Morta la regina Elisabetta II

Aperto da Goceano, 08 Set 2022, 19:43

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Quintino

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Io Elisabetta l'ho vista quando avevo 5 anni e mi ha accarezzato. E poi ho parlato un pomeriggio intero con Valerio Morucci a quattr'occhi. Tiè!
Che è morta non mi interessa granché.
Per la Meloni: la preside della scuola da lei frequentata è mia amica (di Rifondazione). Intelligente, rompicolleoni, fascistissima e arrogante.

FatDanny

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Citazione di: massirosa73 il 10 Set 2022, 20:53
Mi era sfuggito  'che non sia'.
Di questo faccio ammenda.
Ribadisco però che è  concetto oramai diffuso,  che essere elettore del cdx, ti faccia diventare automaticamente come cultore dell'omofobia.  Per me è per molti altri non è così,  e questa cosa disturba assai. 
Nota bene, non è riferito a te , né a nessuno in particolare.

Io non penso che essere elettori del cdx ti faccia essere omofobo. Ci sono svariati gay e lesbiche che votano a destra, perché non è l'unico aspetto che orienta il voto la posizione sul tema.
Detto ciò, uno come Vito alla fine è uscito da forza Italia perché la sua posizione liberale si era fatta insostenibile.
Devi ammettere che il quadro si sta spostando a destra e questo mette in sofferenza la stessa gente che ha militato in FI per anni se non decenni.

Anche a me sta cosa dei radicali chic sembra un puro espediente narrativo delle destre.

MisterFaro

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Citazione di: massirosa73 il 10 Set 2022, 20:53
Mi era sfuggito  'che non sia'.
Di questo faccio ammenda.
Ribadisco però che è  concetto oramai diffuso,  che essere elettore del cdx, ti faccia diventare automaticamente come cultore dell'omofobia.  Per me è per molti altri non è così,  e questa cosa disturba assai. 
Nota bene, non è riferito a te , né a nessuno in particolare.

:up:

Rispetto la tua percezione, non la condivido ma la rispetto.

Certo dovete accollarvi che diversi dei maggior leader del cdx sono sessisti. Che, con poca coerenza considerata la loro vita, si appoggiano a cosiddetti testi sacri per discriminare le persone sulla base di scelte personali in ambito affettivo e sessuale.

Ho molti amici di cdx (cit., sigh  ;) ) che condividono il tuo imbarazzo ad avere tali leaders politici, non posso quindi certo avere quell'automatismo  e comunque ne ho una percezione diversa dalla tua circa la sua diffusione.

Un saluto

pan

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Citazione di: Aquila1979 il 10 Set 2022, 09:02
stai difendendo l'indifendibile.


punti di vista, per me ad esempio stai giustificando l'ingiustificabile.
l'ipotetica ipocrisia di cui parli nel tuo post a parte che andrebbe provata, non la si può appiccicare ogni volta che uno di sinistra fa una rimostranza, il famoso "e allora...", che ammazza ogni pensiero critico, personale e sincero.
ma soprattutto come lo fai valere per una parte politica, solo una, senza alcuna incertezza, non si capisce perché non potrebbe essere applicato a qualsiasi personaggio famoso di destra quando pontifica con post, tweet o titoli di giornali, penso a sallusti, belpietro, borgonovo e via via tutti gli altri. non si capisce perché le rita pavone, rita dalla chiesa, h'oara borselli, iva zanicchi, povia, enrico ruggeri, l'ultimo montesano, quando dicono la loro, di destra, sono solo liberi cittadini col diritto al concetto autonomo. quando pio e amedeo prendono una barca di soldi per veicolare il loro messaggio anti istanze inclusive e democratiche, e lo faranno ancora in prima serata, premiati, anche loro sono liberi cittadini col diritto al concetto autonomo. lo fanno carmen consoli o paola turci diventano radical chic, col terrazzo ai parioli, la villa a capalbio e il rolex in cassaforte.
l'ipocrisia è questa, non altre. una ipocrisia comoda, costruita a tavolino, a proposito di marketing sociale. quale miglior metodo nell'affossare messaggi inclusivi, votati all'altro, alla collettività, al bene comune, alla tolleranza (termine bruttino ma qua ci sta bene), al rispetto di tematiche personali anche se non le si vive in prima persona, se non la creazione di termini come "buonismo" e "radical chic"?
ripetili per un quinquennio buono, associali ogni volta che finalmente anche un privilegiato e non solo un operaio si accosti a questi temi e li vuole veicolare in buona fede, dileggialo con l'onta di essere ipocrita (cosa altro è il buonismo, se non falsità) e otterrai quello che vuoi e che probabilmente vuoi perseguire e hai elaborato programmaticamente: lo svilimento, il depotenziamento del messaggio forte e autentico che ne sta alla base. denigra il messaggero, annulli il messaggio.

