Io, per carattere non diffido mai delle novità...anzi..
Fui molto contento quando la Lazio scelse Ballardini

....mi piaceva come giocavano le sue squadre anche se, dopo poco mi accorsi che non era l'allenatore giusto per noi....quegli occhiali neri erano lo specchio del suo distacco dalla nostra storia..... si vedeva che non c'azzeccava un tubo con noi!!!!
Quando Lotito scelse Reja mi resi conto che eravamo andati sul sicuro, sul concreto...l'allenatore giusto al posto ed al momento giusto.
Al termine della stagione scorsa, volevo voltare pagina ed ero stato tra gli sponsor di montella in primis, pioli subito a seguire e se proprio non si quagliava con questi proponevo, "obtorto collo" mazzarri.
Ovviamente dopo quel terrificante ciclo di amichevoli avevo cominciato a seriamente a preoccuparmi anche se, anche per la prima uscita con i dilettanti dell'Auronzo, mi era piaciuta. si vedeva che dietro quel mister c'era qualcosa di nuovo, nelle idee.
Avendo giocato a pallamano, anche in serie A, ed avendo frequentato/conosciuto tanti serbi, croati e sloveni, mister Petkovic, mi dava l'impressione di uno che sapesse il fatto suo ed il mio pacco di giuste critiche lo tenevo da parte in vista del campionato. Poi il campionato ha spazzato via le mie pur minime perplessità ed il mister, a parte le sconfitte con catania e napoli si è rivelato un vero gentiluomo oltre che un grande allenatore. Un tecnico capace di affrontare il circo mediatico romano e nazionale con una padronanza da consumato veterano di mille battaglie. e pensare che ad oggi ha sulle sue spalle solo 20 partite in serie A.
Quindi in estrema sintesi non sono mai sceso dal mio carro "Lazio"...detto questo non posso che togliermi il cappello davanti a chi lo ha scelto a prescindere e cioè il presidente Lotito e il ds Tare, autori di una scelta a dir poco rischiosa per il curriculum del mister. Ricordo ancora gli sberleffi e le risa quando si parlava dei suoi trascorsi alla Caritas!!!!
Bisogna conoscere prima di capire e non capire prima di conoscere e soprattutto bisogna saper ascoltare l'altro.....
Davvero una lezione per i tanti parrucconi e sapientoni dell'etere e della carta stampata italiana.