Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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arturo

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Dobbiamo sperare che la lobby di Caltagirone in Campidoglio,sia abbastanza forte da far saltare il banco.

Palo

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Citazione di: arturo il 20 Dic 2014, 07:50
Dobbiamo sperare che la lobby di Caltagirone in Campidoglio,sia abbastanza forte da far saltare il banco.
Io spererei che prevalga il senso civico e di responsabilità dei consiglieri.

Spero anche che buona parte della curva sudde si trasferisca nell'aula del consiglio comunale e che faccia, nei modi che posso immaginare, pressione a favore della realizzazione dello stadio. Un paio di bengala, du mortaretti, 'na  puncicata qua ed una là ... stile blatte intinte nel catarro...

WhiteBluesBrother

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L'unica è capire quanti ne ha pagati pallotta.
Tutti quelli che non hanno visto sghei e non sono marionoidi voteranno contro.

Mak1002006

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Questi so come i crociati.
"Dio lo vuole"
Mammamia quanta merda, mai vista una cosa del genere.
Passano sopra a tutto e a tutti, fregandosene delle regole e
delle leggi.
MAFIOSI VERI

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anderz

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Marino ha detto una cosa da mafioso, senza possibilità di smentita.


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Tor di Valle, maggioranza spaccata. Ipotesi di nuovo slittamento del voto (Il Messaggero, 22 Dicembre 2014)

La delibera sul nuovo stadio a Tor di Valle torna in Aula Giulio Cesare stamattina. Da calendario il voto finale dell'Assemblea dovrebbe arrivare oggi, ma il condizionale è d'obbligo, dopo i tre rinvii della scorsa settimana. Tanto che molti consiglieri ieri davano quasi per certo l'ennesimo slittamento a domani. E con oltre 300 tra ordini del giorno ed emendamenti da vagliare, lo spettro evocato dal capogruppo dem Fabrizio Panecaldo di un voto a cavallo tra la vigilia e Natale, rimane sempre più concreto.
IL PALLOTTOLIERE
Agenda dei lavori a parte, restano tanti i dubbi tra i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione. Nei corridoi di Palazzo Senatorio è già partita la conta sotterranea di favorevoli, contrari e astenuti. Un pallottoliere impazzito che per ora dice solo una cosa: che la maggioranza non voterà compatta la «pubblica utilità» del progetto presentato da Pallotta e dal costruttore Parnasi, sponsorizzato dall'assessore Caudo nonostante la sfilza di bocciature arrivate dall'Istituto nazionale di Urbanistica e dalle più autorevoli associazioni ambientaliste del Paese. Tutti contro l'«Ecomostro», come lo ha chiamato Legambiente, ovvero la colata di cemento da quasi un milione di metri cubi che sorgerebbe accanto allo stadio. Tre grattacieli, che con lo sport non c'entrano nulla, destinati a uffici, negozi e alberghi.
Ed è su questo che la maggioranza si divide. Innanzitutto Sel. «Oggi questo progetto appare come una speculazione», dice Imma Battaglia. «Lo chiamiamo "delibera dello stadio", ma in realtà è un'opera edificatoria che avrà effetti molto pesanti sulla città». Orientata verso il no Gemma Azuni, scettica Anna Maria Cesaretti. Non voterà a favore anche Riccardo Magi della lista di Marino: «Sulle opere di mobilità non c'è neppure uno straccio di piano di fattibilità».
Acque agitate anche nel Pd. Pierpaolo Pedetti ha presentato un emendamento che punta a ridurre drasticamente i profitti dei proponenti, mettendo a gara una parte delle cubature di compensazione. Forti dubbi li nutre anche Orlando Corsetti, anche lui orientato verso l'astensione. Mentre c'è chi come Maurizio Policastro dice «non sono entusiasta, ma alla fine dovrei votare sì». Un assist al progetto potrebbe arrivare da Forza Italia. Il capogruppo Davide Bordoni è orientato verso un voto favorevole, diversamente il consigliere Dario Rossin nei giorni scorsi è stato durissimo sul progetto di Parnasi. Contrari alla speculazione anche i Fratelli d'Italia, che con il capogruppo Ghera chiedono «più garanzie sulle opere pubbliche». Non dovrebbe votare sì anche Gigi De Palo così come il Movimento 5 Stelle, «favorevole allo stadio, ma non alla speculazione». Ncd ha presentato diversi emendamenti, così come la Lista Marchini. Il capogruppo Onorato spiega: «Senza le infrastrutture necessarie, per quel quadrante sarebbe il colpo di grazia».
LA PROTESTA
Per protestare contro i rischi di speculazione, i cittadini del comitato "Difendiamo Tor di Valle dal cemento" da oggi saranno in sciopero della fame. «Difenderemo il territorio fino alla fine», spiegano. «Abbiamo raccolto oltre 2mila firme di cittadini, ma il Comune non ci ascolta».
Lorenzo De Cicco