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massirosa73

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Citazione di: MisterFaro il 10 Set 2022, 22:17
:up:

Rispetto la tua percezione, non la condivido ma la rispetto.



Certo dovete accollarvi che diversi dei maggior leader del cdx sono sessisti. Che, con poca coerenza considerata la loro vita, si appoggiano a cosiddetti testi sacri per discriminare le persone sulla base di scelte personali in ambito affettivo e sessuale.

Ho molti amici di cdx (cit., sigh  ;) ) che condividono il tuo imbarazzo ad avere tali leaders politici, non posso quindi certo avere quell'automatismo  e comunque ne ho una percezione diversa dalla tua circa la sua diffusione.

Un saluto
In verità non è che sia così radicato nelle mie intenzioni di voto.
Voto cdx perché,  da titolare di micro(micrissimo) impresa familiare spero in un miglioramento fiscale per me e per tanti come me, proletari dell'imprenditoria, che abbiamo gli oneri delle imprese più grandi e non gli ammortizzatori sociali dei veri proletari.
Sono cosciente che a Berlusconi,  Meloni e Salvini di noi importi veramente poco.
Ma voi lo sapete che a Letta, Renzi,  ecc degli immigrati,  dei lgbt ecc frega ancora di meno
Viviamo in un brutto mondo,  dove ognuno cerca di apparire per avere consensi.  L'unica alternativa è l'astensione.  Ma serve? Servirebbe invece una classe politica che si occupasse di tutti.  È utopia,  lo è sempre stata.
Un abbraccio a te

Fiammetta

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Bella Pan.
:clap:
Per me AG è un ca.zzo.ne ravveduto, ma questo non toglie nulla alla lucidità assoluta del tuo post.

MisterFaro

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Citazione di: massirosa73 il 10 Set 2022, 22:40
In verità non è che sia così radicato nelle mie intenzioni di voto.
Voto cdx perché,  da titolare di micro(micrissimo) impresa familiare spero in un miglioramento fiscale per me e per tanti come me, proletari dell'imprenditoria, che abbiamo gli oneri delle imprese più grandi e non gli ammortizzatori sociali dei veri proletari.
Sono cosciente che a Berlusconi,  Meloni e Salvini di noi importi veramente poco.
Ma voi lo sapete che a Letta, Renzi,  ecc degli immigrati,  dei lgbt ecc frega ancora di meno
Viviamo in un brutto mondo,  dove ognuno cerca di apparire per avere consensi.  L'unica alternativa è l'astensione.  Ma serve? Servirebbe invece una classe politica che si occupasse di tutti.  È utopia,  lo è sempre stata.
Un abbraccio a te

:friends:   ;)

cartesio

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Citazione di: MisterFaro il 10 Set 2022, 20:49
Caratteristiche per essere definiti radical chic:

- voler difendere/estendere qualche diritto
- aver letto un libro
- essere orientati a sinistra o a centro-sinistra.

Sto cercando di capire se eri ironico o no.
Se non lo eri hai inserito tra i radical chic tutta l'area di sinistra e centrosinistra, qualche milione di persone.  Negando il senso con cui è nata quest'espressione, che indicava i sinistri snob, quelli con la puzzarnaso. Su Wikipedia trovi anche l'origine dell'espressione.

https://it.wikipedia.org/wiki/Radical_chic

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Citazione di: pan il 10 Set 2022, 22:31
punti di vista

In parte.
E in effetti per trovare gli "artisti" del tuo elenco sei dovuto andare a ravanare nell'umido. In genere dei poveri cretini al declino o mai davvero emersi.

