ritiro su questo topic, che però cambierei da "cucinare" a "cucina" per renderlo più ampio.
Nell'OT su Temi Adler scrivevi che tra una cena tristellata e una grigliata tra amici preferisci la seconda.
Io no

O meglio, sono due cose differenti: nella grigliata tra amici il cibo è pretesto; certo che sia buono è meglio, ma comunque non è il centro. E' intrattenimento.
L'alta cucina è arte. E' un viaggio sensoriale. E' scoprire sapori e abbinamenti che nemmeno immagineresti.
E' un po' come l'arte contemporanea: finché non la studi non la capisci e resti al luogo comune. Non ti sfama, è una truffa, io voglio magnà. un po' come pensi che sia una truffa una tela strappata fatta passare per grande opera.
Poi però se ti prendi la briga di assaggiarla e senti un accostamento che copre tutte le zone della tua lingua, in cui le papille si rimandano vicendevolmente come in una sinfonia, resti estasiato.
inizi ad apprezzarla e capisci il senso delle porzioni (e delle proporzioni), il fatto che alcuni scimmiottano, ma quelli seri ti lasciano appagato a fine menù e soprattutto che quando ad un piatto lavorano in quattro/cinque in una cucina di venti elementi ha anche senso che lo paghi 40 euro.
E allora bona la carbonara eh, ma quella me la posso fare anche da solo.
E sono disposto a vestirmi di merda, ma una volta l'anno spendere 200 euro su una cena.
Andrea Fusco è stato il mio primo amore, quello che mi ha aperto il terzo occhio, con quel suo uso sapiente del latte di cocco (a me solo l'idea del cocco nel cibo faceva ribrezzo).
A mio avviso meriterebbe una stella Marco Claroni, se solo avesse un locale più idoneo...
Sposo appieno la filosofia di Arcangelo Dandini, apprezzo Anthony Genovese.
Da tempo ho nel mirino Roy Caceres (Metamorfosi), ma non ho avuto ancora l'occasione (e i risparmi).
Sognando il giorno in cui arriverò alla corte di Heinz Beck, ma non sono ancora degno.