Certo, dobbiamo osservare che sono ad ora sono state riportate unicamente fonti ("fonti"?) orientate in una certa direzione.
Io, in base alla mia esperienza di vita, ho imparato che tre sono le pulsioni principali che guidano le scelte degli individui: il danaro, il potere, il piacere.
Il piccolo monaco soldi ne ha fatti tanti, ma guarda un po' li ha spesi tutti per realizzare l'unico ospedale a sud di Roma nel quale la gente non muore per un Appendicite; nel frattempo, ha fatto una vita non esattamente tra i lussi, tumulato in 9 mq. di stanza. Qualcuno ha provato a suggerire una violazione del voto di castità, e gli hanno fatto anche intercettazioni ambientali ante litteram. Ma almeno questa accusa non ha mai preso piede. Insomma, pare proprio,che il piacere non centri.
Resta, allora, la pulsione del potere. Il piccoletto sempre malato (ha subito in vitauna quantità di morbi da Guinness) ha fatto tutto quel casino per farla da padrone, nel lussuoso tempio di San Giovanni Rotondo. Può essere. Bel modo di riscattare un'esistenza altrimenti da perdente.
Tuttavia, qualche dubbio mi resta.
Quindi, cari fratelli, con grande umiltà e modestia, ma altrettanta sincerità e decisione, entro a piedi uniti nella discussione. E senza avere mai nutrito grandissimo trasporto per la parabola esistenziale del piccolo frate.
E allora, sarei grato a chi ha aperto il topic e lo ha alimentato con brillanti contributi, se potesse farmi sapere se esistano altre testimonianze e fonti sulla storia del frate. Possibilmente, non di matrice dichiaratamente ebraica o materialista. Detto in amicizia, eh, perché mi sono sempre domandato la ragione per la quale il cristiano/cattolico non può essere uno storico imparziale del fenomeno sociale cristiano, mentre l'ebreo o il materialista si.