Radical chic è un'espressione che ha perso il proprio significato originario per l'abuso che ne hanno fatto a destra.

Gassman invece è un tipico esempio di radical chic, da manuale.

Fermo restando che aleggia un opportunistico conformismo

MisterFaro

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Citazione di: cartesio il 11 Set 2022, 00:13
Sto cercando di capire se eri ironico o no.
Se non lo eri hai inserito tra i radical chic tutta l'area di sinistra e centrosinistra, qualche milione di persone.  Negando il senso con cui è nata quest'espressione, che indicava i sinistri snob, quelli con la puzzarnaso. Su Wikipedia trovi anche l'origine dell'espressione.

https://it.wikipedia.org/wiki/Radical_chic

:o

Anche se "sarcastico" penso sia più appropriato

FantaTare

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Dibattito interessante.

Dico la mia :-)

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Monarchia

Il fascino dei rituali di una "Monarchia" - una monarchia nel XXI secolo, quando il potere di chi la rappresenta è tutt'al più formale, al netto della conservazione dei suoi pittoreschi privilegi aristocratici - sta nella sua bizzarra pretesa di porsi al di fuori dello spazio e dal tempo; tale era infatti la ragione d'essere delle aristocrazie storiche, di cui una Famiglia Reale è singolare sopravvivenza: oggi si tratta per lo più di qualcosa (dal punto di vista di turisti e stranieri non cittadini del Regno) di cui vale la pena leggere o immortalare in una foto, come se si andasse ad un Museo.

Dal punto di vista di chi la vive - al netto del gossip morboso - il fascino della Corona sta nella sua rituale tradizione secolare, garante della comunità nazionale (sia questa "progressista" sia questa "conservatrice", secondo l'uso anglosassone) che la rende tanto inattuale quanto proprio anche per questo percepita come rispettabile.
Il forte orgoglio nazionale britannico sia esso laburista oppure conservatore - un orgoglio alimentato dal percepire se stessi come la culla del mondo moderno - trova soddisfazione così nella permanenza dell'istituzione monarchica che tutti (meno i repubblicani e gli indipendentisti) rappresenta, in nome di quell'idea di "progresso nella tradizione" che caratterizza la cultura britannica.

In tempi in cui "tutto quello che è solido si dissolve nell'aria" (cit.); di rifiuto programmatico di un'idea del "Sacro" (che però è parte della natura umana e pure l'ateismo può farsi religioso); di crisi universale degli autentici valori repubblicani e socialisti; di senso d'impotenza collettiva generale; e del declino generalizzato del rispetto e del senso del dovere verso le istituzioni - e soprattutto dal momento che la riproduzione sociale complessiva davvero poco deve oramai all'esistenza di una monarchia costituzionale o di una repubblica - l'uomo della strada (leggi: il ceto medio alto e basso britannico estraneo a qualsiasi idea politica radicale) percepisce la Casa Reale per lo più come qualcosa "degno di rispetto" e "rassicurante": un punto di riferimento che lega fra loro le generazioni, sia dal punto di vista della memoria collettiva che individuale.

Di qui allora il rispetto popolare, di massa, emozionale, epidermico prima ancora che motivato politicamente per la Regina: rappresentazione simbolica e custode di una Storia percepita come unica e da tramandare.
E' chiaro che se le idee di "Nazione"; di "Tradizione"; di "Sacro"; di "Gerarchia"; sono assolutamente irricevibili e da combattere sotto qualsiasi forma queste si manifestino, un qualsiasi Re può essere decapitato questa sera stessa e il suo servizio alla comunità ritenuto assolutamente indesiderato e insensato. Rimane il fatto che - ucciso il Re - non cambierebbe nulla, perché le aristocrazie oggi dominanti non sono quelle di spada (spietate ma quantomeno sobrie, colte ed eleganti) ma di toga (populiste ed in genere pacchiane, ignoranti e rozze): mentre le prime professano ancora oggi la propria distinzione, le seconde generalmente parlano in nome della democrazia (liberalismo), che confondono con il capitalismo (liberismo).

