x giovannidef
vero. tutti i partiti del mondo "parlano" di questione morale, ma non è che ne fanno il mantra ripetitivo marchio di fabbrica tipo marketing come hanno fatto i 5s. sono diventati famosi perché bacchettavano incazzosi e contestualmente salivano sempre più in alto sul piedistallo della perfezione. quindi, non è che gli si dà maggiori responsabilità perché ne "parlavano" semplicemente, ma perché con il loro atteggiamento propagandistico sul tema hanno coartato una marea di voti in più. un po' come berlusconi ed il suo milione di posti di lavoro.
ma il punto su cui non sono assolutamente d'accordo è l'antipolitica. io dal primo momento non li ho mai visti come i ragazzi paragonabili a quelli del centro sociale sotto casa, o del comitato di quartiere, ingenui, arruffoni ma impegnati, antagonisti e ribelli. li ho sempre percepiti come un partito, appena nato ma non per questo non facente parte dei meccanismi tipici del mondo politico. meccanismi decisi a tavolino seguendo schemi ben oliati (non è che sò sorti come funghi dopo na notte de pioggia..) al parlamento infatti ci vanno, al senato pure, i tailleur se li mettono, in tv ci vanno, la mano a Vespa la danno pure loro, il politichese lo parlano pure loro, se pur sotto la patina dell'atteggiamento brusco che ha fatto tanta presa, l'autista ce l'hanno, se guardo dibattista o dimaio penso a "due politici" non al ragioniere ed allo studente che abitano al secondo e terzo piano del palazzo mio.
ed in effetti, al momento, poi magari domani ci sarà un'eplosione di luce ed io cambierò idea, di antipolitico e di anticasta io a Roma ancora non ho visto niente: agganci di conoscenze e potere, nessuna trasparenza nello scegliere collaboratori, il passato che torna. per non parlare di grillo che sinceramente di anticasta non ha una minchia. essere sprezzanti, urlare, invece di essere accomodanti e corretti nel porgere le parole, non fa di te un alternativo, un ribelle.