La perdita dei genitori

Aperto da Goceano, 23 Ago 2020, 14:45

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

ronefor

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 9.177
Registrato
Concordo con Tarallo
L'unica cosa che mi va di dire è che  c'è sempre un peggio
Nel mio caso i miei genitori biologici divorziarono e si risposarono entrambi
Io ho vissuto , prima di sposarmi, per tanto tempo con mia madre e il mio patrigno ma ho conservato dei buoni rapporti anche con mio padre e la matrigna.
Sono morti tutti e 4 ...
Ca va sans dire

sololanebbia

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 2.465
Registrato
Ho perso mio papà 9 anni fa dopo sei mesi in cui il cancro lo aveva consumato e umiliato. Mia mamma se n'è andata due anni dopo ma aveva già smesso di vivere quando era morto mio papà, stesso copione stessa umiliazione, maledetto cancro.   
Da tempo vivevo al Nord ma sono riuscito ad esserci quando se ne sono andati. Li sogno spessissimo, generalmente giovani e sorridenti e la cosa mi conforta. Mi mancano moltissimo, poi si sa, il tempo, la Famiglia, i figli, il lavoro ..... ma il vuoto è obiettivamente incolmabile

Fiammetta

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 11.099
Registrato
Vi abbraccio tutti. Dei lutti io non riesco più a parlare.

COLDILANA61

*
Lazionetter
* 17.367
Registrato
Vi invidio .

Anche se non è la parola giusta , il posto giusto , il momento giusto .

Scusate .

Se potete .

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

pan

*
Lazionetter
* 4.586
Registrato
(porga, se posso permettermi... ovvio che le ansie non possono essere decise nè tantomeno controllate con un banale ragionamento, quindi ben venga un aiuto esterno. però razionalizzare può essere un primo piccolo passo. ti potrebbe aiutare il pensiero che ormai i figli si fanno tardi, vedo in giro tanti genitori ultra quarantenni/cinquantenni con passeggini, ovvio quindi che per queste nuove generazioni la percezione dei propri genitori è diversa da quelli che venivano messi al mondo da genitori venticinquenni. saranno moltissimi in questa situazione, per loro normale. tante mamme fanno il loro primo figlio a 35/40 anni, le famose primipare attempate una volta, adesso è la norma. lo metteranno in conto,  a scuola avranno quasi tutti genitori della stessa fascia d'età e sposteranno, naturalmente, la proiezione del tempo da spendere con chi li ha curati e cresciuti.)

Splash

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 39.833
Registrato
Io ho perso mio padre quando avevo 10 anni (ora ne ho quasi 30). Nei primi anni e` stato molto difficile elaborare il lutto, o meglio, io ho provato a rinchiudermi in me stesso e tenere per me le emozioni; solo ultimamente, dopo aver lavorato molto con me stesso, mi sono reso conto dei problemi che mi ha causato la sua mancanza. La vita e` cosi`, purtroppo non possiamo farci niente. Anche se ci sono gia` passato una volta, non so come potrei reagire se succeddesse qualcosa a mia madre...

RubinCarter

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 48.162
Registrato

cippolo

*
Lazionetter
* 4.597
Registrato
Ho perso il mio papà la sera di capodanno 23 anni fa' (24 tra pochi mesi. Nel 1997. Aveva 56 anni e tra sei mesi sarebbe andato in pensione dopo 40 anni di lavoro e solo 9 giorni di malattia durante tutto l'arco lavorativo. Un maledetto ictus c'è l'ha portato via in un istante. Un fulmine a ciel sereno.Non si è potuto godere neanche un giorno di meritata pensione e questo mi da veramente fastidio dopo una vita di sacrifici per noi. Certo è  una ferita che non si rimargina, a volte si attenua ma non andrà mai via. Ci penso spesso e mi manca tanto. Mi ha lasciato il suo lavoro visto che la legge permetteva l'assunzione di un figlio per chi moriva in servizio. Forse è  per questo che amo il mio lavoro. E cerco di farlo il meglio possibile. Solo che il giorno di capodanno non riesco a stare casa. Troppi ricordi. Sono 23 anni che a capodanno lavoro. Non nego che i primi tempi (avevo 24 anni) sono stati duri psicologicamente ma credo che grazie anche ai suoi insegnamenti sono riuscito a superarli. La pandemia mi ha scosso molto (ancora adesso) perché penso a mia madre però  bisogna reagire. Seguo le regole alla lettera. Difficile parlare di queste cose ma credetemi mi ha fatto sentire meglio raccontarlo a voi. Un abbraccio a tutti voi. Ciao papà e sempre Forza Lazio

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

paolo71

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 21.819
Registrato
Un pensiero e un abbraccio a tutti voi, col cuore gonfio.