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Artisti

Il codice culturale della fazione dominante della "classe artistica" è mutuato pressoché integralmente dal pensiero "liberal" americano - così come questo si è affermato a partire dagli anni '60 e soprattutto '70: anarchico, surrealista, esistenzialista, "vagamente socialista" (cit) (vietato vietare, la fantasia al potere, etc etc) - sino a diventare egemone con il crollo della figura del cosiddetto intellettuale impegnato "rosso", tipico della tradizione comunista continentale.

L'arte cosiddetta "politica" fu caratteristica primaria delle "avanguardie storiche" - sorte alla fine dell'800 come critica "de destra" e "de sinistra" al mondo borghese e ai suoi canoni classicheggianti; rivoluzionarie e scandalose sino al 1945; infine istituzionalizzate all'"ombra del potere" (cit) e divenute senso comune a partire dal'68, con l'affermazione delle democrazie di massa anti-borghesi e della rivoluzione anarco-surrealista del costume.
Rifiutate ideologicamente nel corso del tempo dai regimi nazi-fascisti - nei quali l'ordine prese il posto della rivoluzione, la conservazione dell'esistente quello del progresso o della decadenza - il legame fra "Sinistra" e "Avanguardia" divenne di fatto l'unico possibile: perciò, così come la cosiddetta Sinistra si è fatta "liberal" - a seguito d'imponenti processi socioculturali - analogo destino è toccato alle avanguardie artistiche ("canzonette e tecnologia", cit. Franco Fortini) oramai divenute egemoni. Di qui - a mio avviso - l'origine dell'etichetta di "Radical Chic", che altro non è che il doppio della percezione con cui nel senso comune viene percepita oggi la cosiddetta "Sinistra".

Il connubio storico fra Sinistra e Intellettuali/Artisti è evidente e deve essere letto attraverso la storia delle avanguardie (anche alla luce della fine violenta delle avanguardie "de destra") sino alla metamorfosi "liberal" odierna da parte di entrambe - secondo un canone definito da alcuni anche come "Politicamente Corretto" e che costituisce il codice delle maggiori istituzioni politiche e culturali cosmopolitiche odierne (non considero qui quelle che seguono le ondate elettorali): le istituzioni di una utopica società sovra-nazionale, americanizzata nei modelli ideali e di consumo.

Artisti e intellettuali "non liberal" ci sono, chiaramente, ma sono in chiara minoranza rispecchiando la struttura sociale ed esclusi dalla famigerata "industria culturale "in base al principio della cosiddetta "tolleranza repressiva" (cit), ovvero dell'indifferenza alternata a stigmatizzazione: anarco-comunisti, socialisti e comunisti sono così un reperto del passato poco più rilevante delle aristocrazie storiche e - insieme a coloro che professano idee anti-egualitarie o reazionarie - devono fare i conti devo con la condanna dei cosiddetti "totalitarismi", etichetta americana sotto la quale vengono ideologicamente riunite nazi-fascismo e comunismo; dimentichi del fatto che queste forme ideologiche si rafforzarono non per caso, ma come risposte alla corruzione morale e materiale di democrazie asservite alle logiche di irresponsabili aristocrazie del denaro.

FantaTare

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Citazione di: FantaTare il 11 Set 2022, 01:52
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Monarchia

Il fascino dei rituali di una "Monarchia" - una monarchia nel XXI secolo, quando il potere di chi la rappresenta è tutt'al più formale, al netto della conservazione dei suoi pittoreschi privilegi aristocratici - sta nella sua bizzarra pretesa di porsi al di fuori dello spazio e dal tempo; tale era infatti la ragione d'essere delle aristocrazie storiche, di cui una Famiglia Reale è singolare sopravvivenza: oggi si tratta per lo più di qualcosa (dal punto di vista di turisti e stranieri non cittadini del Regno) di cui vale la pena leggere o immortalare in una foto, come se si andasse ad un Museo.

Dal punto di vista di chi la vive - al netto del gossip morboso - il fascino della Corona sta nella sua rituale tradizione secolare, garante della comunità nazionale (sia questa "progressista" sia questa "conservatrice", secondo l'uso anglosassone) che la rende tanto inattuale quanto proprio anche per questo percepita come rispettabile.
Il forte orgoglio nazionale britannico sia esso laburista oppure conservatore - un orgoglio alimentato dal percepire se stessi come la culla del mondo moderno - trova soddisfazione così nella permanenza dell'istituzione monarchica che tutti (meno i repubblicani e gli indipendentisti) rappresenta, in nome di quell'idea di "progresso nella tradizione" che caratterizza la cultura britannica.

