Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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galafro

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 09 Ago 2014, 06:52
Accordo sullo stadio (Il Tempo, 9 Agosto, Fernando Magliaro)

Fine agosto italiano per il presidente della As Roma, James Pallotta. A Trigoria lo aspettano per chiudere la partita sullo stadio, per assistere il 28 agosto al sorteggio di Champions League a Montecarlo e il 30, per la prima di campionato contro la Fiorentina. Sullo stadio Pallotta dovrebbe vedere prima Luca Parnasi per poi, insieme, andare dal sindaco Marino. In quell'occasione si dovrebbe dare il via libera alle modifiche richieste dal Comune, in Conferenza dei servizi, al progetto dell'impianto di Tor di Valle.In sostanza, l'accordo sarà modifiche contro cubature. E tutti contenti.
Le principali richieste del Comune sono su viabilità, trasporto pubblico, parcheggi, Riserva naturale. Alla fine la via del Mare e la via Ostiense saranno unificate fra Marconi e Raccordo, e si interverrà sulla Roma-Lido di Ostia. Non sarà necessario acquistare nuovi convogli, ma l'investimento di 10-12 milioni di euro sarà destinato a creare la nuova stazione Tor di Valle, con parti impiantistiche, per raddoppiare l'attuale frequenza dei treni portandola da 6 a 12 l'ora in occasione delle partite. Sui parcheggi, il Comune ha richiesto che siano aumentati. Una parte dovrà essere a servizio delle aree commerciali e l'altra servirà allo stadio e dovrà eliminare il rischio «sosta selvaggia» in occasione degli INCONTRI. Infine: la Riserva naturale della Tenuta dei Massimi che dovrebbe essere espropriata e sulla quale si dovrebbe realizzare la rotatoria di svincolo dalla Roma-Fiumicino a servizio dello stadio. Date le difficoltà tecniche emerse è probabile che il progetto definitivo cancelli l'intervento con conseguente spostamento del futuro svincolo. In cambio di tutte queste modifiche, che dovrebbero portare il costo delle opere pubbliche intorno al mezzo miliardo di euro, il Comune dovrebbe accettare le cubature aggiuntive proposte da Parnasi che, a questo punto, rientrerebbero nell'equa compensazione. Solo al momento dell'incontro fra Marino, Parnasi e Pallotta, verrà dato il semaforo verde al progetto, attraverso la delibera che andrà votata dall'Assemblea capitolina. Il passaggio in Giunta, quindi, avverrà proprio a ridosso della scadenza del 27 agosto. Visto l'accordo tecnico-politico fra Comune e Parnasi, è difficile ipotizzare un ricorso a Palazzo Chigi anche perché, a quel punto, il testo andrebbe per primo in Aula Giulio Cesare appena al rientro dalle ferie. Sarà poi, proprio alla chiusura dell'accordo, che verranno fornite tutte le documentazioni integrative richieste dai vari uffici comunali per procedere agli espropri. Proprio questo è l'aspetto che ancora può nascondere insidie. Gli uffici hanno deciso di interpretare la norma sugli stadi (la legge finanziaria 147/2013) come legge speciale che, quindi, deroga alle norme precedenti.
Questa interpretazione consente di aggirare alcuni problemi normativi sulla proprietà delle aree. Tuttavia, è difficile ipotizzare che i proprietari delle aree da espropriare - metà delle quali appartiene a tre società ritenute in Campidoglio riconducibili al Gruppo Armellini - staranno buoni. Quindi, sono prevedibili parecchi ricorsi giudiziari. Saranno, alla fine, i giudici a stabilire se l'interpretazione «legge speciale» data dal Campidoglio è quella giusta. Non lo fosse, come al gioco dell'oca, si tornerebbe alla casella di partenza.

Cioè questi con la scusa de costruì uno stadio dove poi ci andrà a giocare l'as merda in affitto, vogliono costruì un milione di metri cubi di alberghi, ristorant, uffici e negozi da vendere a caro prezzo su terreni attualmente non edificabili e per fare questo vogliono pure anda ad espropriare la roba degli altri? Ho capito bene?

robylele

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Citazione di: galafro il 10 Ago 2014, 07:50
Cioè questi con la scusa de costruì uno stadio dove poi ci andrà a giocare l'as merda in affitto, vogliono costruì un milione di metri cubi di alberghi, ristorant, uffici e negozi da vendere a caro prezzo su terreni attualmente non edificabili e per fare questo vogliono pure anda ad espropriare la roba degli altri? Ho capito bene?

sei troppo accecato dal tifo. In realtà voglio donare un bene ai cittadini, romani e non.

peccato che per farlo occorrano, oltre tutto il resto, un miliardo di euro da parte di investitori stranieri.
Ad oggi non c'é molto ma per esempio il ristorante Il Buttarolo ha in animo di buttarci dentro un 5.000 euro pieni e non si può escludere che poi non lo faccia davvero.