Gert dal Pozzo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 7.881
Registrato
Citazione di: paolo71 il 25 Ago 2020, 08:35
Un pensiero e un abbraccio a tutti voi, col cuore gonfio.

Non riesco a dire altro, io ancora fortunatamente non mi sono confrontato con situazioni di questo tipo, anche se so già che sarà devastante (anche perché non ho nulla di risolto, nè io personalmente, nè con loro)

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Citazione di: Gert dal Pozzo il 25 Ago 2020, 11:00
(anche perché non ho nulla di risolto, nè io personalmente, nè con loro)

Consiglio spassionato: risolvi. Non rinviare di un giorno.
(a meno che non sia un refuso e tu volessi dire "irrisolto")

StylishKid

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 28.258
Registrato
Anche io sono nella situazione di Gert e sto risolvendo piano piano alcune questioni che arrivano dal passato remoto.
Tara' non è facile fare tutto in fretta.

Io sono partito prendendo mio padre da una parte e dicendogli in faccia che gli sono riconoscente per tutti i sacrifici fatti per noi (me e mio fratello) e che solo ora che sono padre capisco quanto sia stato difficile per lui prendere alcune decisioni.
Gli ho anche detto che solo ora capisco i suoi silenzi pensierosi del passato, le notti insonni e i viaggi di lavoro che lo tenevano lontano da casa per tanto tempo.
La paternità mi ha catapultato nella sua dimensione e oggi condivido con lui quelle stesse preoccupazioni e quelle notti insonni.

E' stata una liberazione e glielo dovevo.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

ranocchio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 1.493
Registrato
Io ho perso mio padre meno di un mese fa. Mia mamma era morta tre anni fa.

La morte di mio padre ha segnato la fine del mio ruolo di figlio e con lui se ne sono andati i ricordi di mia madre che avevo 'appoggiato' su di lui, che riemergevano nei suoi racconti e nella sua dolce tristezza.

Per la prima volta mi sono sentito un po' solo e vedo mia figlia di nove anni con occhi diversi. Ma non è solo una pagina triste, è anche un'evoluzione della vita.
Per chi come me ha avuto il privilegio di vedere i suoi cari morire a 78 e 85 anni è anche un passaggio importante che mi aiuta a vivere la mia 'mezza età' con consapevolezza diversa.

Lo scorso anno ho avuto il presentimento che mio papà non sarebbe ancora vissuto a lungo, tra gli acciacchi e qualche medicina di troppo.
Così l'ho portato a vedere la finale di Coppa con l'Atalanta con la convinzione che difficilmente avrebbe goduto della salute per venire allo stadio nei prossimi anni. E l'ho visto commuoversi come un bambino. E' stata una delle scelte più azzeccate della mia vita.

Ho un video con la premiazione e il suo volto commosso ripreso dalla tribuna Tevere che sarà un ricordo perenne.

