La sconfitta oggi è una punizione troppo grossa, immeritata, perchè se è vero che il Genoa nel primo tempo ha meritato il doppio vantaggio, giocando appositamente su ritmi altissimi, quasi impossibili da mantenere, (contando sul fatto che noi avevamo la partita di coppa sulle gambe), nel secondo tempo, dove, come prevedibile, è tornato a ritmi umani, abbiamo ripreso in mano il filo del gioco e siamo tornati in partita alla grande.
E non negate che tutti abbiamo accarezzato l'idea di vincerla. Anche i ragazzi in campo.
A complicare le cose anche i due infortuni traumatici subiti durante la partita uno dei quali doveva mettere il Grifone in condizione di giocare in 10.
Una cosa è certa: in panchina c'abbiamo Gesù Cristo, che dopo il brutto primo tempo, 'sta partita l'ha rivoltata come 'na cozza per l'ennesima volta. Capovolgendola.
Proprio perchè lo scudetto non è per noi, dopo il pareggio sarebbe stato giusto proteggere il punto, in vista del raggiungimento di un posto utile per la Champions League.
Ma non è nel DNA di Petko. Provare a vincere sempre, questo è quello che trasmette ai giocatori.
Questo modo di approcciare le gare Martedi ci ha portato in paradiso, oggi la beffa.
Ma è la strada giusta, anche se ora l'amarezza è tanta.
Sospendo ogni giudizio sul discorso del mercato.
Criticare Lotito, anche se con ragionevolezza, in questo momento sembra essere diventato come un peccato di lesa maestà.
L'impressione continua ad essere sempre quella che si facciano due passi avanti ed uno indietro.
Ed i motivi per cui questo avviene non sempre sono chiaramente condivisibili.
Ma tant'è, sosteniamo Pereirihna, questa squadra di leoni e un mister che sorprende ogni giorno di più.
P.S.: Io un gol di testa di Rigoni su calcio d'angolo non mi ricordo di averlo mai visto! 'N' ce se crede!