Cialtron_Heston

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Se e dico se dovessero dare il via, tra 30 anni ci saranno ancora le impalcature.
Altro che la Salerno Reggio Calabria.(la strada che fanno i riommers per tornare a casa in vacanza)

galafro

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Cioè io c'ho un orto sull'ansa del Tevere a Tor di valle, viene il Parnasi e me dice: " aoh st'orto te lo devo espropriá per pubblica utilità, c'è devo costruì la filiale Unidebit che c'avrà lo sportello bancomat che servirà ai romoletti pe pagà er posteggio della machina pe n'ha a vede la partita nello stadio mio che j'ho affittato"

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galafro

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Citazione di: galafro il 10 Ago 2014, 08:20
Cioè io c'ho un orto sull'ansa del Tevere a Tor di valle, viene il Parnasi e me dice: " aoh st'orto te lo devo espropriá per pubblica utilità, c'è devo costruì la filiale Unidebit che c'avrà lo sportello bancomat che servirà ai romoletti pe pagà er posteggio della machina pe n'ha a vede la partita nello stadio mio che j'ho affittato"
Questo oramai è un paese dove può succedere di tutto, ma se succede questo giuro me compro un barcone, faccio la spola dal nordafrica me faccio un'orda e vado a fa il sacco de Roma come Alarico nel 410.

Ranxerox

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Però è strana l'uscita di Unidebit dal pacchetto di proprietà delle merde proprio in questo momento. O è già tutto fatto ed il loro compito si è esaurito, o non se ne farà nulla e gli hanno venduto la fontana di Trevi.
Oppure in qualche maniera preferiscono tenere un profilo più defilato. Se si farà, chiunque ne sara il protagonista, avrà bisogno di finanziamenti importanti e necessiterà di movimentazioni di denaro altrettanto rilevanti.
Non riesco a decifrarlo, questo passaggio perché, di tutta la vicenda, questo era il momento decisivo in cui c'era da acchiappare il vitello grasso. Boh.

galafro

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L'anno scorso l'unidebit perché pallottino s'accollasse un bel pacchetto d'azioni dell'as merda j'hanno dato come cadeau 35 milioni in marquinhos .
Ho l'impressione che quest'anno per il resto di azioni la moneta sia in benatià


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m.m.

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Citazione di: Ranxerox il 10 Ago 2014, 09:12
Però è strana l'uscita di Unidebit dal pacchetto di proprietà delle merde proprio in questo momento. O è già tutto fatto ed il loro compito si è esaurito, o non se ne farà nulla e gli hanno venduto la fontana di Trevi.
Oppure in qualche maniera preferiscono tenere un profilo più defilato. Se si farà, chiunque ne sara il protagonista, avrà bisogno di finanziamenti importanti e necessiterà di movimentazioni di denaro altrettanto rilevanti.
Non riesco a decifrarlo, questo passaggio perché, di tutta la vicenda, questo era il momento decisivo in cui c'era da acchiappare il vitello grasso. Boh.

Nulla di strano, direi.
Unidebit finanzierà l'opera rimanendo, formalmente, fuori dalla proprietà della stessa.

Altrimenti, sarebbe difficile sostenere la natura di opera pubblica per la realizzazione "in compensazione" dei nuovi uffici della stessa banca, utilizzando lo stadio come cavallo di troia.

Così, la stessa porcata appare più pulita.

Ranxerox

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Citazione di: m.m. il 10 Ago 2014, 13:01
Nulla di strano, direi.
Unidebit finanzierà l'opera rimanendo, formalmente, fuori dalla proprietà della stessa.

Altrimenti, sarebbe difficile sostenere la natura di opera pubblica per la realizzazione "in compensazione" dei nuovi uffici della stessa banca, utilizzando lo stadio come cavallo di troia.

