Citazione di: DajeLazioMia il 22 Feb 2016, 22:41
50/50.
A Pioli attribuisco la responsabilità degli sbandamenti di inizio stagione e del periodo "con Hoedt e Mauricio manco in lega Pro".
Dal momento in cui ha risolto quel problema, imho chiedergli anche di insegnare a Candreva a crossare, a Djo a tirare in porta, a X e Y a metterci le paxxe in serie A (Savic lo sa di suo ad esempio), etc etc mi pare eccessivo. Se si copre, poi davanti ci devono mettere qualcosa anche i giocatori, stiamo 70 minuti nella metà campo avversaria e ci fosse un giocatore che dica "oh, ci penso io, faccio un tiro, supero un avversario...".
Per il resto purtroppo abbiamo costruito una squadra con delle carenze, e in questo senso l'altro 50 è della società.
Ora dobbiamo rimediare, la squadra dando il massimo fino alla fine, la società progettando bene le mosse da fare.
Appunto, stare settanta minuti nella metà campo avversaria significa che in partita ci stai (questo però avviene da una decina di partite a questa parte eh).
Non hai però le idee chiare, la velocità e la serenità giusta per capitalizzare questo sterile volume di gioco, soprattutto con le squadre che ti lasciano il fondo e si chiudono a riccio centralmente. Cioè praticamente ormai quello che fanno tutte le nostre avversarie che a Pioli ed alla Lazio di quest'anno l'hanno sgamata tutti.
Lo scorso anno gli esterni, dalla trequarti, spesso, dopo la sovrapposizione del terzino, tagliavano dentro l'area in velocità e pescavano il centrocampista che si inseriva. Quest'anno, dei quattro esterni d'attacco, nessuno salta netto l'avversario se non un pochino Keita' e quindi tendono a scivolare verso il fondo visto che sono sempre facilmente raddoppiati per la lentezza del giro palla. Difatti facciamo una marea di cross senza costrutto. Oltretutto lo scorso anno i centrocampisti "percuotevano" spesso e volentieri all'interno dell'area di rigore inserendosi e quest'anno no perché la squadra è meno compatta nelle linee e quindi c'è più spazio da coprire.
Sul gran numero di errori e di giocate sbagliate contano due fattori. Un po' la mancanza di scioltezza e di convinzione dovuta alla depressione da mancanza di risultati, un po' dalla mancanza di freschezza atletica (brillantezza la chiamo io) per cui quello che lo scorso anno ti veniva facile, quest'anno non ti riesce manco se t'ammazzi. Parolo e Felipe sono i casi più eclatanti. Corrono e si sbattono provando e riprovando ma non hanno quella freschezza atletica e quella leggerezza di capoccia che lo scorso anno li aveva resi splendidi protagonisti di quella magnifica cavalcata. Non è che uno, a sei mesi di distanza, si dimentica come può e deve giocare a calcio. Non je la fanno proprio.