makerfairerome.

Aperto da Cialtron_Heston, 06 Ott 2015, 11:23

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Thorin

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Citazione di: alasinistra il 07 Ott 2015, 14:45
Non concordo.
Visto che l'evento mi ha privato della possibilità di fruire di un servizio per il quale ho già pagato, credo sia giusto poter entrare senza pagare. :ssl

Scusami, ma che corsi ci sono il sabato e la domenica?
:)

Ma poi scusami ancora: mettere su una fiera è costoso, c'è gente che organizza, gente che monta gli stands, gente che fa la sicurezza, gente che pulisce, tutta gente che dovrà essere pagata o no?
Perchè se poi i finanziamenti devono essere tutti da privati e pubblicità non ci lamentiamo se dentro ci troviamo i soliti noti.
E dai io ci vado e tiro fuori 10 €, più la mia compagna altri 10 e sono 20 €, ma si può montare una polemica per 4 €?
Poi non "vi" lamentate se perdete di credibilità...

FatDanny

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* 41.056
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stadi e palazzetti dello sport sono di proprietà di istituzioni pubbliche, ma il loro utilizzo non è pubblico.
Se voglio fare una partita di calcio a 11 non posso chiamare i miei amici, prendere un pallone e andare all'Olimpico.
Dovrei affittarlo, tanto quanto Lazio e merde.
Villa Pamphili è pubblica, non l'Olimpico.
L'Università La Sapienza è pubblica, tanto che se tu non iscritto vuoi studiare in una biblioteca o seguire una lezione sei libero di farlo.

A questo aggiungo un altro aspetto: la mancata distinzione tra pubblico e statale è causa di grandi problemi (in primo luogo il malfunzionamento del pubblico).
Ad oggi buona parte dei beni considerati pubblici sono in realtà beni soggetti a proprietà privata da parte dello Stato, che è altra cosa rispetto ad una gestione pubblica.

OT

Sembra questione di lana caprina ma non è così:
- una gestione privata dello Stato vuol dire che lo Stato si rapporta al bene, ossia lo gestisce, ne cura la manutenzione e ne regola l'utilizzo, come se fosse un privato cittadino.
Tu singolo cittadino non puoi in alcun modo entrare nelle scelte che lo Stato fa in merito.
Questa NON E' una gestione pubblica e troppe volte viene confusa come se lo fosse.
Buona parte delle distorsioni del pubblico sono in realtà distorsioni dello stesso privato (corruzione, guadagni illeciti, malgestione, ecc.)

Una gestione pubblica è una gestione per cui gli utilizzatori di un dato bene non solo hanno la facoltà di determinare i criteri di gestione di quel bene, ma hanno anche la RESPONSABILITA' e degli OBBLIGHI su quello stesso bene.

Come ci si regola rispetto ad un bene privato? Chi lo detiene ne gestisce l'uso, lo cura in modo che non si rompa, ne è responsabile. Che sia un privato o lo Stato, poco importa.
Bene, la stessa cosa deve avvenire rispetto al bene pubblico ma in termini comuni.
Se sul bene pubblico nessuno è responsabile e nessuno ha degli obblighi, è scontato che la sua gestione sarà pessima. Se tutti quelli che lo utilizzano sono responsabili e hanno degli obblighi, quel bene potrà funzionare.

Scusate la digressione ma credo che questa sia una delle questioni cardine su cui andrebbe prodotta una riflessione maggiore per non morire soffocati tra la malgestione statale e l'inefficacia interessata del privato.

EOT

purple zack

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la tua non è una questione di lana caprina, è una questione correttissima.

il problema è che appunto anche Villa Ada è pubblica, ma il Villa Ada Incontra il mondo si paga. e pure caro.

Davy_Jones

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Citazione di: Thorin il 07 Ott 2015, 15:08
Scusami, ma che corsi ci sono il sabato e la domenica?
:)




solo per info: la didattica e' sospesa anche venerdi 16 (non so giovedi). mf ha cambiato di netto il normale svolgimento delle attivita' dell'ateneo (partendo dai parcheggi) partendo da prima di sabato e domenica.

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cartesio

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Citazione di: FatDanny il 07 Ott 2015, 15:12
stadi e palazzetti dello sport sono di proprietà di istituzioni pubbliche, ma il loro utilizzo non è pubblico.

