I ricordi più belli della mia lazialità sono quelli legati alla mia infanzia, quando, dall'età di 7 anni mio papà mi portava allo stadio.
Con me qualche volta mia sorella, ma sempre mio zio e le mie cuginette gemelle, più piccole di me di qualche anno.
Avevamo l'abbonamento. Ricordo che la domenica della partita mi svegliavo un po' euforica, preparavo la sciarpetta e il cappello,
si mangiava presto, mamma preparava il pranzo per mezzoggiorno.. non esisteva saltarlo e non mangiare tutti insieme.
Poi si partiva con la fiat 127 rossa da morena per cinecittà, dove abitava zio giuliano, fratello di papà.
Si lasciava la macchina sulla tuscolana, nei pressi della metro giulia agricola e poi tutti insieme sulla metro, fino ad ottaviano.
Ricordo che all'andata, muovendoci con largo anticipo, si incontravano pochi fratelli.. ma ricordo soprattutto la sensazione di
orgoglio che sentivo con la mia sciarpina al collo sulla metro.. ero timida, ma in quei momenti volevo che tutti mi guardassero riflettendo
sulla mia fede calicistica, sul fatto che fossi già una piccola un'aquilotta che la domenica andava a tutte le partite della squadra
amata dal suo papà e dallo zio.
Ad ottaviano si scendeva e si andava a piedi fino allo stadio.. direnzione distinti sud.
Alle mie gambette corte pareva una traversata infinita, ma per mio padre era impensabile salire sugli autubus troppo affollati
e a lui poi è sempre piaciuto camminare.. e ricordo che per papà e zio c'era anche il rituale della pipì al vespasiano che si
incontrava a metà strada..

Comunque, alla fine, la fatica della lunga camminata era sempre ricompensata dall'atteso ingresso allo stadio..che ogni volta
mi faceva battere forte forte il cuore, mi sembrava gigantesco, mi sembrava uno dei "contenitori" di persone più grandi al mondo,
e anche se non ne capivo le ragioni, essere lì mi faceva sentire più grande e importante.
Ricordo poi i cori, ma soprattutto "
vola un'aquila nel cielo", poi le polemiche di mio padre e mio zio pessimisti sempre ai massimi livelli,
le chiacchiere con le mie cuginette, le domande a papà "
ma noi siamo quelli celesti vero"? "
quelli da questa parte vero"? "
ma che vuol dire
fuorigioco?"..ricordo anche che quando vedevo genitori che compravano i gelati ai figli io ci restavo un po' male..ma mio papà aveva
stabilito la regola che avevamo già mangiato e che costava troppo lì dentro, indi per cui, se proprio lo avessi voluto, meglio prenderlo fuori..
e io obbedivo diligentemente. ..E poi gli abbracci ai gol (che non vedevo quasi mai) o l'umore cupo, in caso di risultati negativi,
che restava per tutto il viaggio di ritorno fin dentro casa, dove mia mamma, per solidarietà, ci attendeva non facendo domande o consolandoci pur non fregandogliene nulla

Ecco, questi sono i ricordi più dolci della mia lazialità.. poi, negli anni, se ne sono accumulati infiniti.. e forse, nella fase "adulta", quello
a cui tengo di più è quello della finale a Birmingham.. che emozione!
Poi in questi ultimi anni, causa motivazioni personali varie, mi sono allontanata dallo stadio, e forse pure un po' troppo dalla LAZIO..
Sempre orgogliosa di essere di questa fede, sempre pronta a difendere questa maglia, sempre là col cuore, ma troppo lontana nei fatti..
Oggi, anche per la vicinanza di un nuovo amore della stessa fede, e anche grazie a tutti voi di lazionet, mi sembra di esser tornata quasi bambina,
a quelle emozioni, sane e genuine, di quando tutta contenta portavo a scuola bandierine di carta coi colori del liverpool

e andavo
la domenica allo stadio tutta felice..
non so se sono andata off topic, ma mi son fatta prendere dai ricordi e da questa grande passione che è la lazio..
grazie papà del marchio ss lazio sul cuore
forza lazio