Citazione di: V. il 05 Feb 2013, 17:50
secondo te, senza nuocere al topic, o spostandoci altrove, sarà possibile parlarne?
Secondo me sì.
La massima sulla scrittura vale secondo me per qualsiasi argomento, diventa più incisiva se l'argomento è la Lazio e il fatto che evidentemente non si riesce a veicolare un'immagine della Lazio che non sia privata delle pietre angolari della sua storia. I ragazzi del 74, quelli del -9 su tutto.
L'impressione è che la Lazio abbia bisogno di essere comunicata in positivo, e non, come succede abitualmente, a partire dalle precisazioni su ciò che non è mai stato scritto e che avrebbe dovuto. Come se volessimo recuperare tempi e miti perduti, anzi soffocati dalla furia mitopoietica dell'altra parte del Tevere, puntualmente seguita dall'asfissiante e implacabile martellamento mediatico.
Ma qui saremmo OT. Forse, credo. Nel senso che Plastino pur nel suo disordine genetico e nel suo declino paranoico possiede ancora una sorta di retaggio/consenso: la no stop, la lazialità, i pomodori sono maturi. Più recentemente l'accanimento nei confronti di Lotito è stata la sua scelta di vita per attrarre piccoli-grandi gruppi di disobbedienti e ribelli contro la Lazio del nuovo millennio che volenti e nolenti è targata Lotito e che, volente-nolente lui, ha scritto già pagine molto più preziose di quelle che lui, Plastino, raccontò. I racconti di Plastino vertono sempre su una retorica piangente che può avere un appeal molto marginale e contribuiscono a ghettizzare il nome e la storia Lazio.
Andrebbero bene, i suoi contributi (quelli di una volta - immagini e musica - non questa pentolaccia dialettica che va [...]mente in scena ogni domenica da anni) come contorno e assaggio all'interno di una storia che abbisogna di ben altra epica e che, guai a parte, ha tutto il diritto di essere narrata per la sua parte cristallina, vincente, internazionale, giusta.