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I giorni dello stadio. Ma quanti ostacoli (Il tempo, 22 Dicembre 2014)

Forse ci siamo: oggi entra finalmente nel vivo la discussione sulla delibera che sancise il pubblico interesse alla costruzione dello Stadio della Roma a Tor di Valle. Salvo sorprese, il voto finale potrebbe arrivare già nella serata odierna o, più probabilmente, domani.
Seduta del Consiglio convocata alle ore 9 e il primo punto da discutere è lo Stadio. Contro il quale, però, è già partito il primo siluro: il Gruppo dei 5Stelle ha depositato, il 3 dicembre scorso, un esposto in Procura contro la delibera chiedendo ai giudici di verificare la sussistenza di «eventuali violazioni delle norme penali». In sostanza i Grillini accusano: l'operazione garantisce un «ingiustificato arricchimento» dei proponenti a danno della città. Non viene tenuto conto né del rischio alluvioni né del fatto che nel pubblico interesse della città rientrano anche Olimpico e Flaminio, più tutta una serie di considerazioni in merito alle criticità legate alla scelta dell'area che sortirebbero - a detta dei pentastellati - impatti negativi sull'ambiente, il paesaggio e lo stesso campo da gioco.
La giornata di oggi sarà dedicata all'esame dei 163 ordini del giorno e 119 emendamenti: circa la metà quelli che saranno dichiarati ammissibili dagli uffici del Consiglio. Più probabile, quindi, che si arrivi al voto finale domani. 96 emendamenti vengono dai partiti di opposizione di centrodestra così come 153 ordini del giorno. Recordman, Dario Rossin (FI) con 118 ordini del giorno a sua firma, 10 in collaborazione con Tredicine, cofirmati anche 9 emendamenti. Segue Ghera (FdI) con un totale di 82 modifiche proposte alla delibera.
A sinistra, il gruppo di SeL e il consigliere della Lista civica, Magi, seguono assai poco gli ordini di disciplina che il sindaco Marino tenta di imporre. Gli emendamenti si somigliano un po' tutti: mobilità pubblica e privata, proprietà dell'impianto, cubature, depuratori.
Rossin spiega: «Dopo 30 anni di chiacchiere è l'ultima occasione per unificare via del Mare e Ostiense: costruito lo Stadio, non si potrà più intervenire. E devono farsi depuratori, svincoli e bretella dal Raccordo. Se non ci sono queste opere non c'è pubblico interesse». Fratelli d'Italia, con Rampelli ad affiancare Ghera, Rocca e De Priamo, pone il quesito del che fine faranno Olimpico, Flaminio, Tor Vergata, chiedendo, fra le altre cose, adeguamenti sul depuratore Acea, la creazione di un unico asse via del Mare/Ostiense da Marconi al Raccordo, adeguamento della Roma-Lido e l'incremento dei parcheggi. Cantiani (NCD) insiste sul problema mobilità, sia pubblica che privata.
Il Gruppo di SeL teme il rischio speculazione edilizia. «Vogliamo vedere le coperture finanziarie - spiega Imma Battaglia - per non correre il rischio della Città dello Sport di Calatrava, della Nuvola di Fuksas e delle Torri dell'Eur. Troppe grandi opere su carta e poi scheletri nella realtà. Chiediamo che si sia una fidejussione che copra i costi di ripristino dello stato dei luoghi se le cose non andassero bene».
Analogo discorso quello di Riccardo Magi: «Le strade, i trasporti pubblici, le cubature sono elementi che nel progetto non convincono. Quest'opera sembra solo una grande speculazione edilizia». Insomma, le voci contrarie ribadiscono: sì allo Stadio della Roma, no a questo progetto considerato sbagliato e invasivo.
Incassato il sì dell'Aula, spetterà poi a Parnasi redigere il progetto definitivo da sottoporre alla conferenza dei servizi convocata dalla Regione: altri 180 giorni per l'ok finale e ancora tante insidie da superare prima di partire con i lavori.
Fernando M. Magliaro

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Nuovo stadio. L'ok è atteso per questa sera (Corriere dello Sport, 22 Dicembre 2014)
di Marco Evangelisti

Stavolta dovrebbero farcela. Usiamo il condizionale (e lo usano coloro che hanno preso posizione favorevole) perché il dibattito in aula è stato acido e, a quanto risulta, non è finito. Eppure non ci sono altre chance o meglio ce ne saranno poche. La riunione odierna del'assemblea capitolina chiude il ciclo prefestivo, a meno che non passi l'idea di inserire prima della fine dell'anno qualche convocazione supplementare. Nel corso delle quali, però, si discuterà eventualmente ed essenzialmente di bilancio comunale.