Così, la stessa porcata appare più pulita.

Appunto, il progetto verra' realizzato  con loro che stanno più defilati. L'ipotesi mi sembra plausibile.
Alla faccia del moralista ed ecologista Marino, il paladino del rispetto delle leggi e dell'interesse pubblico.
Che branco de pupazzi!!!

m.m.

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Citazione di: Ranxerox il 10 Ago 2014, 14:15
Appunto, il progetto verra' realizzato  con loro che stanno più defilati. L'ipotesi mi sembra plausibile.
Alla faccia del moralista ed ecologista Marino, il paladino del rispetto delle leggi e dell'interesse pubblico.
Che branco de pupazzi!!!

Non lo fanno.

Non nei prossimi dieci anni.


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ES

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Io non so se lo faranno, probabilmente la crisi immobiliare costituirà un freno, sarà difficile in questo contesto trovare il contante necessario per questa immane speculazione. Ma una brutta sensazione la ho :che mai nessuna società, a Roma, è stata così vicina dal riuscire nell 'intento.

COLDILANA61

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Citazione di: Precisione il 10 Ago 2014, 12:23
E pure la Cgil si schiera.

Link: http://www.calcioweb.eu/2014/08/stadio-roma-dara-vita-2500-posti/116093/

E' la Fillea non la CGIL .

per precisione .  ;)

E la Fillea fa il suo lavoro . Giustamente .

Ma in paese civile sopra agli interessi "particolari" ci sono quelli generali . Spero .

Costruire case/uffici in italia , oggi , e' come costruire una macchina per il ghiaccio per gli esquimesi . 


Cliath

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Citazione di: Precisione il 11 Ago 2014, 17:41
Calcio: Assessore Caudo su stadio Roma, Regione chiede di spostare uno svincolo

Link: http://www.asca.it/newsregioni-Calcio__Caudo_su_stadio_Roma__Regione_chiede_di_spostare_uno_svincolo-1413188-Lazio.html

Ieri anche il TG3 Regione delle 19.30 ci ha fatto un lungo servizio: in pratica, il proponente deve trovare quanto prima un nuovo svincolo.
Le merde si sono rese disponibilissime, ma tra il dire e il fare...

m.m.

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IL FATTO QUOTIDIANO (G. MELETTI) - Solo una cosa è davvero chiara nella farsa intitolata "Il nuovo stadio della Roma". Al presidente italoamericano della "Maggica", James Pallotta, da due anni una corte dei miracoli di politici, palazzinari, agenti di calciatori, sensali, banchieri e impostori vari da un paio d'anni danno il tormento, indicandogli la strada maestra per fare soldi in Italia. Ma nessuno ha fatto vedere "Totò truffa '62". Viene normalmente citato per l'arche - tipo di una tendenza nazionale, la scena di Totò e Nino Taranto che vendono la Fontana di Trevi a un italoamericano. Pallotta non sa che gli sceneggiatori Castellano e Pipolo scrissero un finale feroce per il suo predecessore Decio Cavallo, preso per matto e internato quando rivendica il suo buon diritto.

ECCO, PALLOTTA deve stare attento a non ripetere l'errore. Non dica che la sua idea di dotare la Roma di un nuovo ed efficiente stadio di proprietà l'ha discussa già due anni fa con l'al - lora sindaco di Roma, l'ex ministro Gianni Alemanno, che si dichiarò entusiasta. Non spieghi che la scelta dei terreni in località Tor di Valle, in un'ansa del Tevere a rischio inondazione, lungo il raccordo autostradale per l'aeroporto di Fiumicino già normalmente intasato - nei feriali dal traffico di chi corre a imbarcarsi e nei festivi da chi torna dal mare –è stata caldeggiata da Unicredit, seconda banca italiana. Glissi sullo scivoloso dettaglio che quei terreni sono di Luca Parnasi, il costruttore romano più odiato dal re dei costruttori romani, Franco Caltagirone, proprietario del Messaggero e di Leggo , le due corazzate dell'informazione capitolina. E si metterà comunque nei guai se crederà alla leggenda renziana (e prima ancora berlusconiana), secondo cui chi viene dall'estero a investire in Italia viene messo in fuga da una burocrazia asfissiante e corrotta e dalle ubbie Nimby della potente (?) lobby ambientalista. Gli esponenti di Legambiente sono diventati potenti perché i giornali di Caltagirone dedicano loro interviste fluviali quali sul Messaggero si erano viste solo per il genero del padrone, Pierferdinando Casini. Caltagirone, come tutti i costruttori romani, aveva anche lui il terreno pronto per lo stadio, in zona Tor Vergata. Ma Parnasi è nel cuore di Unicredit. La bancona si trovò in pancia la Roma come eredità del crac di Franco Sensi, strafinanziato quando i cuori di banca e imprese romane battevano andreottianamente all'unisono. Anche i Parnasi furono riempiti di prestiti a pressione, e adesso il giovane rampollo Luca ha oltre 400 milioni di debiti (su 150 di fatturato). Una prima boccata d'ossigeno gliel'ha data la provincia di Roma ai tempi del presidente Enrico Gasbarra, impegnandosi a pagargli 260 milioniper un palazzo dove mettere gli uffici di un ente già morto.

