Provando a cambiare un attimo prospettiva sulla valutazione sull'allenatore e la squadra da costruire per lui: dal punto di vista societario, il problema con Tudor non è tanto quello di dover cambiare mezza rosa, quanto quello di mettere in discussione e probabilmente cedere giocatori sui quali si sono fatti degli investimenti importanti per le nostre casse.
I Felipe, LA, Pedro e (purtroppo) Kamada avresti dovuto sostituirli con qualsiasi allenatore; idem rafforzare il reparto dei terzini/quinti; idem considerare un intervento in attacco. E già non è poco.
Per me il problema nasce nel momento in cui Tudor mostra di non voler contare su Guendouzi, Rovella, Isaksen, che insieme a bilancio pesano oltre 50 milioni e che non si può pensare di far svalutare tenendoli in panca, né è così facile cedere senza incorrere in minusvalenze (Guendouzi a parte, probabilmente), senza contare che si tratterebbe di ulteriori elementi da dover reperire sul mercato oltre ai cinque-sei già necessari, con conseguenti somme da sborsare.
A quel punto una società normale constata che gli intendimenti con l'allenatore sono divergenti e se del caso procede all'esonero. Noi invece aspettiamo che sia lui a dimettersi, col concreto rischio di partire per un nuova stagione all'insegna degli equivoci, dello scoglionamento del mister e del tirare a campare.
A me la dinamica pare abbastanza chiara, proprio per questo sono giunto alla conclusione che l'esonero sia opportuno, non potendosi (soprav)vivere nella speranza che arrivi il Bologna a offrire la panchina a Tudor, risolvendoci magicamente l'impasse.