In tempi in cui "tutto quello che è solido si dissolve nell'aria" (cit.); di rifiuto programmatico di un'idea del "Sacro" (che però è parte della natura umana e pure l'ateismo può farsi religioso); di crisi universale degli autentici valori repubblicani e socialisti; di senso d'impotenza collettiva generale; e del declino generalizzato del rispetto e del senso del dovere verso le istituzioni - e soprattutto dal momento che la riproduzione sociale complessiva davvero poco deve oramai all'esistenza di una monarchia costituzionale o di una repubblica - l'uomo della strada (leggi: il ceto medio alto e basso britannico estraneo a qualsiasi idea politica radicale) percepisce la Casa Reale per lo più come qualcosa "degno di rispetto" e "rassicurante": un punto di riferimento che lega fra loro le generazioni, sia dal punto di vista della memoria collettiva che individuale.

Di qui allora il rispetto popolare, di massa, emozionale, epidermico prima ancora che motivato politicamente per la Regina: rappresentazione simbolica e custode di una Storia percepita come unica e da tramandare.
E' chiaro che se le idee di "Nazione"; di "Tradizione"; di "Sacro"; di "Gerarchia"; sono assolutamente irricevibili e da combattere sotto qualsiasi forma queste si manifestino, un qualsiasi Re può essere decapitato questa sera stessa e il suo servizio alla comunità ritenuto assolutamente indesiderato e insensato. Rimane il fatto che - ucciso il Re - non cambierebbe nulla, perché le aristocrazie oggi dominanti non sono quelle di spada (spietate ma quantomeno sobrie, colte ed eleganti) ma di toga (populiste ed in genere pacchiane, ignoranti e rozze): mentre le prime professano ancora oggi la propria distinzione, le seconde generalmente parlano in nome della democrazia (liberalismo), che confondono con il capitalismo (liberismo).

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Artisti

Il codice culturale della fazione dominante della "classe artistica" è mutuato pressoché integralmente dal pensiero "liberal" americano - così come questo si è affermato a partire dagli anni '60 e soprattutto '70: anarchico, surrealista, esistenzialista, "vagamente socialista" (cit) (vietato vietare, la fantasia al potere, etc etc) - sino a diventare egemone con il crollo della figura del cosiddetto intellettuale impegnato "rosso", tipico della tradizione comunista continentale.

L'arte cosiddetta "politica" fu caratteristica primaria delle "avanguardie storiche" - sorte alla fine dell'800 come critica "de destra" e "de sinistra" al mondo borghese e ai suoi canoni classicheggianti; rivoluzionarie e scandalose sino al 1945; infine istituzionalizzate all'"ombra del potere" (cit) e divenute senso comune a partire dal'68, con l'affermazione delle democrazie di massa anti-borghesi e della rivoluzione anarco-surrealista del costume.
Rifiutate ideologicamente nel corso del tempo dai regimi nazi-fascisti - nei quali l'ordine prese il posto dello scandalo, il progresso reazionario quello della decadenza - il legame fra "Sinistra" e "Avanguardia" divenne di fatto l'unico possibile: perciò, così come la cosiddetta Sinistra si è fatta "liberal" - a seguito d'imponenti processi socioculturali - analogo destino è toccato alle avanguardie artistiche ("canzonette e tecnologia", cit. Franco Fortini) oramai divenute egemoni. Di qui - a mio avviso - l'origine dell'etichetta di "Radical Chic", che costituisce il doppio di imponenti trasformazioni strutturali che hanno finito per rendere elitaria la cosiddetta "Sinistra".