In che senso non è pubblico?
Neanche l'utilizzo di una scuola è pubblico, nel giusto senso.
Non puoi entrare in una scuola quando vuoi, ed anche se l'università è tradizionalmente aperta a tutti, la maggior parte dei suoi locali soggiaciono alle stesse regole. Se il rettore decide di chiudere un dipartimento può farlo, legalmente.

Thorin

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* 3.081
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Citazione di: purple zack il 07 Ott 2015, 16:23
la tua non è una questione di lana caprina, è una questione correttissima.

il problema è che appunto anche Villa Ada è pubblica, ma il Villa Ada Incontra il mondo si paga. e pure caro.

Ah... giusta osservazione...

Thorin

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* 3.081
Registrato
Citazione di: Davy_Jones il 07 Ott 2015, 16:27

solo per info: la didattica e' sospesa anche venerdi 16 (non so giovedi). mf ha cambiato di netto il normale svolgimento delle attivita' dell'ateneo (partendo dai parcheggi) partendo da prima di sabato e domenica.

Quindi da tre giorni diventano uno... ragazzi veramente, non capisco il senso della polemica.

MisterFaro

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* 18.003
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Citazione di: Thorin il 07 Ott 2015, 17:56
Quindi da tre giorni diventano uno... ragazzi veramente, non capisco il senso della polemica.

Sarà l'unico evento o probabilmente ce ne saranno altri?

Se sarà un'eccezione probabilmente chi si è espresso in modo molto critico accetterà di buongrado il disagio causato, se sarà solo il primo di una serie di eventi per cui l'Università pubblica si vende per avere finanziamenti spero che chi non capisce il senso della polemica rivedrà le sue posizioni a sua volta.



(un po' come il fatto che per avere le pensiline alla fermata metro di Tor di Valle bisogna cedere un'ansa del fiume e farci costruire grattacieli e stadi)

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Thorin

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* 3.081
Registrato
Citazione di: MisterFaro il 07 Ott 2015, 18:10
Sarà l'unico evento o probabilmente ce ne saranno altri?

Se sarà un'eccezione probabilmente chi si è espresso in modo molto critico accetterà di buongrado il disagio causato, se sarà solo il primo di una serie di eventi per cui l'Università pubblica si vende per avere finanziamenti spero che chi non capisce il senso della polemica rivedrà le sue posizioni a sua volta.



(un po' come il fatto che per avere le pensiline alla fermata metro di Tor di Valle bisogna cedere un'ansa del fiume e farci costruire grattacieli e stadi)

Essendo il primo posso solo pensare che è un'eccezione, dal secondo in poi se ne potrebbe discutere.
Poi ripeto: è una fiera che parla di innovazione tecnologica, mi sembra adeguata al contesto, mica è il romics.

MisterFaro

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* 18.003
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Citazione di: FatDanny il 06 Ott 2015, 12:46
...
Si realizza per la prima volta quel che denunciavamo noi 10 anni fa.
La progressiva messa a disposizione dell'Università a soggetti privati vede oggi una prima forma compiuta.
...
Apposto così.
A questo hanno portato i progressivi tagli al FFO.
L'Università diventa completamente dipendente dai finanziamenti privati.
I finanziatori privati quindi ne dispongono come meglio credono.

Chi ha aperto la "polemica" lo ha fatto pensando che non sarà un eccezione, PERCHE' conseguenza dei tagli al FFO.



Ha ragione o torto? Però questo è il senso della polemica che non capivi.  ;)

purple zack

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* 15.164
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Citazione di: MisterFaro il 07 Ott 2015, 18:10
Sarà l'unico evento o probabilmente ce ne saranno altri?

Se sarà un'eccezione probabilmente chi si è espresso in modo molto critico accetterà di buongrado il disagio causato, se sarà solo il primo di una serie di eventi per cui l'Università pubblica si vende per avere finanziamenti spero che chi non capisce il senso della polemica rivedrà le sue posizioni a sua volta.



(un po' come il fatto che per avere le pensiline alla fermata metro di Tor di Valle bisogna cedere un'ansa del fiume e farci costruire grattacieli e stadi)

il problema è che l'Università non si è venduta a PRIVATI come si dice.

Eni, Intel ed altri sono sponsor della manifestazione, ma gli organizzatori sono Comune di Roma, Camera di Commercio di Roma e "La Sapienza" stessa che risulta organizzatrice.

tutti ENTI PUBBLICI

lo scopo della Fiera non è commerciale, nessuno ci guadagna, è divulgativo scientifico.

