Citazione di: Gert dal Pozzo il 11 Dic 2015, 17:36
Brocchi non lo scomoderei come esempio negativo, uno che in campo dà sempre tutto.
Cmq sicuramente Felipe non ha la personalità del trascinatore, questo si era vagamente intuito, e se la situazione è una merda lui sicuramente ci affoga (oltre a cadere nel solito loop "fa un errore, si deprime, peggiora sempre più").
Spero si fortifichi con gli anni, anche se il carattere cambia limitatamente (almeno secondo me che sono proprio un felipe più vecchio)
Sì, forse ho sbagliato. E' stato po' vigliacco da parte mia tirarlo in mezzo a una questione che non lo riguarda. Ho fatto il suo nome perché volevo difendere Felipe, la cui situazione in effetti mi ricorda un po' quella di Zarate.
L'anno di Ballardini-Reja la squadra si riprese facendo fuori Zarate. Reja impostò una squadra meno talentuosa e più concreta e la cosa funzionò. Però voglio dire, non credo che la Lazio stesse rischiando di retrocedere perché aveva Zarate in campo. In quei mesi da incubo oltre a lui c'erano anche tutti i gregari (o quasi, ma non voglio riaprire la ferita Ledesma). Insomma, mi dispiacerebbe se quest'anno succedesse la stessa cosa con Felipe.
La distruzione dell'idolo Zarate (alla quale ha certamente partecipato Zarate stesso, dimostrando di essere molto immaturo per fare il calciatore ad alto livello) mi ha fatto molto male. Mi ero affezionato a quel ragazzo, mi aveva emozionato, mi aveva fatto sognare. Avevo visto in lui il giocatore diverso, quello che può trasformare una buona squadra in ottima. Certi giocatori vanno supportati dai compagni. Se il rapporto tra Zarate e il resto della squadra si è rotto, la responsabilità non è solo di Zarate. Ho citato Brocchi perché è stato uno dei gregari simbolo della Lazio di quegli anni, una Lazio più che dignitosa ma a cui non sono rimasto particolarmente affezionato (la Lazio di Reja per intenderci), solida ma per me poco ambiziosa. E' vero, ha dato tanto. Al tempo stesso avrei preferito avere Zarate in attacco e al posto di Brocchi un mediano più bravo.
Non vorrei che la storia si ripetesse. Non vorrei che dopo un anno bellissimo e il successivo di inevitabile depressione arrivasse un nuovo periodo di quella che a mio gusto sarebbe una noiosa stabilità. Mi piacerebbe trovare una soluzione che non sia il ricompattamento della squadra attorno ai giocatori più affidabili escludendo quelli giovani e talentuosi. Vorrei vedere tutti i più bravi sempre in campo. Io penso che si impari più dentro che stando fuori. Non vorrei sacrificare i giovinastri che abbiamo. Per una volta mi piacerebbe che pagassero i vecchi.
All'età di Felipe (e Keita e Milinkovic e Cataldi e Hoedt e Kishna), Parolo e Marchetti giocavano in serie c, Basta stava alla Stella Rossa o faceva panchina nel Lecce (vado a memoria), Matri e Konko in serie b, Mauri giocava nel Modena e nel Brescia, Klose nel Kaiserslautern, Candreva nel Livorno, Lulic in Svizzera.
Forse sono ingenuo (se tu ti consideri un Felipe vecchio, io sono lo Zarate vecchio), ma penso che Felipe abbia tutte le possibilità di diventare un giocatore vero. Diamogli l'opportunità di crescere, facciamo in modo che apprezzi il valore della sofferenza, ma in campo, non emarginandolo. Né è giusto pretendere da lui che risolva tutto: ieri ci ha provato, prendendosi la responsabilità di tirare invece di passare al compagno, quindi la personalità ce l'avrebbe. E' incostante e quando sbaglia si deprime, vero. Ma vorrei domandare a chi non è d'accordo con questa difesa di Felipe: c'è un giocatore della Lazio che in questi mesi ha dimostrato un carattere forte?