Mio zio, che mi ha passato la lazialità grazie a una sinergia di fattori genetici e ambientali, divide lombrosianamente i giocatori in "da Lazio" e "da riomma" dopo averli osservati per pochi secondi. Matuzalem, sempre secondo mio zio, è nato per indossare i colori giallozzozzi. Gomma americana biascicata a bocca aperta, tatuaggi anche dentro le narici, rosichella naturale, gomiti sovente attratti dalle mandibole avversarie... difficile non concordare con il giudizio del mio parente.
Diaki invece mi ha deluso tantissimo. Agli esordi era un pippone spaventoso, potentissimo ma indisciplinato e tecnicamente molto scarso. Abbiamo creduto in lui, gli abbiamo fatto il contratto da professionista quando aveva una gamba frantumata, lo abbiamo aspettato e impiegato progressivamente, permettendogli di migliorare e di mettersi in luce. Se ancora c'è uno spiraglio per un minimo di attaccamento alla maglia, la Lazio e Lotito non meritavano il voltafaccia del Francese. In ogni caso, preferisco lasciare libero un giocatore che si comporta così, piuttosto che indebitarmi per rinnovargli il contratto per il solo sfizio di chiamarlo "cappetan transalpino" o altre perle giallorosiche similari.