è chiaro che se la Sapienza si chiudesse per il Motor Show io sarei lì in prima fila a protestare, ma chi sta protestando non ha probabilmente capito bene cos'è MAKER FAIRE.

un vero punto è il coinvolgimento delle realtà universitarie, che purtroppo per colpa di tutti e 3 gli organizzatori (comune, asset camera e rettorato) non è stato sufficiente

PS: poi purtroppo ci sono problemi interni già nell'organizzazione, ribadisco che l'anno scorso io per primo manifestai contro lo stand Vodafone in pieno centro fiera e noi FabLab lasciati ai margini fuori percorso.

Dissi

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* 24.909
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Ma poi, scusate, lo scopo delle università non è quello di formare professionisti che si presume, se non scappano all'estero, vadano a lavorare nelle aziende italiane, pubbliche e private?
In tutto il mondo ci sono rapporti  tra università e grandi aziende, non vedo davvero il problema.

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FatDanny

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Lazionetter
* 41.056
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infatti il problema non è solo italiano, non è che la sua diffusione oltre confine ne fa scomparire il problema.

Oggi altrove, persino negli USA, ci si pone proprio il problema della relazione tra grandi aziende e università, noi invece per il semplice fatto che altrove si faccia, assumiamo la cosa come fosse giusta.

E comunque NO, lo scopo dell'Università non è formare professionisti per le aziende.
Ma il fatto che ormai praticamente questo sia l'assunto dimostra esattamente a che punto siamo arrivati (l'Università come strumento diretto del profitto privato. ribadisco, le nostre analisi 10 anni fa  da "studenti kommunisti ideologici" erano ben più acute di quelle degli analisti pagati fior di quattrini per fare analisi di lungo periodo).

Rispetto a quanto dice Purple: si denuncia l'uso privatistico dell'Università, non la natura dei soggetti proponenti.
E' il criterio di utilizzo ad essere sballato, non gli organizzatori dell'iniziativa.
Io credo di aver capito cos'è Maker Faire, almeno come penso di aver capito cosa sia l'Expo.
Ma come al solito uno prova a descrivere la luna (oggi come dieci anni fa) e tutti continuano a commentare il dito.
Grazie MisterFaro     ;)

purple zack

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Citazione di: FatDanny il 08 Ott 2015, 09:50
infatti il problema non è solo italiano, non è che la sua diffusione oltre confine ne fa scomparire il problema.

Oggi altrove, persino negli USA, ci si pone proprio il problema della relazione tra grandi aziende e università, noi invece per il semplice fatto che altrove si faccia, assumiamo la cosa come fosse giusta.

E comunque NO, lo scopo dell'Università non è formare professionisti per le aziende.
Ma il fatto che ormai praticamente questo sia l'assunto dimostra esattamente a che punto siamo arrivati (l'Università come strumento diretto del profitto privato. ribadisco, le nostre analisi 10 anni fa  da "studenti kommunisti ideologici" erano ben più acute di quelle degli analisti pagati fior di quattrini per fare analisi di lungo periodo).

Rispetto a quanto dice Purple: si denuncia l'uso privatistico dell'Università, non la natura dei soggetti proponenti.
E' il criterio di utilizzo ad essere sballato, non gli organizzatori dell'iniziativa.
Io credo di aver capito cos'è Maker Faire, almeno come penso di aver capito cosa sia l'Expo.
Ma come al solito uno prova a descrivere la luna (oggi come dieci anni fa) e tutti continuano a commentare il dito.
Grazie MisterFaro     ;)

per me il criterio di utilizzo non è sballato, perché è in relazione all'evento che stai organizzando.

non è una questione di dito e luna. è proprio la luna che è descritta solo da una faccia, senza provare a guardare l'altra.

torno a sostenere con molta forza, soprattutto perché è quello su cui sto basando parte della mia professione attuale, che il cuore del "movimento maker" è non tanto l'innovazione tecnologica ma la diffusione su larga scala in modo condiviso e comune del sapere, delle tecniche e degli strumenti, che fino a ieri erano appannaggio di grandi labs, corporates, etc etc

per cui l'Università è proprio il posto naturale in cui far fermentare questo percorso.

rispetto al legame tra Università e Grandi Aziende, è chiaro che questo fenomeno senza controllo può assumere un problema serio.

ma non è questo il caso, qui le GA entrano solo come sponsor a latere, non sono il cuore dell'evento. che poi le stesse strutture scientifiche universitarie avrebbero potuto contribuire di più siamo d'accordo tutti. ma lì le responsabilità sono ataviche.

tu dici che lo scopo dell'Università non è formare professionisti per le aziende. concordo, non è e non può essere il suo obiettivo principale.

ma non ha neanche senso estromettere come avviene da noi il percorso formativo da quello lavorativo, né demonizzare sempre il concetto del "profitto privato" come fosse chissà che, alla fine il tuo stipendio è un profitto privato, ed è giusto che ci sia.