Il clima. La delibera che gratifica il progetto dello stadio della Roma - e le costruzioni connesse, per un intervento totale vicino al milone di metri cubi - dello status di interesse pubblico va al voto entro la sera di oggi. Serve il numero legale di almeno 25 consiglieri presenti. Dovrebbe essere facile arrivarci e invece no. Sia perché il Natale in arrivo non aiuta sia perché quella di procrastinare il più possibile la decisione sullo stadio è diventata la strategia basilare delle opposizioni.
Guadagnando tempo, si scoraggiano coloro che hanno proposto e presentato l'opera, si mette in difficoltà la giunta di Ignazio Marino, già di suo non nel momento più florido del mandato, e si aumentano le possibilità che il clima politico cambi. Fatti i conti, quando il voto ci sarà è estremamente probabile che la delibera passi, visti i numeri di cui dispone il sì.

Velocità. Contano di farcela, appunto. Entro oggi. Nonostante le perplessità di parte della maggioranza, l'ostruzionismo, gli appelli di diverse associazioni. Non c'è dubbio che lo stadio della Roma riscuota un consenso di fondo, ma poi sono entrate in gioco considerazioni politiche, lobbistiche, ideologiche.
Il presidente della Roma, James Pallotta, ha promesso al sindaco Marino di partire con i cantieri entro la primavera del 2015 e di completare stadio e opere in tempo utile per la stagione agonistica 2017-18. Se la delibera verrà approvata entro Natale. Se il progetto passerà anche l'esame della conferenza dei servizi a livello regionale. Se non sorgeranno intoppi con l'assegnazione attraverso concorso pubblico delle infrastrutture per la mobilità.
Dipende anche dai progettisti stessi, che dopo il voto di domani dovranno completare il progetto il più rapidamente possibile. Dalla presentazione ci vorranno altri sei mesi per i permessi definitivi. Quindi la giornata di oggi è uno snodo fondamentale.

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È il giorno dello stadio, garantisce Marino (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 22 Dicembre 2014)

Il sindaco alle 9 apre i lavori dell'Assemblea ed è pronto a tornare nel pomeriggio per il rush finale. Voto in serata o domani
di Alessandro Catapano

Èil grande giorno? Probabilmente sì. In fondo, ne sono trascorsi «solo» 109 dalla delibera della Giunta sul «pubblico interesse» del progetto Tor di Valle. Poteva andare peggio. Se sulla parte cattiva del Pd romano
non si fosse abbattuto il ciclone Mafia Capitale, lo stadio avrebbe salutato il 2014 senza l'approvazione dell'Assemblea capitolina. Questo lo ha fatto intendere, con un pizzico di arroganza, anche James Pallotta. Il nuovo ufficio di Presidenza e, soprattutto, un sindaco uscito più forte dall'inchiesta del Procuratore Pignatone, hanno rimesso il progetto di Parnasi su una corsia preferenziale.

STAVOLTA TUTTO PRONTO
Oggi dovrebbe tagliare il traguardo, il primo previsto dalla legge di stabilità dello scorso anno (a breve verrà il turno della Regione che dovrà valutare il progetto definitivo). Sempre a patto che la maggioranza non tradisca, garantendo il numero legale. Il sindaco cercherà di fare ulteriore pressione sui «suoi» consiglieri partecipando di persona all'apertura dei lavori, alle 9.15. E potrebbe anche tornare in aula Giulio Cesare nel pomeriggio se la seduta, come è prevedibile, avrà bisogno di una ripresa dopo la pausa dedicata alla Conferenza Metropolitana. La votazione non arriverà prima di sera. Le opposizioni non staranno a guardare, provando in tutti i modi a tirarla un'altra volta per le lunghe. Duecentottantadue interventi presentati, così distribuiti: 163 ordini del giorno, 117 emendamenti, 2 subemendamenti. Molti non arriveranno in aula, ma sarà comunque un numero cospicuo.

E SE DOMANI...
Nell'ipotesi che nemmeno oggi arrivi la fumata bianca, resterà a disposizione la mattinata di domani, prima che l'Aula Giulio Cesare chiuda per le festività. Festeggiare il Natale senza approvazione è un'eventualità che né Marino né Parnasi e Pallotta vogliono prendere in considerazione. Significherebbe dover aspettare il nuovo anno.

happyeagle

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Il "Pallottoliere" ? per contare i voti o le mazzette?

ES

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Ragazzi con la sciarpa giallorossa dentro l'aula... Lo dicono gaudenti a doppia radio.

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gentlemen

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Intervenga la magistratura, quello che sta avvenendo al comune di Roma è qualcosa di assurdo e scandaloso.

paolo71

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ma chiudere sto comune per mafia no?

