Qualche anno fa su Juventus Tv, fino a 2 mesi fa in chiaro su SKY, trasmettevano una trasmissione gradevole e ben realizzata, che ripercorreva le stagioni del passato, non solo in ottica esclusiva del club bianconera, attraverso anche le immagini ed i racconti dell'epoca, ebbene c'è uno stralcio di video della Domenica Sportiva del 1983 in cui lo scrittore e giornalista Giovanni Arpino racconta il suo doloroso ma inesorabile distacco dal calcio, di cui era accesso appassionato e narratore; il motivo che l'illustre scrittore mette alla base di questo distacco è l'ascesa del cosiddetto "calcio moderno", e non certo da un punto di vista tattico o di gioco, ma per l'ascesa, disgraziata, degli sponsor, i quali, secondo lo scrittore, avranno negli anni futuri un effetto dirompente e distruttivo sul calcio stesso, ancor peggio delle guerre mondiali.
A corollario di queste parole, con lo stupore quasi divertito ed incuriosito del conduttore Tito Stagno e di un giovane Mario Sconcerti, Giovanni Arpino precisa che gli sponsor, con le loro leggi inesorabili del mercato, saranno irrefrenabili, e non si fermeranno davanti a niente, travolgendo tutto, passione dei tifosi compreso, facendo retrocedere in secondo-terzo piano la figura del tifoso appassionato, e che il calcio, visto come massima espressione sportiva popolare, soccomberà, nel senso che il calcioaveva resistito anche a due guerre mondiali, ma non sopravvivrà alle inesorabili, ciniche, leggi del mercato e del danaro.
Sto cercando il video su Youtube ma non l'ho trovato ancora...credetemi, quando l'ho ascoltato ho davvero sgranato gli occhi, ed eravamo nell'autunno 1983....questi erano le grandi figure intellettuali del giornalismo di un tempo, e non i narratori anonimi e populisti con il megafono che abbiamo in questi anni, magari alcuni sono anche bravi, ma vengono stoppati se si azzardano a fare riflessioni ragionate.
Io lo dico da anni, la prima vera rivoluzione, e parlo di regole di gioco, è avvenuta alla vigilia dei Mondiali in USA, primo Paese fuori dalla tradizione del pallone assegnatario di un Mondiale di Calcio, considerato uno sport minore; il calcio viene rovinato e rivoluzionato perché bisogna renderlo appetibile per gli sponsor americani, per i soldi, e per catturare l'interesse del pubblico americano, che mal digeriva il calcio tradizionale, fatto anche di melina, falli, e partite che finivano per 0-0 (che invece per i nostri sopraffini intellettuali Europei, come Gianni Brera, rappresentavano l'epilogo della "partita perfetta") introducendo regole quali le ammonizioni più facili, espulsioni da ultimo uomo, divieto al portiere di raccogliere la palla con le mani da passaggio di un compagno...ed altre riforme che hanno reso più semplice, ma anche più noioso, il gioco, facilitando il goal e quindi allargando la forbice tra le squadre più forti e meno forti, di fatto rendendo scontato l'esito di tantissime partite.
L'esigenza di creare una Superlega è figlia di quella assurda rivoluzione, perché molte partite sono dall'esito prevedibile, per cui l'interesse dall'esito non scontato è dato esclusivamente dal confronto di squadre forti e ricche.
Uno dei punti di forza del calcio rispetto agli altri sport, ed è anche uno dei motivi della sua globale popolarità, è che pur a fronte di un divario tecnico enorme, e di una prestazione meno brillante e tecnica, la squadra più debole, anche utilizzando un gioco ostruzionistico, potesse vincere o cmq non perdere....per le logiche "perbeniste" americane questo facevano del Soccer (loro oscena denominazione) un qualcosa di illogico.
L'altra riforma che sta tuttora distruggendo il calcio è stata l'istituzione della Champions League, con l'assurda distribuzione di soldi e ricavi che traccia un solco sempre più ampio tra squadre, eliminando anche la voglia di vincere un Trofeo (vero obiettivo di un Club e logica di una competizione), a scapito di una mera partecipazione ad una coppa il cui fine è solo il guadagno economico, per cui oggi per un Club, e prendo ad esempio la culla del Football, l'Inghilterra, è meglio arrivare quarti, che arrivare quinti e vincere una FA CUP.....una volta ciò sarebbe stato impensabile.
La verità è che stanno uccidendo il calcio, ed i colpevoli sono ben noti.