è così assurdo pensare che in Italia si dovrebbe fare più impresa e meno ricerca dell'impiego? il problema è slegarsi dalla finanza e dalla rendita di capitale, che sono davvero cancri del paese e dell'economia mondiale intera, ma oggi IMPRESA non è più uguale a CAPITALE.

e il profitto privato di una piccola azienda amicale, il sostituto della azienda familiare di un tempo, è un motore economico molto più sano delle rendite di posizione (finanziario, immobiliare, etc etc) e degli stipendi fissi di grosse aziende, fabbriche, carrozzoni pubblici, costantemente a rischio chiusura.

queste ultime considerazioni possono sembrare OT ma non lo sono affatto.

MisterFaro

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Citazione di: FatDanny il 08 Ott 2015, 09:50
infatti il problema non è solo italiano, non è che la sua diffusione oltre confine ne fa scomparire il problema.

Oggi altrove, persino negli USA, ci si pone proprio il problema della relazione tra grandi aziende e università, noi invece per il semplice fatto che altrove si faccia, assumiamo la cosa come fosse giusta.

E comunque NO, lo scopo dell'Università non è formare professionisti per le aziende.
Ma il fatto che ormai praticamente questo sia l'assunto dimostra esattamente a che punto siamo arrivati (l'Università come strumento diretto del profitto privato. ribadisco, le nostre analisi 10 anni fa  da "studenti kommunisti ideologici" erano ben più acute di quelle degli analisti pagati fior di quattrini per fare analisi di lungo periodo).

Rispetto a quanto dice Purple: si denuncia l'uso privatistico dell'Università, non la natura dei soggetti proponenti.
E' il criterio di utilizzo ad essere sballato, non gli organizzatori dell'iniziativa.
Io credo di aver capito cos'è Maker Faire, almeno come penso di aver capito cosa sia l'Expo.
Ma come al solito uno prova a descrivere la luna (oggi come dieci anni fa) e tutti continuano a commentare il dito.
Grazie MisterFaro     ;)

E' difficilissimo per un bene pubblico non venir fagocitato dagli interessi privatistici una volta che gli apre uno spiraglio, però forse è proprio questa la battaglia da fare. Sarà che specialmente in Italia sappiamo bene quanto gli amministratori dei beni pubblici siano propensi a farsi fagocitare e questo legittima tutti i timori, però lo scopo delle Università è ANCHE formare professionisti pronti a entrare nel mondo del lavoro.

Mi hai ringraziato troppo presto... ;)

Barabba Terzo

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Non ne sapevo nulla, scandaloso. Fortunatamente appartengo ad una sede distaccata (villa Mirafiori) altrimenti avrei molto probabilmente dato di matto. E concordo con chi diceva che la sapienza è già di fatto una delle università piú chiuse e meno disponibili di tutta europa, cosa che già mi manda ai pazzi e mi rende difficile ogni giornata per via di piccole noie e disservizi del genere, ci manca solo che inizino a farmi pagare il biglietto d'ingresso perché  qualcuno non sapeva dove fare la fiera.
Sono assolutamente contro ogni discorso esterofilo ed emigratorio, ma vedere la differenza tra l'università qui e in qualsiasi altro paese (anche impensabile) è l'unica cosa che mi fa vacillare.
Qui le strutture chiudono alle 7 di sera (leggasi: ti cacciano a calci in culo), venerdí biblioteche chiuse, di sabato neanche a parlarne perché chiudono proprio i cancelli prima di pranzo.
In quest'ottica, la fieruccia a pagamento non è tollerabile. Magari alla Sorbona o al Trinity college sì, perché va sul piatto della bilancia con altre cose, ma quì no.
Me iscrivo ai teroristi (cit.)