mapalla

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 2.123
Registrato
Mi sono imbattuto nel topic oggi, come fosse un segno del destino. Giusto 17 anni fa e giusto a quest'ora se ne andava mio padre,dopo un mese di agonia al Forlanini per quella che chiamo "la malattia di famiglia", anche se mio padre è stato un fumatore e quindi avevamo anche accettato la sentenza come una cosa "inevitabile". Abbiamo passato insiemem il mese di agosto prima in reparto e poi in una specie di "sala sterile" dove non funzionava nemmeno il condizionatore d'aria e che ho dovuto cercare di riparare da solo perchè in ospedale non fregava niente a nessuno; da parte di tutti (tranne che di un infermiere che, poverino, se ne è andato anche lui così) c'era solo l'interesse di sbolognare una persona destinata a morire nel reparto perchè "avrebbe fatto statistica negativa". E'stata una terribile esperienza, segnante per il resto della mia vita per qualla sorta di atmosfera surreale sopportata fino al funerale. Dopo sono stato per alcuni giorni letteralmente frastornato, probabilmente dal crollo di adrenalina, e non ricordo cosa ho fatto fino a settembre. L'esperienza più traumatica però è stata con mamma (avevo solo 14 anni) ed anche lei se ne è andata per un cancro dopo quasi 8 mesi di agonia; quando è morta pesava solo 29 kg. Quando papà tornò a casa con l'esito dell'operazione che non lasciava scampo, mi sono improvvisamente trovato a gestire la mia vita, quella di mio fratello più piccolo di 4 anni, della casa e di tutto quanto di ciò si occupava mia madre perchè mio padre, naturalmente, passava quanto più tempo possibile insieme a lei in ospedale. A 47 anni ormai dalla sua morte ancora non riesco a pensare a quell'anno ed agli anni successivi, quelli dell'adolescenza, che per un ragazzo dovrebbero essere i più belli e spensierati ed invece per me sono stati un incubo, con altre vicissitudini della vita di mio padre che non voglio raccontare, ma che mi hanno fatto diventare adulto a 16 anni.
Un abbraccio a tutti voi

gaspare

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 407
Registrato
Un caloroso abbraccio a tutti.   :(

biancocelestedentro

*
Lazionetter
* 16.871
Registrato
Un abbraccio a Goceano e a tutti quelli che hanno postato. A suo tempo anche io ci aprii un topic sulla morte di mio padre, dieci mesi dopo che era successo e a lutto praticamente elaborato. A dicembre sarà il decimo anniversario e in tutti questi anni le occasioni per riflettere sulla sua e sulla mia vita in relazione alla sua non sono mancate ma non è questo che voglio dire qui.
Rispetto alla domanda originaria di Goceano direi invece che dalla perdita di un genitore bene o male se ne esce. Il lutto alla fine una persona normale lo elabora pure, nel senso che alla fine una persona normale  riesce a riorganizzare la propria vita dopo la perdita che ha fatto venire meno un punto di riferimento, anche sul piano emotivo. Un'amica psicologa mi diceva che di regola le cose si devono risolvere in sei mesi, poi c'è chi ci mette un po' di più e chi ci mette meno per i motivi più vari ma il tempo di riferimento è quello. Per tempi superiori si deve prendere in considerazione la patologia, ovviamente valutando i vari casi nello specifico.
Quello da cui non si esce mai fuori veramente è l'eredità che i nostri cari ci lasciano, intesa in senso molto ampio. Queste sono cose che scorrono dentro come un fiume carsico e riaffiorano di quando in quando: un gesto, un modo di dire, un interesse per qualcosa. Cose che ci hanno dato senza dircelo veramente e che poi ci ritroviamo a maneggiare in molti modi, a volte in modo consapevole, a volte meno.

Gert dal Pozzo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 7.881
Registrato
Citazione di: Tarallo il 25 Ago 2020, 11:03
Consiglio spassionato: risolvi. Non rinviare di un giorno.
(a meno che non sia un refuso e tu volessi dire "irrisolto")

Nessun refuso, il problema è che il "personalmente" è legato a doppio filo al "con loro", quindi la difficoltà è doppia

tallondachille

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 2.153
Registrato
Una famiglia di 6 persone decimata. Morti in 3, i miei genitori e il fratello minore, a casa improvvisamente.
Non ne ho potuto vedere nessuno per l'ultima volta in faccia nonostante le corse in macchina da dove abito a Roma.
Non passerà  mai

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

TestaccioLaziale

*
Lazionetter
* 4.693
Registrato
Le vostre parole mi fanno piangere il cuore, io mi ritengo fortunato, vi abbraccio tutte/i


Gert dal Pozzo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 7.881
Registrato
Citazione di: tallondachille il 26 Ago 2020, 08:16
Una famiglia di 6 persone decimata. Morti in 3, i miei genitori e il fratello minore, a casa improvvisamente.
Non ne ho potuto vedere nessuno per l'ultima volta in faccia nonostante le corse in macchina da dove abito a Roma.
Non passerà  mai

Un abbraccio...

Discussione precedente - Discussione successiva