E ADESSO TOCCA a Pallotta. Lo stadio deve farsi a Tor di Valle, dicon i maligni, per salvare i soldi di Unicredit. La legge sugli stadi prevede che il privato, dotando a sue spese la città di una nuova arena sportiva, ha diritto di risarcirsi costruendo un po' di metri cubi. Nel caso della Roma, Parnasi ha già progettato un milione di metri cubi, che comprendono due alberghi e uffici per 15mila posti di lavoro. In un Paese dove gli uffici tendono a restare sfitti, l'unica spiegazione dell'affare è che Unicredit abbia convinto qualche altra banca di impiombarsi con Parnasi al posto suo. Tutto può essere. Entro poche settimane il comune di Roma dovrà votare il parere definitivo che toccherà al sindaco Ignazio Marino comunicare a Pallotta. È chiaro che non tutto andrà liscio, e anche il Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha già fatto le sue obiezioni a un progetto zoppicante. Infatti ieri il giovane presidente del Pd romano, Tommaso Giuntella, ha detto che "stiamo facendo semplicemente una figura grottesca come città e come Paese. Questa vicenda, le lungaggini, i tira e molla, la poca chiarezza, le piccole e grandi arroganze, dimostrano perfettamente perché gli investitori stranieri fuggono dal nostro Paese". E a stretto giro Augusto Panecaldo, coordinatore della maggioranza in Campidoglio (chissà se a Pallotta hanno spiegato cos'è il coordinatore di una maggioranza che è tale perché Marino ha vinto con premio di maggioranza l'elezione diretta del sindaco), ha replicato: "Nes - suna figura grottesca. Semmai il contrario. Si sta cercando di rendere accettabile un progetto al quale, a condizioni date e in un altro Paese, si sarebbe dovuto semplicemente dire di no". E perché non hanno detto di no?

MOLTE COSE deve ancora imparare Pallotta dell'Italia. E una invece dovrebbe spiegarla lui agli italiani. Visto che lo stadio della Roma lo costruisce attraverso un'altra società alla quale la squadra di Totti dovrà pagare l'affitto vita natural durante, e che sarà Pallotta costruttore a trattare con Pallotta patron della Roma il canone, non è che gli azionisti di minoranza di una società che è quotata in Borsa dovrebbero un po' preoccuparsi anche loro del destino del loro investimento in Italia?

Cialtron_Heston

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Io l' ho detto subito, con pallotta ci divertiremo.
Massimo due anni e salta tutto, se li bevono uno ad uno e uscirà di tutto.
Tenetevi liberi.

galafro

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Insomma vale sempre il detto che se c'hai debiti tutti ti augurano la salute

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DajeLazioMia

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Sta cambiano un po' la corrente. Sbaglio?
Interessanti le dichiarazioni del presidente del PD romano...
E volevano pure mettere veltroni come commissario Figc... E di là Malagò...
Certo, come no?
Mi metto comodo, sono uno paziente...

proi349

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Ieri sera su RDS verso le 21 ho ascolato la notizia che riferiva il parere pressochè negativo dato dal comune e dagli organi competenti alla Rioma.
Gli aspetti critici riguardavano presssochè tutto (mobilità, costi, rischio idrogeologico ...) , cose ampiamente dibattute su queste pagine ma faziosamente occultate dagli organi d'informazione :stop, mi aspettavo di trovare notizie ma stamane tutto tace, sul trigorriere continuano a parlare di scudetto  :asrm :asrm
a voi risulta niente?

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