purple zack

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Citazione di: Barabba Terzo il 08 Ott 2015, 13:22
Non ne sapevo nulla, scandaloso. Fortunatamente appartengo ad una sede distaccata (villa Mirafiori) altrimenti avrei molto probabilmente dato di matto. E concordo con chi diceva che la sapienza è già di fatto una delle università piú chiuse e meno disponibili di tutta europa, cosa che già mi manda ai pazzi e mi rende difficile ogni giornata per via di piccole noie e disservizi del genere, ci manca solo che inizino a farmi pagare il biglietto d'ingresso perché  qualcuno non sapeva dove fare la fiera.
Sono assolutamente contro ogni discorso esterofilo ed emigratorio, ma vedere la differenza tra l'università qui e in qualsiasi altro paese (anche impensabile) è l'unica cosa che mi fa vacillare.
Qui le strutture chiudono alle 7 di sera (leggasi: ti cacciano a calci in culo), venerdí biblioteche chiuse, di sabato neanche a parlarne perché chiudono proprio i cancelli prima di pranzo.
In quest'ottica, la fieruccia a pagamento non è tollerabile. Magari alla Sorbona o al Trinity college sì, perché va sul piatto della bilancia con altre cose, ma quì no.
Me iscrivo ai teroristi (cit.)

ma hai letto il resto della discussione?

momi

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Io sono con purple

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FatDanny

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Citazione di: MisterFaro il 08 Ott 2015, 11:09
E' difficilissimo per un bene pubblico non venir fagocitato dagli interessi privatistici una volta che gli apre uno spiraglio, però forse è proprio questa la battaglia da fare. Sarà che specialmente in Italia sappiamo bene quanto gli amministratori dei beni pubblici siano propensi a farsi fagocitare e questo legittima tutti i timori, però lo scopo delle Università è ANCHE formare professionisti pronti a entrare nel mondo del lavoro.

Mi hai ringraziato troppo presto... ;)

il grazie era perché avevi capito il senso del mio discorso, al di là di quanto tu possa condividerlo.
:beer:

Rispetto alla questione innovazione tecnologica/università senza dubbio le due cose sono e DEVONO essere intrecciate. Così come l'Università DEVE formare i professionisti di domani. Non sto sostenendo il contrario.

La mia critica è leggermente differente:

- rispetto a quanto dice PZ il mio problema non è che si tenga dentro, ma che questo pregiudichi il regolare funzionamento pubblico dell'Università. Questo è un precedente pessimo, non la fiera in sé.

- rispetto alla questione ruolo dell'Università / Privati: come dicevo è chiaro che l'Università deve formare i professionisti di domani, ma occorre riflettere cosa comporta il fatto che  l'innovazione tecnologica sia sempre più prerogativa dei privati.
Perchè appunto le due affermazioni non sono identiche.
Dire che l'Università forma i professionisti centra l'obiettivo su studenti e professione.
Dire che l'Università serve alle aziende centra l'obiettivo sui loro guadagni e le due cose non coincidono affatto.
Perché la ricerca privata non ha come issue principale quella del benessere collettivo ma il proprio guadagno e questo segna tanto i campi di ricerca che la ricerca stessa (guardate come si riduce sempre più la ricerca di base e si promuove sempre più quella applicata; guardate come hanno sempre meno spazio "teorie alternative" che magari sono meno utili sul piano tecnologico, ma possono farti progredire notevolmente su quello epistemologico; guardate come i criteri di valutazione vengono sempre più stretti dalle maglie del mercato che da altri criteri scientifici).
Perché la ricerca privata, proprio sulla base di un obiettivo che è diverso da quello collettivo, può arrivare addirittura a bloccare certi filoni o a farli propri esattamente per evitare che qualcuno li utilizzi.
Perché la ricerca privata così fatta determina sempre più la tipologia di professionisti che viene fuori dalle Università.

Credete che sia positivo avere un esercito qualificato a immagine e somiglianza delle aziende?
A me no.
Credo addirittura che l'Idealismo crociano, nonostante un disprezzo per le forme applicative del sapere che non condivido, abbia preservato il nostro modello formativo rispetto ad altri. Abbia "salvato" la Conoscenza dal servilismo totale nei confronti del mercato.
Oggi tutto questo viene fatto a pezzi anche in Italia e francamente il fatto che ci si avvicini a modelli "europei" o "anglosassioni" non mi fa stare per niente sereno.
Anch'io avrei riformato l'Università, fin da quando la frequentavo. Ma la necessità di riforma non significa che qualsiasi riforma vada bene. Anzi...

Thorin

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* 3.081
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Scusate, ma queste "grandi aziende" presenti alla Maker quali sarebbero?
Stavo guardando fra gli espositori e nelle prime tre pagine vedo solo Citroen e Acea assimilabili a questa categoria...

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