noi polentoni del nord...
ricordo i racconti di mio nonno.
In quegli anni in cui a Piazza della Libertà nasceva la nostra Lazio.
Serate invernali passate a scaldarsi nelle stalle.
E polenta come unico piatto accompagnato da acqua per i ragazzini e vino denso e rosso intenso dai sapori sparati e aciduli per i "veci".
E la polenta versata sul tavolo sopra a cui pendeva uno spago a cui era legata una acciuga. Una. che strofinata fino alla lisca dava un pò di sapore.
E poi quando si ammazzava il maiale la cui carne veniva venduta ai ricchi e rimanevano i piedini e le orecchie che venivano sfiniti fino a consumarsi nell'acqua per ammollarli e mangiati quando era festa una domenica ogni tanto, nascosti nella polenta, al centro, perchè, chi ci arrivava, era già quasi sazio e ce ne era un pò per tutti.
Ed un arancio come regalo di Natale.