Gesti da Laziali

Aperto da Adler Nest, 01 Ott 2010, 10:47

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Adler Nest

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Lazionetter
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sento la mancanza di topic che escano per un attimo da schemi, partite, voti e commenti, ma che al contrario, dicano un pò più di noi .
Sarebbe bella una carellata di "gesti, ricordi, parole" da Laziale.
Uno si dirà: "ma cosa vuol dire da Laziale?"
per me vuol dire.
Parlo della piccola lotta quotidiana di essere Laziale "foresto"; mia e dell'aquilotto che ho allevato.

"Nel casino di casa, domenica mattina non ho trovato più la mia vecchia sciarpa degli eagles'supporters, regalatami anni fa in curva a dUdine.....
Era per me un dono prezioso che avevo conservato con cura, attenzione e portata ovunque.
Mi era parso bello consegnarla a mio figlio in un ideale passaggio di consegne.
Domenica mattina partenza per verona e la sciarpa è scomparsa.........
Mio figlio ha indossato una vecchissima sciarpa comprata ad una bancarella, sapete, di quelle dozzinali con scritto forza Lazio e l'aquila stilizzata, non quella dei meno 9, quella prima indossata sulla maglia pouchain.
Mica tanto bella, ma allora quello passava il convento.......
Il giorno dopo vado a prenderlo a scuola ed esce con la sua sciarpa al collo.
Mi ha detto che l'ha stesa in classe sull'attaccapanni per tutte e 5 le ore e l'ha difesa strenuamente"

ciao a tutti
e forza Lazio

maumarta

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Citazione di: Adler Nest il 01 Ott 2010, 10:47
.........
Mio figlio ha indossato una vecchissima sciarpa comprata ad una bancarella, sapete, di quelle dozzinali con scritto forza Lazio e l'aquila stilizzata, non quella dei meno 9, quella prima indossata sulla maglia pouchain.
Mica tanto bella, ma allora quello passava il convento.......

.....


Io ho solo quella, da 30 anni!!!

In 30 anni mia madre prima e mia moglie poi hanno cercato di lavarla, senza riuscirci.

Era ormai diventata più giallo verde che biancoazzurra (c'è l'azzurro non il celeste).

Ogni volta spiegavo a chi tentava di farla tornare al suo colore originale che il giorno della sua prima lavatrice dovevano essere lavate via, insieme allo sporco, anche le lacrime dello Scudetto.

Il 21 maggio 2000, all'Olimpico nella festa con il Bologna, avevo regolarmente la mia sciarpetta (di lana) al collo... pulita e profumata come forse non era mai stata.

matador72

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Quando mi sono sposato e sono entrato nella nuova casa, assieme ai primi vestiti nello scatolone c'era la mia sciarpa della Lazio, regalatami da un commilitone romano.
Negli anni ho preso altre sciarpe, ma non so perchè , alla fine allo stadio porto sempre quella.

BobLovati

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Qualcosa " da Laziale " ce l´ho sulle nelle pareti di una stanza, a casa mia.
Qualche netter l´ha anche vista   ;)

Quando il " mitico aaron " verrà a Roma, avrà anche lui il piacere ...   :D

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COLDILANA61

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Nel mio ufficio , qui a Milano , oltre alle solite targhe e foto tipiche di tutti gli uffici , ho una fotografia gigante appesa al muro della curva nord al derby vinto con rigore di Signori a 5 minuti dalla fine .

C'e' la dedica di tutti i miei collaboratori dell'ufficio di Roma .

E' per ricordare a tutti che a Roma ci sono i Laziali , mica solo quegli altri ........ :roll:
E' per ricordare a tutti come devono parlarmi il lunedi mattina . :twisted:
E' per far sapere a quelli che non mi conoscono , quando sentono la mia cadenza , da che parte sto. ;)

P.S. : la sciarpetta nel cassetto , la tiro fuori solo nelle occasioni speciali (l'ultima e' 8/8/2009  :oops:)

