Citazione di: laziAle82 il 25 Ott 2016, 08:05
Un "politico" é un cittadino come gli altri quindi può e deve fare quello che ritiene opportuno.
Leggere "perché si é avvalso della facoltà di non rispondere tanto é innocente" ci fa confrontare con un sottotesto che mette i brividi, vi ricordo che non siamo sotto la Santa Inquisizione.
Poi che Zingaretti spieghi come è perché ha maturato questa scelta (cf http://www.iltempo.it/home/2016/10/19/news/mafia-capitale-zingaretti-denuncia-buzzi-per-calunnia-1022832/ ma era su tutti i quotidiani) non ha la minima importanza, vero?
No, un politico (anzi io direi un eletto, perchè mi sembra la distinzione più corretta) non è un cittadino come tutti gli altri. Ha una responsabilità ben maggiore nei confronti dei sui concittadini e questo ha delle implicazioni, tra cui il fatto che non si possa rivendicare privacy nello svolgimento della propria attività pubblica (vedi caso Ruby con il nano).
Il mio commento non aveva alcun sottotesto necessario, non sto implicitamente dicendo che zingaretti non sia innocente, ma che in un paese normale si sarebbe chiesto conto ad un eletto del suo avvelersi della facoltà di non rispondere.
Quanto dice zingaretti in quell'intervista è del tutto falso. Il caro presidente delle regione lazio si affida al fatto che gran parte dei lettori non ha idea di come funzioni esattamente un processo. Se zingaretti viene sentito come testimone e non come indagato non deve giustificarsi di alcunché, meno che mai da accuse che la pubblica accusa ha ritenuto infondate. Viene sentito per chiarire aspetti non sulla sua posizione, ma su quella di altri.
Con un però: ci si avvale della facoltà di non rispondere per due ragioni in un processo (ne so qualcosa).
- se si crede che con la propria dichiarazione si possa incorrere in qualche errore e di fatto auto-denunciarsi. in quel caso la testimonianza si interrompe e il giudice avvisa il testimone che la sua posizione cambia in quella di indagato e prosegue alla presenza di un avvocato difensore.
Ma zingaretti non teme questa circostanza, trattandosi di calunnie e io non ho elementi per ritenere il contrario.
Anche perché questo mezzuccio di solito viene usato dai PM con i morti di fame come noi, non certo con personalità illustri che possono fartela pagare. Dovrebbe avere un discreto coraggio il PM per tentare questa strada.
- se si crede che con la propria dichiarazione si possa aggravare la posizione di altri che evidentemente non si vuole aggravare.
Questo caso, comprensibile da parte di un privato cittadino, non può essere passato in silenzio da parte di un eletto.
Quanto sto dicendo è che ALMENO una domanda più approfondita sul perché si è avvalso di tale facoltà andava fatta, perché evidentemente quanto da lui dichiarato (doversi difendere dalle calunnie di Buzzi) è privo di fondamento e fa puzzare ancor più la sua scelta.
A me pare, guardando i non luogo a procedere su Mafia Capitale, che gran parte degli imputati "prestigiosi", a partire proprio da Aledanno, passato il marasma iniziale abbiano trovato il modo di salvarsi a pieno titolo. Poi leggi l'inchiesta dell'Espresso sulla rapina a Piazzale Clodio di Carminati e comprendi come la giustizia in Italia, soprattutto quando processa persone potenti, è credibile come un due di picche quando si gioca a briscola.
In ultimo sull'intervista a Raggi: mi pare evidente un limite molto forte, già evidenziato in altri post.
L'assenza totale di una strategia compiuta, di una visione per la città. Senza la quale il suo resta un elenco di speranze. Che roma fosse piena di quei problemi lo sapevamo già tutti, non ci voleva lei a scoprirlo (buongiorno virgì)