Alla ragazza mia i colleghi milanesi hanno regalato l'ultimo libro di Cracco. Ieri l'ho letto: è riuscito a non nominare né Roma né il Lazio quando ha parlato di gricia, amatriciana (mnco l'Abruzzo se è per questo, per i puristi), costolette d'agnello fritte panate (ha detto che è una sua riproposizione per far sentire meno il sapore di bestia, mortaxxi sua, mi nonna le faceva quando lui manco stava nelle palle del padre e su padre stava nelle palle de su nonno) i carciofi (ha nominato come li fanno a Milano, infatti so famossissimi i carciofi de Milano...). Lasciamo perde sul riciclo del riso (arancini e riso al salto, ok, ce sto, pure io dico che l'arancina è molto superiore al volgare suppli ma se t'avanza il riso al sugo che fai? lo butti dalla finestra?).
Boh, io lo so che magari la cucina laziale non è sto popo de raffinatezza e de varietà ma ha nominato tutta Italia dove serviva e pure dove non serviva (lezione 1, spaghetti al pomodoro, ha nominato il lago de Garda...) ma un minimo dare a Cesare quello che è de Cesare...a Cra' te posso tocca?