ES

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Citazione di: paolo71 il 22 Dic 2014, 15:14
ma chiudere sto comune per mafia no?
se chiudono da soli?
come chiedere alla camorra di chiudersi, perchè dovrebbero?
stanno una pacchia, loro.
Il problema è chi li vota.
E il problema, molto in piccolo però interessante, sono anche taluni laziali che hanno vomitato veleno sul progetto stadio Lazio senza nemmeno un intervento in questo topic. Che non risolve, ok, ma quanto meno dà morale.
Perchè uno come WBB romperà pure i cogxioni, ma ha conoscenza e quì interviene, più incaxxato che mai.
Sono altri che per me sono collusi.
Stavolta non si facciano prigionieri.

ES

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Dal trigorriere:

In Aula Giulio Cesare si discute il via libera definitivo al pubblico interesse per lo stadio della Roma americana, fortemente contrastato dall'opposizione, ma anche da parte della maggioranza presieduta da Ignazio Marino. L'opposizione chiede la sospensione della seduta per motivi regolamentari, ma la maggioranza la spunta: si va avanti, con votazione prevista verso le ore 19, con l'obiettivo di ottenere il via libera entro stasera.

NEMICOn.1

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Si devono sbrigare prima che bloccano questo scempio

roby67

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Ma non se vergognano?! Un Comune virtualmente fallito, in fase di commissariamento, può prendere delle decisioni così "gravi " in due minuti ed in un momento simile? Cioè questi dovrebbero andà tutti a casa se non in un altro posto, e continuano ad usare quel posto per i proprio porci comodi?
Stasera la votazione. me piacerebbe respirare l'aria durante quella votazione e soprattutto indagare coloro i quali voteranno a favore. 2000 persone firmano contro questo scempio per la loro sopravvivenza, altri fanno sciopero della fame..e  una banda di manigoldi capitanata da yankee e fomentate da ex terroristi si appresta oggi a scrivere una delle pagine più luride della storia di questa povera città. Ma l'amore paamaggica nun se discute. Moriate tutti voi e la vostra squadra di merda.

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RubinCarter

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Scusate, ma ammesso ottengano la delibera, i 1000 milioni , chi li caccia ?

roby67

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 22 Dic 2014, 07:53
È il giorno dello stadio, garantisce Marino (Gazzetta dello Sport ed. Roma, 22 Dicembre 2014)

Il sindaco alle 9 apre i lavori dell'Assemblea ed è pronto a tornare nel pomeriggio per il rush finale. Voto in serata o domani
di Alessandro Catapano

Èil grande giorno? Probabilmente sì. In fondo, ne sono trascorsi «solo» 109 dalla delibera della Giunta sul «pubblico interesse» del progetto Tor di Valle. Poteva andare peggio. Se sulla parte cattiva del Pd romano
non si fosse abbattuto il ciclone Mafia Capitale, lo stadio avrebbe salutato il 2014 senza l'approvazione dell'Assemblea capitolina. Questo lo ha fatto intendere, con un pizzico di arroganza, anche James Pallotta. Il nuovo ufficio di Presidenza e, soprattutto, un sindaco uscito più forte dall'inchiesta del Procuratore Pignatone, hanno rimesso il progetto di Parnasi su una corsia preferenziale.

STAVOLTA TUTTO PRONTO
Oggi dovrebbe tagliare il traguardo, il primo previsto dalla legge di stabilità dello scorso anno (a breve verrà il turno della Regione che dovrà valutare il progetto definitivo). Sempre a patto che la maggioranza non tradisca, garantendo il numero legale. Il sindaco cercherà di fare ulteriore pressione sui «suoi» consiglieri partecipando di persona all'apertura dei lavori, alle 9.15. E potrebbe anche tornare in aula Giulio Cesare nel pomeriggio se la seduta, come è prevedibile, avrà bisogno di una ripresa dopo la pausa dedicata alla Conferenza Metropolitana. La votazione non arriverà prima di sera. Le opposizioni non staranno a guardare, provando in tutti i modi a tirarla un'altra volta per le lunghe. Duecentottantadue interventi presentati, così distribuiti: 163 ordini del giorno, 117 emendamenti, 2 subemendamenti. Molti non arriveranno in aula, ma sarà comunque un numero cospicuo.

E SE DOMANI...
Nell'ipotesi che nemmeno oggi arrivi la fumata bianca, resterà a disposizione la mattinata di domani, prima che l'Aula Giulio Cesare chiuda per le festività. Festeggiare il Natale senza approvazione è un'eventualità che né Marino né Parnasi e Pallotta vogliono prendere in considerazione. Significherebbe dover aspettare il nuovo anno.

C'hanno il coraggio di festeggiare. Ma questi dove c azzo vivono?!
Ma sti articoli senza vergogna dove li scrivono? in curva sud? Ma la magistratura non può intervenire?!

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