Il Mitico™

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Ho una sciarpa del secondo scudetto, ma per scaramanzia non tiro fuori niente durante la partita, al massimo il portachiavi. :D E' dovuto al fatto che nell'estate 2002 avevamo messo una bandiera dell'Italia per il Mondiale, e sapete com'è finita... quando sono andato a vedere il derby di ritorno un mio amico mi ha chiesto se portavo la sciarpa, se la metteva lui, e così l'ho portata: sapete com'è finita, no? :roll:

fede75

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I ricordi più belli della mia lazialità sono quelli legati alla mia infanzia, quando, dall'età di 7 anni mio papà mi portava allo stadio.
Con me qualche volta mia sorella, ma sempre mio zio e le mie cuginette gemelle, più piccole di me di qualche anno.
Avevamo l'abbonamento. Ricordo che la domenica della partita mi svegliavo un po' euforica, preparavo la sciarpetta e il cappello,
si mangiava presto, mamma preparava il pranzo per mezzoggiorno.. non esisteva saltarlo e non mangiare tutti insieme.
Poi si partiva con la fiat 127 rossa da morena per cinecittà, dove abitava zio giuliano, fratello di papà.
Si lasciava la macchina sulla tuscolana, nei pressi della metro giulia agricola e poi tutti insieme sulla metro, fino ad ottaviano.
Ricordo che all'andata, muovendoci con largo anticipo, si incontravano pochi fratelli.. ma ricordo soprattutto la sensazione di
orgoglio che sentivo con la mia sciarpina al collo sulla metro.. ero timida, ma in quei momenti volevo che tutti mi guardassero riflettendo
sulla mia fede calicistica, sul fatto che fossi già una piccola un'aquilotta che la domenica andava a tutte le partite della squadra
amata dal suo papà e dallo zio.
Ad ottaviano si scendeva e si andava a piedi fino allo stadio.. direnzione distinti sud.
Alle mie gambette corte pareva una traversata infinita, ma per mio padre era impensabile salire sugli autubus troppo affollati
e a lui poi è sempre piaciuto camminare.. e ricordo che per papà e zio c'era anche il rituale della pipì al vespasiano che si
incontrava a metà strada.. :)
Comunque, alla fine, la fatica della lunga camminata era sempre ricompensata dall'atteso ingresso allo stadio..che ogni volta
mi faceva battere forte forte il cuore, mi sembrava gigantesco, mi sembrava uno dei "contenitori" di persone più grandi al mondo,
e anche se non ne capivo le ragioni, essere lì mi faceva sentire più grande e importante.
Ricordo poi i cori, ma soprattutto "vola un'aquila nel cielo", poi le polemiche di mio padre e mio zio pessimisti sempre ai massimi livelli,
le chiacchiere con le mie cuginette, le domande a papà "ma noi siamo quelli celesti vero"? "quelli da questa parte vero"? "ma che vuol dire
fuorigioco
?"..ricordo anche che quando vedevo genitori che compravano i gelati ai figli io ci restavo un po' male..ma mio papà aveva
stabilito la regola che avevamo già mangiato e che costava troppo lì dentro, indi per cui, se proprio lo avessi voluto, meglio prenderlo fuori..
e io obbedivo diligentemente. ..E poi gli abbracci ai gol (che non vedevo quasi mai) o l'umore cupo, in caso di risultati negativi,
che restava per tutto il viaggio di ritorno fin dentro casa, dove mia mamma, per solidarietà, ci attendeva non facendo domande o consolandoci pur non fregandogliene nulla  :luv:
Ecco, questi sono i ricordi più dolci della mia lazialità.. poi, negli anni, se ne sono accumulati infiniti.. e forse, nella fase "adulta", quello
a cui tengo di più è quello della finale a Birmingham.. che emozione!
Poi in questi ultimi anni, causa motivazioni personali varie, mi sono allontanata dallo stadio, e forse pure un po' troppo dalla LAZIO..
Sempre orgogliosa di essere di questa fede, sempre pronta a difendere questa maglia, sempre là col cuore, ma troppo lontana nei fatti..
Oggi, anche per la vicinanza di un nuovo amore della stessa fede, e anche grazie a tutti voi di lazionet, mi sembra  di esser tornata quasi bambina,
a quelle emozioni, sane e genuine, di quando tutta contenta portavo a scuola bandierine di carta coi colori del liverpool  8) e andavo
la domenica allo stadio tutta felice.. 
non so se sono andata off topic, ma mi son fatta prendere dai ricordi e da questa grande passione che è la lazio..

