni e progressivamente anche qui di servizi.
Osservazioni a margine:
- In nessun paese il capitalismo ha teorizzato di vendere le proprie merci ai suoi stessi lavoratori da principio.
Henry Ford arriva a questa conclusione ad un contesto già dato di lotta di classe, in cui i lavoratori già avevano acquisito una quota importante di salario rispetto a quello minimo (parliamo di inizi del '900 in USA, un periodo in cui agiva l'IWW e veniva repressa a colpi di fucile da parte dell'Agenzia privata da cui in seguito de facto nascerà l'FBI, la Pinkerton).
- Il capitalismo oltre a vivere un antagonismo con i suoi lavoratori, ne vive uno dovuto alla concorrenza intracapitalistica. Il livello dei salari viene tenuto il minimo possibile, ma laddove questo cresca sulla base della lotta di classe allora si sviluppa una concorrenza per aggiudicarsi la domanda nascente/crescente.
Queste dinamiche appena descritte possono essere tranquillamente essere rilevate in termini numerici nei vari compendi statistici nazionali relativi allo sviluppo industriale, in termini legislativi dalla produzione giuridica in materia di lavoro, in termini politici dall'enorme bibliografia sindacale e politica da metà '800 in avanti.
Sia in Europa che fuori.
Tutto questo non è più ormai materia di studio e forse dovremmo domandarci perché.
Il fatto che sia poco noto non lo rende però di una virgola meno vero.