Il connubio storico fra Sinistra e Intellettuali/Artisti è evidente e deve essere letto attraverso la storia delle avanguardie (anche alla luce della fine violenta delle avanguardie "de destra") sino alla metamorfosi "liberal" odierna da parte di entrambe - secondo un canone definito da alcuni anche come "Politicamente Corretto" e che costituisce il codice progressista delle maggiori istituzioni politiche e culturali cosmopolitiche odierne (non considero qui quelle che seguono le ondate elettorali): le istituzioni di una utopica società sovra-nazionale, nata dalle macerie del Muro di Berlino, americanizzata nei modelli ideali e di consumo.

Artisti e intellettuali "non liberal" ci sono, chiaramente, ma sono in chiara minoranza rispecchiando la struttura sociale ed esclusi dalla famigerata "industria culturale "in base al principio della cosiddetta "tolleranza repressiva" (cit), ovvero dell'indifferenza alternata a stigmatizzazione: anarco-comunisti, socialisti e comunisti sono così un reperto del passato poco più rilevante delle aristocrazie storiche e - insieme a coloro che professano idee anti-egualitarie o reazionarie - devono fare i conti devo con la condanna dei cosiddetti "totalitarismi", etichetta americana sotto la quale vengono ideologicamente riunite nazi-fascismo e comunismo; dimentichi del fatto che queste forme ideologiche si rafforzarono non per caso, ma come risposte alla corruzione morale e materiale di democrazie asservite alle logiche di irresponsabili aristocrazie del denaro.

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Citazione di: MisterFaro il 11 Set 2022, 01:29
:o

Anche se "sarcastico" penso sia più appropriato

Non volevo caricare troppo la frase. Per percepire l'ironia bisogna aver seguito l'evoluzione della discussione, ed io ho letto pochissimo.
Voi grafomani....   :x    :x    :x

RG-Lazio

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IL problema non é tanto l´intellettuale ma quello che si mette nel calderone "sinistra".

Questo é un pó il giochino del PD e di tutta la crique intellectual chic che gira intorno a Repubblica, Nanni Moretti e altri, dove (esempio) se sei per il matrimonio gay saresti di sinistra. Questa é una roba italiana, in Germania il piú importante leader liberal-conservatore degli ultimi 30 anni era gay e si portava il marito alle cerimonie.

Francamente in Italia non mi definisco personalmente di sinistra, perché li ci trovi liberali, antifascisti, non razzisti ma per il resto sono fondamentalmente liberal-coservatori. Ovviamente rispetto queste persone, sono intellettuali conservatori, tendenzialmente di destra...come lo sono tanti preti. Per me ci sono i liberali anti-fascisti ma non sono rappresentati da Salvini, Meloni o Berlusca, piuttosto nel PD

Per me, la sinistra non puó non essere anticapitalista. Tuttavia, dato che in Italia non é cosí, allora non sono di sinistra. Semplice.       

genesis

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Citazione di: FatDanny il 10 Set 2022, 08:49
ah perché secondo te solo i sostenitori del regime avevano quel giudizio sulla regina per via delle malvinas? Ti assicuro di no.
Sbagliano, non c'è altro da aggiungere.

italicbold

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Citazione di: RG-Lazio il 11 Set 2022, 10:41
[...]Nanni Moretti e altri[...]

Scusa ma a questa frase mi sono fermato.
Forse dovresti rivedere, anche solo, 10 minuti, un qualsiasi film di Nanni Moretti.
Se c'è un artista che ha descritto e ridicolizzato proprio la categoria a cui lo associ questo è proprio Nanni Moretti.

FatDanny

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Citazione di: genesis il 11 Set 2022, 12:03
Sbagliano, non c'è altro da aggiungere.

:lol:

eccerto, come no. era na così brava persona

genesis

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* 25.217
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Citazione di: FatDanny il 11 Set 2022, 12:25
:lol:

eccerto, come no. era na così brava persona

Non responsabile del fatto in questione, lo era la dittatura militare argentina.
Io boh.

P.S.: Semmai Maggie.

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FatDanny

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* 41.056
Registrato
certo, le malvinas erano inglesi
:lol:

PS. Questa idea per cui la Corona stesse lì a fare la bella statuina e non sia quindi responsabile della politica inglese è letteralmente oscena. Soprattutto se parliamo di ambito internazionale.

FatDanny

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* 41.056
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che cosa assurda da parte dell'Argentina voler scacciare gli inglesi da qui.
Si vede chiaramente che è Inghilterra.

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