grazie papà del marchio ss lazio sul cuore
forza lazio  :band1:

porgascogne

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porgascogne

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il mio gesto da Laziale che ricordo con più affetto, è collegato al giorno dello scudetto
tornato dal mare (ebbene si: il dolore dell'anno passato era ancora troppo forte e decisi di andare al mare e non allo stadio) vidi tutto il secondo tempo di perugia-juve davanti alla tv, incrostato di salsedine e con le lacrime agli occhi

la prima persona che chiamai allo scadere della partita, fu Tony, Laziale di Fano e parente acquisito
lo strinsi in un abbraccio telefonico, urlando come il quadro di Munch e piangendo come la Madonna di Civitavecchia

fu l'ultima volta che lo sentii
se ne andò dopo poche settimane, ed ogni volta che la Lazio vince qualcosa di importante, io quella telefonata a Tony la rifaccio dentro di me

e lui sorride rispondendo, sapendo che sono io

orso.free

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Una bandiera fatta da me, bianca e celeste, nel 1967. Appesa sulla 500 in trasferta a Terni e scippatami da un ternotto. Breve inseguimento a piedi e con la macchina lasciata incustodita e a sportello aperto in mezzo alla strada. Recuperata. Ce l'ho ancora in fondo ad un cassetto.

italicbold

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Citazione di: orso.free il 01 Ott 2010, 13:29
Una bandiera fatta da me, bianca e celeste, nel 1967. Appesa sulla 500 in trasferta a Terni e scippatami da un ternotto. Breve inseguimento a piedi e con la macchina lasciata incustodita e a sportello aperto in mezzo alla strada. Recuperata. Ce l'ho ancora in fondo ad un cassetto.

Assieme al braccio del ternano immagino....
:D

TheJoker

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<< La felicità e' una farfalla dai mille colori che puoi solo osservare perchè se la tocchi con mano perderebbe il suo aspetto che la rende un sentimento unico>>
Cosa significa felicita' per un bambino???
Poco e  nulla un pezzo di stoffa colorata e un asta per sventolare la propria gioia la propria innocente emozione e quell'arte di comunicare fatta non di parole ma di gesti che significavano tante lettere mai lette racchiuse in un misero pezzo di stoffa......il mio misero pezzo di stoffa.....
....la mia casa era piccola, ma confortevole, confortevole del calore e dell'affetto che ci ricolmavano i nostri genitori, pochi metri quadrati, una stanza dove dormivamo tutti, ma con dignità, il pane a noi non ci è mancato mai, gente umile.... mille mestieri mani grandi e forti, e le carezze erano come il tocco di una piuma.
Quelle scale sul cortile erano il via vai di giochi interrotti spesso dalle grida di una madre
amorevole, spesso dal calare del sole, ginocchia scorticate ed una palla l'oggetto della semplicità, su quelle scale le porte erano sempre aperte e gli odori erano così forti che oggi....
Le scale, le mie scale....seduto aspettavo con trepidazione...... aspettavo che il sogno divenisse realtà.....
come è possibile dimenticare quella domenica appeso ad un albero....le mani protese in avanti di quella Madonna sembravano accarezzare piano i sogni di tutti quei bambini che come me osservavano da lontano un prato verde...non esisteva il tetto, non esisteva, la tua unica gioia era la mia gioia, la tua unica felicità, era la mia felicità, semplicità, quello di più prezioso che mi hai trasmesso, l'amore nei figli quello di più inestimabile che mi hai insegnato.
Eh già come è possibile dimenticare, le sensazioni, i suoni, gli odori, fanno parte del mio proprio IO, e sono talmente semplici che spiegarle diviene così complicato, non si puo' descrivere l'emozione con la E maiuscola per la stessa identica motivazione che descrive la felicità.
Una foto tra le mie mani e' tutto cio' che rimane della tua passione,della nostra passione, il nostro piccolo grande legame, una sciarpa con i colori del cielo nel giorno del trionfo, eri felice, non sapevi che era la tua ultima volta, insieme come quella lontanissima domenica, tante troppe cose sono cambiate, ma l'amore no quello non si cancella si rinnova ogni volta che prendo per mano mia figlia, la tua piccola stellina.
La vita cambia le carte in tavola, te lo avevo promesso, avremmo di nuovo camminato su quei gradini, avremmo di nuovo gioito insieme, avremmo di nuovo comunicato in sguardi sorrisi abbracci, il calcio la nostra complicità, quegli stessi abbracci che non riuscivamo piu' a donarci, perchè' nello sguardo dell'adulto si e' spenta la spontaneità del bambino, e quell'assurdo muro che la vita ci insegna ad edificare e' difficile da demolire.
Te lo avevo promesso, non ho avuto tempo,te ne sei andato via un giorno di sole in un giorno qualunque......
Grazie papà.

