De Martino sui fermati a Varsavia: "Rilasci che avvengono al singhiozzo, siamo al lavoro da ieri per far rientrare tutti il prima possibile"
29.11.2013 11:44 di Lalaziosiamonoi Redazione articolo letto 1126 volte
Fonte: Antoniomaria Pietoso -
Lalaziosiamonoi.it© foto di Federico De Luca
Una vittoria importante quella di ieri della Lazio a Varsavia, ma un match rovinato dalla situazione dei tifosi arrestati ieri prima del match. Tante le voci al riguardo e per chiarire la situazione è intervenuto Stefano De Martino, responsabile della comunicazione biancoceleste, che ai microfoni di Lazio Style Radio 100.7 ha voluto fare il punto di quanto avvenuto in Polonia e su quale è al momento la situazione: "Siamo al telefono da questa notte per seguire la situazione. Le notizie che abbiamo noi sono queste. Ricostruendo sono stati dei fermi frazionati, si è iniziati da 60 e si è arrivati alle 150 persone fermate nel momento in cui si raggruppavano per nadare insieme allo stadio visto che la notte prima c'era stato quell'intervento della polizia con la perquisizione nelle camere d'albergo. Tutto questo non è scritto in un verbale, ma lo sappiamo solo dai racconti dei tifosi. Noi avevamo chiesto che i tifosi che si fossero radunati per andare insieme allo stadio, venissero scortati per far si che arrivassero con serenità allo stadio. Invece ci sono stati questi fermi preventivi per evitare disordini, secondo quanto diceva la polizia. Io, il segretario e Igli Tare abbiamo cercato di avere notizie durante la gara. Il direttore sportivo ci ha aiutato anche con la lingua visto che parla tedesco. Ci ha raggiunto immediatamente l'ambasciatore italiano allo stadio e con varie telefonate cercavamo di capire cosa fosse accaduto. I tifosi venivano accompagnati in vari commissariati e alcuni li abbiamo individuati tramite le chiamate dei tifosi che ci comunicavano la loro posizione attraverso il gps del telefonino. Tra il primo e il secondo tempo dopo le chiamate incessanti sono state rilasciate sessanta persone.Dopo questo dato non abbiamo un dato preciso, noi crediamo siano almeno un centinaio, delle persone che sono rimaste lì. Altre 20 persone sono state rilasciate in seguito, almeno da quello che so io. Un fermo preventivo non ha giustificazioni. Noi come organo ufficiale non possiamo raccontare favole, ma dobbiamo dire cose certe. Un gruppo di persone dovrà essere ascoltato dalle forze dell'ordine per chiarire presunti atteggiamenti di cui noi e gli organi di stampa italiana non abbiamo. Le notizie le stiamo dando noi, il resto sono cose scritte su ipotesi. Immagino che un altro gruppo sostanzioso venga rilasciato già nella tarda mattinata di oggi, ma bisogna capire se c'è un gruppo di persone che verrà trattenuto per un comportamento che non èin linea con i regolamenti, ma questo non lo sappiamo e spetta al campo delle ipotesi e chi non lo fa e si avventura in questo campo non si attiene al lavoro del giornalista. Non abbiamo filmati o altre notizie, fino alle 4:30 circa siamo stati al telefono e ho sentito anche alcuni nostri tifosi. Ringrazio ancora l'ambasciatore italiano per essersi messo subito all'opera. Oggi continueremo a lavorare con gli organi preposti qui in Italia e, a seconda delle evoluzioni, vi terremo informati. Al momento non c'è nessuna certezza giornalista di alcunché, adesso la cosa importante è far rientare tutti nel più breve tempo possibile, poi parleremo del resto".
senza parole