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fede75

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COLDILANA61

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Citazione di: TheJoker il 01 Ott 2010, 13:49
<< La felicità e' una farfalla dai mille colori che puoi solo osservare perchè se la tocchi con mano perderebbe il suo aspetto che la rende un sentimento unico>>
Cosa significa felicita' per un bambino???
Poco e  nulla un pezzo di stoffa colorata e un asta per sventolare la propria gioia la propria innocente emozione e quell'arte di comunicare fatta non di parole ma di gesti che significavano tante lettere mai lette racchiuse in un misero pezzo di stoffa......il mio misero pezzo di stoffa.....
....la mia casa era piccola, ma confortevole, confortevole del calore e dell'affetto che ci ricolmavano i nostri genitori, pochi metri quadrati, una stanza dove dormivamo tutti, ma con dignità, il pane a noi non ci è mancato mai, gente umile.... mille mestieri mani grandi e forti, e le carezze erano come il tocco di una piuma.
Quelle scale sul cortile erano il via vai di giochi interrotti spesso dalle grida di una madre
amorevole, spesso dal calare del sole, ginocchia scorticate ed una palla l'oggetto della semplicità, su quelle scale le porte erano sempre aperte e gli odori erano così forti che oggi....
Le scale, le mie scale....seduto aspettavo con trepidazione...... aspettavo che il sogno divenisse realtà.....
come è possibile dimenticare quella domenica appeso ad un albero....le mani protese in avanti di quella Madonna sembravano accarezzare piano i sogni di tutti quei bambini che come me osservavano da lontano un prato verde...non esisteva il tetto, non esisteva, la tua unica gioia era la mia gioia, la tua unica felicità, era la mia felicità, semplicità, quello di più prezioso che mi hai trasmesso, l'amore nei figli quello di più inestimabile che mi hai insegnato.
Eh già come è possibile dimenticare, le sensazioni, i suoni, gli odori, fanno parte del mio proprio IO, e sono talmente semplici che spiegarle diviene così complicato, non si puo' descrivere l'emozione con la E maiuscola per la stessa identica motivazione che descrive la felicità.
Una foto tra le mie mani e' tutto cio' che rimane della tua passione,della nostra passione, il nostro piccolo grande legame, una sciarpa con i colori del cielo nel giorno del trionfo, eri felice, non sapevi che era la tua ultima volta, insieme come quella lontanissima domenica, tante troppe cose sono cambiate, ma l'amore no quello non si cancella si rinnova ogni volta che prendo per mano mia figlia, la tua piccola stellina.
La vita cambia le carte in tavola, te lo avevo promesso, avremmo di nuovo camminato su quei gradini, avremmo di nuovo gioito insieme, avremmo di nuovo comunicato in sguardi sorrisi abbracci, il calcio la nostra complicità, quegli stessi abbracci che non riuscivamo piu' a donarci, perchè' nello sguardo dell'adulto si e' spenta la spontaneità del bambino, e quell'assurdo muro che la vita ci insegna ad edificare e' difficile da demolire.
Te lo avevo promesso, non ho avuto tempo,te ne sei andato via un giorno di sole in un giorno qualunque......
Grazie papà.

Scusa se te la copio . L'hai scritta con il cuore . Io non saprei esprimermi in questo modo .

La dedico a Lucia , Io 7 anni , Lei 10 . Un biglietto in due . Il sole della primavera romana . La camminata da Ple Clodio allo Stadio . Il verde del prato . I rumori della folla . La passione per la Lazio che mi hai trasmesso.

Ciao Lucia .






white-blu

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il silenzio alla fine di perugia-juve
senza urla,senza clacson,senza niente
il silenzio e la profonda gioia




dopo na 20a de minuti ho compreso il tutto

eaglefly1978

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Citazione di: white-blu il 01 Ott 2010, 14:27
il silenzio alla fine di perugia-juve
senza urla,senza clacson,senza niente
il silenzio e la profonda gioia




dopo na 20a de minuti ho compreso il tutto

Io quel giorno ero allo stadio, tutta la curva nord alla fine della partita si è riversata in massa sul prato dell'Olimpico.

Io no: solo, come un cane, seduto sul mio fido seggiolino della fila 37.
Auricolare all'orecchio collegato con Perugia.

Al fischio finale volevo scendere in campo anche io ma ormai era troppo tardi: gli inservienti stavano già chiudendo i cancelletti in Monte Mario.

Mi dissi "chi se ne frega, prima non si poteva, dovevo rimanere scaramanticamente aggurappato al mio seggiolino fino al compimento del nostro destino".  ;)

ralphmalph

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questo topic bellissimo mi ha fatto tornare in mente un episodio.
Avevo una piccola bandiera che portavo sempre con me allo stadio, la mia prima bandiera della Lazio. C'era stampata solo la coppa italia del '58 perché era antecedente allo scudetto del 1974. Durante un derby alla fine degli anni '90 ci recammo allo stadio con mio fratello e due amici riomici nella stessa macchina. Dalla parte nostra sventolava fuori dal finestrino la mia bandiera, dalla parte loro sventolava una sciarpa della riomma. Sull'autostrada la mia bandiera volò via. ogni volta che ci penso è un dolore.

matador72

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Citazione di: porgascogne il 01 Ott 2010, 12:43
il mio gesto da Laziale che ricordo con più affetto, è collegato al giorno dello scudetto
tornato dal mare (ebbene si: il dolore dell'anno passato era ancora troppo forte e decisi di andare al mare e non allo stadio) vidi tutto il secondo tempo di perugia-juve davanti alla tv, incrostato di salsedine e con le lacrime agli occhi

la prima persona che chiamai allo scadere della partita, fu Tony, Laziale di Fano e parente acquisito
lo strinsi in un abbraccio telefonico, urlando come il quadro di Munch e piangendo come la Madonna di Civitavecchia

fu l'ultima volta che lo sentii
se ne andò dopo poche settimane, ed ogni volta che la Lazio vince qualcosa di importante, io quella telefonata a Tony la rifaccio dentro di me

e lui sorride rispondendo, sapendo che sono io

Il tuo racconto mi ha fatto emozionare , perchè anch'io il giorno dello scudetto del 2000 ebbi un'esperienza simile, e la prima persona che abbracciai finita la partita fu un mio amico, neutrale in quanto a fede calcistica, ma che grazie a me simpatizzava per la Lazio, e che in questo momento è in ospedale e sta combattendo per la vita.

Forza LAZIO e forza Massimo!!!!!

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jp1900

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Citazione di: TheJoker il 01 Ott 2010, 13:49
Cosa significa felicita' per un bambino???
Poco e  nulla un pezzo di stoffa colorata e un asta per sventolare la propria gioia la propria innocente emozione e quell'arte di comunicare fatta non di parole ma di gesti che significavano tante lettere mai lette racchiuse in un misero pezzo di stoffa......il mio misero pezzo di stoffa.....

Non so quante volte sono andato in merceria a comprare 70 cm di fodera bianca e 70 cm celeste, che mia madre cuciva e rifiniva. Non so neanche in quale universo parallelo siano andate a finire, insieme ai bastoni di plastica che immancabilmente sparivano...

PS: bellissimo il post di Joker.

porgascogne

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thejoker, a suo modo, è un poeta
:)

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